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	<title>inquinamento atmosferico Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Qualità dell’aria in Europa, l’inquinamento è ancora elevato</title>
		<link>https://www.egalite.org/qualita-aria-europa-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 13:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[qualità aria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La quasi totalità della popolazione urbana in Europa rimane esposta a concentrazioni di PM2.5 superiori a quelli indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). È il 94% dei residenti nelle città, che subiscono soprattutto l’esposizione al particolato fine, quello con un diametro pari o inferiore a 2,5 µm. Sono particelle emesse principalmente dalla combustione di combustibili solidi per il riscaldamento domestico, le attività industriali e il trasporto su strada. E contribuiscono, insieme a numerosi altri inquinanti, al (cattivo) stato della <strong>qualità dell’aria</strong> nelle città e nei cieli d’Europa.</p>
<p>L’<strong>Italia</strong> si distingue in negativo perché è fra i Paesi che esibiscono, nel 2023 e nel 2024,<strong> concentrazioni superiori ai limiti</strong> individuati nella Ue. Mentre dall&#8217;OMS sono arrivate, nel 2021, <strong>linee guida</strong> sulla qualità dell’aria globale su particolato (PM2.5 e PM10), ozono, biossido di azoto, biossido di zolfo e monossido di carbonio con valori inferiori a quelli europei, con l’obiettivo di prevenire l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute.</p>
<h2>Rapporto sulla qualità dell’aria in Ue 2025</h2>
<p>L’ultimo <strong>rapporto</strong> sullo stato della qualità dell’aria dell’<strong>Agenzia europea per l’ambiente</strong> (EEA) (1) fornisce gli ultimi dati ufficiali, relativi agli ultimi due anni, sui livelli di inquinanti atmosferici chiave in Europa, e confronta queste concentrazioni con i limiti attuali, con gli standard previsti per la Ue nel 2030 e con più stringenti linee guida dell’OMS.</p>
<p>Secondo i dati raccolti nelle varie stazioni di monitoraggio in Ue, gli standard venivano soddisfatti per il particolato fine (PM 2.5) (99% delle stazioni) e per il biossido di azoto (NO2) (98% delle stazioni), due inquinanti atmosferici significativamente dannosi. Nonostante questo, i <strong>limiti</strong> sono <strong>lontani dai livelli guida dell’OMS</strong>. E l’inquinamento atmosferico continua a rappresentare il <strong>rischio ambientale più rilevante per la salute</strong> della popolazione, alla base di bassa qualità della vita, di malattie e decessi evitabili.</p>
<p>I <strong>messaggi chiave</strong> del rapporto (2) evidenziano che, nonostante il miglioramento generale, <a href="https://www.egalite.org/isde-linquinamento-in-ue-migliora-ma-la-situazione-rimane-critica/">gli standard di qualità dell’aria non sono pienamente soddisfatti</a> in tutta Europa.</p>
<p>In particolare “<em>dal 2011, tutti i Paesi hanno ridotto l&#8217;esposizione della popolazione urbana al particolato fine PM2.5, l&#8217;inquinante più dannoso per la salute. Tuttavia, la stragrande maggioranza (94%) della popolazione urbana dell&#8217;UE rimane esposta a concentrazioni di PM2.5 superiori al livello indicato dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, evidenziando la necessità di misure aggiuntive per ridurre i rischi per la salute associati</em>”.</p>
<p>Le concentrazioni di <strong>CO2</strong> in molte località sono già inferiori agli standard Ue per il 2030. Allo stesso tempo serviranno ulteriori misure per migliorare la qualità dell’aria, soprattutto nelle città.</p>
<h2>Qualità dell’aria, inquinanti e linee guida OMS</h2>
<p>Secondo il rapporto, “<em>la qualità dell&#8217;aria in Europa è migliorata significativamente negli ultimi decenni per la maggior parte degli inquinanti. Per alcuni inquinanti, come <strong>benzene</strong> e <strong>cadmio</strong>, i Paesi europei stanno già rispettando gli standard stabiliti dalla legislazione dell&#8217;Unione Europea sulla qualità dell&#8217;aria. Miglioramenti positivi si possono osservare anche per altri inquinanti atmosferici, come <strong>anidride solforosa</strong>, <strong>monossido di carbonio</strong>, <strong>piombo</strong>, <strong>arsenico</strong> o <strong>nichel</strong>, con solo poche stazioni di monitoraggio in Europa che mostrano valori per questi inquinanti superiori agli standard UE. Tuttavia, un numero significativo di località nell&#8217;UE presenta <strong>concentrazioni di altri inquinanti superiori agli standard</strong> attualmente in vigore, nonché ai più severi valori guida dell&#8217;OMS</em>”.</p>
<p>Il quadro diventa più chiaro se si guarda alla percentuale di stazioni di monitoraggio che, nel 2023, rispettano le linee guida sulla qualità dell’aria. Questa percentuale, che è alta per il rispetto degli attuali limiti per PM2.5, PM10, NO2 (biossido di azoto) e O3 (ozono), scende se si guarda al rispetto dei futuri limiti Ue al 2030. In questo caso, le <strong>percentuali scendono</strong> a valori compresi fra il 59% di stazioni per il <strong>PM2.5</strong> e il 71% per l’<strong>ozono</strong>.</p>
<h2>Solo pochi siti conformi ai valori OMS</h2>
<p>Se valutato rispetto ai livelli delle linee guida dell’OMS, che sono più severi, nel 2023 il numero di siti di monitoraggio in cui la qualità dell’aria è considerata sicura per la salute era relativamente basso, in particolare per il PM 2,5 e l’ozono. Il rischio di impatti sulla salute legati a questi inquinanti include <strong>malattie respiratorie e cardiovascolari</strong>. Il dato emerge appunto se si guarda alle percentuali di stazioni di monitoraggio che rispettano le linee guida dell’OMS. In quest’ultimo caso, <strong>solo l’8%</strong> dei siti di monitoraggio <strong>per PM2.5 risulta conforme</strong> e solo il <strong>2%</strong> per quanto riguarda l’<strong>ozono</strong>. Va un po’ meglio per il PM10 (36%) e per il biossido di azoto (30%).</p>
<p>L’EEA spiega che, “<em>sebbene la combustione di carburanti sia una fonte comune della maggior parte di questi inquinanti, la riduzione del rischio per la salute richiede spesso una combinazione di diverse misure a causa della variazione nelle fonti specifiche che contribuiscono a ciascun inquinante. Ad esempio, per l&#8217;NO2 la fonte principale è il trasporto, in particolare il <strong>traffico stradale</strong>, e quindi l&#8217;NO2 tende a rappresentare un problema particolare nelle aree urbane</em>”.</p>
<p>I trasporti causano anche emissioni di PM 10 e PM 2.5 ma per questi incide anche il contributo delle altre attività economiche e della combustione domestica di combustibili solidi.</p>
<h2>Italia, dati negativi</h2>
<p>L’<strong>Italia</strong> esibisce spesso dati critici.</p>
<p>Se si guarda ai livelli di<strong> PM10</strong>, ad esempio, emerge che (con un limite medio giornaliero nella Ue di 50 μg/m3) “<em>concentrazioni superiori al valore limite giornaliero UE per il PM10 si riscontrano principalmente in <strong>Italia</strong> e in <strong>alcuni Paesi dell&#8217;Europa orientale</strong>. In molti Paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale, combustibili solidi come <strong>carbone e legna</strong> vengono utilizzati per il riscaldamento domestico e in alcuni impianti industriali e centrali elettriche. La <strong>Pianura Padana</strong>, nell&#8217;Italia settentrionale, è un&#8217;area densamente popolata e industrializzata con condizioni meteorologiche e geografiche specifiche che favoriscono l&#8217;<strong>accumulo di inquinanti atmosferici </strong>in atmosfera. Alcune concentrazioni <strong>superano il valore limite giornaliero UE</strong> anche nelle <strong>Isole Canarie</strong>, principalmente a causa dell&#8217;apporto naturale di <strong>polvere sahariana</strong></em>”.</p>
<p>Per il <strong>PM2.5</strong>, concentrazioni superiori al valore limite annuale dell’Ue ci sono ancora in <strong>Italia</strong>, insieme alla <strong>Turchia</strong> e alla maggioranza dei Paesi nei <strong>Balcani occidentali</strong>. Anche per l’<strong>ozono</strong> nel 2023 le concentrazioni più elevate sono state riscontrate nel <strong>Mar Mediterraneo orientale</strong>, in <strong>Italia</strong>, nella <strong>Penisola Iberica</strong> e nell&#8217;<strong>Europa centrale</strong>.</p>
<h2>Le linee guida OMS</h2>
<p>I livelli guida globali per la qualità dell&#8217;aria dell&#8217;OMS (3) sono stati stabiliti nel 2021. Sono inferiori ai valori limite e obiettivo UE e mirano a prevenire impatti significativi dell&#8217;inquinamento atmosferico sulla salute umana.</p>
<p>Le <strong>linee guida dell’OMS</strong> sulla qualità dell’aria non sono giuridicamente vincolanti ma rappresentano un riferimento per i Paesi e gli organi legislativi quando definiscono le politiche e i parametri di riferimento per la qualità dell’aria e per il controllo degli inquinanti atmosferici (4).</p>
<p>Hanno portato a una rivisitazione dei valori raccomandati in precedenza, con <strong>riduzioni dei valori guida</strong> rilevanti per tutti gli inquinanti, in particolare per il valore annuale del PM2,5 e dell’NO2. Ad esempio nel 2005 il livello medio annuo di emissioni più elevato raccomandato per il PM2.5 era di 10 μg/m3; la revisione del 2021 dimezza questo numero, portandolo a soli 5 μg/m3. Il livello medio annuo di emissione raccomandato per il PM10 nel 2021 passa a 15 μg/m3 (era di 20 μg/m3 nel 2005). Vengono abbassati anche i livelli di esposizione giornalieri. Per il <strong>biossido di azoto</strong>, le linee guida dell&#8217;OMS sono state drasticamente riviste da 40 a 10 μg/m3 in media all&#8217;anno.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>1. Air quality steadily improving but EU standards still not fully met, latest EEA data analysis shows</p>
<p><a href="https://www.eea.europa.eu/en/newsroom/news/air-pollution-standards-still-not-fully-met-across-europe">https://www.eea.europa.eu/en/newsroom/news/air-pollution-standards-still-not-fully-met-across-europe</a></p>
<p>2. Air quality status report 2025</p>
<p><a href="https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/air-quality-status-report-2025">https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/air-quality-status-report-2025</a></p>
<p>3. WHO global air quality guidelines: particulate matter (‎PM2.5 and PM10)‎, ozone, nitrogen dioxide, sulfur dioxide and carbon monoxide</p>
<p><a href="https://iris.who.int/handle/10665/345329">https://iris.who.int/handle/10665/345329</a></p>
<p>4. Qualità dell’aria: le nuove linee guida dell’OMS. <a href="https://www.epicentro.iss.it/ambiente/qualita-aria-linee-guida-oms-2021">https://www.epicentro.iss.it/ambiente/qualita-aria-linee-guida-oms-2021</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inquinamento atmosferico, emergenza sanitaria senza soglie di sicurezza</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-emergenza-sanitaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 08:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci sono soglie al di sotto delle quali l’inquinamento atmosferico non comporti rischi per la salute. Allo stesso tempo, ridurre il livello degli inquinanti porta<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci sono soglie al di sotto delle quali l’inquinamento atmosferico non comporti rischi per la salute. Allo stesso tempo, ridurre il livello degli inquinanti porta a un miglioramento dello stato di salute della popolazione in tempi rapidi. L’inquinamento atmosferico rimane un’emergenza sanitaria nel mondo, in Europa e in Italia. Lo attestano i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente. E lo ricorda l’ISDE, associazione medici per l’ambiente, che in Italia ha da poco pubblicato il suo nuovo “Position Paper sull’inquinamento atmosferico”, curato dal dottor Paolo Bortolotti, membro della Giunta Esecutiva ISDE Italia, con il contributo di numerosi esperti e ricercatori (1).</p>
<h2>Inquinamento atmosferico e decessi prematuri</h2>
<p><strong>L’inquinamento atmosferico</strong> è il principale rischio ambientale per la salute pubblica in Europa e in Italia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno nel mondo circa 8,1 milioni di persone muoiono prematuramente a causa dell’aria inquinata. Gli europei sono esposti poi a concentrazione di inquinanti superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità e dovranno aspettare il 1° gennaio 2030 per l’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che rivede al ribasso i limiti previsti per gli inquinanti.</p>
<p><strong>Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente</strong>, nella Ue quasi 240 mila decessi l’anno possono essere attribuiti all’esposizione al particolato fine PM 2,5. Per l’Italia, <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-rapporto-eea/">i decessi attribuibili al PM 2,5 sono stimati in oltre 48 mila</a>, in pratica un quinto delle 239 mila vittime stimate nella Ue a 27, mentre 9.620 sono i decessi attribuibili a biossido di azoto e 13.640 quelli attribuibili all’inquinamento da ozono.</p>
<p><strong>“<em>L&#8217;ambiente in cui viviamo</em></strong><em> gioca un ruolo cruciale nel determinare la nostra salute e quella delle nostre comunità. Secondo un&#8217;analisi condotta dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 23% delle morti nel mondo — e ben il 26% tra i bambini sotto i cinque anni — può essere ricondotto a fattori ambientali modificabili. Il Rapporto State of Global Air (SoGA) ha evidenziato, ad esempio, che nel 2021 l&#8217;inquinamento atmosferico ha causato circa 8,1 milioni di decessi a livello globale. Oltre a queste tragiche statistiche, milioni di persone vivono ogni giorno con malattie croniche debilitanti, un peso significativo per i sistemi sanitari e le economie di tutti i Paesi</em>” (Introduzione al dossier ISDE di Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia).</p>
<h2>Gli effetti sulla salute umana</h2>
<p><strong>Le condizioni cliniche patologiche</strong> associate all’inquinamento atmosferico non sono solo le malattie dell’apparato respiratorio. Ce ne sono molte altre, tra cui le patologie cardio-vascolari, cerebro-vascolari, neurodegenerative, il diabete, l’ipertensione arteriosa, le nascite premature, il basso peso alla nascita.</p>
<p><strong>Il dossier ISDE</strong> ricorda che l’impatto sulla salute umana c’è sempre, anche a soglie basse.</p>
<p><strong>“<em>Prove crescenti</em></strong><em> mostrano una relazione causale tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico e le infezioni acute delle basse vie respiratorie, la malattia polmonare ostruttiva cronica, l’asma e il cancro ai polmoni. L’esposizione all’inquinamento atmosferico sia a breve sia a lungo termine ha un grave impatto sulla salute respiratoria. Effetti dannosi si verificano anche a livelli di concentrazione di inquinanti molto bassi e non esistono soglie rilevabili al di sotto delle quali l’esposizione può essere considerata sicura per la totalità della popolazione</em>”. (Position Paper ISDE)</p>
<p><strong>Se l’inquinamento dell’aria peggiora</strong> lo stato di salute della popolazione, l’impatto si risolve in un’azione ad ampio raggio. Non colpisce solo i fragili ma fa peggiorare lo stato di salute anche di chi è meno fragile, col risultato che il “pool” delle persone fragili non si esaurisce mai. Uno dei saggi ospitati nel Position Paper evidenzia che non esiste alcun “effetto soglia” al di sotto del quale si possa stare sicuri.</p>
<p><strong>“<em>Una valutazione</em></strong><em> successiva agli studi che abbiamo citato, ha stimato che ogni 10 ug/m3 in più di esposizione a lungo termine al PM2.5 produce un aumento del rischio cioè della probabilità di decesso per cause &#8220;naturali&#8221;, cioè per cause non violente, del 8% (EEA, 2023). Ricordiamo come il legame tra la concentrazione di particolato fine e la mortalità &#8220;naturale&#8221; sia lineare, cioè esiste una proporzionalità diretta tra i due, e che per il PM2.5 non esista una soglia di non effetto</em>”.</p>
<p><strong>Studi</strong> che hanno usato modelli matematici hanno permesso di indagare il legame causale tra una riduzione nei livelli di esposizione all’inquinamento atmosferico e gli effetti sanitari.</p>
<p><strong>Ne risulta</strong> che “<em>i decessi attribuibili al particolato si riducano entro pochi anni dalla diminuzione dell’esposizione; ciò vale anche per patologie quali il tumore al polmone: la diminuzione delle concentrazioni di PM2.5 comporta una diminuzione del rischio di mortalità per neoplasia polmonare già 3 anni dopo il momento in cui l’inquinamento è calato; per la mortalità totale il calo è ancora più repentino</em>”.</p>
<p><strong>Tutto questo</strong> offre informazioni importanti sulle politiche ambientali da intraprendere perché “<em>provvedimenti per la riduzione dei livelli di inquinamento possono riflettersi in benefici quasi immediati sulla salute della popolazione</em>”.</p>
