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	<title>disabilità Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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	<description>no-profit organization</description>
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	<item>
		<title>Farmacie senza barriere: l’accordo Federfarma-#IoRampo</title>
		<link>https://www.egalite.org/farmacie-senza-barriere-laccordo-federfarma-iorampo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 19:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[ACCESS]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, per una persona con disabilità motoria o difficoltà di movimento, anche un gesto quotidiano come recarsi in farmacia può trasformarsi in un percorso a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, per una persona con disabilità motoria o difficoltà di movimento, anche un gesto quotidiano come recarsi in farmacia può trasformarsi in un percorso a ostacoli. Scale, scalini, ingressi stretti: barriere architettoniche che negano di fatto un diritto fondamentale, quello alla salute. Una sfida che coinvolge oltre 3 milioni di cittadini, secondo le stime, e che stride con i princìpi sanciti dalla <strong>Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità</strong>, ratificata dall’Italia nel 2009, la quale impegna gli Stati ad assicurare la piena accessibilità a tutti i servizi e gli spazi aperti al pubblico.</p>
<p>Proprio in questa direzione si muove un’iniziativa concreta e dal forte impatto simbolico: il protocollo d’intesa siglato tra Federfarma e il progetto #IoRampo, presentato alla Camera dei Deputati. L’obiettivo è rendere le farmacie – presidi sanitari di prossimità per eccellenza – realmente accessibili a tutti, a partire dalle persone con disabilità motoria, anziani, genitori con passeggini o chiunque abbia una ridotta mobilità, temporanea o permanente.</p>
<h2>La rampa mobile come soluzione immediata</h2>
<p>Il progetto #IoRampo, sviluppato dalla Società benefit Connessioni sociali e patrocinato dall’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), propone una soluzione pragmatica e a bassa soglia di attivazione: l’installazione di <strong>rampe mobili omologate</strong> all’ingresso di quelle farmacie che, per vincoli strutturali, storici o urbanistici, non possono garantire un accesso agevole con interventi edilizi permanenti. Si tratta di dispositivi semplici, sicuri e reversibili, che abbattono letteralmente l’ostacolo dello scalino, consentendo a tutti di varcare la soglia in autonomia e sicurezza.</p>
<p>L’iniziativa, come ha sottolineato la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli in un videomessaggio, “risponde pienamente ai princìpi della Convenzione ONU e alla riforma italiana sulla disabilità”, incarnando lo spirito delle norme sull’accessibilità universale. Non si tratta di un mero adempimento, ma di un cambio di paradigma: trasformare l’accessibilità da problema tecnico a <strong>valore condiviso</strong>, che migliora la qualità della vita dell’intera comunità. Per le persone con disabilità, come ha evidenziato Andrea Venuto, presidente di Connessioni sociali, significa soprattutto riconquistare la libertà di scegliere la propria farmacia di fiducia, senza essere costretti a selezionarla in base alla presenza o meno di barriere.</p>
<h2>Oltre l’ingresso: accesso ai servizi e diritto alla cura</h2>
<p>Rendere accessibile una farmacia non significa solo permettere l’ingresso fisico. Oggi le farmacie offrono un ventaglio sempre più ampio di servizi: dalla <strong>telemedicina</strong> alle campagne di prevenzione, dall’assistenza territoriale al counselling farmacologico. Garantire a tutti la possibilità di usufruirne significa tutelare il <strong>diritto all’equo accesso al farmaco</strong> e alla salute, contrastando le disuguaglianze. La farmacia accessibile diventa così un nodo cruciale di una rete sanitaria territoriale realmente inclusiva, in linea con gli obiettivi del PNRR e del nuovo assetto dell’assistenza territoriale.</p>
<h2>Una sfida culturale oltre che architettonica</h2>
<p>L’accordo Federfarma-#IoRampo si inserisce in un contesto nazionale in cui la battaglia contro le barriere architettoniche è ancora lunga. Nonostante una normativa (la legge 13/1989) esista da decenni, la sua applicazione è spesso disomogenea e legata a interventi puntuali. La scarsa accessibilità riguarda non solo gli spazi privati, ma molti luoghi pubblici, limitando di fatto la partecipazione sociale, l’autonomia e, come in questo caso, l’accesso alle cure. Iniziative come #IoRampo dimostrano che soluzioni concrete sono possibili, anche in attesa di interventi strutturali più complessi, e contribuiscono a sensibilizzare l’opinione pubblica e i gestori degli esercizi sul tema.</p>
<p>In questa cornice si colloca anche il <a href="https://www.egalite.org/access-egalite-la-certificazione-dellaccessibilita-di-strutture-e-servizi/"><strong>progetto ACCESS</strong></a> di Égalité ETS, che promuove la <strong>certificazione dell’accessibilità</strong> di strutture e servizi. Un approccio sistemico e volontario che, attraverso linee guida chiare e una valutazione trasparente, aiuta gli esercizi a migliorare la propria accessibilità sotto tutti i profili (percettivo, cognitivo, motorio) e a comunicarla efficacemente agli utenti. L’accordo sulle farmacie e progetti come ACCESS condividono la stessa visione: costruire una società in cui l’inclusione sia un criterio di qualità misurabile e un vantaggio per tutti.</p>
<h2>Verso una comunità più accogliente</h2>
<p>L’elenco delle farmacie che hanno già aderito a #IoRampo – dalla Farmacia Sollai di Iglesias alla Farmacia Mannazzu di Alghero, fino alla Farmacia Boy di Pirri (Cagliari) – è in continua crescita e mostra come l’adesione parta spesso dalla sensibilità del singolo farmacista verso la propria comunità. Questo percorso verso “farmacie senza barriere” è dunque un passo concreto per tradurre in pratica i princìpi della Convenzione ONU e costruire, giorno dopo giorno, un Paese più equo e accogliente. Perché la salute, per essere davvero tale, deve essere un diritto esercitabile da chiunque, senza ostacoli e senza distinzioni.</p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>https://www.federfarma.it/Edicola/Comunicati-stampa/16-12-2025-13-35-26.aspx</p>
<p>https://www.iorampo.com</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Disabilità e vita indipendente, rapporto UE</title>
		<link>https://www.egalite.org/disabilita-vita-indipendente-rapporto-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 15:18:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[progetto di vita individuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente studio del Parlamento europeo (Šiška et al., 2025) mostra come il diritto delle persone con disabilità a ricevere supporto per condurre una vita indipendente<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disabilita-vita-indipendente-rapporto-ue/">Disabilità e vita indipendente, rapporto UE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2c28112c-b3ab-80d6-8e70-cecb58bc97d1" class="">Un recente studio del Parlamento europeo (Šiška et al., 2025) mostra come il <strong>diritto</strong> delle persone con <strong>disabilità</strong> a ricevere supporto per condurre una <strong>vita indipendente</strong> &#8211; benché affermato nella <em>UN Convention for the Rights of Persons with Disabilities</em> (CRPD), che l’Unione europea ha ratificato nel 2010 &#8211; rimanga una promessa mancata a danno di milioni di persone, con notevoli disparità tra gli Stati membri. La situazione in Italia è drammatica, in attesa della concreta attuazione della ‘riforma della disabilità’ introdotta con il decreto legislativo n. 62/2024.</p>
<div dir="auto">
<h2 id="2c28112c-b3ab-80eb-9990-c5dc4487b4bb" class="">Disabilità in Unione Europea</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-8086-b56a-ed4329324328" class="">La Commissione europea stima che attualmente circa <strong>87 milioni di persone in UE </strong>vivano con una<strong> disabilità</strong>. Le disuguaglianze sono persistenti, atteso che:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-802a-b24a-f6300720c1e3" class="bulleted-list">
<li>solo la metà delle persone con disabilità è occupata (a fronte di tre quarti delle persone senza disabilità);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80d8-8f6a-f16b1a59fe6f" class="bulleted-list">
<li>il 28,4% è a rischio di povertà o esclusione sociale;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80c2-817a-f5912114f61d" class="bulleted-list">
<li>il 52% riferisce di aver subito discriminazioni.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-807e-9f4d-c27fd0608bdc" class="">Il pilastro dei diritti delle persone con disabilità nell&#8217;UE è la <strong>Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UN CRPD)</strong>, ratificata dall&#8217;UE e da tutti i suoi Stati membri.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2c28112c-b3ab-80ce-9cb6-c0367cba0829" class=""><strong>Vita indipendente, la promessa mancata</strong></h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-8090-9683-db46f4f6aef3" class="">La Convenzione ONU, all&#8217;articolo 19, stabilisce il diritto delle persone con disabilità a vivere in modo indipendente, venire incluse nella comunità e avere la libertà di scegliere dove e con chi vivere, con accesso ai servizi di supporto necessari.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2c28112c-b3ab-80ae-9491-f38c334636ff" class=""><strong>Il divario a livello UE tra politiche e pratica</strong></h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-8047-8f6b-c0b9d80ea141" class="">Le revisioni della Commissione ONU CRPD alle politiche UE e alla loro attuazione, nel 2015 e nel 2025, rivelano un persistente <strong>divario attuativo</strong>. Le preoccupazioni principali includono:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-8018-9b7b-ea0a49cee78e" class="bulleted-list">
<li>il sistematico <strong>uso improprio dei fondi strutturali UE</strong> per rinnovare o costruire strutture di assistenza residenziale (‘istituzionalizzazione’), anziché favorire soluzioni di vita indipendente, in contrasto con l&#8217;articolo 19 della Convenzione;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-801a-b425-f20e7eecc89e" class="bulleted-list">
<li><strong>accessibilità insufficiente</strong> in molti ambiti della vita;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80fc-ae8e-d9f6500643fd" class="bulleted-list">
