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	<title>Covid-19 Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Disturbi del sonno per un minore su tre a causa dei monitor. Lo studio italiano</title>
		<link>https://www.egalite.org/disturbi-del-sonno-per-un-minore-su-tre-a-causa-dei-monitor-lo-studio-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 12:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un minore su tre ha sviluppato disturbi del sonno a causa dell’uso eccessivo di monitor (smartphone, computer, Playstation, etc.), durante la pandemia Covid-19. È quanto emerge<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un minore su tre ha sviluppato disturbi del sonno a causa dell’uso eccessivo di monitor (<em>smartphone</em>, <em>computer</em>, <em>Playstation</em>, <em>etc</em>.), durante la pandemia Covid-19. È quanto emerge da uno studio italiano pubblicato su <em>Sleep Medicine</em>. (1)</p>
<h2>Disturbi del sonno e monitor, lo studio</h2>
<p><strong>Lo studio</strong> è basato sui questionari somministrati, tra aprile e giugno 2021, ai genitori di 1.000 minori di età compresa tra i 2 e i 18 anni.  Lo <em>Sleep Disturbance Scale for Children</em> è un questionario standard che include domande specifiche come la durata del sonno, le difficoltà nell’addormentarsi e nello svegliarsi, il numero di volte in cui ci si sveglia durante la notte, lo stato di agitazione durante il sonno, <em>etc</em>.</p>
<p>I neurologi dello sviluppo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e delle Università La Sapienza e Tor Vergata hanno rilevato che nel periodo di osservazione nella maggior parte dei casi (68,7%) il tempo trascorso davanti a uno schermo è aumentato, in confronto ai comportamenti pre-pandemia.</p>
<h2>Tra DAD e intrattenimento</h2>
<p><strong>La didattica a distanza</strong> ha più che triplicato il tempo di esposizione ai monitor (da poco meno di un’ora al giorno a tre ore e mezza) e ha riguardato il 72% di bambini e ragazzi.</p>
<p><strong>L’uso a scopo ricreativo</strong> è quasi raddoppiato (da un’ora e trequarti a tre ore) e ha riguardato il 49,7% dei soggetti.</p>
<h2>Dopo le 18 aumenta il rischio</h2>
<p><strong>Il fattore cruciale</strong> è però legato all’esposizione al monitor durante le ore serali, dopo le 18, quando aumenta il rischio di insorgenza di disturbi del sonno.</p>
<p>Nelle ore serali,</p>
<p>&#8211; il 30% del campione (325 soggetti) ha trascorso più tempo davanti ai monitor,</p>
<p>&#8211; la quota di minori impegnati davanti a uno schermo per più di due ore è passata dal 13,7% pre-Covid al 29,1% (più del doppio).</p>
<h2>Il risultato</h2>
<p><strong>Lo studio</strong> evidenzia un aumento di oltre il 50% dei disturbi del sonno rispetto al periodo pre-pandemia. Nel dettaglio, si è passati da 240 bambini e adolescenti che mostravano già <a href="https://www.egalite.org/insonnia-cause-e-cure-riunione-scientifica-dellaccademia-di-medicina-di-torino/">disturbi del sonno</a> prima dell’inizio della pandemia, ai 367 durante la pandemia: il 33,9% di tutto il campione, praticamente un minore su tre.</p>
<p>‘<em>I dati dello studio hanno dimostrato una <strong>correlazione tra l’aumento dell’uso di dispositivi elettronici</strong> durante il Covid e l’<strong>aumento dei disturbi del sonno</strong></em>’, spiega la dottoressa Romina Moavero della Neurologia dello sviluppo del Bambino Gesù.</p>
<p><em>‘Ma c’è un altro elemento molto importante. E cioè che lo stile di vita dei bambini e di ragazzi è cambiato profondamente. Ormai i dispositivi elettronici fanno parte della loro vita, sia scolastica che sociale, e questo persiste anche ora che siamo molto lontani dalle chiusure pandemiche. </em></p>