<h2>Verso Cartagena</h2>
<p><strong>La prima Conferenza mondiale dell’OMS</strong> sull’inquinamento atmosferico e la salute si è svolta a Ginevra nel 2018. La seconda si svolgerà a Cartagena dal 25 al 27 marzo 2025 (2).</p>
<p><strong>Sul tema</strong> “accelerare l&#8217;azione per un&#8217;aria pulita, l&#8217;accesso all&#8217;energia pulita e la mitigazione dei cambiamenti climatici”, la Conferenza vuole evidenziare soluzioni multisettoriali per “<em>prevenire malattie trasmissibili e non trasmissibili, salvare vite umane, proteggere la salute dei bambini e limitare i cambiamenti climatici in tutto il mondo</em>”.</p>
<p><strong>Numerosi gli obiettivi</strong> che l’Oms si dà:</p>
<ul>
<li>condividere le ultime prove sui rischi per la salute derivanti dall’inquinamento atmosferico,</li>
<li>fare il punto sui progressi fatti dopo l’avvio degli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Onu,</li>
<li>evidenziare i benefici in termini di salute e clima legati alla lotta all’inquinamento atmosferico,</li>
<li>sfruttare i finanziamenti per il clima e lo sviluppo per contrastare l&#8217;inquinamento atmosferico e</li>
<li>garantire una giusta transizione energetica.</li>
<li>E “<em>mobilitare, valorizzare e responsabilizzare i professionisti sanitari affinché &#8220;prescrivano&#8221; aria pulita per la salute”.</em></li>
</ul>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) ISDE Italia: l’inquinamento atmosferico è un’emergenza sanitaria. Necessarie misure urgenti per la tutela della salute pubblica. Pubblicato il nostro position paper. ISDE News. 3.2.25 <a href="https://tinyurl.com/23737nwa"> https://tinyurl.com/23737nwa</a></p>
<p>(2) Second Global Conference on Air Pollution and Health. World Health Organization <a href="https://tinyurl.com/mtbc8mt2">https://tinyurl.com/mtbc8mt2 </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-emergenza-sanitaria/">Inquinamento atmosferico, emergenza sanitaria senza soglie di sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inquinamento atmosferico, salute umana e ambiente. Rapporto EEA</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-rapporto-eea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 19:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Smog, particolato fine, ozono e biossido di azoto minacciano la salute umana e quella degli ecosistemi. L’inquinamento atmosferico rappresenta la più grande minaccia ambientale per la<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-rapporto-eea/">Inquinamento atmosferico, salute umana e ambiente. Rapporto EEA</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Smog, particolato fine, ozono e biossido di azoto minacciano la salute umana e quella degli ecosistemi. L’inquinamento atmosferico rappresenta la più grande minaccia ambientale per la salute e concorre a malattie croniche quali ictus, cancro e diabete. I decessi attribuiti all’inquinamento atmosferico e alla cattiva qualità dell’aria sono stimati a tripla cifra in Europa.</p>
<p>L’ultima valutazione dell’impatto sulla salute della qualità dell’aria, pubblicata a dicembre 2024 dall’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) (1) evidenzia che quasi 240 mila decessi l’anno nella Ue possono essere attribuiti all’esposizione al particolato fine PM 2,5. Gli europei sono esposti a concentrazioni di inquinanti atmosferici superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Ma il danno non riguarda solo la comunità umana. Quasi tre quarti degli ecosistemi europei sono esposti a livelli dannosi di inquinamento atmosferico, che si traducono in acidificazione, eutrofizzazione, danni alle foreste e alla colture, perdita di biodiversità.</p>
<h2>Inquinamento atmosferico e danni alla salute</h2>
<p><strong>Il panorama</strong> viene dalla nota informativa dell’Agenzia «Harm to human health from air pollution in Europe: burden of disease status 2024» (Danni alla salute umana dovuti all’inquinamento atmosferico in Europa: incidenza dello stato delle malattie 2024) (2)</p>
<p><strong>I dati</strong> fra l’altro, nel conteggio delle migliaia di decessi attribuibili all’inquinamento, segnalano una tendenza al miglioramento per l’esposizione a lungo termine a particolato fine, biossido di azoto e ozono, i tre principali inquinanti.</p>
<p><strong>Fra il 2005 e il 2022</strong> &#8216;<em>il numero di decessi nell’UE imputabili al particolato fine o PM2,5 è diminuito del 45%, restando in linea per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 55% delineato nel piano d’azione dell’UE «inquinamento zero» per il 2030&#8242;</em>, scrive l’Agenzia europea per l’ambiente.</p>
<p><strong>L’obiettivo</strong> dell’Europa è quello di ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico, verso Zero Pollution, con l’introduzione delle nuove norme entrate in vigore lo scorso dicembre.</p>
<p><strong>Certo è che l’inquinamento</strong> atmosferico, scrive l’EEA, &#8216;<em>continua a rappresentare il principale rischio ambientale per la salute degli europei (seguito da altri fattori quali l’esposizione al rumore e alle sostanze chimiche nonché i crescenti effetti sulla salute delle ondate di calore legate al clima) ed è responsabile di malattie croniche e decessi attribuibili, in particolare nelle città e nelle aree urbane&#8217;</em>.</p>
<h2>Inquinamento atmosferico, i decessi stimati nella Ue a 27</h2>
<p><strong>Analizzando i dati</strong> sulla mortalità dovuta a tutte le cause naturali (escludendo cioè le cause accidentali e altre cause non naturali), attribuibili all&#8217;esposizione a lungo termine ai principali inquinanti atmosferici, l’Agenzia europea per l’ambiente stima che nella Ue a 27 nel 2022:</p>
<ul>
<li>239.000 decessi erano attribuibili all&#8217;esposizione a concentrazioni di PM 2,5 superiori al livello guida dell&#8217;OMS di 5 µg/m³ (microgrammi per metro cubo di aria);</li>
<li>70.000 decessi sono stati attribuiti all&#8217;esposizione a concentrazioni di O3 superiori al livello guida dell&#8217;OMS di 60 µg/m³;</li>
<li>48.000 decessi sono stati attribuiti all&#8217;esposizione a concentrazioni di NO2 superiori al livello guida dell&#8217;OMS di 10 µg/m³ .</li>
</ul>
<p><strong>L’Italia</strong> vanta il triste primato del più alto di decessi attribuiti al PM 2,5 nel 2022 (seguono Polonia e Germania).</p>
<p><strong>I decessi</strong> attribuibili al PM 2,5 in Italia sono stimati in oltre 48 mila (il numero è 48.610: in pratica un quinto delle 239 mila vittime stimate nella Ue a 27 si registra nel nostro Paese); 9.620 sono i decessi attribuibili a biossido di azoto e 13.640 quelli attribuibili all’inquinamento da ozono.</p>
<h2>L’inquinamento atmosferico e gli ecosistemi</h2>
<p><strong>L’inquinamento atmosferico</strong> degrada gli ambienti, riduce la biodiversità, danneggia la salute degli ecosistemi in modi diversi.</p>
<p><strong>La nota</strong> dell’Agenzia «Impacts of air pollution on ecosystems in Europe» (Effetti dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi in Europa) (3) esamina l’esposizione della vegetazione ai principali inquinanti atmosferici e il modo in cui questo si traduce in resa delle colture e perdite economiche.</p>
<p><strong>L’azoto</strong> presente nell’aria e che si deposita negli ecosistemi aumenta il carico di nutrienti (eutrofizzazione) e questo causa cambiamenti nella struttura degli ecosistemi e nelle specie vegetali che possono andare perdute, oppure svilupparsi di più se beneficiano di alti livelli di azoto, cambiando così la struttura di un ecosistema.</p>
<p><strong>Nel 2022</strong>, spiega l’EEA, &#8216;<em>il 73% degli ecosistemi dell’UE si trovava al di sopra dei carichi critici per l’eutrofizzazione&#8217;</em>.</p>
<p><strong>Un terzo dei terreni</strong> agricoli è stato esposto a concentrazioni di ozono a livello del suolo troppo alte, col risultato di avere danni alle coltivazioni e perdite economiche. L’ozono danneggia le foreste, abbassa i tassi di crescita delle piante, compromette la biodiversità. L’impatto negativo dell’ozono si misura anche con rese ridotte di grano e patate, con perdite stimate nel 2022 di 1,3 miliardi di euro per il grano e 680 milioni di euro per le patate in tutta Europa.</p>
<p><strong>Ci sono poi i metalli pesanti,</strong> inquinanti tossici che si depositano negli ecosistemi, si accumulano sui terreni e successivamente si bioaccumulano (vale a dire che una sostanza si accumula all&#8217;interno di un organismo nel corso della sua vita).</p>
<h2>Zero Pollution</h2>
<p><strong>La direttiva</strong> riveduta relativa alla qualità dell’aria (direttiva (UE) 2024/2881) è entrata in vigore il 10 dicembre 2024 e introduce nuovi standard di qualità dell’aria da raggiungere entro il 2030 (4). Gli inquinanti cui si riferisce comprendono fra gli altri il particolato PM10 e PM2,5, il biossido di azoto e l’anidride solforosa.</p>
<p><strong>Ci sarà però la possibilità di rinviare</strong> il termine per raggiungere gli obiettivi previsti: &#8216;<em>In circostanze specifiche, gli Stati membri possono disporre di più tempo per conformarsi alle nuove norme</em>&#8216;. Inoltre, la legislazione &#8216;<em>garantirà che le persone che soffrono di danni alla salute dovuti all&#8217;inquinamento atmosferico abbiano il diritto di essere risarcite&#8217;</em> in caso di violazione delle norme UE sulla qualità dell&#8217;aria.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Health and environment impacts of air pollution exposure remain high across Europe <a href="https://www.eea.europa.eu/en/newsroom/news/health-and-environment-impacts-of-air-pollution?activeAccordion=da162680-29c7-4202-9c94-a9b540c935e7">https://www.eea.europa.eu/en/newsroom/news/health-and-environment-impacts-of-air-pollution?activeAccordion=da162680-29c7-4202-9c94-a9b540c935e7</a></p>
<p>(2) Harm to human health from air pollution in Europe: burden of disease status, 2024 <a href="https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/harm-to-human-health-from-air-pollution-2024">https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/harm-to-human-health-from-air-pollution-2024</a></p>
<p>(3) Impacts of air pollution on ecosystems in Europe <a href="https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/impacts-of-air-pollution-on-ecosystems-in-europe">https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/impacts-of-air-pollution-on-ecosystems-in-europe</a></p>
<p>(4) Zero Pollution: entrano in vigore le nuove norme UE per un&#8217;aria più pulita entro il 2030 <a href="https://environment.ec.europa.eu/news/new-pollution-rules-come-effect-cleaner-air-2030-2024-12-10_en">https://environment.ec.europa.eu/news/new-pollution-rules-come-effect-cleaner-air-2030-2024-12-10_en</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-rapporto-eea/">Inquinamento atmosferico, salute umana e ambiente. Rapporto EEA</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Inquinamento Zero al 2050, nuovi standard UE sulla qualità dell&#8217;aria</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-zero-al-2050-nuovi-standard-ue-sulla-qualita-dellaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 10:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento Zero]]></category>
		<category><![CDATA[qualità aria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso Inquinamento Zero al 2050, l’Europa si dota di una nuova direttiva che aggiorna gli standard sulla qualità dell’aria per gli inquinanti, con obiettivi da raggiungere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Verso Inquinamento Zero al 2050, l’Europa si dota di una nuova direttiva che aggiorna gli standard sulla qualità dell’aria per gli inquinanti, con obiettivi da raggiungere entro il 2030 e più strettamente allineati agli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).</p>
<h2>Gli inquinanti</h2>
<p><strong>Gli inquinanti</strong> cui ci si riferisce comprendono fra gli altri il particolato PM10 e PM2,5, il biossido di azoto, l’anidride solforosa e il biossido di zolfo, tutti notoriamente responsabili di problemi respiratori e di una cattiva qualità dell’aria che colpisce la quasi totalità della popolazione.</p>
<p><strong>La direttiva</strong> stabilisce poi un equo accesso alla giustizia e il diritto al risarcimento da parte dei cittadini che siano danneggiati in salute dall’inquinamento atmosferico. Il Consiglio ha formalmente adottato la direttiva il 14 ottobre 2024.</p>
<p><em><strong>“Le nuove norme</strong> contribuiranno all&#8217;obiettivo dell&#8217;UE di conseguire l&#8217;inquinamento zero entro il 2050 e aiuteranno a scongiurare i decessi prematuri dovuti all&#8217;inquinamento atmosferico. I cittadini dell&#8217;UE potranno chiedere un risarcimento per i danni alla loro salute dovuti al mancato rispetto delle norme dell&#8217;UE in materia di qualità dell&#8217;aria”.</em> (1)</p>
<h2>Cattiva aria, migliaia di morti premature</h2>
<p><strong>La cattiva aria</strong> che respiriamo è causa di problemi respiratori e di salute. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, ogni anno circa 300 mila persone in Europa muoiono prematuramente a causa dell&#8217;inquinamento atmosferico. Nel 2021 ha rappresentato la <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-seconda-causa-di-morte-per-i-bambini/">seconda causa di morte</a> per i bambini. (2)</p>
<p><strong>Nel 2021</strong>, il 97% della popolazione residente nelle aree urbane è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM2,5, il più nocivo tra gli inquinanti atmosferici) superiori ai livelli menzionati nei più recenti orientamenti dell&#8217;Oms.</p>
<p><strong>Alla sola esposizione al particolato fine</strong> sono imputati 238 mila decessi prematuri nel 2020, un numero 12 volte superiore alle vittime degli incidenti stradali dello stesso anno.</p>
<p><strong>Nonostante gli impegni</strong>, i livelli di emissioni rimangono ancora al di sopra dei livelli raccomandati. Ridurre l’inquinamento atmosferico è dunque fondamentale per tutelare la salute umana e del pianeta.</p>
<h2>La nuova direttiva Inquinamento Zero</h2>
<p><strong>La nuova direttiva</strong> stabilisce dunque standard di qualità dell&#8217;aria più rigorosi per il 2030, quale passo intermedio verso il conseguimento dell&#8217;obiettivo di inquinamento zero e per contribuire a un ambiente privo di sostanze tossiche entro il 2050.</p>
<p><strong>Ci si allinea di più</strong> agli orientamenti dell’Oms. Gli standard riguarderanno inoltre i limiti di emissione, gli obblighi di riduzione dell&#8217;esposizione media e le soglie di allarme. Ad esempio, per il particolato fine (PM2,5), responsabile del maggior numero di morti precoci in Europa, il valore limite annuale sarà ridotto da 25 µg/m³ a 10 µg/m³ (il valore indicato negli orientamenti dell&#8217;OMS è 5 µg/m³).</p>
<p><em><strong>“L&#8217;esposizione media</strong> della popolazione agli inquinanti che hanno l&#8217;impatto documentato più elevato sulla salute umana, ossia il particolato sottile (PM2,5) e il biossido di azoto dovrebbe essere ridotta sulla base delle più recenti raccomandazioni dell&#8217;OMS. A tal fine, oltre ai valori limite, ma non in sostituzione degli stessi, dovrebbe essere introdotto un obbligo di riduzione dell&#8217;esposizione media quale norma complementare di qualità dell&#8217;aria”</em>, si legge nella direttiva. (3)</p>
<p><em><strong>“È opportuno fissare una soglia</strong> di allarme e una soglia di informazione per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5) e l&#8217;ozono al fine di tutelare la salute della popolazione in generale e, in particolare, delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili dalle esposizioni di breve durata a concentrazioni elevate di inquinanti”</em>.</p>
<h2>Proroga possibile</h2>
<p><strong>Il termine</strong> di riferimento per i nuovi standard è il 2030. Rimane però la possibilità di un rinvio della data.</p>
<p><em><strong>“Gli Stati membri</strong> possono chiedere che il termine del 2030 sia prorogato se sono soddisfatte condizioni specifiche”,</em> spiega il Consiglio.</p>
<p><strong>Nella direttiva</strong>, infatti, si legge che <em>“per le zone in cui le condizioni sono particolarmente difficili, in via eccezionale dovrebbe essere possibile prorogare il termine entro il quale deve essere garantita la conformità ai valori limite per la qualità dell&#8217;aria nei casi in cui, nonostante l&#8217;attuazione di adeguate misure di abbattimento, in alcune zone specifiche persistano problemi acuti di conformità. </em><em>Le eventuali proroghe per una determinata zona dovrebbero essere corredate di una tabella di marcia globale sottoposta alla valutazione della Commissione”.</em></p>
<h2>Risarcimento per danni alla salute</h2>