<li><strong>partecipazione limitata</strong> delle persone con disabilità al processo decisionale relativo alle soluzioni che le riguardano direttamente.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-804e-997c-df99962af4dd" class="">La <strong>Commissione europea</strong>, nella sua risposta del 2023, ha indicato progressi politici come lo <a href="https://www.egalite.org/european-accessibility-act-avanti-adagio/"><em>European Accessibility Act</em></a> e la <a href="https://www.egalite.org/disabilita-nuova-strategia-europea-2021-2030/">Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030</a>. Riconoscendo tuttavia che la <strong>responsabilità</strong> nella ‘gestione condivisa’ dei fondi ricade principalmente sugli <strong>Stati membri</strong>, mentre le organizzazioni della società civile ribadiscono che i meccanismi di consultazione rimangono insufficienti e inefficaci.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2c28112c-b3ab-80ac-bc70-c4c478534496" class=""><strong>La situazione in Italia</strong></h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-800c-9cc3-f5ceeceda1fc" class="">Lo studio del Parlamento europeo considera lo stato di attuazione dell’articolo 19 della Convenzione ONU nei 27 Stati membri UE. La situazione in <strong>Italia</strong>, come in molti altri Paesi, riflette le principali preoccupazioni esposte nel rapporto. I <strong>dati</strong> italiani sono anzi <strong>allarmanti</strong>, poiché si registra:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-8082-a908-ecb2aaf817ea" class="bulleted-list">
<li>un <strong>aumento del 56%</strong> del numero di minori in strutture residenziali (2010-2020);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80d5-b19a-e326c7e2f03c" class="bulleted-list">
<li>un <strong>aumento del 36%</strong> degli adulti in strutture residenziali (2011-2021);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-8063-83e4-c7b704eb38d7" class="bulleted-list">
<li>una stima di <strong>70.000 adulti</strong> in strutture residenziali nel 2021.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-80ae-b0b7-f76b95748244" class="">La <strong>transizione all&#8217;età adulta</strong> è un elemento critico del fallimento. Mentre i minori possono venire supportati in famiglia o in affido, la loro segregazione in grandi istituti residenziali al compimento dei 18 anni diventa spesso l&#8217;opzione predefinita, soprattutto per le persone con disabilità intellettive.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-80b2-9cad-cc1901084db3" class="">Sebbene l&#8217;Italia abbia introdotto concetti come il ‘<strong>Progetto di Vita</strong>’ personalizzato &#8211; con la ‘riforma della disabilità’ (<a href="https://www.egalite.org/riforma-disabilita-italia/">decreto legislativo 62/2024</a>) e alcuni progetti pilota regionali per la vita indipendente, l&#8217;<strong>approccio</strong> rimane <strong>frammentato</strong>. Non esiste una strategia nazionale globale di de-istituzionalizzazione con obiettivi vincolanti. Il Comitato ONU aveva già in passato criticato l&#8217;Italia per il mantenimento di un <strong>modello medico della disabilità</strong> e per l&#8217;accesso disomogeneo ai servizi tra le regioni.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2c28112c-b3ab-80da-9344-e77615e4751d" class=""><strong>Conclusioni provvisorie </strong></h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-80de-aaab-c2fe6c76b96a" class="">Il rapporto UE dipinge un quadro di <strong>progressi lenti e disomogenei</strong>. Sebbene esista un solido quadro normativo a livello UE, la sua traduzione in diritti tangibili e soluzioni abitative nella comunità delle persone con disabilità è in grave ritardo. Stati membri come l&#8217;Italia continuano a fare molto affidamento sulla ‘istituzionalizzazione’ degli aventi diritto, cioè il loro ricovero in strutture residenziali, spesso con il supporto degli stessi fondi UE.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-807e-a1c7-fbb490582773" class="">Il prossimo <strong>bilancio UE 2028-2034</strong> rappresenta un&#8217;opportunità cruciale per applicare condizioni più severe alla gestione dei fondi pubblici e reindirizzare gli investimenti verso una reale inclusione nella comunità. In assenza di un concreto impegno politico verso l’effettiva applicazione dell&#8217;articolo 19 CRPD e delle risorse a ciò necessarie, di strategie nazionali misurabili e dello smantellamento dei modelli istituzionali, il diritto alla vita indipendente proclamato dall’ONU rimarrà un miraggio.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-8073-97ca-c2f45dabad3f" class="">#Égalité</p>
<p><em>Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@cdc?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">CDC</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/una-donna-in-una-sedia-a-rotelle-in-una-cucina-rUW_SiE512U?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2c28112c-b3ab-8029-9cc5-d0709dde2299" class="">Riferimenti</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-8050-8833-eec241c9275d" class="bulleted-list">
<li>Decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato. Normattiva. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80a3-a0d4-ed3f33973bd8" class="bulleted-list">
<li>European Commission. (n.d.). Persons with disabilities. <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/disability/persons-disabilities_en">https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/disability/persons-disabilities_en</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-802a-8aba-e1147660a65d" class="bulleted-list">
<li>Šiška, J., &amp; Beadle-Brown, J. (2025). <em>Independent living of persons with disabilities in the European Union</em> (PE 759.355). Policy Department for Structural and Cohesion Policies (CASP), European Parliament. <a href="https://www.europarl.europa.eu/thinktank/en/document/CASP_STU(2025)759355">https://www.europarl.europa.eu/thinktank/en/document/CASP_STU(2025)759355</a></li>
</ul>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riforma della disabilità in Italia, lo stato dell’arte</title>
		<link>https://www.egalite.org/riforma-disabilita-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 08:38:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[INPS]]></category>
		<category><![CDATA[progetto di vita individuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7725</guid>

					<description><![CDATA[<p>La riforma della disabilità introdotta in Italia con il d.lgs. 62/2024 rappresenta uno dei passaggi più significativi nel lungo percorso verso un sistema di riconoscimento e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/riforma-disabilita-italia/">Riforma della disabilità in Italia, lo stato dell’arte</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2be8112c-b3ab-8022-b928-d9f03d372fcb" class="">La <strong>riforma della disabilità</strong> introdotta in Italia con il d.lgs. 62/2024 rappresenta uno dei passaggi più significativi nel lungo percorso verso un sistema di riconoscimento e tutela coerente con la <strong>Convenzione ONU</strong> sui diritti delle persone con disabilità.</p>
<p id="2be8112c-b3ab-806c-b188-c8d52ae1e655" class="">Il nuovo modello supera l’impostazione puramente medico-legale e introduce una <strong>valutazione</strong> più ampia che integra aspetti sociali e psicologici. Il nodo della riforma rimane peraltro la copertura finanziaria dei <strong>riconoscimenti economici</strong>.</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-80e8-a2de-c8d6ff33a182" class=""><strong>Riforma della disabilità, obiettivi</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-8004-b950-cca7101f180b" class="">La riforma in esame mira a:</p>
<ul id="2be8112c-b3ab-807a-a38b-dac8a6c22431" class="bulleted-list">
<li>semplificare il processo di riconoscimento della disabilità;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-8045-bee1-ff1f02541e9a" class="bulleted-list">
<li>unificare la valutazione sanitaria a livello nazionale;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-808c-915b-f88698a5a127" class="bulleted-list">
<li>ridurre le revisioni non necessarie;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80a4-ad53-dc427a406d2c" class="bulleted-list">
<li>rafforzare l’integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80a1-9642-c41a89b19672" class="bulleted-list">
<li>rilasciare un certificato sanitario unico, utilizzabile per tutte le prestazioni;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80dd-88a6-c7d8d135e79d" class="bulleted-list">
<li>favorire l’<strong>interconnessione dei servizi sociali e sanitari</strong>.</li>
</ul>
<p id="2be8112c-b3ab-80b3-a615-e3caf51cea71" class="">L’INPS diventa l’unico titolare della valutazione, a decorrere dall’1 dicembre 2026, così da ridurre frammentazioni e difformità territoriali che per decenni hanno ostacolato l’accesso ai diritti.</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-804a-accb-c19ca560cdcd" class=""><strong>La valutazione di base</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-80a6-9dbf-ef4909745408" class="">La valutazione di base introduce diversi elementi innovativi che consentono di superare il vecchio modello puramente medico-legale, integrando strumenti che misurano il funzionamento reale della persona.</p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-8056-8d86-f67fc6159767" class=""><strong>Il questionario WHODAS 2.0</strong></h3>
<p id="2be8112c-b3ab-80ef-80b1-cab5f1860fbc" class="">Durante la visita presso l’Unità di Valutazione di Base, per le persone maggiorenni viene compilato il <strong>WHODAS 2.0</strong>, un questionario dell’OMS che <strong>misura l’impatto della disabilità sulla vita quotidiana</strong> (mobilità, relazioni, autonomia, partecipazione).</p>
<p id="2be8112c-b3ab-801f-95f2-d2c4411d35e6" class="">Si tratta di uno strumento che permette di rilevare non solo la condizione clinica, ma anche <strong>le difficoltà effettive</strong> che la persona incontra <strong>nel</strong> vivere, lavorare, studiare e <strong>partecipare alla vita sociale</strong>.</p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-801b-9ac0-c8ae051d850b" class=""><strong>I codici ICF e ICD-9</strong></h3>
<p id="2be8112c-b3ab-8081-9c18-da7b06043b8d" class="">La nuova procedura di valutazione utilizza due classificazioni internazionali complementari:</p>
<ul id="2be8112c-b3ab-8076-bb4e-f9c3c58a40b7" class="bulleted-list">
<li>ICF (<em>International Classification of Functioning</em>). La classificazione dell’OMS che descrive il funzionamento della persona, il livello di autonomia e le barriere ambientali, consentendo una valutazione biopsicosociale della disabilità;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-801c-8836-e7a0e7fe2a45" class="bulleted-list">
<li>ICD-9 (<em>International Classification of Diseases</em>). La classificazione internazionale delle malattie utilizzata per codificare diagnosi e condizioni cliniche. Se l’ICF aiuta a capire come vive la persona la sua condizione, l’ICD-9 identifica la diagnosi medica di partenza.</li>