<p><em>Tutto questo non fa che sottolineare <strong>l&#8217;importanza delle raccomandazioni di igiene del sonno</strong> che devono essere sempre considerate la prima linea di trattamento per promuovere comportamenti adeguati a favorire il buon sonno in infanzia e in adolescenza. Soprattutto perché <strong>il sonno in questa fascia di età è cruciale</strong> per migliorare apprendimenti, abilità cognitive, scolastiche e anche sociali’</em>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Romina Moavero, Valentina Di Micco, Giusy Forte, Alessandra Voci, Luigi Mazzone, Massimiliano Valeriani, Leonardo Emberti Gialloreti, Oliviero Bruni. Screen exposure and sleep: How the COVID-19 pandemic influenced children and adolescents – A questionnaire-based study. <em>Sleep Medicine</em>, Volume 107, 2023, Pages 48-54, <a href="https://doi.org/10.1016/j.sleep.2023.04.009">https://doi.org/10.1016/j.sleep.2023.04.009</a>.</p>
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		<title>Terza dose, la Regione Lazio ingolfa le farmacie</title>
		<link>https://www.egalite.org/terza-dose-la-regione-lazio-ingolfa-le-farmacie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 19:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La collaborazione delle farmacie del Lazio nella inoculazione della terza dose di vaccino anti Covid-19 perde colpi. Vengono segnalati casi di prenotazioni non onorate e la<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La collaborazione delle farmacie del Lazio nella inoculazione della terza dose di vaccino anti Covid-19 perde colpi. Vengono segnalati casi di prenotazioni non onorate e la mancata consegna del prezioso certificato di vaccinazione. A causare il caos è il sistema informatico della Regione Lazio, lamentano i farmacisti.</p>
<h2>Terza dose nelle farmacie, il caso</h2>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Appena è stata aperta la disponibilità</strong> della terza dose alla mia fascia di età mi sono prenotato. Ho selezionato dall’elenco delle farmacie aderenti quella per me più comoda, ma <strong>l’esperienza è stata disastrosa</strong></em>’, racconta Giovanni.</p>
<p><strong>Al termine della procedura</strong> di prenotazione, il portale della Regione Lazio invita a chiamare la farmacia prescelta per concordare l’orario della somministrazione. Un’accortezza utile per non fare perdere troppo tempo ai cittadini e non sprecare permessi o giorni di ferie. ‘<em>Quando però ho telefonato, mi è stato detto che l’appuntamento era annullato e che avrei dovuto riprogrammarlo presso di loro per il mese di dicembre. Assurdo</em>’, protesta Giovanni.</p>
<h2>Il portale più amato dagli hacker</h2>
<p><strong>Il disservizio</strong> che ha fatto perdere tempo (e pazienza) a Giovanni non è un caso isolato. Dal 18 novembre il portale della Regione Lazio per le prenotazioni <a href="https://www.ilcaffe.tv/articolo/80150/prenotazione-vaccini-va-in-tilt-il-sistema-di-salute-lazio">funziona a singhiozzo</a>. Al termine della registrazione mostra un avviso di errore o di inserimento di dati errati.</p>
<p><strong>Di sbagliato</strong> in realtà c’è solo il sistema informatico regionale, forse sottodimensionato, malgestito o ancora segnato dall’attacco hacker dell’estate scorsa. Un incidente che ha generato mesi di <a href="https://www.egalite.org/che-fare-se-il-green-pass-della-regione-non-funziona/">disservizi</a> nell’erogazione dell’assistenza sanitaria e ha persino oscurato l’anagrafe canina, costringendo al canile anche gli animali smarriti regolarmente provvisti di microchip.</p>
<h2>Vaccini a km zero</h2>
<p><strong>La farmacia Marcucci</strong> di Roma a cui si è rivolto Giovanni è tra le tante che hanno accettato la sfida di vaccinare la popolazione e hanno aderito al <a href="https://www.pharm-up.eu/media/CommunityMedia/documents/public/20-05-2021_Lazio_BUR%20n.50.pdf">protocollo</a> formalizzato il 10.5.21 dalla Regione Lazio, in esecuzione di quello ministeriale di fine marzo. Previa formazione (presso ISS) e allestimento di un’area <em>ad hoc</em> nei propri negozi, i farmacisti sono ricompensati con 12 euro a vaccino, 6 stanziati dal ministero della Salute e altri 6 euro dalla Regione Lazio.</p>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Non lo facciamo certo per i soldi</strong>. Con quelli noi ci paghiamo l’infermiere assunto per presidiare la stanza in cui eseguo la vaccinazione</em>’, spiega la titolare della farmacia Marcucci, che dà disponibilità <em>part-time</em>, per 48 vaccinazioni settimanali, con un compenso di circa 2.300 euro/mese.</p>