<p><strong>C’è poi il risarcimento</strong> per danni alla salute umana, con un rafforzamento dell’accesso alla giustizia da parte dei cittadini. La direttiva consente a chi vanta un interesse sufficiente, comprese le Ong, di contestarne l&#8217;attuazione.</p>
<p><strong>Le norme</strong> impongono dunque agli Stati di garantire che le persone possano chiedere e ottenere un risarcimento qualora abbiano subito danni alla salute a seguito di una violazione di carattere doloso o colposo delle norme nazionali che recepiscono la direttiva.</p>
<p><em><strong>“Gli Stati membri</strong> provvedono affinché le persone fisiche la cui salute subisce un danno a causa di una violazione delle norme nazionali di recepimento (&#8230;) della presente direttiva, commessa intenzionalmente o per negligenza dalle autorità competenti, abbiano il diritto di chiedere e ottenere un risarcimento per tale danno”</em> (art 28 comma 1).</p>
<p><strong>Gli Stati</strong> avranno due anni di tempo per recepire la direttiva nel diritto nazionale.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Qualità dell&#8217;aria: via libera definitivo del Consiglio al rafforzamento degli standard nell&#8217;UE https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/10/14/air-quality-council-gives-final-green-light-to-strengthen-standards-in-the-eu/</p>
<p>(2) Qualità dell&#8217;aria https://www.consilium.europa.eu/it/policies/air-quality/</p>
<p>(3) DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla qualità dell&#8217;aria ambiente e per un&#8217;aria più pulita in Europa https://data.consilium.europa.eu/doc/document/PE-88-2024-INIT/it/pdf</p>
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		<title>Inquinamento atmosferico, seconda causa di morte per i bambini</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-seconda-causa-di-morte-per-i-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 08:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico è un enorme e crescente problema di salute pubblica. L’aria cattiva uccide. E le persone più esposte sono ancora una volta i più fragili,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico è un enorme e crescente problema di salute pubblica. L’aria cattiva uccide. E le persone più esposte sono ancora una volta i più fragili, i bambini prima di tutto. Nel 2021 l’inquinamento atmosferico è responsabile di oltre 700 mila decessi di bambini di età inferiore ai 5 anni, il 15% di tutti i decessi mondiali di bambini di quella età. I dati peggiori sono in Asia e in Africa. La cattiva qualità dell’aria è seconda solo alla malnutrizione come causa di morte fra i bambini al di sotto dei 5 anni e precede fattori critici quali igiene e acqua ed esposizione a temperature troppo alte o troppo basse.</p>
<p>I dati dell’emergenza globale non si fermano ai bambini, anche se fra i più piccoli il livello è particolarmente drammatico.</p>
<h2>Inquinamento atmosferico seconda causa di morte</h2>
<p><strong>L’inquinamento atmosferico</strong>, sempre nel 2021, ha causato 8,1 milioni di decessi a livello mondiale fra adulti e bambini. Ormai è diventato la seconda causa di morte a livello globale, superando il consumo di tabacco, seconda solo all’ipertensione come fattore di rischio per tutta la popolazione e seconda solo alla malnutrizione come fattore di rischio di mortalità per i bambini.</p>
<p><strong>Sul totale dei decessi</strong>, le malattie non trasmissibili, tra cui le malattie cardiache, l&#8217;ictus, il diabete, il cancro ai polmoni e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), rappresentano quasi il 90% del carico di malattia dovuto all&#8217;inquinamento atmosferico.</p>
<p><strong>È il quadro</strong> che viene dal recente dossier State of Global Air 2024, pubblicato dall’Health Effects Institute, organizzazione di ricerca statunitense indipendente, realizzato per la prima volta in partnership con l’Unicef. Il dossier fornisce un&#8217;analisi completa dei dati sulla qualità dell&#8217;aria e sull’impatto sulla salute per i paesi di tutto il mondo nel 2021.</p>
<p><strong>Fra i decessi</strong> attribuiti all’inquinamento atmosferico, il 58% è collegato all’impatto del PM 2.5 diffuso nell’ambiente, il 6% all’ozono e il 38% all’inquinamento dell’aria domestica.</p>
<h2>Bambini vulnerabili già dal grembo materno</h2>
<p><strong>I bambini</strong> sono particolarmente vulnerabili. Nel 2021 più di 700 mila decessi nei bambini sotto i 5 anni sono stati collegati all’inquinamento atmosferico e 500 mila di questi decessi, spiega il dossier, sono collegati all’inquinamento dell’aria domestica dovuta alla cottura con combustibili inquinanti in ambienti chiusi, soprattutto in Africa e in Asia.</p>
<p><strong>L’inquinamento</strong> dell’aria si ripercuote sulla salute, con effetti che iniziano già nel grembo materno e che vanno dal parto prematuro al basso peso alla nascita, dall’asma alle malattie dei polmoni, compromettendo la salute anche negli anni a venire.</p>
<p><strong>Gli inquinanti atmosferici</strong> inalati possono depositarsi nei polmoni, dove alterano le difese polmonari. Alcuni entrano direttamente nel flusso sanguigno e nei tessuti più profondi, compresi cuore, cervello e altri organi. Possono attraversare la placenta e colpire il feto. Tutto questo può avere impatti negativi sullo sviluppo delle vie respiratorie, cardiovascolare, immunitario, endocrino e sul sistema nervoso; ci possono essere esiti avversi nel corso della nascita e un impatto negativo sulla salute che si prolunga nel corso della vita. Significa rischio di difetti cardiaci congeniti, polmonite nel primo anno di vita del bambino, disturbi del neurosviluppo, arresto della crescita, sviluppo di asma, eczema e malattie allergiche e ipertensione arteriosa.</p>
<p><strong>Nell’arco della vita</strong>, le conseguenze della cattiva qualità dell’aria sulla salute di bambini e adolescenti includono infezioni delle vie respiratorie superiori, asma e allergie, polmonite, alterazioni nella crescita e una compromissione dello sviluppo cognitivo.</p>
<h2>Ancora disuguaglianza</h2>
<p><strong>Ancora una volta</strong> c’è un grande problema di disuguaglianza. Come accade anche per la crisi climatica, che sta esacerbando l’inquinamento atmosferico e che spesso ha un impatto disuguale – pesa di più di fasce fragili di popolazione, bambini, anziani, malati e poveri – l’impatto della cattiva qualità dell’aria risulta maggiore e dalle proporzioni più ampie proprio su alcune fasce di popolazione.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Come il cambiamento climatico</em></strong><em>, l&#8217;inquinamento atmosferico colpisce tutti noi, ma porta impatti sproporzionati per alcuni: le persone incinte, i neonati e i bambini, gli anziani, coloro che vivono in condizioni di povertà e coloro che sono stati storicamente emarginati</em>&#8216;, evidenzia il dossier.</p>
<p><strong>Eppure l’ambiente sano è un diritto</strong>. State of the global air ricorda infatti, proprio nelle sue prime righe, che &#8216;<em>l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha formalmente dichiarato l&#8217;accesso a</em><br />
<em>un ambiente pulito, sano e sostenibile come un diritto umano universale, specialmente per i bambini. Nel 2023, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell&#8217;infanzia ha sottolineato il diritto dei bambini a un ambiente pulito, sano e sostenibile. Eppure, si tratta di un diritto che rimane non rispettato per miliardi di persone</em>&#8216;.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) State of the global air <a href="https://www.stateofglobalair.org/sites/default/files/documents/2024-06/soga-2024-report_0.pdf">https://www.stateofglobalair.org/sites/default/files/documents/2024-06/soga-2024-report_0.pdf</a></p>
<p>(2) Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/disuguaglianza-e-crisi-climatica-vanno-di-pari-passo/">Disuguaglianza e crisi climatica vanno di pari passo</a>. Égalité. 4.11.22</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-seconda-causa-di-morte-per-i-bambini/">Inquinamento atmosferico, seconda causa di morte per i bambini</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>L’inquinamento atmosferico minaccia l’intero pianeta. E l’Italia è fanalino di coda in Europa</title>
		<link>https://www.egalite.org/linquinamento-atmosferico-minaccia-lintero-pianeta-e-litalia-e-fanalino-di-coda-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 19:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nessun posto del Pianeta è immune all’inquinamento atmosferico e all’impatto delle polveri sottili. I livelli globali giornalieri di ‘aria malsana’ vengono rivelati da una ricerca pubblicata<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/linquinamento-atmosferico-minaccia-lintero-pianeta-e-litalia-e-fanalino-di-coda-in-europa/">L’inquinamento atmosferico minaccia l’intero pianeta. E l’Italia è fanalino di coda in Europa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun posto del Pianeta è immune all’inquinamento atmosferico e all’impatto delle polveri sottili. I livelli globali giornalieri di ‘aria malsana’ vengono rivelati da una ricerca pubblicata su <em>The Lancet Planetary Health.</em> (1)</p>
<h2>Inquinamento atmosferico globale, lo studio</h2>
<p><strong>Circa il 99,82% della superficie terrestre</strong> globale è esposta a livelli di particolato 2,5 (PM 2,5) &#8211; minuscole particelle nell&#8217;aria che gli scienziati hanno collegato al cancro ai polmoni e alle malattie cardiache &#8211; al di sopra del limite di sicurezza fissato nel 2021 dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità in 5 µg/m3.</p>
<p><strong>Nel 2019</strong>, solo lo 0,18% della superficie terrestre globale e lo 0,001% della popolazione mondiale aveva un&#8217;esposizione annuale al PM 2,5 a concentrazioni inferiori a µg/m3, con oltre il 70% dei giorni a livelli superiori a 15 μg/m 3.</p>
<p><strong>Durante le due decadi</strong> monitorate, l’esposizione della popolazione è diminuita in Europa e Nord America, mentre è aumentata in Asia meridionale, Australia e Nuova Zelanda, America Latina e Caraibi.</p>
<p><strong>L’Organizzazione mondiale della Sanità</strong> un anno fa denunciava che l’intera popolazione mondiale (il 99%) respira aria che non rispetta i limiti di qualità. In Europa, accade al 96% della popolazione urbana.</p>
<h2>Qualità dell’aria in Europa, rischio per la salute e morti premature</h2>
<p><strong>‘<em>L&#8217;inquinamento atmosferico</em></strong><em> è il più grande rischio ambientale per la salute e ha un impatto significativo sulla salute della popolazione europea, in particolare nelle aree urbane</em>’, avverte l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) nel fare il punto sulla qualità dell’aria in Europa. (2)</p>
<p><strong>Nel 2020</strong> le emissioni degli inquinanti atmosferici hanno risentito dell’impatto della pandemia e dei <em>lockdown</em>, che associati alla riduzione dei trasporti su strada hanno portato a una flessione temporanea nelle concentrazioni di biossido di azoto (NO2).</p>
<p>Nonostante ciò, <strong>l&#8217;inquinamento atmosferico</strong> rimane <strong>una delle principali preoccupazioni</strong> per la salute degli europei. L&#8217;Europa centro-orientale e l’Italia riportano le più alte concentrazioni di particolato e benzo[a]pirene (cancerogeno).</p>
<p><strong>In Europa,</strong> i livelli di sicurezza indicati dall’OMS (più stringenti di quelli UE) vengono largamente superati:</p>
<ul>
<li>il 96% della popolazione urbana è stata esposta a concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) superiori ai 5 µg/m3,</li>
<li><span style="font-size: 14px;">il 71% della popolazione europea è esposta a PM 10 superiori a livelli di sicurezza, il 96% all’ozono, l’89% al biossido di azoto. (3)</span></li>
</ul>
<h2><em>Zero Pollution</em></h2>
<p><strong>Questi numeri</strong> indicano dunque una lunga strada da percorrere per arrivare agli obiettivi di <em>Zero Pollution</em> della Ue.</p>
<p><strong>Nel piano d’azione</strong> inquinamento zero per il 2050, lanciato dalla Commissione europea, c’è l’obiettivo al 2030 di migliorare la qualità dell&#8217;aria per ridurre del 55% il numero di morti premature causate dall&#8217;inquinamento atmosferico e dall’esposizione al particolato fine (rispetto al 2005) e di ridurre del 25% gli ecosistemi dell&#8217;UE in cui l&#8217;inquinamento atmosferico minaccia la biodiversità.</p>
<p><strong>Nel 2020</strong>, le emissioni di tutti i principali inquinanti atmosferici nell&#8217;UE-27 hanno continuato a diminuire, e le morti premature attribuite all’esposizione alle polveri sottili sono diminuite del 25% nella Ue a 27, ma certo servono ulteriori sforzi per centrare l’obiettivo e soprattutto ridurre l’inquinamento dell’aria a <a href="https://www.egalite.org/drastici-benefici-per-la-salute-con-la-riduzione-dellinquinamento-atmosferico-studio-scientifico/">livelli innocui</a> per la salute.</p>
<p><strong>Gli ultimi dati</strong> dell’EEA dicono infatti che nel 2020 l’inquinamento atmosferico ha provocato un numero significativo di morti premature nei 27 Stati membri dell&#8217;Ue.</p>
<p><strong>L&#8217;esposizione</strong> a concentrazioni di particolato fine superiori ai livelli di riferimento OMS ha provocato 238.000 morti premature; l&#8217;esposizione al biossido di azoto al di sopra dei livelli di sicurezza ha portato a 49.000 morti premature. L&#8217;esposizione acuta all&#8217;ozono ha causato 24.000 morti premature.</p>
<p><strong>Senza contare i danni</strong>, per la salute e per i conti del sistema sanitario, dovuti alla morbilità legata alla cattiva qualità dell’aria.</p>
<h2>Italia, la Mal’aria sulle città</h2>
<p><strong>In Italia</strong> l’emergenza smog è un allarme senza fine. Secondo il report di Legambiente ‘Mal Aria di città. Cambio di passo cercasi’, diffuso a gennaio 2023 e riferito al 2022,</p>
<ul>
<li>29 città su 95 hanno superato i limiti giornalieri di PM10,</li>
<li>rispetto ai <em>target</em> europei al 2030 sono fuorilegge il 76% delle città per il PM 10, l’84% per il PM 2.5 e il 61% per l’NO2,</li>
<li>oltre 52 mila decessi prematuri annui &#8211; pari a 1/5 di quelli rilevate in tutto il continente &#8211; vengono attribuiti alle polveri sottili. (4)</li>
</ul>
<p><strong>La tendenza</strong> di decrescita dell’inquinamento è troppo lenta, esponendo le città a nuovi rischi sanitari e sanzioni. Il tasso medio annuale di riduzione delle concentrazioni a livello nazionale è, infatti, del solo 2% per il PM10 e del 3% per l’NO2.</p>
<p><strong>Le città</strong> più distanti dall’obiettivo previsto per il PM10, ad esempio, dovrebbero ridurre le proprie concentrazioni cittadine tra il 30% e il 43% entro i prossimi sette anni, ma stando agli attuali <em>trend</em> di riduzione registrati negli ultimi 10 anni (periodo 2011 – 2021, dati Ecosistema Urbano), potrebbero impiegare mediamente altri 17 anni per raggiungere l’obiettivo, ovvero il 2040 anziché il 2030’, rimarca Legambiente.</p>
<p><strong>Alcune città</strong> potrebbero metterci più di trent’anni.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Wenhua Yu, Tingting Ye, Yiwen Zhang, Rongbin Xu, Yadong Lei, Zhuying Chen et al. Global estimates of daily ambient fine particulate matter concentrations and unequal spatiotemporal distribution of population exposure: a machine learning modelling study. <em>The Lancet Planetary Health</em>. March, 2023. DOI: <a href="https://doi.org/10.1016/S2542-5196(23)00008-6">https://doi.org/10.1016/S2542-5196(23)00008-6</a></p>
<p>(2) Qualità dell’aria in Europa 2022. <em>Agenzia europea ambiente</em> <a href="https://www.eea.europa.eu/publications/air-quality-in-europe-2022">https://www.eea.europa.eu/publications/air-quality-in-europe-2022</a></p>
<p>(3) OMS Billions of people still breathe unhealthy air. <em>WHO</em>. <a href="https://www.who.int/news/item/04-04-2022-billions-of-people-still-breathe-unhealthy-air-new-who-data">https://www.who.int/news/item/04-04-2022-billions-of-people-still-breathe-unhealthy-air-new-who-data</a></p>
<p>(4) Mal’Aria di città. cambio di passo cercasi. <em>Legambiente</em>. <a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Rapporto_Malaria_2023.pdf">https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Rapporto_Malaria_2023.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/linquinamento-atmosferico-minaccia-lintero-pianeta-e-litalia-e-fanalino-di-coda-in-europa/">L’inquinamento atmosferico minaccia l’intero pianeta. E l’Italia è fanalino di coda in Europa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>UNEP: la crisi ambientale nuoce alla salute mentale</title>
		<link>https://www.egalite.org/unep-la-crisi-ambientale-nuoce-alla-salute-mentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 08:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento acustico]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