</ul>
<p id="2be8112c-b3ab-8098-bac9-fc36cead58fd" class="">Questi tre strumenti – ICD-9 per la diagnosi, ICF per il funzionamento, WHODAS per l’impatto pratico – compongono il nuovo modello di riconoscimento previsto dalla riforma.</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-800d-b131-cd15a21f34d9" class=""><strong>Dati socioeconomici e prestazioni economiche</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-801f-b5b8-c323cc67cd94" class="">Gli utenti possono dichiarare online (via SPID o CIE) i dati necessari per ottenere prestazioni economiche, attraverso il servizio ‘Dati socio-economici prestazioni di disabilità’.</p>
<p id="2be8112c-b3ab-80c2-b3da-c7f878ed8990" class="">In alternativa, possono rivolgersi a un patronato o alle associazioni di categoria autorizzate.</p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-8001-af1a-dc9e75424e16" class=""><strong>Il progetto di vita individuale</strong></h3>
<p id="2be8112c-b3ab-8075-a9bd-f4cfa3b2073c" class="">Uno dei pilastri della riforma è il <strong>progetto di vita individuale</strong>, che può venire attivato dopo il riconoscimento della disabilità. Il progetto dovrebbe:</p>
<ul id="2be8112c-b3ab-80cc-a451-f2edfd99dcc3" class="bulleted-list">
<li>essere personalizzato, partecipato e costruito insieme alla persona e alla famiglia;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80df-be97-cdb19d79056b" class="bulleted-list">
<li>coinvolgere i servizi sociali e sanitari territoriali, la scuola, il lavoro;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-809e-9ecf-dcf869ef6cbb" class="bulleted-list">
<li>essere definito dall’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), che raccoglie i bisogni e identifica gli interventi necessari;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-8010-a30b-c57ac0970751" class="bulleted-list">
<li>superare la frammentazione degli interventi, integrando misure sociali, educative, sanitarie e occupazionali.</li>
</ul>
<p id="2be8112c-b3ab-8021-b877-e1ae8ab985b3" class="">La UVM comprende la persona con disabilità (o tutore), un facilitatore (se nominato), un medico di base o pediatra, professionisti sanitari indicati dall’Agenzia Sanitaria, un assistente sociale/educatore e rappresentanti scolastici o dell’inserimento lavorativo.</p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-8000-8dbb-e7bc1732fb5b" class="">L’accomodamento ragionevole</h3>
<p id="2be8112c-b3ab-8098-9ccd-f4d65358d48f" class="">Altro elemento cardine della riforma è il cosiddetto ‘<strong>accomodamento ragionevole</strong>’:</p>
<p id="2be8112c-b3ab-80af-93ab-fe18ffd7a2bb" class="">‘<em>1. Nei casi in cui l&#8217;applicazione delle disposizioni di legge non garantisca alle persone con disabilità il godimento e l&#8217;</em><em><strong>effettivo e tempestivo esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali</strong></em><em>, l&#8217;accomodamento ragionevole, ai sensi dell&#8217;articolo 2 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, individua le </em><em><strong>misure e</strong></em><em> gli </em><em><strong>adattamenti necessari</strong></em><em>, pertinenti, appropriati e adeguati, che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo al soggetto obbligato.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80fe-bedf-cc6747de7b99" class=""><em>2. L&#8217;accomodamento ragionevole è attivato in via sussidiaria e non sostituisce né limita il diritto al pieno accesso alle prestazioni, ai servizi e ai sostegni riconosciuti dalla legislazione vigente.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80dc-8ecd-e05c9df561c1" class=""><em>3. La persona con disabilità, l&#8217;esercente la responsabilità genitoriale in caso di minore, il tutore ovvero l&#8217;amministratore di sostegno se dotato dei poteri ha la facoltà di richiedere, con apposita istanza scritta, alla pubblica amministrazione, ai concessionari di pubblici servizi e ai soggetti privati l&#8217;adozione di un accomodamento ragionevole, anche formulando una proposta.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-809f-801b-dc7b2eb48582" class=""><em>4. La persona con disabilità e il richiedente di cui al comma 3, se diverso, partecipano al procedimento relativo all&#8217;individuazione dell&#8217;accomodamento ragionevole.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-8080-8dbb-fbc9698a4576" class=""><em>5. L&#8217;accomodamento ragionevole deve risultare </em><em><strong>necessario, adeguato, pertinente e appropriato</strong></em><em> rispetto </em><em><strong>all&#8217;entità della tutela</strong></em><em> da accordare e alle condizioni di contesto nel caso concreto, </em><em><strong>nonché compatibile con le risorse</strong></em><em> effettivamente disponibili allo scopo.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80dd-9c9f-d2b80da8426a" class=""><em>6. Nella valutazione dell&#8217;istanza di accomodamento ragionevole deve essere previamente verificata la possibilità di accoglimento della proposta eventualmente presentata dal richiedente ai sensi del comma 3.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80d1-b63d-fb7b1c0efd0c" class=""><em>7. La </em><em><strong>pubblica amministrazione</strong></em><em> nel provvedimento finale tiene conto delle esigenze della persona con disabilità anche attraverso gli incontri personalizzati e conclude il procedimento con diniego motivato, ove non sia possibile accordare l&#8217;accomodamento ragionevole proposto, con l&#8217;indicazione dell&#8217;accomodamento secondo i principi di cui al comma 5.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80f8-b385-f9bccf6bdf7a" class=""><em>8. Avverso il diniego motivato di accomodamento ragionevole da parte della pubblica amministrazione, oppure nei casi di cui al comma 7, è ammesso ricorso ai sensi degli </em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-03-01;67~art3">articoli 3</a></em><em> e </em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-03-01;67~art4">4 della legge 1° marzo 2006, n. 67</a></em><em>.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80e4-a11f-e0cb01f1ce6b" class=""><em>9. Resta salva, ai sensi dell&#8217;</em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-02-05;20~art5">articolo 5 del decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20</a></em><em>, la facoltà dell&#8217;istante e delle associazioni legittimate ad agire ai sensi dell&#8217;</em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;67~art4">articolo 4 della legge n. 67 del 2006</a></em><em>, di chiedere all&#8217;</em><em><strong>Autorità Garante</strong></em><em> nazionale dei diritti delle persone con disabilità di verificare la discriminazione per rifiuto di accomodamento ragionevole da parte della pubblica amministrazione e anche di formulare una proposta di accomodamento ragionevole.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-803a-abec-eb0f13101462" class=""><em>10. Nel caso di rifiuto da parte di un concessionario di pubblico servizio dell&#8217;accomodamento ragionevole, richiesto ai sensi del comma 3, l&#8217;istante e le associazioni legittimate ad agire ai sensi dell&#8217;</em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;67~art4">articolo 4 della legge n. 67 del 2006</a></em><em>, ferma restando la facoltà di agire in giudizio ai sensi dell&#8217;articolo 3 della medesima legge, possono chiedere all&#8217;Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità di verificare la </em><em><strong>discriminazione</strong></em><em> per rifiuto di accomodamento ragionevole proponendo o chiedendo, anche attraverso l&#8217;autorità di settore o di vigilanza, accomodamenti ragionevoli idonei a superare le criticità riscontrate.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-806b-a030-d58afeb41244" class=""><em>11. Nel caso di rifiuto da parte di un soggetto privato dell&#8217;accomodamento ragionevole, richiesto ai sensi del comma 3, l&#8217;istante e le associazioni legittimate ad agire ai sensi dell&#8217; </em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;67~art4">articolo 4 della legge n. 67 del 2006</a></em><em>, ferma restando la facoltà di </em><em><strong>agire in giudizio</strong></em><em> ai sensi della medesima legge, possono chiedere all&#8217;Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità di verificare la discriminazione di rifiuto di accomodamento ragionevole.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80b3-9c03-ca4d1d9480ba" class=""><em>12. All&#8217;attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica</em>’ (d.lgs. 62/2024, articolo 5-bis).</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-8070-b6ad-f4ace2e3aef5" class=""><strong>La sperimentazione in corso</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-8004-8f46-dc5d0d44d987" class="">La riforma non è ancora attiva su tutto il territorio nazionale. La sperimentazione è iniziata l’1 gennaio 2025 in nove province e si è estesa dal 30 settembre 2025 ad altre nove province, comprese due province autonome. Allo stato attuale convivono dunque:</p>
<ul id="2be8112c-b3ab-8090-9cf7-d77f43f04ede" class="bulleted-list">
<li>province in sperimentazione, dove si applica la nuova procedura;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80b1-9e6e-da9b1987a336" class="bulleted-list">
<li>province e regioni non coinvolte, dove resta in vigore la procedura tradizionale;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80a1-a26c-cd5eefa6df10" class="bulleted-list">
<li>territori ove il riconoscimento è già interamente in capo all’INPS;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-804e-85a7-fe674449728a" class="bulleted-list">
<li>territori con sistemi misti, ove operano sia ASL che INPS.</li>
</ul>
<p id="2be8112c-b3ab-805c-ba8e-ff72535b688b" class="">La <strong>raccolta dati</strong> si focalizza, nella fase sperimentale, su alcune condizioni patologiche considerate più rappresentative: artrite reumatoide, cardiopatie, broncopatie, malattie oncologiche, diabete di tipo 2, disturbi dello spettro autistico e sclerosi multipla.</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-80ae-8ed6-f775e7191026" class=""><strong>Conclusioni provvisorie</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-805e-b950-e5477199c807" class="">La riforma è ancora in fase sperimentale ma rappresenta un passo avanti per superare le disuguaglianze territoriali nel riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. Il suo successo dipenderà dalla capacità di coordinare servizi, risorse e competenze, ma soprattutto dalla <strong>disponibilità di risorse finanziarie</strong> per sostenere progetti di vita individuale e accomodamenti ragionevoli. I diritti umani fondamentali sono perciò ancora legati alle decisioni della politica, fino a oggi in Italia del tutto ingenerosa nei confronti delle persone con disabilità.</p>
