

Le novità nel campo dell’uso degli anticorpi monoclonali nel trattamento dell’emicrania verranno esposte contemporaneamente in presenza e a distanza dall’Accademia di Medicina di Torino, venerdì 21.5.21 alle ore 17.30. L’appuntamento è un’occasione per venire a conoscenza di nuove misure volte a mitigare una frequente problematica, le cui cause precise sono ancora sconosciute.
Il mal di testa, identificato con il termine scientifico di “cefalea”, presenta 13 forme principali ed oltre 150 sottocategorie e ad oggi non esistono trattamenti farmacologici specifici per il loro trattamento. Il principale raggruppamento prevede la distinzione in:
– cefalee primarie, forme non dovute ad altre patologie e che non determinano conseguenze negative sulla funzionalità cerebrale, ma compromettono la qualità di vita del soggetto colpito,
– cefalee secondarie, conseguenza di altre patologie come, ad esempio, ipertensione arteriosa, trauma cranico, sinusite, malattie oculari, etc. (1)
L’emicrania è una delle forme più frequenti di cefalea primaria e si distingue, a sua volta, nelle sue forme senz’aura e con aura.
Senz’aura: gli attacchi di dolore sono ricorrenti e pulsanti, da uno o entrambi i lati del capo e talmente fastidiosi da impedire lo svolgere delle attività quotidiane. Può essere accompagnata da fastidi verso la luce, suoni e odori e anche da sensazioni di nausea e/o vomito nelle forme più gravi, con frequenza variabile da poche a diversi giorni nei vari soggetti.
Con aura: il dolore è preceduto da sintomi neurologici reversibili e di breve durata (massimo 20 minuti), con attacchi meno frequenti e di durata più irregolare rispetto a quelli senz’aura. La denominazione è dovuta ai problemi visivi quali l’annebbiamento, lampi o una visione deformata degli oggetti. A queste sensazioni si possono accompagnare formicolii o una riduzione del tatto dalla mano fino alla bocca, insieme a debolezza e difficoltà di espressione.
Le novità presentate nell’incontro riguardano l’individuazione di un possibile meccanismo direttamente coinvolto con i circuiti dell’emicrania, il gene della calcitonina (CGRP), su cui è possibile intervenire a livello di neuropeptide o recettore con dei farmaci di nuova concezione a base di anticorpi monoclonali, sperimentati in trial clinici randomizzati con ottimi risultati in termini di efficacia e sicurezza, tenendo in considerazione alcune categorie a rischio che non possono ricevere questo trattamento. Il blocco della trasmissione del CGRP può essere un nuovo e risolutivo sistema per la prevenzione e il trattamento dell’emicrania. (2) (3)
La soluzione potrebbe essere più efficace del trattamento con tossina botulinica, al momento molto costosa e su cui non vi è ancora una effettiva evidenza di una capacità nella prevenzione e risoluzione delle emicranie nei soggetti trattati. (4)
L’incontro può essere seguito direttamente in presenza presso l’Aula Magna dell’Accademia di Medicina (via Po 18, Torino), su prenotazione da effettuare all’indirizzo mail [email protected], oppure a distanza, sul sito www.accademiadimedicina.unito.it.
Andrea Adelmo Della Penna
(1) Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (2019) Estratto da: La cefalea – Conoscerla per curarla. https://anircef.it/wp-content/uploads/2019/01/Conoscere_la_cefalea.pdf
(2) Diener et al. (2020) Prevention of migraine with monoclonal antibodies against CGRP or the CGRP receptor. Neurological Research and Practice 2:11, https://doi.org/10.1186/s42466-020-00057-1
(3) Raffaelli et al. (2019) Monoclonal antibodies for the prevention of migraine. Expert Opin. Biol. Ther. 19(12):1307-1317, doi:10.1080/14712598.2019.1671350
(4) Herd et al. (2018) Botulinum toxins for the prevention of migraine in adults (Review). Cochrane Database of Systematic Review 6:CD011616, doi:10.1002/14651858.CD011616.pub2

Laureato in Tecnologie e Biotecnologie degli Alimenti, tecnologo alimentare abilitato, segue l’area di ricerca e sviluppo di Wiise S.r.l. società benefit.