		<category><![CDATA[UNEP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi ambientale sta danneggiando la nostra salute mentale. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) dedica a questa emergenza un focus sugli effetti nocivi<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi ambientale sta danneggiando la nostra salute mentale. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) dedica a questa emergenza un <em>focus</em> sugli effetti nocivi dell’inquinamento acustico e atmosferico, la dispersione di rifiuti chimici e il surriscaldamento del pianeta.</p>
<p>In occasione della Giornata per la salute mentale (10 ottobre), la più importante autorità ambientale globale ha reiterato l’allarme, indicando soluzioni concrete per invertire la rotta.</p>
<h2>1) Inquinamento acustico</h2>
<p><strong>Il rumore incessante</strong> caratterizza gran parte delle città. Gli agglomerati urbani continuano a crescere, per l’arrivo di persone in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Ma le maggiori opportunità comportano anche l’esposizione degli abitanti a livelli elevati di inquinamento acustico.</p>
<p><strong>Traffico</strong> stradale e ferroviario, aeroporti vicini ai centri abitati, industrie causano un rumore continuo che compromette la salute mentale delle persone interrompendo il loro sonno.</p>
<h3>1.1) Più verde antirumore</h3>
<p><strong>Secondo le stime</strong>, in Europa 22 milioni di persone soffrono di disturbi cronici da rumore e 6,5 milioni sono affetti da disturbi del sonno. I più a rischio sono gli anziani, le donne incinte e i lavoratori turnisti.</p>
<p><strong>Per migliorare</strong> la salute mentale dei cittadini e mitigare gli effetti negativi dell&#8217;inquinamento acustico, lo studio Frontiers 2022 di UNEP suggerisce di aumentare la vegetazione negli ambienti urbani per assorbire l&#8217;energia acustica e ridurre l&#8217;amplificazione stradale.</p>
<p><strong>Alberi, arbusti, pareti e tetti verdi</strong>, inoltre, generano effetti visivi positivi e attirano la fauna selvatica urbana. I suoni naturali, come il cinguettio degli uccelli, trasmettono la tranquillità di trovarsi in un ambiente sicuro, che quindi riduce l’ansia. (1)</p>
<h2>2) Inquinamento dell’aria</h2>
<p><strong>La buona qualità dell’aria </strong>è un lusso per pochi. Il 99% della popolazione mondiale respira aria con livelli di inquinanti superiori alle linee guida OMS. E 7 milioni di persone muoiono prematuramente proprio a causa dell&#8217;inquinamento atmosferico, ha ricordato Inger Andersen, direttore generale UNEP. (2)</p>
<p><strong>Anche la salute mentale è compromessa</strong>. In particolare quella dei bambini, per i quali l’esposizione a livelli elevati di inquinamento atmosferico potrebbe causare problemi psicologici e comportamentali, incluso l’ormai noto disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ansia e depressione. (3)</p>
<h3>2.1) Come migliorare l’aria cittadina</h3>
<p><strong>Le misure</strong> per migliorare la qualità dell’aria nelle città sono state richiamate dalla piattaforma d’azione <a href="https://breathelife2030.org/">BreatheLife</a>, una <em>partnership</em> tra OMS, UNEP, la <em>Climate and Clean Air Coalition</em> (CCAC) e la Banca Mondiale.</p>
<p><strong>Si tratta di cambiamenti</strong> ormai molto praticabili, come aumentare la mobilità elettrica, a piedi e in bicicletta, creare più spazi verdi, ridurre l&#8217;inquinamento atmosferico causato dall&#8217;industria, i trasporti, la gestione dei rifiuti <em>etc</em>. Misure purtroppo inutili nei confronti delle microplastiche, che come abbiamo visto permeano l’aria e penetrano nei nostri polmoni. (4)</p>
<p><strong>Purtroppo, la strada è ancora lunga</strong>, come mostra il contatore del sito BreatheLife, che indica le vittime dello smog nelle varie città. Oltre 37mila a Berlino, più di 29mila a Roma, 16mila a Parigi, 13mila a Madrid, per citare qualche esempio.</p>
<h2>3) Inquinamento chimico</h2>
<p><strong>Le sostanze chimiche</strong> disperse nell&#8217;ambiente sono anch’esse un problema di salute globale.</p>
<p><strong>Il piombo</strong> ha conclamati effetti nocivi sulla salute mentale dei bambini. E purtroppo, come documentato da Unicef, un bambino su tre ha piombo nel sangue a livelli che possono essere associati a diminuzione dell&#8217;intelligenza, difficoltà comportamentali e problemi di apprendimento. (5)</p>
<p><strong>Le misure di contenimento</strong> di questa forma di inquinamento sono ancora insufficienti.</p>
<h2>4) Cambiamento climatico</h2>
<p><strong>Depressione, ansia, stress</strong> sono la punta dell’<em>iceberg</em> dei disturbi mentali associati agli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. Ormai alluvioni, ‘bombe d’acqua’, siccità estrema, livelli di calore insostenibili sono la regola in tutto il pianeta. Le perdite economiche e sociali che ne derivano scatenano ansia e angoscia. Si pensi ai territori delle Marche, coltivazioni, case, attività commerciali devastati pochi giorni fa da un evento meteo estremo.</p>
<p><strong>Invertire la tendenza</strong> che ci ha condotti fin qui è impresa ardua, ma meritevole di speranza. Un incoraggiamento viene dalla resilienza della natura, che in poche settimane di <em>lockdown</em> per pandemia ci ha rivelato una capacità di recupero stupefacente.</p>
<h2>Che fare</h2>
<p><strong>Il cambiamento è già tracciato</strong>, per chi vorrà attuarlo. L’UNEP è in prima linea a sostegno dell’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere l&#8217;aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 °C e puntare &#8211; per sicurezza &#8211; a 1,5 °C, rispetto ai livelli preindustriali.</p>
<p><strong>I singoli cittadini-consumatori</strong> possono fare la propria parte ogni giorno. Per un attivismo più largo, le azioni ‘virtuose’ possono venire condivise scaricando sullo <em>smartphone</em> la app ‘<a href="https://actnow.aworld.org/"><em>A world in support of ActNow</em></a>’.</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Frontiers 2022: Noise, Blazes and Mismatches. <em>UNEP</em>. 17.2.22 <a href="https://www.unep.org/resources/frontiers-2022-noise-blazes-and-mismatches">https://www.unep.org/resources/frontiers-2022-noise-blazes-and-mismatches</a></p>
<p>(2) Inger Andersen. One Health on the global map. 28th Tripartite Annual Executive Meeting. 17.3.22 <a href="https://www.unep.org/news-and-stories/speech/one-health-global-map">https://www.unep.org/news-and-stories/speech/one-health-global-map </a></p>
<p>(3) V. rapporto UNICEF Danger in the Air. Dicembre 2017 <a href="https://www.unicef.org/sites/default/files/press-releases/glo-media-Danger_in_the_Air.pdf">https://www.unicef.org/sites/default/files/press-releases/glo-media-Danger_in_the_Air.pdf</a></p>
<p>(4) Marta Strinati, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-anche-nei-nostri-polmoni-lo-studio-britannico/">Microplastiche anche nei nostri polmoni. Lo studio britannico</a>. <em>GIFT (Great Italian Food Trade)</em>. 12.4.22</p>
<p>(5) The toxic truth. <em>Unicef</em> <a href="https://www.unicef.org/reports/toxic-truth-childrens-exposure-to-lead-pollution-2020">https://www.unicef.org/reports/toxic-truth-childrens-exposure-to-lead-pollution-2020</a></p>
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		<title>Diritto umano a un ambiente sano. Passi avanti post pandemia?</title>
		<link>https://www.egalite.org/diritto-umano-a-un-ambiente-sano-passi-avanti-post-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 14:18:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diverse agenzie Onu, fra cui Unep, Who, Unicef, Unhcr, chiedono il riconoscimento del diritto umano a un ambiente sano. (1) Il tempo per riconoscere, attuare e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diverse agenzie Onu, fra cui Unep, Who, Unicef, Unhcr, chiedono il riconoscimento del diritto umano a un ambiente sano. (1) Il tempo per riconoscere, attuare e proteggere il diritto umano a un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile è ora. Perché la crisi ambientale e climatica, la perdita di biodiversità, l’inquinamento compromettono la salute delle persone e del pianeta.</p>
<h2>Il diritto all’ambiente sano e sostenibile: la dichiarazione delle Agenzie Onu</h2>
<p><strong>La 46a sessione</strong> del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, che si è svolta da febbraio a marzo 2021, ha di recente approvato una risoluzione che invita gli Stati a conservare, proteggere e ripristinare gli ecosistemi, cruciali per la salute e il benessere umano.</p>
<p><strong>Durante l’appuntamento</strong> 15 agenzie dell’Onu hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui esprimono il loro sostegno al riconoscimento globale del diritto a un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile.</p>
<p><strong>La dichiarazione</strong> congiunta afferma che “<em>il riconoscimento globale del diritto a un ambiente sano sosterrà gli sforzi per non lasciare indietro nessuno, garantire una transizione giusta verso un mondo ambientalmente sano e socialmente equo e realizzare i diritti umani per tutti</em>”.</p>
<p>“<em>Il diritto a un ambiente sano è riconosciuto da oltre 150 Stati membri delle Nazioni Unite, ma non è stato formalmente riconosciuto a livello globale, ritardando così il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, esacerbando le disuguaglianze e creando lacune nella tutela, in particolare per i difensori dei diritti umani ambientali, bambini, giovani, donne e popolazioni indigene che spesso sono stati e continuano ad essere agenti di cambiamento per la salvaguardia dell&#8217;ambiente. Siamo di fronte a una triplice crisi ambientale: cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento. I diritti delle generazioni presenti e future dipendono da un ambiente sano</em>”.</p>
<h2>Inquinamento e cambiamento climatico vs diritto all’ambiente</h2>
<p><strong>Se presente e futuro dell’umanità</strong> <a href="https://www.egalite.org/una-costituzione-per-la-terra/">dipendono dallo stato dell’ambiente</a>, questa consapevolezza contrasta però con le conseguenze che inquinamento, cambiamento climatico, perdita di biodiversità hanno sulla salute del Pianeta e delle persone. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il 23% di tutti i decessi sono legati a “rischi ambientali” come l’inquinamento atmosferico, la contaminazione dell’acqua, l’esposizione a sostanze chimiche pericolose e tossiche.</p>
<p><strong>L’elenco</strong>, seppur sintetico, delle ragioni per riconoscere come diritto umano il diritto a un ambiente sano è messo giù dall’Unep – il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (2).</p>
<p><strong>Avere un pianeta compromesso</strong> dal punto di vista ambientale compromette la salute dei suoi abitanti e il diritto alla salute. Ambiente e salute vanno di pari passo, come forse dovrebbe insegnarci anche la pandemia da Covid-19.</p>
<p><strong>La distruzione degli spazi selvaggi</strong>, la <a href="https://www.egalite.org/land-grabbing-e-cambiamento-climatico-il-rapporto-ipcc/">deforestazione</a>, l’alterazione delle terre naturali facilita l’insorgenza e la diffusione di malattie zoonotiche e il contatto con la fauna selvatica aumenta la possibilità che gli agenti patogeni passino dagli animali all’essere umano. Si stima, dice l’Unep, che circa il 60% delle infezioni umane siano di origine animale. E ci sono molti virus pronti a fare il salto di specie. La pandemia da Covid-19 potrebbe insomma essere solo un drammatico anticipo di nuove letali epidemie e malattie di cui non sappiamo ancora nulla.</p>
<h2>Le conseguenze letali dell’inquinamento</h2>
<p><strong>L’inquinamento</strong> in tutte le sue forme miete vittime. Quello atmosferico riduce l’aspettativa di vita. In tutto il mondo nove persone su dieci respirano aria inquinata. “<em>Ogni anno circa 7 milioni di persone muoiono per malattie e infezioni legate all&#8217;inquinamento atmosferico, più di cinque volte il numero di persone che muoiono in incidenti stradali</em>”.</p>
<p><strong>Miliardi di persone</strong> in tutto il mondo sono minacciate dall’inquinamento e dalla permanenza dei rifiuti negli ecosistemi. L’acqua sporca fa ammalare.</p>
<p>“<em>L&#8217;acqua contaminata da rifiuti, acque reflue non trattate, deflusso agricolo e scarichi industriali mette 1,8 miliardi di persone a rischio di contrarre colera, dissenteria, tifo e poliomielite</em>”.</p>
<p><strong>Milioni di persone</strong> soffrono di avvelenamento acuto da pesticidi. L’impatto delle microplastiche che si accumulano nei mari e nella catena alimentare è un fronte continuo di scoperte preoccupanti. I farmaci hanno un impatto negativo quando arrivano a contaminare gli ecosistemi. L’abuso crea resistenza agli antibiotici. E il fatto che gli antibiotici siano diventati meno efficaci ha fatto sì che già oggi ci siano ogni anno circa 700 mila persone che muoiono di infezioni resistenti. Non a caso la resistenza agli antibiotici è uno dei grandi problemi di salute globale che il pianeta già si trova ad affrontare, forse messo in secondo piano nell’ultimo anno proprio dalla pandemia da coronavirus.</p>
<h2>Quando la biodiversità si perde</h2>
<p><strong>La perdita di biodiversità</strong> si risolve in diete alimentari simili in tutto il mondo e compromette il valore nutritivo del cibo. In soli 50 anni, ricorda l’Unep, le diete umane sono diventate più simili l’una con l’altra e solo 12 colture e cinque specie animali forniscono il 75% dell’apporto energetico mondiale.</p>
<p>“<em>Oggi, quasi una persona su tre soffre di qualche forma di malnutrizione e gran parte della popolazione mondiale è affetta da malattie legate all&#8217;alimentazione, come malattie cardiache, diabete e cancro</em>”.</p>
<h2>Gli effetti del cambiamento climatico</h2>
<p><strong>Il cambiamento climatico</strong> è davanti agli occhi di tutti e porta conseguenze immediate e per le generazioni future. Incendi, inondazioni, uragani, siccità ed eventi meteo estremi minacciano già la vita delle persone, i mezzi di sussistenza, la tenuta del territorio, la sicurezza alimentare. E come ricorda l’Unep, il cambiamento climatico facilita la diffusione dei virus.</p>
<p><em>“Secondo un articolo pubblicato dalla Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services, ‘è probabile che le pandemie si verifichino più frequentemente, si diffondano più rapidamente, abbiano un maggiore impatto economico e uccidano più persone</em>’&#8221;.</p>
<p><strong>Dietro l’angolo</strong> c’è il lancio del Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi 2021-2030, che mira a fermare il degrado degli ecosistemi e a ripristinarli, con scadenza proprio quel 2030 degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile che rappresenta per molti la deadline contro la catastrofe climatica. Il Decennio verrà ufficialmente lanciato il 5 giugno, Giornata mondiale dell’ambiente (3).</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h2>Note</h2>
<p><em>1) Joint statement of United Nations entities on the right to healthy environment</em>. <a href="https://www.unep.org/news-and-stories/statements/joint-statement-united-nations-entities-right-healthy-environment" target="_blank" rel="noopener">https://www.unep.org/news-and-stories/statements/joint-statement-united-nations-entities-right-healthy-environment</a></p>
<p>2) <em>Unep: Six reasons why a healthy environment should be a human right </em><a href="https://www.unep.org/news-and-stories/story/six-reasons-why-healthy-environment-should-be-human-right" target="_blank" rel="noopener">https://www.unep.org/news-and-stories/story/six-reasons-why-healthy-environment-should-be-human-right</a></p>
<p>3) Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi. <a href="https://www.decadeonrestoration.org/" target="_blank" rel="noopener">https://www.decadeonrestoration.org/</a></p>
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		<title>Covid-19 e inquinamento. Il nostro studio su Bergamo, Brescia e Milano</title>
		<link>https://www.egalite.org/covid-19-e-inquinamento-il-nostro-studio-su-bergamo-brescia-e-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Palestini,&nbsp;Silvia Comunian&nbsp;and&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 07:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico in era pre-Covid ha raggiunto una rilevanza pandemica, con una stima di circa 10 milioni di decessi nel 2019. A seguito di dichiarazione della<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/covid-19-e-inquinamento-il-nostro-studio-su-bergamo-brescia-e-milano/">Covid-19 e inquinamento. Il nostro studio su Bergamo, Brescia e Milano</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico in era pre-Covid ha raggiunto una rilevanza pandemica, con una stima di circa <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-e-diffusione-di-covid-19-studi-scientifici/">10 milioni di decessi nel 2019</a>. A seguito di dichiarazione della <a href="https://www.egalite.org/covid-19-e-distanziamento-sociale-lefficacia-del-modello-wuhan/">pandemia Covid-19</a>, l’11.3.20 da parte della WHO (<em>World Health Organization</em>), diversi gruppi di ricerca hanno iniziato ad analizzare il ruolo del particolato atmosferico su diffusione, morbilità e mortalità del virus SARS-CoV-2. Evidenziando alcune prime correlazioni. Il nostro studio &#8211; basato sulle rilevazioni sulla qualità dell’aria eseguite da ARPA a Bergamo, Brescia e Milano, a gennaio e febbraio 2020, e i dati epidemiologici su Covid-19 – in anteprima di sintesi a seguire.</p>
