

Vivere la disabilità in Uganda significa affrontare difficoltà impensabili in Italia. E praticare rugby in sedia a rotelle sembra un miraggio. Eppure, c’è chi sfida ogni limite e punta a realizzare il sogno. A sostenerlo si dedica l’associazione Romanes Wheelchair Rugby, che a metà agosto sbarca a Kampala con otto sedie a rotelle da rugby e prezioso materiale medico. Una missione che richiede l’aiuto di tutti per raccogliere fondi.
Fare sport migliora il benessere anche e soprattutto per le persone con una disabilità. In Uganda, però, già sopravvivere con una disabilità grave è una grande sfida.
‘In Uganda manca tutto quello che noi tetraplegici e paraplegici diamo per scontato in Europa.
Ad esempio, se ti ritrovi paralizzato, sei molto fortunato se riesci a sopravvivere al primo anno della tua nuova vita e devi affrontare enormi difficoltà legate alle disfunzioni urologiche, al rischio di piaghe da decubito e alla mobilità, per la mancanza di presidi ospedalieri e dispositivi medici essenziali, a partire da sedie a rotelle su misura di ciascuno, oltreché per l’inaccessibilità di strade e mezzi di trasporto’, spiega il nostro amico Rufo Iannelli, presidente di Romanes Wheelchair Rugby, a sua volta atleta di rugby in carrozzina.
Jairus Wanyera è un giovane tetraplegico dal 2008. Con lo spirito del sopravvissuto, ogni anno festeggia il suo compleanno nella malandata Unità Spinale dell’ospedale Mulago a Kampala dove pazienti, medici e infermieri cercano di andare avanti con i pochi mezzi a disposizione.
Jairus vuole portare in Uganda il rugby in sedia a rotelle ed è riuscito a condividere questo sogno con circa 40 candidati atleti con disabilità.
Nel 2018, Jaiurus ha fondato la federazione ugandese di rugby in sedia a rotelle (https://uwrf.ug), tuttora senza alcun sostegno dal Comitato Paralimpico dell’Uganda.
L’obiettivo è formare la nazionale ugandese e organizzare un giorno un torneo con Sudafrica e Kenya, gli unici altri Paesi in Africa ove si pratica il rugby in sedia a rotelle.
Gli atleti sono costretti ad allenarsi su un campo all’aperto in cemento con sedia a rotelle da basket, non adeguate al gioco del rugby e soprattutto non sicure, poiché pensate per disabilità più lievi.
Il rugby in sedia a rotelle è uno sport di squadra dedicato a persone con disabilità gravi, come la tetraplegia, e nel resto del mondo si gioca su parquet o linoleum e gode di attrezzature dedicate sempre più sofisticate.
Un grande aiuto a questi atleti coraggiosi viene ora dalla missione Romanes for Uganda.
‘Io e altri giocatori di rugby in sedia a rotelle italiani e inglesi, in prevalenza tetraplegici, abbiamo l’obiettivo di portare in Uganda 8 sedie a rotelle sportive usate, donate dai nostri rispettivi club di appartenenza.
Le porteremo di persona, nonostante i problemi legati a un viaggio di questo tipo per le persone disabili, così da sperimentare e condividere le difficoltà che tutti i giorni devono affrontare i giovani ugandesi disabili come noi.
In questo modo, risparmieremo sui costi di spedizione e potremo acquistare e portare con noi una quantità maggiore di materiale sportivo, pezzi di ricambio e materiale medico per l’Unitá Spinale di Kampala. I viaggiatori disabili hanno infatti diritto a portare con sé una carrozzina da uso quotidiano, una carrozzina sportiva e una borsa di materiale medico senza costi aggiuntivi’, spiega Rufo Iannelli.
Nella settimana tra il 10 e il 17 agosto 2025 si svolgeranno allenamenti con tutti i giovani in sedia a rotelle che Jairus e i suoi amici riusciranno a coinvolgere nel gioco del rugby. Tenuto conto che, tra i grandi problemi dei disabili in Uganda – e non solo, purtroppo – vi è anche l’inaccessibilità ai mezzi di trasporto.
‘Avremo l’opportunità di insegnare le tecniche di allenamento che utilizziamo, formare gli allenatori, organizzare workshop sul regolamento per i giocatori e gli arbitri, condividere nozioni sulla manutenzione dell’attrezzatura sportiva con l’aiuto di un meccanico. Non vogliamo limitarci a spedire un ‘pacco anonimo di aiuti’, vogliamo invece esprimere la vicinanza e dare un significato personale a questo aiuto concreto’, sottolinea Rufo Iannelli.
La missione ‘Romanes for Uganda’ è pronta, ma serve un contributo economico per acquistare parte del materiale e un container in Uganda, che servirà come deposito del materiale sportivo.
Per donare ci sono tre modi:
La causale è sempre ‘Contributo Uganda’.
#Égalité!
Marta Strinati