Gli incendi in Amazzonia, l’estate scorsa, sono il simbolo di un fenomeno che prosegue da decenni. Le comunità indigene vengono scacciate dalle loro terre e le foreste vergini vengono distrutte, per lasciare spazio alle monocolture di soia OGM e olio di palma. Oltreché per estendere i pascoli dei bovini, in America Latina. Ma la politica internazionale rimane indifferente a questi fenomeni, che da decenni proseguono indisturbati.
L’impatto socio-ambientale di rapina delle terre, deforestazioni, monocolture di palma da olio e soia OGM è devastante. Ai crimini internazionali contro l’umanità si aggiungono gli ecocidi e la rarefazione della biodiversità. Oltre alle emissioni di gas-serra, che accelerano il cambiamento climatico. Senza dimenticare l’abuso di pesticidi che inaridisce i suoli, avvelena gli ecosistemi e le popolazioni.
Égalité Onlus e GIFT (Great Italian Food Trade ), il 4.8.19, hanno perciò lanciato la campagna #Buycott! Soia Ogm, olio di palma e carni americane,
con l’obiettivo di ridurre la domanda internazionale di merci che derivano da filiere sanguinarie e incendiarie. Affinché i rapinatori di terre e i latifondisti, i ruralistas e i palmocrati, perdano interesse a portare avanti i loro crimini.
La petizione #Buycott aspira a raccogliere una determinazione drastica e coesa, dei cittadini e consumAttori del pianeta, per salvaguardare le popolazioni indigene e gli ecosistemi afflitti da queste produzioni. Dobbiamo cambiare le nostre scelte quotidiane d’acquisto e di consumo, e pretendere l’offerta di prodotti alternativi – meglio ancora se biologici – che derivino da filiere davvero eque e sostenibili:
A) palma. Sostituiamo ogni prodotto (alimentare, cosmetico, di pulizia della casa) che contenga olio di palma con i corrispondenti ‘senza olio di palma’,
B) soia OGM. Scegliamo gli alimenti di origine animale (carni e salumi, pesci di allevamento, uova, latticini) che offrono garanzie di una filiera ‘OGM Free’, chiedendo ai loro produttori di assumere precisi impegni verso l’eliminazione completa della soia OGM da tutte le loro filiere. L’eliminazione può essere progressiva, ma deve seguire un calendario quanto più breve possibile,
C) carni americane. Pretendiamo di conoscere l’origine delle carni anche quando esse siano servite da mense e ristoranti, rifiutiamo quelle che provengono dal continente americano ove la clonazione è priva di regole e tracciabilità, gli animali sono trattati con ormoni sintetici, anabolizzanti e farmaci vietati, i mangimi sono a base di OGM e farine animali.
#BastaSoia OGM, olio di palma e carni americane, sottraiamoci a queste filiere insostenibili, #NonNelNostroNome!

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