<h2>Inquinamento atmosferico e Covid-19, possibili correlazioni</h2>
<p><strong>Covid-19</strong>, come altri virus, <a href="https://www.egalite.org/coronavirus-mascherine-per-tutti-gli-studi-scientifici-a-favore/">potrebbe trasmettersi anche per via aerea</a>. E il particolato potrebbe svolgere un ruolo di <em>carrier</em> attraverso l’aerosol, aumentandone la diffusione.</p>
<p><strong>Il particolato</strong> causa danni nelle cellule polmonari, aumentando lo stato di infiammazione e il tasso di mortalità, con più gravi espressioni della malattia nelle aree più inquinate. Il virus si lega al recettore ACE2 per entrare nella cellula. ACE2, a sua volta, genera un peptide antinfiammatorio e viene sovra-espresso in risposta alle infiammazioni da esposizione alle PM (<em>Particulate Matter</em>, particelle sottili), aumentando così la probabilità che Covid19 entri nelle cellule.</p>
<p><strong>Queste ipotesi</strong> rappresentano il punto di partenza per future analisi sulla correlazione positiva tra diffusione del CoVid19 e inquinamento.</p>
<h2>Trasmissione aerea dei virus. SARS-CoV-1 e SARS-CoV-2 a confronto</h2>
<p><strong>I patogeni</strong> possono entrare in contatto con l’organismo mediante diversi meccanismi di trasmissione. Ingestione (via oro-fecale, 1), inalazione, inoculazione, contatto, trasmissione iatrogena e accoppiamento. La modalità di trasmissione più comune prevede l&#8217;espulsione di patogeni attraverso l&#8217;apparato respiratorio da parte di soggetti infetti e la penetrazione nell&#8217;ospite recettivo per inalazione. Le goccioline di saliva (<em>droplets</em>) del soggetto infetto, a causa delle dimensioni e peso relativamente significativi, percorrono distanze brevi prima di cadere al suolo. Si riferisce, in questo caso, alla trasmissione tramite contatto ravvicinato.</p>
<p><strong>La trasmissione per aerosol</strong> si distingue dalla precedente poiché esso è una sospensione di particelle molto piccole (<em>droplets nuclei</em>, di diametro tra 0,001 e 100 micrometri), solide o liquide, all’interno di una fase gassosa. Queste particelle sedimentano lentamente e sono facilmente veicolate dalle correnti d’aria (si riferisce perciò a trasmissione a lunga distanza). I <em>droplet nuclei</em> possono quindi unirsi in sospensione all’aerosol e venire veicolati attraverso l’aria. Il virus dell’influenza aviaria è stato rilevato a grandi concentrazioni nell’aria, ad esempio, a seguito delle tempeste di polvere avvenute in Asia anche a notevole distanza dai focolai di provenienza. (2)</p>
<p><strong>Il nuovo coronavirus</strong> Sars-CoV-2 (covid19) potrebbe a sua volta venire trasmesso tramite aerosol – oltreché per inalazione delle <em>droplet</em> (e in modo minore per via oro-fecale, contatto diretto e tramite la gravidanza). La trasmissione aerea tramite aerosol a distanze maggiori è proposta solo come ipotesi da verificare, in una prima analisi del Prof. Wang Zhou, coadiuvato da un comitato di esperti che hanno affrontato l’epidemia CoVid19 a Wuhan. (3)</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-3334" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50.jpg" alt="" width="639" height="414" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50.jpg 812w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-300x194.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-768x497.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-370x240.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-800x518.jpg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-20x13.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-185x120.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-740x479.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-400x259.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/50-74x48.jpg 74w" sizes="(max-width: 639px) 100vw, 639px" /></strong></p>
<p><strong><em>Figura 1</em></strong></p>
<p><strong>Covid-19</strong> appartiene alla famiglia dei coronavirus (CoV), un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate e gravi. Dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come MERS (<em>Middle East Respiratory Syndrome</em>) e SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome). Il nome deriva dall’osservazione delle proteine presenti sulla superficie, le quali delineano una forma di corona appunto. La SARS ha causato un’epidemia di minor portata ma altrettanto rilevante, nel 2003, a seguito della quale sono stati svolti numerosi studi sulle modalità di trasmissione del virus.</p>
<p><strong>SARS-CoV-1</strong>, la cui diffusione è stata analizzata anche in ambiente chiuso (cabina d’aereo), ha rivelato diffondersi tramite aerosol (lunga distanza, 21%), contatto ravvicinato tra individui (<em>droplet</em>, 29%) e contatto con le superfici (50%. V. 4).</p>
<p><strong>SARS-CoV-2</strong>, nella recente analisi proposta su <em>The New England Journal of Medicine</em>, rivela una stabilità in aerosol e sulle superfici non dissimile da quella di SARS-CoV-1. (5) Le superfici analizzate sono plastica, acciaio inossidabile, rame e cartone. Si osserva che CoVid19 persiste più a lungo su plastica (fino a 72 ore) e acciaio, meno su rame e cartone.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignnone wp-image-3343" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/51.jpg" alt="" width="421" height="321" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/51.jpg 539w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/51-300x229.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/51-370x282.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/51-20x15.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/51-185x141.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/51-400x305.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/51-63x48.jpg 63w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /></strong></p>
<p><strong><em>Figura 2</em></strong></p>
<p><strong>Nell’aerosol</strong>, CoVid19 rimane per 3 ore riducendo lentamente la capacità infettiva. L’emivita di Sars-cov-2 e cov-1 è simile nell’aerosol, con una media di circa 1.1 – 1.2 ore. Entrambi i virus persistono quindi per giorni sulle superfici e ore in aerosol. (5) Così si spiega la diffusione esponenziale di SARS-CoV-1 negli ospedali, nel 2003, con evidente correlazione diffusione-efficienza dei sistemi di ventilazione. (6)</p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignnone wp-image-3352" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/52.jpg" alt="" width="291" height="271" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/52.jpg 363w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/52-300x279.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/52-20x19.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/52-185x172.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/52-52x48.jpg 52w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /></strong></p>
<p><em><strong>Figura 3</strong></em></p>
<p><strong>Numerosi studi</strong> dimostrano un’associazione tra le infezioni di SARS-CoV-1 e la ventilazione negli edifici, come nel caso di altri virus (morbillo, influenza aviaria). Una bassa velocità di ventilazione aumenta la probabilità di diffusione dei virus attraverso l’aria, la quale circola da un ambiente all’altro con flusso turbolento che favorisce l’instaurarsi di microambienti ove i patogeni proliferano. La distanza a cui viaggiano i virus trasportati dall’aerosol dipende quindi dal <em>design</em> degli edifici in cui circolano. Viene perciò suggerito uno studio multidisciplinare, onde analizzare questo effetto e determinare la corretta velocità di ventilazione da applicare in ambienti chiusi per diminuire la probabilità di diffusione di questi patogeni virali. (6)</p>
<p><strong>L’analisi della trasmissione indoor</strong> dei virus è stata realizzata, tra l’altro, durante l’epidemia di SARS-CoV-1. La SARS è primariamente trasmessa mediante <em>droplet</em> o contatto diretto. Lo studio di Li Y et al. (2005) dimostra l’effettiva possibilità di trasmissione via aerea, in un reparto di ospedale a Hong Kong, durante l’epidemia del 2003. Annotando come i <em>droplet</em> inizino a evaporare dopo il rilascio e possano diminuire in grandezza e dimensione al punto di circolare nell’aria. Nella situazione considerata, a seguito di analisi della distribuzione dell’aria, è stato dimostrato come una distribuzione non bilanciata dei diffusori di aria abbia condotto alla diffusione del virus Sars-cov-1 nel reparto ove si è verificata un’incidenza maggiore del numero di contagiati. (7)</p>
<p><strong>Il sistema di ventilazione</strong> e la trasmissione aerea del virus sono stati altresì analizzati all’interno di un complesso residenziale ove si è registrato un elevato di contagi, gli <em>Amoy Gardens</em>, a Hong Kong. Questa analisi avvalora ulteriormente la necessità di rivedere la qualità interna dell’aria e i <em>design</em> della ventilazione negli edifici, inclusi case e uffici, hotel e ospedali. (8)</p>
<p><strong>La bassa ventilazione</strong> e lo scarso ricircolo dell’aria in ambienti chiusi ha dimostrato avere un ruolo importante nella diffusione aerea di Sars-cov1 anche nelle cabine degli aerei. Laddove passeggeri sintomatici, durante il volo, rilasciano <em>droplet</em> contenenti il virus che può raggiungere gli altri passeggeri tramite l’aerosol. (9)</p>
<p><strong>Sars-coV-1 e CoVid19</strong> rivelano dunque simili modalità di trasmissione e persistenza nell’aria, con possibilità di trasporto a distanze maggiori rispetto a quelle osservate nel contagio da contatto ravvicinato. Ma perché il nuovo coronavirus ha avuto un tasso di diffusione più elevato in alcune aree?</p>
<h2>Il particolato nell’aerosol</h2>
<p><strong>PM, <em>Particulate Matter</em></strong>, indica l’insieme di particelle disperse nell’aria per un tempo sufficiente a causarne diffusione e trasporto (<em>Environmental Protection Agency</em>, USA). Tali particelle, di varie fonti e composizione, vengono classificate in PM10 e PM2,5 in relazione al loro diametro (rispettivamente inferiore a 10 o a 2,5 micrometri). Le particelle sottili, in quanto microscopiche, sono soggette a inalazione involontaria da parte di coloro che vivano in aree inquinate, con conseguenti danni alla salute umana. La loro tossicità è aumentata dalla loro capacità di assorbire altri contaminanti come gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e i metalli pesanti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3361" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/53.jpg" alt="" width="374" height="260" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/53.jpg 374w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/53-300x209.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/53-370x257.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/53-185x129.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/53-20x14.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/53-69x48.jpg 69w" sizes="auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px" /><br />
<em><strong>Figura 4</strong>. Immagine proposta dall’EPA rappresenta le piccole dimensioni del particolato PM2.5 e PM10. Le loro ridotte dimensioni sono pericolose per l’uomo poiché rendono le particelle inalabili. https://www.epa.gov/pm-pollution/particulate-matter-pm-basics#PM</em></p>
<p><strong>ARPA Lombardia</strong> (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente lombarda) associa all’esposizione dei cittadini a particolato atmosferico:</p>
<p>&#8211; incrementi di mortalità premature per malattie cardio respiratorie e tumori polmonari,</p>
<p>&#8211; incrementi di ricoveri negli ospedali per problemi alle vie respiratorie,</p>
<p>&#8211; bronchiti croniche.</p>
<p><strong>Numerosi studi</strong> evidenziano anche correlazioni tra l’esposizione a PM e infertilità maschile, malattie neurodegenerative, cardiovascolari e polmonari. Come analizzato dalla SIMA (Società Italiana Medicina Ambiente), il rischio maggiore riguarda le grandi aree urbane del mondo ove l’antropizzazione dei territori è elevata e gli individui sono maggiormente esposti a particolato (PM10 e PM2,5), ozono e biossido di azoto (NO2). L’OMS ha a sua volta indicato l’inquinamento atmosferico come responsabile di un grave rischio diffuso per ambiente e salute umana.</p>
<p><strong>L’inquinamento <em>indoor</em></strong>, soprattutto nelle grandi aree urbane, merita altresì considerazione. Studi multidisciplinari sull’efficacia dei sistemi di ventilazione nell’assorbire il particolato presente negli ambienti chiusi dovrebbero venire condotti anche al fine di definire i requisiti ottimali degli apparecchi e le raccomandazioni per il loro utilizzo. Tanto più considerato che il particolato <em>nell’aerosol</em> può ospitare agenti patogeni come virus e batteri.</p>
<h2>Il ruolo del particolato nella trasmissione virale</h2>
<p><strong>L’aria è dunque un veicolo</strong> mediante il quale gli agenti microbici possono muoversi nell’ambiente. Frammenti vegetali e cellulari, batteri e virus, parassiti, spore e funghi possono comporre il <em>bioaerosol</em>. (10) E il particolato atmosferico può agire come <em>carrier</em>, vettore di trasporto, per molti virus. Il PM potrebbe anzi avere anche aumentato l’efficacia della diffusione nell’aerosol dei virus, poiché crea un microambiente adatto alla loro persistenza. (11) L’inalazione a sua volta trasporta il particolato &#8211; quello di dimensioni inferiori a 2,5 micron (PM2,5 e particelle ultrafini) soprattutto &#8211; all’interno dei polmoni, in profondità. Permettendo così al virus di svilupparsi all’interno del tratto respiratorio e causare infezioni.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3370" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/54.jpg" alt="" width="358" height="222" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/54.jpg 579w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/54-300x186.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/54-370x229.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/54-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/54-185x115.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/54-400x248.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/54-77x48.jpg 77w" sizes="auto, (max-width: 358px) 100vw, 358px" /></strong></p>
<p><strong><em>Figura 5</em></strong></p>
<p><strong>I microrganismi</strong> associati alle particelle inquinanti (PM10 e PM2,5) possono quindi venire inalati. Un’analisi metagenomica della composizione di organismi presenti tra gli inquinanti dell’aria &#8211; condotta a Pechino (Cina) in un periodo con livello di smog elevato – ha identificato le sequenze di diversi patogeni anche virali (0,1%, sia in PM10 che in PM2,5). Registrando l’aumento della quantità di patogeni per le vie respiratorie all’aumentare della concentrazione degli inquinanti. (12)</p>
<p><strong>La correlazione</strong> positiva tra concentrazione di PM e diffusione dei virus è stata osservata anche nel caso del morbillo in Cina. L’analisi delle concentrazioni di PM2,5 in 21 città cinesi ha dimostrato una correlazione positiva con il numero di casi giornalieri di morbillo in ciascuna città. Riscontrando un aumento significativo di incidenza della malattia in caso di incremento di PM2,5 pari a 10μg/m3, favorito dalle condizioni climatiche. (13)</p>
<p><strong>Una simile analisi</strong> dei dati della diffusione del virus sinciziale respiratorio (RSV) in Cina nel 2015 mostra la stessa correlazione. Il virus RSV nei bambini causa danni ai polmoni e bronchiti ed è stata osservata una correlazione positiva tra il virus e la concentrazione di PM. L’inquinamento aumenta il rischio di infezione di RSV. I grafici in figura 6 mostrano come l’andamento della concentrazione degli agenti inquinanti tenda a seguire l’andamento del numero dei bambini positivi a RSV. (14)</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3379" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/55.jpg" alt="" width="434" height="289" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/55.jpg 521w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/55-300x200.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/55-370x246.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/55-20x13.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/55-185x123.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/55-400x266.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/55-72x48.jpg 72w" sizes="auto, (max-width: 434px) 100vw, 434px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3388" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/56.jpg" alt="" width="461" height="287" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/56.jpg 537w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/56-300x187.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/56-370x230.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/56-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/56-185x115.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/56-400x249.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/56-77x48.jpg 77w" sizes="auto, (max-width: 461px) 100vw, 461px" /></strong></p>