<p id="2be8112c-b3ab-80ca-aea2-fe67c92bc100" class="">#Égalité, #PaceTerraDignità</p>
<p id="2be8112c-b3ab-80a4-afcf-f0de88515ba1" class=""><em>Dario Dongo </em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-8071-babd-c87e9dcca5e5" class="">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@kodachron?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">t s</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-uomo-in-sella-a-un-piccolo-veicolo-BtyjxBb8SWs?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-807f-8149-e683c09fdc12">Note</h3>
<ul id="2be8112c-b3ab-80f8-87bd-dfd37901f2e9" class="bulleted-list">
<li>Decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l&#8217;elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato. Normattiva. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/riforma-disabilita-italia/">Riforma della disabilità in Italia, lo stato dell’arte</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riconoscere il caregiver familiare come lavoratore. Petizione</title>
		<link>https://www.egalite.org/caregiver-familiare-lavoratore-petizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 09:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[petizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7716</guid>

					<description><![CDATA[<p>Égalité sostiene e promuove la sottoscrizione della petizione ‘Il caregiver familiare h24 va riconosciuto come lavoratore’, lanciata il 4.11.25 dalla nostra amica Alessandra Corradi, fondatrice dell’associazione<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2ad8112c-b3ab-8022-ac6f-ccbda511d03b" class="">Égalité sostiene e promuove la sottoscrizione della petizione ‘<strong>Il caregiver familiare h24 va riconosciuto come lavoratore</strong>’, lanciata il 4.11.25 dalla nostra amica Alessandra Corradi, fondatrice dell’associazione ‘Genitori Tosti’.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80bb-9c4a-c2e0a280cc98" class="">‘<em>In Italia chi assiste un proprio familiare convivente, h 24, non è riconosciuto né sostenuto. Si ritrova solo, povero (poiché abbandona il lavoro per assistere), a rischio depressione. La legge è attesa da 30 anni, da 15 ci lavorano in Parlamento</em>’.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-80ed-a8e1-e908e1878429" class="">Riconoscere il caregiver familiare come lavoratore, la petizione</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-80d4-b79d-d42e2fd411d2" class=""><strong>La petizione</strong> per il riconoscimento del caregiver familiare come lavoratore si rivolge a tutte le persone che si trovano a prendersi cura di un familiare non autosufficiente, in Italia, senza disporre di mezzi economici adeguati.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80e7-9274-d5b3efa04bd2" class=""><strong>I caregiver familiari</strong> <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">non possono svolgere altri lavori</a> a causa dell’impegno costante e senza tregua richiesto dall’assistenza, e spesso ricevono scarso o nessun sostegno dai servizi sociali e sanitari, i quali non sempre risultano organizzati o effettivamente accessibili a chi ne ha diritto.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-8031-a79d-c392e7d9e10b" class=""><strong>Riconoscere</strong> queste persone come lavoratori significherebbe garantire loro una dignità che si traduce nell’accesso a risorse economiche per vivere, l’assistenza sanitaria in caso di malattia, i momenti di riposo e la possibilità di andare in pensione a una certa età.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-8051-a8ff-def31896df74">Caregiver familiare, un lavoro usurante</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-80c0-bf88-e34d03e3786c" class="">L’attività del caregiver familiare <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">è a tutti gli effetti un <strong>lavoro usurante</strong></a>, poiché comporta un’<strong>attività notturna continuativa</strong> e un <strong>impegno fisico gravoso</strong>, che spesso richiede il sollevamento fisico dell’assistito per provvedere alle sue cure. ‘<em>Chi vive questa situazione è destinato al logoramento psico-fisico</em>’, spiega Alessandra Corradi, ‘<em>con un’aspettativa di vita inferiore di ben 17 anni rispetto alla media</em>’.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-808b-bd05-eb4cd3b70056" class="">‘<em>Attualmente il caregiver familiare h24 è in </em><em><strong>perenne stato di ansia a rischio burn out</strong></em><em>, non ha nessuno che lo sostituisca, non si cura o si cura in maniera inadeguata, si deve ingegnare a vivere con pochissimi soldi spesso quelli dell’assegno mensile del suo assistito. Infine il caregiver familiare è soggetto a quel fenomeno tremendo dell’omicidio-suicidio che in Italia è liquidato banalmente come ‘gesto disperato</em>’.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-802a-b59b-d61864ca9dd0" class="">In attesa di un testo unico</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-800a-8def-ece31d9d20be" class="">‘<em>Si definisce </em><em><strong>caregiver familiare</strong></em><em> la persona che assiste e </em><em><strong>si prende cura del</strong></em><em> coniuge, dell&#8217;altra parte dell&#8217;unione civile tra persone dello stesso sesso o del </em><em><strong>convivente</strong></em><em> di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, </em><em><strong>di un familiare o di un affine entro il secondo grado</strong></em><em>, </em><em><strong>ovvero</strong></em><em>, nei soli casi indicati dall&#8217;articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, </em><em><strong>di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità</strong></em><em>, anche croniche o degenerative, </em><em><strong>non sia autosufficiente</strong></em><em> e in grado di prendersi cura di sé, </em><em><strong>sia riconosciuto invalido</strong></em><em> in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell&#8217;articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, </em><em><strong>o</strong></em><em> sia </em><em><strong>titolare di indennità di accompagnamento</strong></em><em> ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18’ </em>(legge 205/2017, articolo 1, comma 255). (2)</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80f4-93f4-efa17fb1e10e" class="">La definizione di cui sopra, introdotta nella legge finanziaria 2018, è a tutt’oggi priva di una valenza concreta nel riconoscere i diritti del caregiver familiare. Nel corso degli ultimi decenni sono stati presentati ben 19 disegni di legge, tra Camera e Senato, ed è stata pure costituita una Commissione dedicata &#8211; alla Camera, la Commissione XII &#8211; che ha iniziato i lavori nell’autunno del 2022. Addirittura, nei <strong>pigri dibattiti</strong> in corso, si è teorizzato di introdurre il concetto di caregiver ‘prevalente’, anche non convivente, anziché riferire in primo luogo al ‘caregiver familiare’. Ma ancora si rimane in attesa di un testo unico e coerente con gli impegni che l’Italia ha assunto con la legge 18/2009 di ratifica e (falsa) promessa di esecuzione della <strong>Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità</strong>. (3)</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-80f7-9b5d-f1c65b194659">Partecipazione delle associazioni interessate</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-8045-b5ba-f53e88c13f24" class="">‘<em>Questo governo ha escluso dalla partecipazione dei lavori preparatori alla nuova legge le pochissime </em><em><strong>associazioni rappresentative di categoria</strong></em>’, prosegue la fondatrice dell’associazione ’Genitori Tosti’ &#8211; ‘<em>ammettendo invece le associazioni di colf e badanti o associazioni di patologie rare che nulla hanno a che fare con il destinatario reale della legge</em>’.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-808a-bdec-d7409443d6a0" class="">Firmiamo tutti!</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-8017-8b9f-c7e256563309" class="">È importante <strong>sottoscrivere questa petizione</strong> per dare voce a chi davvero si prende cura, gratuitamente e senza aiuti statali, di un proprio caro non autosufficiente, per ottenere il riconoscimento che gli compete e finalmente la dignità. Non si può continuare a calpestare i diritti dei caregiver familiari, né quelli delle persone con disabilità gravi da essi assistiti, come da sempre e tuttora avviene in questo Paese.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-805a-9969-d88b20a4b367" class="">#Égalité, #PaceTerraDignità</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80ef-9fbc-e38be9d42dec" class=""><em>Dario Dongo </em></p>
<h3 id="2ad8112c-b3ab-806c-bda0-c916a5b2467c" class="">Note</h3>
<p id="2ad8112c-b3ab-80a3-86ef-f8c69241c70c" class="">(1) La petizione ‘Il caregiver familiare h24 va riconosciuto come lavoratore’ <a href="https://www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosciuto-come-lavoratore/?fbclid=IwRlRTSAOG7KlleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5CGNhbGxzaXRlATIAAR5waYeZNAF3yqdEfZBM84YqD6TtFFRgsy-S8sR5QVL3CzC9-Lmwcmfv_SLlfA_aem_9kXsVIjnBN2IumovU2RxFA">https://www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosciuto-come-lavoratore/</a></p>
<p id="2ad8112c-b3ab-8038-ae2f-cc3d3694ab8e" class="">(2) Si veda il comma 255 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Bilancio di previsione dello Stato per l&#8217;anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. Normattiva (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 06/06/2025). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017;205">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017;205</a></p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80d6-a69f-ffcec2c5b197" class="">(3) Legge 3 marzo 2009, n. 18. Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell&#8217;Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Normattiva (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 27.2.23). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009;18">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009;18</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/caregiver-familiare-lavoratore-petizione/">Riconoscere il caregiver familiare come lavoratore. Petizione</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<item>
		<title>Italia, il Garante per i diritti delle persone con disabilità</title>