<h2>La farmacista spiega il retroscena</h2>
<p><strong>Il caos</strong> ha coinvolto anche la sua farmacia. ‘<em>Qui vacciniamo da maggio, abbiamo fatto quasi 500 vaccini senza problemi. Con la terza dose, invece, stiamo avendo qualche difficoltà. Per l’intera settimana, fino al 30 novembre, nel portale della Regione Lazio risultavamo liberi, invece avevamo già esaurito tutte le prenotazioni. Dalla Regione non abbiamo avuto un aiuto concreto, così abbiamo dovuto impiegare in via esclusiva una persona al telefono per riprogrammare le richieste. Ormai l’emergenza sta finendo, mancheranno 2-3 persone</em>’.</p>
<p><strong>Dopo le prenotazioni in tilt</strong> (vittima anche il nostro amico Giovanni), sul sito della Regione è stata la volta dell’<strong>impossibilità di stampare i certificati di vaccinazione</strong> da consegnare ai clienti-pazienti. E ancora, <strong>una partita di vaccini inviata per errore</strong> a un’altra farmacia, e poi recuperata con tante scuse dalla Asl.</p>
<p><strong>Un inciampo dopo l’altro</strong>. ‘<em>Alcuni utenti hanno perso la pazienza. Mi hanno anche minacciata. Mi hanno detto persino che vendo i vaccini sottobanco</em>’, dice la Marcucci, figlia di medico, che nel caos ci regala una nota di colore. ‘<em>Con la vaccinazione nessun effetto avverso, per fortuna, ma noi siamo pronti. Poi ci sono le persone spaventate, come certi ragazzoni pieni di tatuaggi che arrivano qui terrorizzati</em>’.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
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		<title>Amnesty: ecco le violazioni dei diritti umani nelle RSA durante Covid-19</title>
		<link>https://www.egalite.org/residenze-per-anziani-e-covid-amnesty-denuncia-violazioni-dei-diritti-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 12:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[RSA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amnesty International denuncia le violazioni dei diritti umani durante la pandemia da Covid 19, soprattutto nelle residenze sociosanitarie e socioassistenziali, le RSA, e chiede l&#8217;istituzione di una<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Amnesty International</em> denuncia le violazioni dei diritti umani durante la pandemia da Covid 19, soprattutto nelle residenze sociosanitarie e socioassistenziali, le RSA, e chiede l&#8217;istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta.</p>
<p>Nella primavera del 2020, sono stati minacciati e violati il diritto alla vita, alla salute, alla non discriminazione per gli anziani che sono morti a migliaia. Diritto alla libertà di espressione, alla libertà di associazione, a condizioni di lavoro sane e sicure per i lavoratori dei centri anziani. Operatori e operatrici sociosanitari e socioassistenziali che prima hanno lottato a mani nude (letteralmente: non c’erano dispositivi di protezione né mascherine né tamponi) contro la pandemia, poi hanno subito discriminazioni, intimidazioni, fino a licenziamenti ingiusti, quando hanno cercato di raccontare le condizioni di lavoro cui sono stati costretti, riferisce <em>Amnesty International.</em></p>
<h2>Abbandonati nelle RSA</h2>
<p><strong>L’associazione</strong> ha diffuso due documenti, uno a dicembre del 2020 e l’altro a ottobre di quest’anno.</p>
<p><strong><em>Abbandonati</em></strong>, è il titolo del rapporto pubblicato a dicembre del 2020 sugli anziani che hanno perso la vita nelle RSA. All’interno di queste strutture <em>Amnesty</em> ha trovato violazioni e mancata tutela del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione dei pazienti anziani da parte delle istituzioni, a livello nazionale, regionale e locale. (1)</p>