<p><strong><em>Figura 6</em></strong></p>
<p><strong>Negli Stati Uniti</strong>, in un recentissimo studio, è stata raggiunta un’evidenza statisticamente significativa sulla relazione tra l’esposizione a lungo termine a PM2,5 e tassi di mortalità al COVID-19. I ricercatori, applicando un modello statistico (corretto per i confondenti), hanno associato a un aumento di 1 μg /m3 di esposizione a lungo termine a PM2,5, un aumento del 15% del tasso di mortalità da COVID-19. (15)</p>
<p><strong>I risultati di questo articolo</strong> suggeriscono che l&#8217;esposizione a lungo termine all&#8217;inquinamento atmosferico aumenta la vulnerabilità al verificarsi dei più gravi risultati COVID-19. Questi risultati sono in linea con la relazione nota tra l&#8217;esposizione a PM2,5 e molte delle comorbidità, cardiovascolari e respiratorie, che aumentano notevolmente il rischio di morte nei pazienti COVID-19. (16)</p>
<p><strong>Un’analisi svolta in Lombardia</strong> nel 2018 associa poi i ricoveri e il numero di nuovi casi di RSV alla concentrazione di PM10. I dati per l’analisi sono stati raccolti da ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) Lombardia. I risultati di questa analisi hanno evidenziato che nel periodo designato il numero più elevato di ricoveri in ospedale avveniva a Milano, città che aveva raggiunto la concentrazione massima di PM10. (17)</p>
<h2>Particolato atmosferico e trasmissione di SARS-CoV-2 in Lombardia</h2>
<p><strong>La relazione di SIMA</strong> (Società Italiana dei Medici per l’Ambiente) sulla possibile correlazione positiva tra l’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione, considera il PM un <em>carrier</em> importante, che potrebbe avere effettivamente contribuito alla diffusione di Covid-19. (11) La diffusione elevata e rapida nella Pianura Padana di SARS-CoV-2 potrebbe quindi essere correlata alle elevate concentrazioni di PM che sono state registrate sia nella città di Wuhan (Hubei, Cina), in occasione del primo focolaio, sia in Lombardia (Italia).</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3397" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/57.jpg" alt="" width="336" height="249" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/57.jpg 336w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/57-300x222.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/57-20x15.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/57-185x137.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/57-65x48.jpg 65w" sizes="auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px" /></strong></p>
<p><strong><em>Figura 7</em></strong></p>
<p><strong>Bergamo</strong>, una delle città italiane che ha registrato il maggior numero di infetti, presenta invero concentrazioni superiori alla media annua consentita di PM10 e PM2,5 durante i mesi di gennaio e febbraio 2020. Una centralina della città (stazione via Meucci) ha rilevato nel corso dei due mesi una concentrazione media giornaliera di 44,28 μg/m3 per PM10 e, 38,31 μg/m3 per PM2,5, entrambi valori sopra i limiti massimi stabiliti (rispettivamente, 40 μg/m3 e 25 μg/m3. Figura 8). Rilevando altresì per 44 giorni (PM 2,5) e 33 giorni (PM 10) concentrazioni giornaliere che superano la concentrazione media annua consentita.</p>
<p><em><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3406" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58.jpg" alt="" width="587" height="353" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58.jpg 752w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58-300x180.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58-370x222.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58-185x111.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58-740x445.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58-400x240.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/58-80x48.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 587px) 100vw, 587px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3415" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/59.jpg" alt="" width="584" height="351" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/59.jpg 660w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/59-300x180.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/59-370x222.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/59-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/59-185x111.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/59-400x240.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/59-80x48.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px" /></strong></em></p>
<p><em><strong>Figura 8.</strong> Nei due grafici si osservano i valori di concentrazione di PM10 e PM2.5 a Bergamo. La linea rossa indica il limite normativo previsto mentre la linea blu indica la media nei due mesi analizzati [analisi dei dati rilevati dall’ARPA Lombardia].</em></p>
<p><strong>A Brescia</strong>, nello stesso intervallo temporale, si registra una media di 51.49 μg/m3 per PM10 e di 40.678 μg/m3 per PM2,5 (centralina posizionata al Villaggio Sereno). Valori sempre valori sopra la soglia, come mostrato in Figura 9. Con 46 giorni (PM 2.5) e 42 giorni (PM 10) di superamento della media di concentrazioni annue consentite.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3424" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60.jpg" alt="" width="561" height="337" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60.jpg 752w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60-300x180.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60-370x222.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60-185x111.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60-740x445.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60-400x240.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/60-80x48.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 561px) 100vw, 561px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3433" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61.jpg" alt="" width="561" height="337" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61.jpg 752w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61-300x180.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61-370x222.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61-185x111.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61-740x445.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61-400x240.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/61-80x48.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 561px) 100vw, 561px" /></strong></p>
<p><em><strong>Figura 9</strong></em></p>
<p><strong>A Milano</strong>, la centralina ARPA in zona Città studi presenta a sua volta nei due mesi concentrazioni medie di 55.59 μg/m3 per PM10 e 42.18 μg/m3 per PM2,5. Con 49 e 45 giorni (rispettivamente, per PM 2.5 e PM10) con valori di concentrazione giornaliera ben oltre la media annua consentita.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3442" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62.jpg" alt="" width="547" height="329" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62.jpg 752w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62-300x180.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62-370x222.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62-185x111.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62-740x445.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62-400x240.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/62-80x48.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 547px) 100vw, 547px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3451" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63.jpg" alt="" width="544" height="327" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63.jpg 752w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63-300x180.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63-370x222.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63-185x111.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63-740x445.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63-400x240.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/63-80x48.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 544px) 100vw, 544px" /></strong></p>
<p><em><strong>Figura 10</strong></em></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3460" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64.jpg" alt="" width="972" height="223" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64.jpg 972w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-300x69.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-768x176.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-370x85.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-800x184.jpg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-185x42.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-740x170.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-20x5.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-400x92.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/64-209x48.jpg 209w" sizes="auto, (max-width: 972px) 100vw, 972px" /></strong></p>
<p><em><strong>Figura 11</strong></em></p>
<p><strong>L’analisi dei dati sulla qualità dell’aria</strong> raccolti dall’ARPA Lombardia nei mesi di gennaio e febbraio 2020 evidenzia concentrazioni di PM10 e PM2,5 superiori ai limiti di legge. In queste stesse province si osserva un <em>trend</em> di aumento dei contagi elevato e rapido, tra fine febbraio e fine marzo.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3469" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/65.jpg" alt="" width="536" height="308" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/65.jpg 665w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/65-300x172.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/65-370x213.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/65-20x11.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/65-185x106.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/65-400x230.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/65-84x48.jpg 84w" sizes="auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px" /></strong></p>
<p><em><strong>Figura 12</strong></em></p>
<p><strong>Considerato il periodo di incubazione</strong> (14 giorni circa) si può osservare una correlazione positiva tra i dati delle concentrazioni di PM e il numero di contagi. Le elevate concentrazioni di PM durante gennaio e febbraio potrebbero aver aumentato il tasso e la velocità di diffusione del virus, a fine febbraio / inizio marzo, in Lombardia più che in altre Regioni italiane.</p>
<p><strong>Il particolato atmosferico</strong> potrebbe quindi avere svolto un ruolo di <em>carrier</em> di CoVid19. Ma la correlazione positiva tra inquinamento in Lombardia ed esplosione dell’epidemia potrebbe essere anche dovuta ad un&#8217;altra motivazione.</p>
<p><strong>È noto infatti</strong> &#8211; da dati <em>in vitro, in-vivo</em> e da studi epidemiologi su popolazioni &#8211; che un’esposizione duratura ad agenti inquinanti dispersi nell’aria induce a livello delle cellule polmonari uno stato di infiammazione cronica. (18, 20, 21, 22, 24, 25, 26)</p>
<h2>Particolato atmosferico e danni alle cellule polmonari</h2>
<p><strong>Numerosi studi epidemiologici</strong> hanno associato i livelli di inquinamento con i ricoveri ospedalieri per motivi plurimi, malattie respiratorie in particolare. Si è inoltre osservato un aumento del tasso di mortalità da diverse malattie virali. Oltre all’analisi del ruolo di PM nella trasmissione dei virus, risulta quindi utile capire come l’esposizione agli agenti inquinanti possa aumentare la suscettibilità e la gravità di queste malattie. Come già visto, il PM ha dimensioni ridotte e per questo può essere inalato e l’inalazione ripetuta di queste particelle causa danni per la salute a livello polmonare. L’esposizione al particolato duratura nel tempo può indurre danni sistemici. (18)</p>
<p><strong>L’esposizione all’inquinamento</strong> è stata correlata anche all’elevata mortalità del virus Sars-Cov-1. Cui et al (2003), usando l’indice API (<em>Air Pollution Index</em>), hanno rilevato una mortalità da SARS superiore al doppio, nelle regioni ad API elevato, rispetto a quelle con API basso. Rilevando altresì una probabilità di contrarre il virus quasi doppia (+84%), nelle aree con indice API moderato, a raffronto con quelle ad API basso. Gli autori così concludono che un’esposizione duratura a PM aumenterebbe sia l’incidenza, sia il tasso di mortalità del virus. (19)</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3478" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/66.jpg" alt="" width="447" height="322" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/66.jpg 466w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/66-300x216.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/66-370x267.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/66-185x133.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/66-20x14.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/66-400x288.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/66-67x48.jpg 67w" sizes="auto, (max-width: 447px) 100vw, 447px" /></strong></p>
<p><em><strong>Figura 13</strong></em></p>
<p><strong>Le cellule del tratto respiratorio</strong> sono il primo <em>target</em> del particolato, ma anche il primo target dei virus respiratori. È quindi opportuno indagare la relazione tra l’esposizione duratura delle cellule polmonari a PM, la suscettibilità del soggetto al virus e la sua risposta immunitaria all’infezione. L’esposizione delle cellule polmonari a PM può causare:</p>
<p><strong>&#8211; stress ossidativo</strong>, con stimolo alla produzione di radicali liberi che inducono danni all’interno delle cellule,</p>
<p><strong>&#8211; infiammazione</strong> cellulare, a seguito di attivazione della risposta immunitaria indotta da PM.</p>
<p><strong>Un recente studio</strong> (Zerboni et al., 2019) analizza l’effetto di diversi particolati derivanti dagli scarichi diesel, <em>in-vitro</em>, su cellule polmonari e vascolari. L’analisi mette in luce l’aumento di ROS, specie reattive dell’ossigeno che rappresentano <em>marker</em> dello stress ossidativo. (18)</p>
<div id="attachment_3488" style="width: 338px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3488" class="wp-image-3488 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/67.jpg" alt="" width="328" height="199" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/67.jpg 328w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/67-300x182.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/67-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/67-185x112.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/67-79x48.jpg 79w" sizes="auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px" /><p id="caption-attachment-3488" class="wp-caption-text">Figura 14</p></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3497" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/68.jpg" alt="" width="382" height="506" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/68.jpg 382w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/68-226x300.jpg 226w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/68-370x490.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/68-185x245.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/68-20x26.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/68-36x48.jpg 36w" sizes="auto, (max-width: 382px) 100vw, 382px" /></strong></p>
<p><strong>Il particolato derivante dal diesel</strong> (DEP) contiene molti ossidi dei metalli tossici per l’uomo. Un’analisi sulle cellule polmonari A549 ha dimostrato un aumento significativo di IL8, interleuchina, utilizzata come indicatore della risposta pro-infiammatoria a seguito dell’esposizione agli agenti inquinanti. (20)</p>