		<link>https://www.egalite.org/italia-garante-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 06:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Garante per la Disabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, a partire dal 1° gennaio 2025, è operativo il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituito con il decreto legislativo 5 febbraio<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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<p>In Italia, a partire dal 1° gennaio 2025, è operativo il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituito con il decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20. Questo organismo svolge un ruolo centrale nella promozione, tutela e monitoraggio dei diritti delle persone con disabilità, operando in piena autonomia amministrativa e con indipendenza da vincoli gerarchici.</p>
<h2>Struttura e organizzazione</h2>
<p>Il Garante per la Disabilità è un organo collegiale composto da tre membri: un presidente e due componenti, nominati rispettivamente dai Presidenti della Camera e del Senato. L’Ufficio del Garante &#8211; che dipende direttamente da quest’ultimo e ha una dotazione organica dedicata &#8211; è istituito per supportare il suo lavoro.</p>
<p>L’organizzazione interna prevede anche la possibilità di delegare attività specifiche a ciascun membro del collegio, secondo criteri stabiliti dallo stesso Garante.</p>
<h2>Funzioni istituzionali</h2>
<p>Il decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20 attribuisce al Garante per la Disabilità diverse <strong>funzioni istituzionali</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>vigilanza sui diritti</strong>. Il Garante deve monitorare il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, secondo i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (ratificata in Italia con la legge n. 18/2009), della Costituzione e della normativa nazionale e internazionale pertinente;</li>
<li><strong>contrasto alle discriminazioni</strong>. Il Garante deve intervenire contro discriminazioni dirette, indirette o molestie legate alla disabilità, nonché contro il rifiuto del c.d. ‘<strong>accomodamento ragionevole</strong>’ (cioè le misure adeguate che consentono la partecipazione in condizione di pari dignità);</li>
<li><strong>promozione dell’eguaglianza</strong>. Il Garante deve promuovere il ‘<em><strong>godimento effettivo</strong></em>’ delle libertà fondamentali e dei diritti delle persone con disabilità, prevenendo fenomeni di segregazione.</li>
</ul>
<h2>Segnalazioni, pareri e raccomandazioni</h2>
<p>Il Garante può ricevere <strong>segnalazioni</strong> da persone con disabilità, loro familiari, associazioni rappresentative e istituzioni pubbliche. Le modalità di presentazione devono essere accessibili (ad esempio tramite un centro di contatto dedicato), e le segnalazioni vengono valutate collegialmente.</p>
<p>Una volta esaminate, tali segnalazioni possono dare luogo a <strong>pareri motivati</strong> su atti amministrativi, provvedimenti generali o casi specifici, ove indicare profili di violazione dei diritti e proponendo misure o ‘accomodamenti ragionevoli’ per risolvere criticità.</p>
<p>Inoltre, il Garante formula <a href="https://www.egalite.org/scuola-e-disabilita-il-garante-basta-col-permesso-dei-genitori-per-laccesso-dei-terapisti-in-classe/"><strong>raccomandazioni</strong></a> alle amministrazioni pubbliche e ai concessionari di servizi, al fine di migliorare le politiche e le pratiche relative alla disabilità.</p>
<h2>Verifiche e visite</h2>
<p>L’autorità può svolgere <strong>verifiche</strong> d’ufficio o a seguito di segnalazione, per accertare la presenza di discriminazioni o violazioni. Ha inoltre la facoltà di <strong>visitare strutture</strong> che erogano servizi pubblici essenziali, come istituti residenziali, centri diurni o altre strutture sociali. Durante queste visite, il Garante può avere colloqui riservati (anche senza testimoni) con le persone con disabilità, per raccogliere informazioni utili.</p>
<h2>Relazione annuale e trasparenza</h2>
<p>Entro il 30 settembre di ogni anno, il Garante presenta una relazione al Parlamento e al Presidente del Consiglio, con un <strong>resoconto</strong> delle attività svolte, delle segnalazioni ricevute, delle raccomandazioni emesse e delle verifiche effettuate. Questa relazione garantisce visibilità pubblica e rende conto dell’operato dell’autorità.</p>
<h2>Collaborazioni e advocacy</h2>
<p>Il Garante per la Disabilità collabora strettamente con l’<strong>Osservatorio nazionale</strong> sulla condizione delle persone con disabilità, per il monitoraggio della Convenzione ONU e delle politiche nazionali. Dovrebbe inoltre mantenere un dialogo continuo con associazioni di persone con disabilità, federazioni rappresentative, enti pubblici, operatori sociali ed altri organi di tutela, al fine di promuovere una cultura di inclusione e di rispetto.</p>
<h2>Potere giudiziario e azione legale</h2>
<p>Il Garante ha la facoltà di <strong>agire</strong> e resistere <strong>in giudizio</strong> per la difesa delle proprie prerogative e per il pieno esercizio delle sue competenze.</p>
<h2>Sensibilizzazione e promozione dei diritti</h2>
<p>Tra i compiti del Garante figura anche la promozione di <strong>campagne di sensibilizzazione</strong> su disabilità e inclusione, con l’obiettivo di diffondere la cultura del rispetto dei diritti delle persone con disabilità e di stimolare interventi legislativi o amministrativi correttivi.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità può rappresentare un nuovo e decisivo punto di riferimento istituzionale in Italia. Con poteri di vigilanza, intervento attivo e consultazione, l’autorità può contribuire a realizzare una piena inclusione delle persone con disabilità, contrastando discriminazioni e promuovendo cambiamenti strutturali. Attendiamo fiduciosi di vedere i risultati.</p>
<p>#Égalité</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<ul>
<li>Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. <a href="https://www.garantedisabilita.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.garantedisabilita.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1763223414748000&amp;usg=AOvVaw1zDuTMPTNDi0r6K_2M0TEZ">https://www.<wbr />garantedisabilita.it</a></li>
<li>Decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20. <em>Istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità</em>. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-02-05;20" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-02-05;20&amp;source=gmail&amp;ust=1763223414748000&amp;usg=AOvVaw0SB_GscDXuSxRa2hn57NMs">https://www.<wbr />normattiva.it/uri-res/N2Ls?<wbr />urn:nir:stato:decreto.<wbr />legislativo:2024-02-05;20</a></li>
</ul>
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		<title>Scuola e disabilità, il Garante: ‘Basta col permesso dei genitori per l’accesso dei terapisti in classe’</title>
		<link>https://www.egalite.org/scuola-e-disabilita-il-garante-basta-col-permesso-dei-genitori-per-laccesso-dei-terapisti-in-classe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 18:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una raccomandazione del 23 ottobre 2025, l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità interviene su una prassi diffusa e discriminatoria: quella di subordinare<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In una raccomandazione del 23 ottobre 2025, l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità interviene su una prassi diffusa e discriminatoria: quella di subordinare l’ingresso in aula di terapisti e professionisti sanitari al consenso informato di tutti i genitori della classe. Una pratica che, di fatto, ha spesso negato a studenti con disabilità gravi, come alunni con disturbo dello spettro autistico, il diritto alla continuità terapeutica in orario scolastico.</p>
<h2>La segnalazione al Garante</h2>
<p>La questione è emersa da una segnalazione giunta al Garante. La madre di un alunno con autismo e disabilità grave (ex L. 104/92) denunciava l’<b>impossibilità per il medico ASL di accedere in classe</b> per svolgere le sedute terapeutiche previste dal piano obbligatorio. Il motivo? La scuola aveva bloccato tutto in attesa che ogni singolo genitore della classe compilasse e firmasse un ‘modulo di consenso informato per l’accesso di esperti esterni’.</p>
<p>Il Garante ha accertato che <b>non si tratta di un caso isolato</b>. In molte scuole, i dirigenti scolastici applicano iter analoghi, richiedendo persino, in alcuni regolamenti, la presentazione del casellario giudiziale da parte del terapista – una richiesta giudicata ‘del tutto priva di giustificazione’ per professionisti già inseriti organicamente nel Sistema Sanitario Nazionale.</p>
<h2>Prassi incostituzionale</h2>
<p>La raccomandazione n. 1/2025, firmata dal Collegio dell’Autorità (Borgo, Vaia, Pelagatti), stronca queste prassi, definendole <b>in contrasto con i principi sovranazionali e costituzionali </b>che sanciscono il diritto allo studio e alla salute degli alunni con disabilità, diritti ‘prevalenti anche rispetto ad altri interessi’.</p>
<p>L’Autorità ricorda che i professionisti sanitari esterni – dipendenti ASL, di enti accreditati o liberi professionisti coinvolti nel progetto terapeutico – agiscono esclusivamente per l’alunno con disabilità, senza interagire con il resto della classe e sempre in presenza dell’insegnante. La loro attività, dunque, <b>non viola la privacy degli altri studenti</b>.</p>
<h2>La raccomandazione</h2>
<p>Alla luce di ciò, il Garante raccomanda a tutti gli Uffici Scolastici Regionali di <b>modificare i regolamenti </b>che prevedono procedure più restrittive.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’accesso del terapista dovrà essere autorizzato dal dirigente scolastico, previa semplice <b>comunicazione</b> a docenti e genitori e una dichiarazione dello specialista sull’impegno a rispettare la riservatezza. L’ingresso in classe non può più essere ‘sottoposto, e quindi limitato, ritardato ovvero negato’ dal mancato consenso anche di un solo genitore.</p>
<p><i>Marta Strinati</i></p>
<p>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/wir_sind_klein-6630807/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=8225400">Wilfried Pohnke</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=8225400">Pixabay</a></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Raccomandazione 1/2025</p>
<p><a href="https://www.garantedisabilita.it/wp-content/uploads/2025/10/RACCOMANDAZIONE-accesso-classe-professionisti-sanitari-DEF_signed.pdf">https://www.garantedisabilita.it/wp-content/uploads/2025/10/RACCOMANDAZIONE-accesso-classe-professionisti-sanitari-DEF_signed.pdf</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>Dalla legge 104 alla legge 106, cosa cambia per lavoratori fragili e caregiver</title>