<p>&#8216;<em>Nel rispondere alla pandemia,<strong> il governo italiano e le autorità</strong> <strong>regionali</strong> non sono riusciti a intraprendere misure tempestive per tutelare la vita e i diritti delle persone anziane presenti nelle strutture residenziali sociosanitarie e, di fatto, <strong>hanno</strong> <strong>adottato politiche e consentito pratiche che hanno messo a rischio la vita e la sicurezza</strong> sia degli ospiti che degli operatori sanitari. </em></p>
<p><em>Tali decisioni e politiche hanno prodotto o contributo a determinare <strong>violazioni dei diritti umani</strong> degli ospiti anziani residenti, in particolare del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione. Hanno anche avuto un impatto sui diritti alla vita privata e familiare degli ospiti delle strutture ed è possibile che, in certi casi, ne abbiano violato il diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti</em>&#8216;, (Amnesty, Abbandonati).</p>
<p><strong>Le misure di protezione</strong>, i tamponi, le procedure di controllo delle infezioni sono state adottate solo quando l’epidemia dilagava. Racconta il direttore di una struttura di Milano: &#8216;<em>Noi nelle Rsa siamo stati abbandonati; siamo stati messi in situazioni ad alto rischio per le quali non avevamo le capacità e non abbiamo ricevuto alcuna guida, nessun supporto</em>&#8216;.</p>
<h2><em>Combattevamo il fuoco senza estintori e con le mani legate</em></h2>
<p><strong>L’impatto della pandemia</strong> sulla RSA è stato devastante. All’inizio non c’erano mascherine e dispositivi di protezione individuali. La maggior parte dei centri per anziani non ha potuto accedere ai tamponi fino dopo il periodo di massima diffusione del virus. In gran parte dei casi, non c’erano sistemi per isolare adeguatamente i pazienti infetti o potenzialmente contagiati. Mancava personale e quello che c’era è stato sottoposto a turni di lavoro massacranti.</p>
<p><strong>Il responsabile</strong> di una struttura residenziale sociosanitaria per persone anziane si è espresso così: &#8216;<em>Combattevamo il fuoco senza estintori e con le mani legate dietro la schiena</em>&#8216;.</p>
<p>Il personale di varie strutture ha raccontato ad <em>Amnesty International</em> di aver ricevuto Dpi solo nella prima metà di aprile, ormai dopo la morte di migliaia di ospiti a causa del Covid.</p>
<p><strong>La carenza di dispositivi</strong> di protezione, racconta l’associazione, è certo un problema che ha riguardato l’intera Europa. Agli ospedali è stata data la precedenza rispetto alle RSA. Quello però che emerge dalle denunce raccolte da <em>Amnesty</em> è che non sia stato garantito l’accesso paritario alle cure ospedaliere per gli anziani ospiti delle RSA di cui si sospettava il contagio, pur nella situazione di grave criticità in cui si trovavano gli ospedali oberati di lavoro. Che ci sia stato &#8216;<em>un rifiuto generalizzato nei confronti di ospiti ultrasettantacinquenni di Rsa</em>&#8216;. Insomma: gli anziani non venivano accettati tour court, senza che ci fosse una valutazione clinica individuale.</p>
<p><strong>Ancora una volta</strong> sono le parole dei sopravvissuti a raccontare bene quello che è accaduto.</p>
<p>&#8216;<em>Dopo forti insistenze, l’8 maggio mia madre è stata <strong>trasferita in ospedale in fin di vita</strong></em>&#8216;, racconta la figlia di una residente sopravvissuta al Covid in una Rsa di Milano. &#8216;<em>Nella Rsa mi è stato detto ripetutamente che non c’era nulla da fare. Tuttavia, secondo il medico del pronto soccorso in ospedale, il problema era la setticemia sanguigna, l’insufficienza renale dovuta a disidratazione e malnutrizione. Nel reparto malattie infettive dell’ospedale hanno fatti miracoli e lei ce l’ha fatta. <strong>Ora però si è rinchiusa in se stessa</strong>, ha 75 anni ma ha perso 20 anni di vita. <strong>Sono morte la metà delle persone nel reparto</strong> in cui si trovava mia madre&#8217;</em>.</p>