<p><strong>Gli inquinanti</strong> alterano altresì il sistema immunitario, modulando la risposta antivirale dei macrofagi, cellule che hanno la capacità di inglobare nel loro citoplasma particelle estranee, compresi i microrganismi, e di distruggerle. Alcuni studi dimostrano infatti come l’esposizione all’inquinamento possa ridurre l’abilità di fagocitosi dei macrofagi, e così la loro capacità di inattivare correttamente i virus. (21)</p>
<p><strong>L’esposizione agli agenti inquinanti</strong> altera perciò la risposta immunitaria delle cellule polmonari, inducendo un aumento dello stress ossidativo e infiammatorio. Questa condizione delle cellule facilita l’attacco dei virus e aumenta la gravità delle infezioni virali nei soggetti esposti al particolato atmosferico. Con il duplice effetto di ridurre la risposta immunitaria sia al virus, sia al PM10. Come si è riscontrato nei casi di infiammazioni delle vie respiratorie da virus sinciziale (RSV), causa frequente di polmonite virale in neonati e anziani, in episodi di alto inquinamento da PM10. (22)</p>
<p><strong>La pianura padana</strong> &#8211; dove si colloca Milano, in Nord Italia &#8211; rappresenta una delle aree più inquinate d’Europa. Sia a causa della concentrazione di industrie, trasporto su gomma e traffico automobilistico, sia per la conformazione geografica che la vede racchiusa tra due catene montuose (Alpi e Appennini). Campioni di PM10 e PM2,5 raccolti a Milano (Torre Sarca) nel 2010 sono stati raccolti e somministrati tramite inalazione ai topi, per analizzare i danni che l’esposizione a questi particolati provoca ai polmoni. L’analisi microbiologica ha evidenziato la presenza di patogeni assorbiti al particolato e l’attivazione di forti riposte infiammatorie a livello polmonare, espressa da alti livelli di citochine pro-infiammatorie come TNF-alfa e IL6. (23) Bisogna sottolineare che quest’ultima IL6, interleuchina, è quella responsabile della tempesta infiammatoria che si instaura nei casi più gravi di pazienti con Covid19.</p>
<p><strong>Il PM10</strong> esplica inoltre un’azione tossica sul parenchima polmonare. L’analisi sul contenuto del BALBf (fluido derivante dal lavaggio broncoalveolare di topo) ha evidenziato un incremento dei <em>marker</em> che indicano la citotossicità. Il PM contiene poi metalli con effetto citotossico molto elevato sulle cellule. Oltre a indurre infiammazione e stress ossidativo. Si osserva così un aumento importante di alcune proteine (HO-1 e Hsp70), le quali indicano la reazione delle cellule polmonari allo stress ossidativo. (24, 25)</p>
<p><strong>L’esposizione al particolato PM2,5</strong> determina anche una variazione nell’espressione di alcuni geni, con effetti dannosi sistemici sull’organismo umano. L’esposizione prolungata a elevate quantità di PM costituisce quindi una minaccia significativa per le persone, in particolare anziane, le quali possono apparire in salute e tuttavia risultare compromesse a livello dei tessuti polmonare e cardiovascolare. (26)</p>
<p><strong>L’esposizione a particelle ultrafini</strong> (UFP) è in generale dannosa per la salute. In tale ambito si è peraltro osservato come i DEP, le particelle che derivano dallo scarico del diesel, risultino più tossici delle BB, particelle derivanti dalla combustione della biomassa. Gli agenti inquinanti, in termini generali, attivano stress ossidativo e risposta infiammatoria. Dopo esposizioni ripetute il polmone attiva un meccanismo di compensazione, per limitare la reazione tossica. Ed è tuttavia considerato probabile che i mediatori dell’infiammazione sviluppati nel polmone si muovano verso il parenchima cardiaco e altri organi, portando a un danno sistemico. (27) Alcuni studi hanno tra l’altro evidenziato il maggior rischio dei pazienti con malattie sistemiche di sviluppare gravi forme di infezione da CoVid19. (28)</p>
<h2>COVID-19 e infiammazione</h2>
<p><strong>I coronavirus</strong> possono generare risposte patologiche lievi o molto gravi. Quando attaccano la parte bassa del tratto respiratorio causano gravi danni respiratori che possono risultare fatali. L’infiammazione è una componente indispensabile della risposta del nostro sistema immunitario e tuttavia, già per SARS-CoV-1, è stato osservato che nei pazienti con un peggior decorso della malattia si verifica una ‘tempesta di citochine’, vale a dire una risposta eccessiva e disregolata. (29)</p>
<div id="attachment_3506" style="width: 530px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3506" class=" wp-image-3506" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/69.jpg" alt="" width="520" height="594" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/69.jpg 566w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/69-263x300.jpg 263w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/69-370x422.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/69-185x211.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/69-20x23.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/69-400x457.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/69-42x48.jpg 42w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /><p id="caption-attachment-3506" class="wp-caption-text">Figura 15</p></div>
<p><strong>Covid-19 può a sua volta</strong> condurre a diversi effetti fisiologici, da quelli più lievi come raffreddore e febbre a quelli più gravi come polmoniti che possono peggiorare nella sindrome da stress respiratorio acuto (ARDS), un tipo di insufficienza respiratoria responsabile dell’accumulo di liquido nei polmoni e riduzione eccessiva di ossigeno nel sangue. Il 10% di casi CoVid19 può arrivare a questa condizione patologica che richiede un intervento di ventilazione meccanica e in alcuni casi conduce al decesso.</p>
<p><strong>Il decorso della malattia</strong> risulta più complesso per pazienti di età avanzata e con altre patologie in concomitanza. Ed è in ogni caso significativa la quantità molto elevata nel sangue di interleuchina (IL6), <em>marker</em> dello stato infiammatorio. Si osserva quindi anche in questo caso una tempesta infiammatoria. La risposta immunitaria delle cellule infettate è quella di rilasciare citochine che segnalano l’infiammazione, ma un eccesso di questi segnali pro-infiammatori può causare danno alle cellule dell’epitelio polmonare.</p>
<p><strong>L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)</strong> ha autorizzato i primi <em>trial</em> clinici per sperimentare su pazienti CoVid19 farmaci già disponibili. L’approccio è quello di abbassare l’infiammazione generata da una risposta immunitaria troppo forte, mediante farmaci antinfiammatori volti a spegnere la tempesta infiammatoria. Il Tocilizumab ad esempio è un anticorpo monoclonale che si lega al recettore di IL6 disattivandolo. Bloccando il <em>pathway</em> di trasduzione di IL6 si potrebbe quindi diminuire lo stato infiammatorio. (30)</p>
<p><strong>Le predisposizioni</strong> alla tempesta infiammatoria possono peraltro derivare dalla presenza di altre patologie, (in ragione delle quali i livelli di citochine infiammatorie sono più alte), dall’età avanzata (che sbilancia l’organismo verso uno stato pro-infiammatorio) ovvero dalla predisposizione. (31) A queste ipotesi si potrebbe aggiungere una predisposizione dovuta all’esposizione a PM. Si è infatti osservato come uno dei meccanismi di azione di PM sulle cellule sia quello di scatenare uno stato infiammatorio, con produzione di interleuchine quali IL8 e IL6. Si potrebbe quindi ipotizzare una predisposizione &#8211; da parte dei soggetti più esposti a PM nel tempo &#8211; alla manifestazione di questa tempesta di citochine, a seguito dell’infezione da CoVid19, con un decorso della patologia più complicato. Questa ipotesi potrebbe spiegare la correlazione positiva tra CoVid19, la concentrazione di PM e l’alto tasso di mortalità in Lombardia.</p>
<h2>Relazione tra COVID-19, particolato atmosferico e recettore ACE2</h2>
<p><strong>Covid19</strong> presenta alcune proteine (<em>spikes</em>), sulla corona, che gli permettono di legarsi al recettore ACE2 (<em>angiotensin-converting enzyme 2</em>) sulle cellule polmonari ed entrare per endocitosi al loro interno, infettandole. ACE2 è un enzima di membrana delle cellule di polmoni, arterie, cuore, rene e intestino che regola la pressione sanguigna. Catalizzando il taglio del peptide vasocostrittore (angiotensina 2) in un vasodilatatore e antinfiammatorio (angiotensina 1-7).</p>
<p><em><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3515" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/70.jpg" alt="" width="400" height="247" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/70.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/70-300x185.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/70-370x228.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/70-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/70-185x114.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/70-78x48.jpg 78w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></strong></em></p>
<p><em><strong>Figura 16</strong>. ACE2 come recettore di ingresso per Sars-cov2. Fonte: <a href="https://www.microbiologiaitalia.it/virologia/infezione-da-coronavirus-sars-cov2-ed-evoluzione-della-patologia-unanalisi-del-recettore-ace2-seconda-parte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.microbiologiaitalia.it/virologia/infezione-da-coronavirus-sars-cov2-ed-evoluzione-della-patologia-unanalisi-del-recettore-ace2-seconda-parte/</a></em></p>
<p><strong>Si ipotizza</strong> che l’organismo esprima un numero maggiore di ACE2 sulle membrane cellulari, con l’avanzare dell’età, come risposta compensatoria all’aumento della pressione arteriosa che spesso si associa all’invecchiamento. L’aumento di espressione di ACE2 aumenta però anche i <em>target</em> che consentono l’accesso al virus CoVid19. Poiché alcuni farmaci antipertensivi aumentano l’espressione di ACE2, risulta opportuno verificare questa correlazione.</p>
<p><strong>ACE2</strong> ha tra l’altro anche una funzione antinfiammatoria, attraverso il peptide angiotensina 1-7. Si è osservato che l’attivazione di ACE2 può ridurre la severità dei danni al polmone da iperossia inibendo la risposta infiammatoria e lo stress ossidativo: ACE2 infatti può inibire il segnale intracellulare di NFKB (<em>pathway</em> che attiva la risposta infiammatoria) e attivare quello di NRF2 (<em>pathway</em> che attiva la risposta anti-infiammatoria) a difesa dai ROS. (32) Quindi da una parte un aumento di ACE2 aumenta la probabilità di attacco da parte di CoVid19 ma dall’altra il virus legandosi ad ACE2 blocca la sua attività che invece sembra essere molto importante per la difesa immunitaria e difesa dall’infiammazione che abbiamo visto essere la causa maggiore di decessi da CoVid-19.</p>
<p><strong>Un’esposizione duratura a PM2,5</strong> scatena stress ossidativo e infiammazione, attivando proprio i due <em>pathway</em> sopra citati. Nrf2 per rispondere allo stress ossidativo e NFKB, che invece stimola lo stato infiammatorio. (33) L’esposizione a PM 2,5, del resto, induce nei topi un <em>acute lung injury</em> (ALI), danno polmonare acuto che porta a un aumento dell’infiammazione con aumento dei livelli di citochine. Gli effetti di PM2,5 sono stati osservati sia nei topi wilde type (wt), sia nei topi privi di ACE2 (<em>knockout</em>). Annotando come solo sui primi (wt) il danno polmonare sia diminuito nel tempo. A conferma del ruolo fondamentale di ACE2 nella difesa delle cellule dall’azione pro-infiammatoria di PM2,5. Ma il punto importante è che nei topi wt l’esposizione a PM2,5. induce un aumento significativo di ACE2. (34)</p>
<div id="attachment_3524" style="width: 368px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3524" class=" wp-image-3524" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/71.jpg" alt="" width="358" height="379" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/71.jpg 435w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/71-283x300.jpg 283w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/71-370x392.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/71-20x21.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/71-185x196.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/71-400x424.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/04/71-45x48.jpg 45w" sizes="auto, (max-width: 358px) 100vw, 358px" /><p id="caption-attachment-3524" class="wp-caption-text">Figura 17</p></div>
<p><strong>Riassumendo</strong>, ACE2 è importante perché: a) attiva il <em>pathway</em> di Nrf2 (anti-infiammatorio) e spegne invece NFKB (infiammatorio), per evitare una risposta disregolata dell’infiammazione; b) CoVid19, legandosi a ACE2 altera questo meccanismo; c) ACE2 viene over-espresso a seguito di esposizione a PM 2.5. Appare quindi plausibile che l’esposizione al particolato atmosferico possa aumentare la probabilità di infezione da CoVid19 anche a causa dello stimolo di ACE2 quale chiave di ingresso per il virus.</p>
<p><strong>I numerosi lavori</strong> scientifici riportati supportano l’ipotesi che vi sia una correlazione fra inquinamento atmosferico e diffusione di CoVid 19. Lo studio scientifico va completato, perché correlazione non significa incontrovertibile causalità.</p>
<h2>Prospettive di ricerca</h2>
<p><strong>Queste analisi</strong> sulla correlazione PM-CoVid19 mettono le basi per l’inizio di una ricerca più ampia. Può essere ad esempio un’idea interessante collocare centraline di raccolta del particolato in alcuni punti strategici, quali ad esempio i reparti di ospedali con poca ventilazione, e analizzare mediante metagenomica i microrganismi presenti per la ricerca dell’RNA virale di CoVid19. La seconda ipotesi invece può essere indagata verificando l’aumento dell’infezione da CoVid19 a seguito dell’over-espressione di ACE2 dopo l’esposizione a PM. Si potrebbe quindi testare, su cellule polmonari esposte e non esposte a PM, l’aumento della suscettibilità all’infezione.</p>
<p><em>Paola Palestini, Silvia Comunian, Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Gu J, Han B, Wang J. <em>COVID-19: Gastrointestinal Manifestations and Potential Fecal-Oral Transmission</em>. Gastroenterology. 2020;. doi:10.1053/j.gastro.2020.02.054</p>
<p>(2) Chen PS, Tsai FT, Lin CK, et al. <em>Ambient influenza and avian influenza virus during dust storm days and background days</em>. Environ Health Perspect. 2010;118(9):1211–1216. doi:10.1289/ehp.0901782</p>
<p>(3) Wang Zhou. <em>The Coronavirus prevention handbook: 101 science-based tips that could save your life</em>. 2020; ISBN13: 9781510762411</p>
<p>(4) Lei H, Li Y, Xiao S, et al. <em>Routes of transmission of influenza A H1N1, SARS CoV, and norovirus in air cabin: Comparative analyses</em>. Indoor Air. 2018;28(3):394–403. doi:10.1111/ina.12445. V. anche Liu J, Liao X, Qian S et al. <em>Community transmission of severe acute respiratory syndrome coronavirus 2, Shenzhen, China, 2020</em>. Emerg Infect Dis 2020 doi.org/10.3201/eid2606.200239, Chan J, Yuan S, Kok K et al. <em>A familial cluster of pneumonia associated with the 2019 novel coronavirus indicating person-to-person transmission: a study of a family cluster</em>. Lancet 2020 doi: 10.1016/S0140-6736(20)30154-9 e Li Q, Guan X, Wu P, et al. <em>Early transmission dynamics in Wuhan, China, of novel coronavirusinfected pneumonia.</em> N Engl J Med 2020; doi:10.1056/NEJMoa2001316</p>
<p>(5) van Doremalen N, Bushmaker T, Morris DH, et al. <em>Aerosol and Surface Stability of SARS-CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1.</em> N Engl J Med. 2020;10.1056/NEJMc2004973. doi:10.1056/NEJMc2004973. Per una analisi comparata di SARS-COV-2 e altre epidemie si veda: Koubaa A. <em>Understanding the COVID19 Outbreak: A Comparative Data Analytics and Study</em>. 2020. arXiv:2003.14150 [q-bio.PE].</p>
<p>(6) Li Y, Leung GM, Tang JW, et al. <em>Role of ventilation in airborne transmission of infectious agents in the built environment &#8211; a multidisciplinary systematic review</em>. Indoor Air. 2007;17(1):2–18. doi:10.1111/j.1600-0668.2006.00445.x. Si veda anche Qian H, Zheng X. <em>Ventilation control for airborne transmission of human exhaled bio-aerosols in buildings.</em> J Thorac Dis. 2018;10(Suppl 19):S2295–S2304. doi:10.21037/jtd.2018.01.24 e Taylor M. <em>How the HVAC Industry Is Responding to COVID-19</em>. Air Conditioning, Heating &amp; Regriferation News; Troy, Vol. 269, Fasc.8. (Mar 23,2020): 1,24-25.</p>
<p>(7) Li Y, Huang X, Yu IT, Wong TW, Qian H. <em>Role of air distribution in SARS transmission during the largest nosocomial outbreak in Hong Kong</em>. Indoor Air. 2005;15(2):83–95. doi:10.1111/j.1600-0668.2004.00317.x</p>
<p>(8) Li Y, Duan S, Yu IT, Wong TW. <em>Multi-zone modeling of probable SARS virus transmission by airflow between flats in Block E, Amoy Gardens.</em> Indoor Air. 2005;15(2):96–111. doi:10.1111/j.1600-0668.2004.00318.x</p>