		<link>https://www.egalite.org/legge-106-lavoratori-fragili-caregiver/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 15:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge 106/2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal primo gennaio 2026 entra in applicazione la legge 106 del 18 luglio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio e in vigore dal 9<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal primo gennaio 2026 entra in applicazione la legge 106 del 18 luglio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio e in vigore dal 9 agosto scorso. Il provvedimento integra e amplia alcune delle tutele garantite dalla legge 104/92 alle persone con disabilità e ai loro caregiver. Un aiuto concreto che però in alcuni casi favorisce soltanto i più abbienti.</p>
<h2>Permessi, congedi e conservazione del posto di lavoro</h2>
<p>Dal primo gennaio 2026, ai tre giorni mensili di permesso retribuito già previsti dalla legge 104 si aggiungono altre <b>10 ore in più all’anno di permessi retribuiti </b>per visite, esami e terapie.</p>
<p>Tali permessi retribuiti sono riconosciuti sia ai lavoratori pubblici che a quelli privati se</p>
<p>&#8211; affetti da patologie oncologiche, croniche o invalidanti</p>
<p>&#8211; genitori di un figlio minorenne con patologie oncologiche, croniche o invalidanti</p>
<p>&#8211; familiari che assistono persone con disabilità certificata pari o superiore al 74%.</p>
<p>La legge 106/2025 introduce inoltre un <b>congedo fino a 24 mesi,</b> continuativo o frazionato, con garanzia di conservazione del posto di lavoro ma <b>senza retribuzione, contributi o Tfr</b>. Un&#8217;opportunità utile soltanto a chi ha sufficienti risparmi per vivere senza alcuna entrata economica né preoccupazioni per il sostentamento in vecchiaia.</p>
<h2>Corsia preferenziale per lo smart working</h2>
<p>Un ulteriore sostegno ai lavoratori dipendenti beneficiari delle agevolazioni ex legge 104 e 106 (disabili e caregiver) è la previsione di una corsia preferenziale per accedere al lavoro da casa (smart working o lavoro agile).</p>
<p>L’accesso prioritario allo smart working scatta al termine di un eventuale periodo di congedo (fino a 24 mesi) previsto dalla stessa legge. Questo permette un rientro graduale e sostenibile al lavoro.</p>
<p>Questa previsione è tuttavia garantita soltanto se la mansione e le esigenze aziendali lo consentono. Uno scoglio, di fatto, in molte aziende.</p>
<h2>Inclusi per la prima volta i lavoratori autonomi</h2>
<p>Per la prima volta, la legge 106 estende alcune tutele anche ai<b> lavoratori autonomi.</b></p>
<p><b>Professionisti e lavoratori a partita Iva </b>potranno sospendere l’attività per un massimo di 300 giorni all’anno in caso di malattie oncologiche o invalidanti, mantenendo attiva la posizione previdenziale.</p>
<p>Anche in questo caso, nessuna indennità compensa il mancato guadagno e la misura risulta utile soltanto a chi può permettersi di non guadagnare.</p>
<p>Le <b>istruzioni</b> <b>operative</b> verranno chiarite in apposite circolari Inps.</p>
<p><i>Marta Strinati</i></p>
<p><b>Riferimenti</b></p>
<p>Legge 18 luglio 2025, n. 106. Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche. (25G00114). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;106">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;106</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/legge-106-lavoratori-fragili-caregiver/">Dalla legge 104 alla legge 106, cosa cambia per lavoratori fragili e caregiver</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inchiesta di Égalité sull’accessibilità di una scuola primaria a Roma</title>
		<link>https://www.egalite.org/inchiesta-accessibilita-scuola-guttuso-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 12:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7660</guid>

					<description><![CDATA[<p>Reportage di Égalité sulla scuola primaria ‘Guttuso’ di Roma, ove l’accessibilità rimane un miraggio Égalité ha condotto un reportage sull’accessibilità della scuola primaria statale ‘Renato Guttuso’<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inchiesta-accessibilita-scuola-guttuso-roma/">Inchiesta di Égalité sull’accessibilità di una scuola primaria a Roma</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2858112c-b3ab-80a2-a4b0-cf55365d5724" class=""><strong>Reportage di Égalité sulla scuola primaria ‘Guttuso’ di Roma, ove l’accessibilità rimane un miraggio</strong></p>
<p id="2858112c-b3ab-80fe-bd2b-d4969200cc04" class=""><strong>Égalité</strong> ha condotto un reportage sull’<strong>accessibilità</strong> della <strong>scuola primaria statale</strong> ‘Renato Guttuso’ di <strong>Roma</strong>, nel quartiere Portuense–Marconi, all’interno del territorio del Municipio XI. L’edificio, situato in via Cruto 41, è anche sede anche di alcune sezioni di <strong>scuola per l’infanzia</strong>.</p>
<p id="2858112c-b3ab-8013-8959-d34f9e6c8ccd" class="">L’indagine ha rivelato una situazione che smentisce i principi stessi di inclusione e pari opportunità: il plesso è inaccessibile alle persone con disabilità motoria e mostra gravi criticità strutturali che compromettono la sicurezza di alunni, docenti e personale.</p>
<h2 id="2858112c-b3ab-8112-9afd-dcb5242959cc" class=""><strong>Montacarichi guasto e barriere architettoniche permanenti</strong></h2>
<p id="2858112c-b3ab-8162-b711-d874af7d60f2" class="">All’ingresso principale è installato un <strong>montacarichi esterno</strong>, unico mezzo teoricamente destinato alle persone con difficoltà motorie, che però risulta essere da anni <strong>fuori servizio</strong>. Nell’anno scolastico 2025/26, secondo alcune voci, esso sarebbe divenuto inutilizzabile perché <em>«i cavi interni alla cabina sono stati rosicchiati dai topi»</em>.</p>
<p id="2858112c-b3ab-818d-aea4-c95ee5ebb0e9" class="">La ditta manutentrice avrebbe confermato l’impossibilità di reperire ricambi compatibili, trattandosi di un <strong>impianto</strong> <strong>vetusto e fuori produzione</strong>. Nonostante le ripetute segnalazioni dei dirigenti e del personale scolastico, la risposta del <strong>Municipio XI</strong> sarebbe sempre la stessa: <em>«Non ci sono fondi». </em>Stesso destino per i <strong>montascale interni</strong>, guasti da anni e mai sostituiti.</p>
<h2 id="2858112c-b3ab-819f-b6d5-e6260c8c8d60" class=""><strong>Accesso per disabili: il percorso dei furgoni della mensa</strong></h2>
<p id="2858112c-b3ab-81a1-bf96-eedbae0f5bcc" class="">Ogni essere umano &#8211; alunno, genitore, lavoratore o altri &#8211; con disabilità motorie che intenda accedere alla scuola ‘Guttuso’ è costretto a entrare dal<strong> passo carrabile</strong> del secondo ingresso, lo stesso utilizzato dai furgoni di rifornimento della mensa, per poter accedere all’unico ascensore funzionante dell’istituto.</p>
<p id="2858112c-b3ab-80d0-b9a3-dfc37883a11e" class="">La <strong>discesa asfaltata</strong> ha tuttavia una <strong>pendenza</strong> ripida, siimile a quella di un garage. Ben superiore alla pendenza massima stabilita per l’accessibilità delle rampe alle persone disabili le quali perciò non sono in grado di accedere all’unico ascensore né a uscire dall’edificio in autonomia, salvo venire accompagnati da persone nerborute.</p>
<p id="2858112c-b3ab-8045-acb1-ef7563305b94" class="">In condizioni di <strong>pioggia</strong> tale accesso diviene poi <strong>pericoloso</strong> a causa del rischio di scivolare. I genitori e i caregiver degli alunni con disabilità sono così costretti ad affrontare un <strong>rischio</strong> per <strong>l’incolumità</strong> propria, oltreché dei propri cari.</p>
<h2 id="2858112c-b3ab-8197-9cec-c4e99c02710b" class=""><strong>Un ingresso insicuro anche per i normodotati</strong></h2>
<p id="2858112c-b3ab-81d1-aca9-d2c6191d4b94" class="">L’ingresso principale presenta <strong>corrimano interrotto</strong> e <strong>pavimentazione piena di buche</strong>. Non esiste alcuna <strong>rampa per i passeggini</strong>, i quali devono venire lasciati alla base della scala.</p>
<p id="2858112c-b3ab-81a8-90fa-f8c293232067" class="">Fuori dal cancello, il Municipio ha realizzato <strong>strisce pedonali rialzate</strong>, ma <strong>nessun intervento</strong> è stato eseguito all’interno dell’area scolastica. Il ritornello è sempre lo stesso: <em>«non ci sono fondi, non c’è spazio sufficiente».</em></p>
<h2 id="2858112c-b3ab-8103-8381-e598f34ecb9e" class=""><strong>Emergenze e prove di evacuazione</strong></h2>
<p id="2858112c-b3ab-8196-a75d-c607e2d3ab27" class="">Le due <strong>prove di evacuazione </strong>prescritte ogni anno scolastico vengono regolarmente svolte e registrate. Gli <strong>alunni con disabilità motoria</strong> e il personale in sedia a rotelle <strong>non possono</strong> però <strong>raggiungere il punto di raccolta</strong>, atteso che:</p>
<ul id="2858112c-b3ab-80d9-9159-f1e95e863430" class="bulleted-list">
<li>il plesso dispone di <strong>tre piani più un interrato</strong>, ma è <strong>utilizzabile una sola scala interna</strong>;</li>
</ul>
<ul id="2858112c-b3ab-80b6-b7b0-f62dfddc6894" class="bulleted-list">
<li>la <strong>seconda scala</strong> e quella <strong>esterna di emergenza</strong> sono <strong>inagibili da anni</strong>.</li>
</ul>
<p id="2858112c-b3ab-805c-abe9-ded44c949ac4" class="">Rimane da chiedersi:</p>
<ul id="2858112c-b3ab-8054-bbe2-c02d3ea70bbc" class="bulleted-list">
<li>come sono state eseguite le prove di evacuazione, magari facendo <strong>nascondere</strong> le persone con disabilità motoria da qualche parte?</li>
</ul>
<ul id="2858112c-b3ab-8031-a1b5-dd2648952887" class="bulleted-list">
<li>come è possibile che un <strong>ingegnere</strong> iscritto all’albo attesti la <strong>conformità</strong> di un istituto ove in caso di incendio o altra calamità gli alunni e altre persone con disabilità rimarrebbero intrappolati?</li>
</ul>
<h2 id="2858112c-b3ab-81a1-b256-d720cfa760ce" class=""><strong>Aule chiuse e spazi di fortuna</strong></h2>
<p id="2858112c-b3ab-81ea-b36c-f48e287b017c" class="">Le aule situate sul lato che confina con la <strong>Biblioteca Marconi</strong> e il <strong>Centro Anziani</strong>, secondo le informazioni raccolte, sarebbero state dichiarate <strong>a rischio crollo</strong>.</p>
<p id="2858112c-b3ab-8144-964f-e6b5297eb1fe" class="">Esse sarebbero state così sostituite da <strong>aule improvvisate</strong>, ricavate da spazi comuni e divise con <strong>tramezzi leggeri</strong>, in quella che doveva essere una <strong>soluzione temporanea</strong>.</p>
<blockquote>
<blockquote id="2858112c-b3ab-812d-9a48-d9590c10282c" class=""><p>‘<em><mark class="highlight-red">In Italia, non c’è nulla di più definitivo del provvisorio</mark></em>’</p></blockquote>
</blockquote>
<p id="2858112c-b3ab-8100-b761-de3471a662ad" class="">Nonostante tutto, la scuola continua ad avere <strong>numerose iscrizioni</strong> e <strong>nessuna protesta ufficiale </strong>idonea a risolvere il problema dell’accessibilità che grava sulle famiglie più fragili.</p>
<h2 id="2858112c-b3ab-81e5-8662-ec2918791fc3" class=""><strong>Cinquant’anni di leggi ignorate</strong></h2>