<p>(9) Olsen SJ, Chang HL, Cheung TY, et al. <em>Transmission of the severe acute respiratory syndrome on aircraft. </em>N Engl J Med. 2003;349(25):2416–2422. doi:10.1056/NEJMoa031349</p>
<p>(10) V. https://www.who.int/air-pollution/news-and-events/how-air-pollution-is-destroying-our-health. Si veda anche Manisalidis I, Stavropoulou E, Stavropoulos A, Bezirtzoglou E. <em>Environmental and Health Impacts of Air Pollution: A Review.</em> Front Public Health. 2020;8:14. Published 2020 Feb 20. doi:10.3389/fpubh.2020.00014. Per gli effetti sulle malattie respiratorie, si veda Mo Z, Fu Q, Zhang L, et al. <em>Acute effects of air pollution on respiratory disease mortalities and outpatients in Southeastern China</em>. Sci Rep. 2018;8(1):3461. Published 2018 Feb 22. doi:10.1038/s41598-018-19939-1. Sci Rep. 8: 3461. doi: 10.1038/s41598-018-19939-1. Nenna R, Evangelisti M, Frassanito A, et al. <em>Respiratory syncytial virus bronchiolitis, weather conditions and air pollution in an Italian urban area: An observational study</em>. Environ Res. 2017;158:188–193. doi:10.1016/j.envres.2017.06.014 e Matus C P, Oyarzún G M. I<em>mpacto del Material Particulado aéreo (MP 2,5 ) sobre las hospitalizaciones por enfermedades respiratorias en niños: estudio caso-control alterno [Impact of Particulate Matter (PM 2,5 ) and children&#8217;s hospitalizations for respiratory diseases. A case cross-over study]</em>. Rev Chil Pediatr. 2019;90(2):166–174. doi:10.32641/rchped.v90i2.750</p>
<p>(10) Bonadonna Lucia, Briancesco Rossella, Brunetto Barbara, Coccia Annamaria, Gironimo Vincenzo, Libera Simonetta, Fuselli Sergio, Gucci Paola, Iacovacci Patrizia, Lacchetti Ines, Rosa Giuseppina, Meloni Pierluigi, Paradiso Rosa, Pini Carlo, Semproni Maurizio. <em>Strategie di monitoraggio dell’inquinamento di origine biologica dell’aria in ambiente indoor</em>. 2013.</p>
<p>(11) SIMA (2020). <em>Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione. Position Paper.</em> SIMA, Società Italiana Medici Ambientali). Si veda anche Sedlmaier N, Hoppenheidt K, Krist H, Lehmann S, Lang H, Büttner M. <em>Generation of avian influenza virus (AIV) contaminated fecal fine particulate matter (PM(2.5)): genome and infectivity detection and calculation of immission.</em> Vet Microbiol. 2009;139(1-2):156–164. doi:10.1016/j.vetmic.2009.05.005 e Despres V.R., et al., <em>Primary biological aerosol particles in the atmosphere: a review. 2012</em>. Tellus B, 64, 15598. Per una revisione della letteratura scientifica sui potenziali effetti del PM sulla diffusione, fisiopatologia e prognosi delle infezioni respiratorie virali correlate a Covid-19, si veda Re S., Facchini A. <em>Potential effects of airborne particulate matter on spreading, pathophysiology and prognosis of a viral respiratory infection</em>, E&amp;P Repository repo.epiprev.it/688. 2020.</p>
<p>(12) Cao C, Jiang W, Wang B, et al. <em>Inhalable microorganisms in Beijing&#8217;s PM2.5 and PM10 pollutants during a severe smog event</em>. Environ Sci Technol. 2014;48(3):1499–1507. doi:10.1021/es4048472</p>
<p>(13) Chen G, Zhang W, Li S, et al. <em>Is short-term exposure to ambient fine particles associated with measles incidence in China? A multi-city study.</em> Environ Res. 2017;156:306–311. doi:10.1016/j.envres.2017.03.046. Su diffusione dell’influenza stagionale e particolato fine si deva anche Chen G, Zhang W, Li S, et al. <em>The impact of ambient fine particles on influenza transmission and the modification effects of temperature in China: A multi-city study.</em> Environ Int. 2017;98:82–88. doi:10.1016/j.envint.2016.10.004</p>
<p>(14) Ye Q, Fu JF, Mao JH, Shang SQ. <em>Haze is a risk factor contributing to the rapid spread of respiratory syncytial virus in children.</em> Environ Sci Pollut Res Int. 2016;23(20):20178–20185. doi:10.1007/s11356-016-7228-6</p>
<p>(15) Xiao WMS, Rachel C. ,Nethery M., Benjamin Sabath MA, Braun D. Dominici F. <em>Exposure to air pollution and COVID-19 mortality in the United States</em>.(2020) Harward University <a href="https://projects.iq.harvard.edu/covid-pm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://projects.iq.harvard.edu/covid-pm</a></p>
<p>(16) Ciencewicki J, Jaspers I. <em>Air pollution and respiratory viral infection.</em> Inhal Toxicol. 2007;19(14):1135–1146. doi:10.1080/08958370701665434. Per gli effetti sulla qualità dell’aria derivanti dalle misure introdotte per fermare il dilagare del Covid-19, si veda <a href="https://www.eea.europa.eu/themes/air/air-quality-and-covid19" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.eea.europa.eu/themes/air/air-quality-and-covid19.</a></p>
<p>(17) Carugno M, Dentali F, Mathieu G, et al. <em>PM10 exposure is associated with increased hospitalizations for respiratory syncytial virus bronchiolitis among infants in Lombardy, Italy.</em> Environ Res. 2018;166:452–457. doi:10.1016/j.envres.2018.06.016</p>
<p>(18) Bengalli R, Zerboni A, Marchetti S, et al. <em>In vitro pulmonary and vascular effects induced by different diesel exhaust particles</em>. Toxicol Lett. 2019;306:13–24. doi:10.1016/j.toxlet.2019.01.017</p>
<p>(19) Cui Y, Zhang ZF, Froines J, et al. <em>Air pollution and case fatality of SARS in the People&#8217;s Republic of China: an ecologic study</em>. Environ Health. 2003;2(1):15. Published 2003 Nov 20. doi:10.1186/1476-069X-2-15</p>
<p>(20) Zerboni A, Bengalli R, Baeri G, Fiandra L, Catelani T, Mantecca P. <em>Mixture Effects of Diesel Exhaust and Metal Oxide Nanoparticles in Human Lung A549 Cells</em>. Nanomaterials (Basel). 2019;9(9):1302. doi:10.3390/nano9091302</p>
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<p>(26) Sancini G, Farina F, Battaglia C, et al. <em>Health risk assessment for air pollutants: alterations in lung and cardiac gene expression in mice exposed to Milano winter fine particulate matter (PM2.5).</em> PLoS One. 2014;9(10):e109685. Published 2014 Oct 8. doi:10.1371/journal.pone.0109685</p>
<p>(27) Farina F, Lonati E, Milani C, et al. <em>In Vivo Comparative Study on Acute and Sub-acute Biological Effects Induced by Ultrafine Particles of Different Anthropogenic Sources in BALB/c Mice</em>. Int J Mol Sci. 2019;20(11):2805. Published 2019 Jun 8. doi:10.3390/ijms20112805</p>
<p>(28) Li B, Yang J, Zhao F, et al. <em>Prevalence and impact of cardiovascular metabolic diseases on COVID-19 in China.</em> Clin Res Cardiol. 2020;10.1007/s00392-020-01626-9. doi:10.1007/s00392-020-01626-9</p>
<p>(29) Channappanavar R, Perlman S. <em>Pathogenic human coronavirus infections: causes and consequences of cytokine storm and immunopathology.</em> Semin Immunopathol. 2017;39(5):529–539. doi:10.1007/s00281-017-0629-x</p>
<p>(30) Zhang C, Wu Z, Li JW, Zhao H, Wang GQ. <em>The cytokine release syndrome (CRS) of severe COVID-19 and Interleukin-6 receptor (IL-6R) antagonist Tocilizumab may be the key to reduce the mortality.</em> Int J Antimicrob Agents. 2020;105954. doi:10.1016/j.ijantimicag.2020.105954</p>
<p>(31) Rea IM, Gibson DS, McGilligan V, McNerlan SE, Alexander HD, Ross OA. <em>Age and Age-Related Diseases: Role of Inflammation Triggers and Cytokines</em>. Front Immunol. 2018;9:586. doi:10.3389/fimmu.2018.00586</p>
<p>(32) Fang Y, Gao F, Liu Z. <em>Angiotensin-converting enzyme 2 attenuates inflammatory response and oxidative stress in hyperoxic lung injury by regulating NF-κB and Nrf2 pathways.</em> QJM. 2019;112(12):914–924. doi:10.1093/qjmed/hcz206</p>
<p>(33) Leclercq B, Kluza J, Antherieu S, et al. <em>Air pollution-derived PM2.5 impairs mitochondrial function in healthy and chronic obstructive pulmonary diseased human bronchial epithelial cells</em>. Environ Pollut. 2018;243(Pt B):1434–1449. doi:10.1016/j.envpol.2018.09.062</p>
<p>(34) Lin CI, Tsai CH, Sun YL, et al. <em>Instillation of particulate matter 2.5 induced acute lung injury and attenuated the injury recovery in ACE2 knockout mice</em>. Int J Biol Sci. 2018;14(3):253–265. Published 2018 Feb 12. doi:10.7150/ijbs.23489.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/covid-19-e-inquinamento-il-nostro-studio-su-bergamo-brescia-e-milano/">Covid-19 e inquinamento. Il nostro studio su Bergamo, Brescia e Milano</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Drastici benefici per la salute con la riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico. Studio scientifico</title>
		<link>https://www.egalite.org/drastici-benefici-per-la-salute-con-la-riduzione-dellinquinamento-atmosferico-studio-scientifico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 19:33:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico produce drastici benefici per la salute pubblica, con vero e proprio crollo di mortalità e morbilità (numero di malattie). Le politiche ambientali e di salute<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/drastici-benefici-per-la-salute-con-la-riduzione-dellinquinamento-atmosferico-studio-scientifico/">Drastici benefici per la salute con la riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico. Studio scientifico</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico produce drastici benefici per la salute pubblica, con vero e proprio crollo di mortalità e morbilità (numero di malattie). Le politiche ambientali e di salute pubblica convengono anche sul piano economico. Studio scientifico.</p>
<h2>Inquinamento atmosferico, mortalità e morbilità</h2>
<p><strong>L&#8217;inquinamento atmosferico</strong> rappresenta un rischio grave e diffuso per la salute umana che colpisce la quasi totalità delle popolazioni del pianeta e quasi tutti gli organi del corpo umano. (2) Ed è peraltro un rischio in larga parte prevenibile. La riduzione dell&#8217;inquinamento alla fonte può avere un impatto rapido e sostanziale sulla salute. Entro poche settimane infatti:</p>
<p>&#8211; scompaiono i sintomi respiratori e di irritazione (come respiro affannoso, tosse, catarro e mal di gola),</p>
<p>&#8211; diminuiscono in misura significativa assenteismo scolastico, visite cliniche e ricoveri. Ma soprattutto nascite premature, malattie cardiovascolari, mortalità per tutte le cause.</p>
<p><strong>L&#8217;ampia risposta</strong> e il breve tempo necessario per i benefici di questi interventi sottolineano l&#8217;urgenza di migliorare la qualità dell&#8217;aria a livello globale e al contempo l&#8217;importanza di intensificare gli sforzi per ridurre l&#8217;inquinamento a livello locale.</p>
<h2>Riduzione inquinamento atmosferico e benefici per la salute, lo studio</h2>
<p><strong>Lo studio </strong>pubblicato dal Comitato ambientale del <em>Forum of International Respiratory Societies </em>(FIRS) si basa su un’analisi sistematica di una serie di misure &#8211; adottate in vari Paesi e continenti &#8211; che hanno diminuito alla fonte l&#8217;inquinamento atmosferico. (1) Mediante riduzione dei fattori che sono anche causa dei cambiamenti climatici. Le aree più inquinate presentano il maggior potenziale di impatto favorevole sulla salute, che tuttavia si registra anche laddove la qualità dell’aria migliori oltre i livelli minimi definiti dagli standard internazionali.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>‘<em>Sapevamo</em></strong><em> dei benefici legati al controllo dell&#8217;inquinamento, ma la loro entità e il periodo relativamente breve per ottenerli si sono rivelati impressionanti. I nostri risultati indicano che gli effetti quasi immediati e sostanziali sugli esiti della salute hanno seguito una ridotta esposizione all&#8217;inquinamento atmosferico. È fondamentale che i governi adottino e applichino immediatamente le linee guida dell&#8217;OMS per l&#8217;inquinamento atmosferico</em>’ (Dr. Dean Schraufnagel, <em>American Thoracic Society Foundation</em>, coordinatore dello studio).</span></p>
<h2>Le Olimpiadi della salute</h2>
<p><strong>Ad Atlanta</strong> (Georgia, USA), durante i Giochi olimpici del 1996, la ‘strategia di trasporto alternativo’ venne adottata per soli 17 giorni. Al precipuo scopo di aiutare gli atleti a raggiungere i vari stadi senza restare bloccati nel traffico. Trasporto pubblico h24, servizi di autobus aggiuntivi, opzioni di telelavoro, chiusura del centro della città al traffico automobilistico privato. Per 2 settimane si sono ridotti il picco del traffico mattutino (-23%) e le concentrazioni giornaliere di ozono (-28%). E nelle 4 settimane successive, si noti bene, sono diminuiti le richieste di cure mediche per asma infantile (-42-44%), i ricoveri complessivi per asma (-19%), le visite al pronto soccorso pediatrico (-11%).</p>
<p><strong>A Pechino</strong>, in vista delle Olimpiadi del 2008, il governo cinese aveva adottato una serie di misure. (3) Installazione di 30 milioni di alberi in 720 aree urbane verdi, costruzione dello <em>Olympic Forest Park</em> (580 ettari), impianti per l’energia solare ed eolica ma anche severe restrizioni sulle emissioni e sul traffico, tra l’1.7.08 e il 20.9.08. Alla riduzione del 62% particolato in atmosfera (comprese le particelle ultrasottili, &lt;0,1 μm) si sono associati, nei 2 mesi dall’intervento, il miglioramento della funzionalità polmonare tra adulti sani e asmatici (-58% le visite mediche per disturbi respiratori), la minor mortalità per malattie cardiovascolari (soprattutto tra donne e anziani) e livelli inferiori di infiammazione sistemica tra i giovani adulti sani.</p>
<p><strong>Le Olimpiadi invernali di Pechino 2022</strong> &#8211; annunciate come i Giochi ‘<em>verdi, inclusivi, aperti e puliti</em>’ &#8211; segneranno la via del progresso. Si è già proceduto alla riqualificazione urbana del distretto di Shougang, ex complesso industriale trasferito fuori città dopo Pechino 2008. A Yanqing sono stati trapiantati milioni di alberi, nell’ambito di un programma di conversione ecologica assistito dalla <em>Beijing Forestry University</em>. Treni ad alta velocità collegheranno la capitale con Zhangjiakou, altra area delle Olimpiadi. E la <em>State Grid Corporation</em> garantirà la fornitura di energia al 100%da fonti rinnovabili in tutte le sedi.</p>
<h2>Politiche ambientali e di salute pubblica, l’impatto economico</h2>
<p><strong>Le politiche ambientali</strong> e di salute pubblica hanno altresì un impatto economico fenomenale. La <em>Environmental Protection Agency</em> (EPA) stima in 2 trilioni di US$ il risparmio sui costi sanitari provocato da 25 anni di applicazione in USA del <em>Clean Air Act</em>. Le emissioni dei principali inquinanti (particolato PM, ossidi di zolfo e di azoto, monossido di carbonio, composti organici volatili e piombo) sono state ridotte del 73% tra il 1990 &#8211; anno della modifica più sostanziale del provvedimento &#8211; e il 2015, (mentre il PIL degli USA è cresciuto di oltre il 250%). (4)</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘<em>L&#8217;inquinamento atmosferico </em></strong><em>è in gran parte un rischio sanitario evitabile che colpisce tutti. La crescita urbana, l&#8217;espansione dell&#8217;industrializzazione, il riscaldamento globale e le nuove conoscenze sui danni dell&#8217;inquinamento atmosferico aumentano il grado di urgenza per il controllo dell&#8217;inquinamento e sottolineano le conseguenze dell&#8217;inazione.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Fortunatamente</strong>, la riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico può comportare rapidi e sostanziali guadagni di salute. Le ampie politiche che colpiscono un intero paese possono ridurre la mortalità per tutte le cause in poche settimane. Programmi locali, come la riduzione del traffico, hanno anche prontamente migliorato molte misure sanitarie</em>’ (Dr. Dean Schraufnagel, ATSF).</span></p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) Dean E. Schraufnagel, John R. Balmes, Sara De Matteis, Barbara Hoffman, Woo Jin Kim, Rogelio Perez-Padilla, Mary Rice, Akshay Sood, Aneesa Vanker, Donald J. Wuebbles. <em>Health Benefits of Air Pollution Reduction</em>. <em>Annals of the American Thoracic Society,</em> 2019; 16 (12): 1478 DOI: 10.1513/AnnalsATS.201907-538CME</p>
<p>(2) Cohen AJ, Brauer M, Burnett R, Anderson HR, Frostad J, Estep K, et al. <em>Estimates and 25-year trends of the global burden of disease attributable to ambient air pollution: an analysis of data from the Global Burden of Diseases Study</em> 2015. Lancet 2017;389:1907–191</p>
<p>(3) Xingle Long, Bin Chen, Bionggun Park (2018). <em>Effect of 2008&#8217;s Beijing Olympic Games on environmental efficiency of 268 China&#8217;s cities. Journal of Cleaner Production,</em> Vol 172, 20.1.18, 1423-1432. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2017.10.209" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2017.10.209</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/drastici-benefici-per-la-salute-con-la-riduzione-dellinquinamento-atmosferico-studio-scientifico/">Drastici benefici per la salute con la riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico. Studio scientifico</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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