<p id="2858112c-b3ab-81c2-a8e2-dc7473cbff64" class="">La situazione della scuola ‘Guttuso’ rappresenta una <strong>violazione palese</strong> <strong>delle norme</strong> italiane e internazionali sull’inclusione scolastica:</p>
<ul id="2858112c-b3ab-819b-bd99-e069ee094cfc" class="bulleted-list">
<li><strong>legge 118/1971</strong>, che impone l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici;</li>
</ul>
<ul id="2858112c-b3ab-81cc-8b15-d7c80809d08b" class="bulleted-list">
<li><strong>legge 13/1989</strong>, che specifica l’obbligo di rendere accessibili gli spazi e gli impianti;</li>
</ul>
<ul id="2858112c-b3ab-817c-8f05-cf43f6b34300" class="bulleted-list">
<li><strong>legge 18/2009</strong>, con cui l’Italia ha ratificato la <strong>Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità</strong>.</li>
</ul>
<p id="2858112c-b3ab-81f4-92df-f63c16d47c47" class="">Tali norme sanciscono il <strong>diritto all’inclusione e alla piena partecipazione</strong> alla vita scolastica. La loro inosservanza costituisce una <strong>violazione dei diritti umani fondamentali</strong>.</p>
<h2 id="2858112c-b3ab-813f-9242-c837bab86f76" class=""><strong>Diffida al Municipio XI di Roma</strong></h2>
<p id="2858112c-b3ab-81ab-ab2b-edd56a1d6a11" class="">Alla luce delle evidenze raccolte, <strong>Égalité</strong> trasmette il presente reportage al <strong>Presidente del Municipio XI di Roma Capitale</strong>, <strong>diffidando formalmente</strong> l’amministrazione municipale a:</p>
<ul id="2858112c-b3ab-81d6-bc4b-e40b48eb84a3" class="bulleted-list">
<li>sostituire il montacarichi e i montascale interni non funzionanti;</li>
</ul>
<ul id="2858112c-b3ab-8153-a75c-fc11e9dbc84b" class="bulleted-list">
<li>rendere accessibili ingressi, percorsi e aree comuni;</li>
</ul>
<ul id="2858112c-b3ab-81f4-a512-d40ad8de25c3" class="bulleted-list">
<li>riaprire in sicurezza le scale e gli spazi inagibili;</li>
</ul>
<ul id="2858112c-b3ab-8135-9a8c-e4db399a06f5" class="bulleted-list">
<li>garantire la conformità del plesso alle <strong>norme su sicurezza e accessibilità</strong>.</li>
</ul>
<p id="2858112c-b3ab-81bc-b694-e5d36b261d90" class="">L’inerzia amministrativa non è più tollerabile. Una <strong>scuola pubblica</strong> deve essere <strong>luogo di uguaglianza e accoglienza</strong>, non teatro di esclusione. Negare l’accesso significa negare l’istruzione e, con essa, la <strong>dignità della persona</strong>.</p>
<h2 id="2858112c-b3ab-816e-930f-ceb4e6e0d324" class=""><strong>Conclusioni provvisorie </strong></h2>
<p id="2858112c-b3ab-811d-aa0b-e222b4991f9b" class="">Il caso della scuola ‘Guttuso’ non è un’eccezione, ma il simbolo di un <strong>fallimento collettivo</strong>.</p>
<p id="2858112c-b3ab-819d-8c9d-fe1872a50f4b" class="">Dove l’inclusione resta sulla carta, la disuguaglianza si consolida nei muri, nelle scale rotte, nei cancelli inaccessibili.</p>
<blockquote id="2858112c-b3ab-8108-8ec9-d92cf4dc43c5" class=""><p><em><mark class="highlight-red">Rendere accessibili le scuole non è un atto di carità: è un obbligo di legge e un dovere di civiltà</mark></em>.</p></blockquote>
<p id="2858112c-b3ab-8114-83de-cfe9577c9f11" class="">#Égalité</p>
<p id="2858112c-b3ab-80ed-ab88-d8df93410237" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>In copertina l&#8217;ingresso della scuola Guttuso.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inchiesta-accessibilita-scuola-guttuso-roma/">Inchiesta di Égalité sull’accessibilità di una scuola primaria a Roma</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Transport Poverty Lab, l’osservatorio sulla povertà nei trasporti</title>
		<link>https://www.egalite.org/transport-poverty-lab-losservatorio-sulla-poverta-nei-trasporti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 06:36:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una parte della popolazione non ha la possibilità di accedere in modo adeguato a servizi di mobilità efficienti, sicuri e sostenibili: una condizione definita ‘povertà nei<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/transport-poverty-lab-losservatorio-sulla-poverta-nei-trasporti/">Transport Poverty Lab, l’osservatorio sulla povertà nei trasporti</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una parte della popolazione non ha la possibilità di accedere in modo adeguato a servizi di mobilità efficienti, sicuri e sostenibili: una condizione definita ‘povertà nei trasporti’ ma che non dipende sempre e solo dal disagio economico. Al tema si dedica ora <strong>Transport Poverty Lab</strong>, l’osservatorio promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dalla Fondazione Transform Transport ETS con il supporto, tra gli altri, di Tper, Nordcom e CDP, con l’obiettivo di proporre soluzioni per affrontare in modo sistemico e strutturato il fenomeno della povertà dei trasporti.</p>
<h2>Cos’è la povertà nei trasporti</h2>
<p>Il Rapporto finale sulla povertà dei trasporti redatto dalla Commissione Europea, definisce la povertà dei trasporti come ‘<em><strong>l&#8217;incapacità o la difficoltà di individui e famiglie di sostenere i costi del trasporto privato o pubblico, o la mancanza o l&#8217;accesso limitato ai trasporti</strong> necessari per accedere a servizi e attività socioeconomiche essenziali, considerando il contesto nazionale e spaziale</em>’.</p>
<p>Il fenomeno si manifesta in due dimensioni, socio-economiche e territoriali, legate all’accessibilità ai servizi di trasporto, in particolare pubblici. Misurando tali dimensioni con un approccio basato sui dati e metriche quantitative, è possibile identificare <strong>le priorità degli interventi</strong> nelle aree di alta vulnerabilità per mitigare la povertà dei trasporti</p>
<h2>I numeri della disparità</h2>
<p>Sei famiglie italiane su 10 possono spendere per i trasporti meno del valore medio nazionale, stimato a <strong>262 €/mese</strong> e, secondo il rapporto della Commissione europea, il 21% delle famiglie a rischio di povertà affronta costi di trasporto insostenibili.</p>
<p>In altri termini, nel bilancio mensile delle famiglie italiane il costo per i trasporti rappresenta in media la <strong>terza voce di spesa</strong>, con il 10% sul valore complessivo, subito dopo le spese legate all’abitazione (39%) e quelle per il cibo (18%).</p>
<h2>Povertà nei trasporti per disabilità</h2>
<p>Tra le cause della povertà dei trasporti una causa non economica è la condizione di <strong>disabilità motoria</strong>. Come ripetutamente denunciato su queste pagine (oltre che a Procure e Antitrust), in città come Roma e Genova l’<a href="https://www.egalite.org/treni-e-disabilita-in-italia-stop-apartheid/">inaccessibilità dei trasporti pubblici</a> &#8211; metro e bus &#8211; per l’utenza con disabilità motoria si traduce in una ‘povertà’ di trasporto ancora più dolente (per l’ignavia dei responsabili di tali servizi).</p>
<p>In Ferrovie dello Stato non va meglio. Si consideri soltanto che l’utenza con disabilità motoria è costretta ad acquistare il biglietto di viaggio soltanto in stazione, con l’impossibilità di eseguirla online comodamente da casa. E talvolta non può proprio salire a bordo di treni e bus, come <a href="https://www.egalite.org/val-di-susa-trasporto-pubblico-inaccessibile-reportage/">in Val di Susa</a>.</p>
<h2>Il progetto del Transport Poverty Lab</h2>
<p>Il Transport Poverty Lab opererà come <strong>piattaforma di progettazione partecipata</strong>, coinvolgendo imprese del settore trasporti, associazioni di categoria, enti locali, istituti di ricerca e <em>stakeholder</em> della mobilità sostenibile.</p>
<p>Tra i primi compiti dell’Osservatorio vi è la redazione del <strong>Rapporto sulla povertà dei trasporti in Italia</strong>, con una mappatura territoriale del fenomeno e approfondimenti sulle correlazioni tra reddito e accessibilità.</p>
<h2>Gli strumenti già attivi</h2>
<p>A livello internazionale, per affrontare la povertà dei trasporti si sono diffusi <strong>strumenti di intervento</strong> mirati alla stimolazione della domanda: misure che riducono le barriere economiche all’accesso alla mobilità, in particolare per le fasce vulnerabili, come ad esempio:</p>
<ul>
<li><strong>Mobility Wallet</strong>: portafogli digitali per pagare TPL, sharing e taxi, legati al reddito (es. Los Angeles, Bruxelles, Francia);</li>
<li><strong>incentivi per veicoli sostenibili</strong>: bonus maggiorati per auto e bici elettriche destinati a famiglie a basso ISEE (Italia, California, Germania);</li>
<li><strong>tariffe agevolate su taxi e ridehailing</strong>: sconti per donne, anziani, disoccupati (es. Trento);</li>
<li><strong>trasporto pubblico sussidiato</strong>: abbonamenti gratuiti o a prezzo ridotto (es. Bonus Trasporti Italia, modello ‘Solidarity Pricing’ in Francia);</li>
<li><strong>trasporto a chiamata</strong> (DRT): servizi su richiesta per aree rurali o periferiche con tariffe sociali;</li>
<li><strong>car-pooling incentivato</strong>: premi o tariffe agevolate per pendolari con redditi bassi (es. Francia, progetto Karos).</li>
</ul>
<p>Strumenti, questi, che puntano soprattutto su incentivi alla domanda e accesso a veicoli sostenibili, ma richiedono un r<strong>afforzamento dell’offerta</strong> di servizi e una maggiore <strong>integrazione con il trasporto pubblico</strong> per risultare realmente inclusivi ed efficaci.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<ul>
<li>Commissione Europea. <em>Transport poverty: definitions, indicators, determinants, and mitigation strategies &#8211; Final Report</em>. Novembre 2024 <a href="https://employment-social-affairs.ec.europa.eu/transport-poverty-definitions-indicators-determinants-and-mitigation-strategies-final-report_en">https://employment-social-affairs.ec.europa.eu/transport-poverty-definitions-indicators-determinants-and-mitigation-strategies-final-report_en</a></li>
<li><em>Just Transition e trasporti</em>. Fondazione per lo sviluppo sostenibile. 2024 <a href="https://www.transportpoverty.it/wp-content/uploads/Rapporto-Just-Transition.pdf">https://www.transportpoverty.it/wp-content/uploads/Rapporto-Just-Transition.pdf </a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/transport-poverty-lab-losservatorio-sulla-poverta-nei-trasporti/">Transport Poverty Lab, l’osservatorio sulla povertà nei trasporti</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>European Disability Card e European Parking Card, la direttiva (UE) 2024/2841</title>
		<link>https://www.egalite.org/european-disability-card-e-european-parking-card-la-direttiva-ue-2024-2841/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 14:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[CRPD]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È entrata finalmente in vigore, il 4 dicembre 2024, la direttiva (UE) 2024/2841, che stabilisce la European Disability Card e la European Parking Card. (1) 1)<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/european-disability-card-e-european-parking-card-la-direttiva-ue-2024-2841/">European Disability Card e European Parking Card, la direttiva (UE) 2024/2841</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È entrata finalmente in vigore, il 4 dicembre 2024, la direttiva (UE) 2024/2841, che stabilisce la European Disability Card e la European Parking Card. (1)</p>
<h2>1) Diritti umani fondamentali e Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità</h2>
<p><strong>L’Unione Europea</strong> ‘si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e del rispetto dei diri<em>tti umani e si impegna a combattere la discriminazione, compresa </em><em>quella fondata sulla disabilità, come stabilito nel trattato sull’Unione europea (TUE), nel</em> <em>trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), nella Carta dei diritti fondamentali</em> <em>dell’Unione europea («Carta») e nella United Nations Convention on the Rights of Persons </em><em>with Disabilities (UNCRPD)</em>&#8216;. (2)</p>
<p><strong>La Carta</strong> dei diritti fondamentali UE ‘riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a gara<em>ntirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale </em><em>e la partecipazione alla vita della comunità. Ogni cittadino dell’Unione ha il diritto </em><em>fondamentale di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, </em><em>fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dal TUE e dal TFUE e dalle disposizioni </em><em>adottate in applicazione degli stessi</em>’ (articolo 18).</p>
<p><strong>La Convenzione ONU CRPD</strong> a sua volta, ‘<em>riconosce altresì alle persone con disabilità, tra</em> <em>l’altro, il diritto alla libera circolazione e alla libertà di scelta della propria residenza, su base</em> <em>di uguaglianza con gli altri’</em> (articolo 26). (3)</p>
<h2>2) Disabilità, i diritti (teorici) e le politiche UE</h2>
<p><strong>Il pilastro europeo dei diritti sociali</strong> («pilastro») &#8211; proclamato a Göteborg (SW) il 17 novembre 2017 dal Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione &#8211; stabilisce che:</p>
<p>&#8211; ‘<em>ogni persona, a prescindere tra le altre cose dalla disabilità, ha diritto alla parità di </em><em>trattamento e di opportunità in materia di occupazione, protezione sociale, istruzione </em><em>e accesso a beni e servizi disponibili al pubblico ed è necessario promuovere le pari </em><em>opportunità dei gruppi sottorappresentati</em>’ (principio n. 3).</p>
<p>&#8211; ‘alle persone con disabilità è riconosciuto il diritto a un sostegno al reddito che garantisca una vita dignitosa, a servizi che consentano loro di partecipare alla società e a un ambiente di lavoro adeguato alle loro esigenze’ (principio n. 17).</p>
<p><strong>La strategia UE</strong> per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 &#8211; adottata dalla comunicazione della Commissione del 3 marzo 2021, come si è visto (4) &#8211; è (teoricamente) <em>‘intesa ad affrontare le diverse sfide cui le persone con disabilità si trovano a far fronte e a compiere progressi in tutti gli ambiti dell’UNCRPD, a livello sia dell’Unione che nazionale</em>’.</p>
<h2>3) Accessibilità</h2>
<p><strong>La direttiva (UE) 2019/882</strong> aspira, in tempi biblici, ‘<em>a migliorare l’accesso a taluni prodotti e servizi eliminando e prevenendo gli ostacoli derivanti dall’eterogeneità dei requisiti di accessibilità negli Stati membri, contribuendo così ad aumentare la disponibilità di prodotti e servizi accessibili nel mercato interno, compreso l’accesso ai siti web e ai servizi per dispositivi mobili di alcuni servizi pubblici, e a migliorare l’accessibilità delle relative informazioni</em>’.</p>
<p><strong>L’accessibilità</strong> dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici dovrebbe invece essere stata migliorata – con risultati altrettanto scarsi, ove si consideri il ‘digital divide’ che affligge anzitutto le persone anziane – grazie (si fa per dire) alla (teorica) applicazione della direttiva (UE) 2016/2102. Una retorica stucchevole, per il 52% delle persone con disabilità che si dichiarano discriminate e i loro caregiver tuttora privi di diritti (4,5).</p>
<h2>4) Disabilità e trasporti</h2>
<p><strong>Quattro regolamenti UE</strong> garantiscono il diritto dei passeggeri con disabilità e/o mobilità ridotta a ricevere assistenza gratuita sui mezzi di trasporto pubblico, quando essi viaggino in aereo, treno, navi, mezzi di trasporto per vie navigabili, autobus (6,7,8,9). I passeggeri con disabilità e/o mobilità ridotta non dovrebbero perciò subire le discriminazioni e disattenzioni che invece purtroppo continuano a vivere nella gran parte degli irrispettosi Stati membri UE (10,11,12).</p>
<p><strong>La direttiva (UE) 1999/62/CE</strong> consente altresì agli Stati membri di stabilire pedaggi o diritti di utenza ridotti per strade, ponti o gallerie soggetti a tariffazione<br />
stradale, nonché esenzioni dall’obbligo di pagamento di tali pedaggi o diritti di utenza per qualsiasi veicolo utilizzato o di proprietà di una persona con disabilità.</p>
<h2>5) Libera circolazione delle persone e riconoscimento dei diritti dei disabili</h2>
<p>‘<em>UNCRPD riconosce che la discriminazione e l’esclusione sociale subite dalle persone con disabilità derivano dalle <strong>barriere ambientali, sistemiche e comportamentali</strong> nella società, piuttosto che dalla menomazione stessa. A causa della mancanza di riconoscimento reciproco della condizione di disabilità tra gli Stati membri, le persone con disabilità incontrano spesso difficoltà e barriere specifiche e significative nell’esercizio dei loro diritti fondamentali di parità di trattamento, non discriminazione e libera circolazione</em>’.</p>
<p>‘<em>Le persone con disabilità che sono in viaggio o in visita in un altro Stato membro sono notevolmente svantaggiate nell’esercizio dei loro <strong>diritti di libera circolazione</strong> rispetto alle persone senza disabilità, nonché rispetto alle persone con disabilità in possesso di un certificato di disabilità, di una carta di disabilità o di un altro documento formale che</em><br />
<em>riconosca la loro condizione di disabilità o il loro diritto a servizi specifici sulla base di una disabilità nello Stato membro in cui sono in viaggio o in visita</em>’. (13)</p>
<h2>6) European Disability Card</h2>
<p><strong>La direttiva (UE) 2024/2841</strong> prescrive che gli Stati membri adottino le misure necessarie affinché i titolari di una carta europea della disabilità &#8211; quando sono in viaggio o in visita in uno Stato membro diverso da quello di residenza &#8211; possano accedere alle stesse condizioni speciali o trattamenti preferenziali riconosciuti ai residenti in quello Stato membro. Pari diritti, devono venire riconosciuti ai caregiver e gli animali da assistenza, ‘salvo diversamente<br />
specificato nel diritto dell’Unione’ (articolo 5).</p>
<p><strong>La European Disability Card</strong> viene rilasciata gratuitamente dall’autorità competente nello Stato di residenza degli aventi diritto, in versione fisica dotata e digitale. Dopo che la Commissione europea avrà definito le modalità per garantire l’incorruttibilità dei documenti entro il 5 dicembre 2025, ritardando così di almeno un anno l’attuazione pratica dei diritti stabiliti nella direttiva.</p>
<h2>7) European Parking Card</h2>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> adottano le misure necessarie affinché i titolari di un contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità, ‘<em>quando sono in viaggio o in visita in</em><br />
<em>uno Stato membro diverso da quello di residenza</em>’, possano accedere alle condizioni e le strutture di parcheggio riservate alle persone con disabilità residenti, alle stesse condizioni (articolo 6).</p>
<h2>8) L’ennesima beffa</h2>
<p><strong>Il Parlamento europeo</strong> votato dai suoi cittadini, assieme al Consiglio a cui partecipano i governi degli Stati membri e agli eurocrati della Commissione hanno concesso agli Stati membri un termine di oltre tre anni e mezzo &#8211; fino al 5 giugno 2028 – per adeguarsi alla direttiva in esame. Una vergogna che si aggiunge alle infinite precedenti, l’ennesima beffa del legislatore europeo alle persone con disabilità.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Directive (EU) 2024/2841 of the European Parliament and of the Council of 23 October 2024 establishing the European Disability Card and the European Parking Card for persons with disabilities <a href="https://tinyurl.com/3fx6zf2p">https://tinyurl.com/3fx6zf2p</a><br />
(2) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/disabilita/">Disabilità</a>. Égalité. 1.8.19<br />
(3) Direttiva (UE) 2024/2841, considerando 1-3<br />
(4) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/disabilita-nuova-strategia-europea-2021-2030/">Disabilità, nuova Strategia europea 2021-2030</a>. Égalité. 12.3.21<br />
(5) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">Italia, madri e caregiver senza tutela</a>. Égalité. 22.11.19<br />
(6) Si vedano il regolamento (CE) 1107/2006 (trasporto aereo) e i regolamenti 1177/2010 (mezzi di trasporto per vie navigabili), 181/2011 (bus), 2021/782 (treno)<br />
(7) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/disabilita-e-mobilita-ridotta-abc-dei-diritti-in-aereo/">Disabilità e mobilità ridotta, ABC dei diritti in aereo</a>. Égalité. 11.7.22<br />
(8) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. <a href="https://www.egalite.org/autobus-e-disabilita-quali-diritti/">Autobus e disabilità, quali diritti?</a> Égalité. 30.10.24<br />
(9) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/treni-e-disabilita-in-italia-stop-apartheid/">Treni e disabilità in Italia, stop apartheid!</a> Égalité. 17.8.20<br />
(10) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/roma-genova-italia-trasporto-pubblico-disabilita-e-discriminazioni/">Roma, Genova, Italia. Trasporto pubblico, disabilità e discriminazioni</a>. Égalité. 6.12.21<br />
(11) Davide Mangili, Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/val-di-susa-trasporto-pubblico-inaccessibile-reportage/">Val di Susa, trasporto pubblico inaccessibile. Reportage</a>. Égalité. 5.3.23<br />
(12) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/paralimpiadi-e-accessibilita-a-parigi/">Paralimpiadi e accessibilità a Parigi</a>. Égalité. 31.8.24<br />
(13) Direttiva (UE) 2024/2841, considerando 12 e 15</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/european-disability-card-e-european-parking-card-la-direttiva-ue-2024-2841/">European Disability Card e European Parking Card, la direttiva (UE) 2024/2841</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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