<p><strong>Le conseguenze</strong> sono state tragiche anche per gli anziani sopravvissuti alla pandemia, che hanno sofferto l’indebolimento delle funzioni motorie e cognitive, la perdita dell’appetito, la depressione e una generale perdita della voglia e del desiderio di vivere, con un impatto particolarmente significativo per chi soffriva di demenze o Alzheimer.</p>
<h2>Lavoratori messi a tacere</h2>
<p><strong>Quando i lavoratori</strong> dei centri per anziani hanno provato a raccontare quello che è accaduto, sono stati &#8216;messi a tacere&#8217;. Il secondo <em>dossier</em> di <em>Amnesty</em> fa luce su quanto accaduto a operatori e operatrici sanitari e sociosanitari che hanno lanciato l’allarme sulle inadeguate condizioni di lavoro e di sicurezza nei centri per anziani e hanno subìto procedimento disciplinari. Fra febbraio e agosto del 2021 Amnesty ha parlato con 34 tra operatori e operatrici in servizio nelle strutture residenziali durante la pandemia da Covid-19, così come con avvocati, esperti del settore e sindacalisti (2).</p>
<p><strong>I lavoratori</strong> hanno vissuto un clima di terrore, con la paura costante di ritorsioni. Sono stati sottoposti a ritorsioni per aver criticato la risposta alla pandemia da Covid-19. Alcuni hanno subito procedimenti disciplinari e licenziamenti, perché avevano sostenuto che le strutture avessero nascosto informazioni sui contagi fra gli anziani e fra i lavoratori e impedito di usare le mascherine sul posto di lavoro. Quasi un lavoratore su tre ha denunciato un clima di paura. I datori di lavoro hanno imposto il silenzio e adottato misure antisindacali.</p>
<p><strong>Un infermiere</strong> a contratto in una RSA privata della Lombardia ha dichiarato: &#8216;<em>Le cooperative e le strutture pubbliche hanno messo un bavaglio alle persone che hanno denunciato o parlato con la stampa</em>&#8216;.</p>
<p><strong>Una infermiera</strong> di una struttura pubblica milanese: &#8216;<em>Ultimamente ci sono state varie ritorsioni e siamo tutti in massima allerta. Ci avevano detto di non usare le mascherine per non creare panico a utenti e famiglie, ma eravamo già in pieno Covid, verso fine febbraio o inizio marzo [2020]. Ci siamo ribellati e abbiamo fatto denuncia contro la persona che ci ha ammonito di non usare le mascherine. Io sono stata messa in quarantena preventiva per motivi politici e al rientro ho dovuto fare il tampone. Anche altri colleghi sono stati allontanati in questo modo. Le ripercussioni sono iniziate subito dopo le denunce. Spesso colleghi sono stati spostati di reparto e allontanati come ritorsione. Anche io ho ricevuto una misura disciplinare per aver partecipato a una manifestazione</em>&#8216;. (2)</p>
<h2>Un settore con grandi criticità</h2>
<p><strong>Tutto questo</strong> interviene in un settore con scarsa sindacalizzazione, con una frammentazione di sigle sindacali e di contratti, cosa che ha creato isolamento fra i lavoratori. Il settore sociosanitario e socioassistenziale è molto femminilizzato, l’85% dei lavoratori è rappresentato da donne, il 12% ha un <em>background</em> migratorio, molti lavoratori sono precari o <em>part time</em>, con contratti esternalizzati e retribuzioni inferiori rispetto a quelle medie di un infermiere nella sanità pubblica.</p>
<p><strong>Sono lavoratori</strong>, ancora, che hanno subìto turni di lavoro estenuanti e turni di notte per più giornate di seguito senza adeguati periodo di riposo.</p>
<p>&#8216;<em>A volte lavoravo anche 16 ore al giorno, oppure facevo il turno di notte e poi lavoravo di nuovo il giorno dopo senza riposo, o facevo tre o quattro notti consecutive, che è anche illegale&#8217;</em>, racconta un altro infermiere.</p>
<p><strong>Qualcuno denuncia</strong> sintomi da stress post traumatico e incubi notturni.</p>
<p><strong><em>Amnesty</em></strong> chiede al parlamento italiano di &#8216;<em>istituire una commissione d’inchiesta parlamentare mirata a condurre un’indagine sulla riposta delle autorità alla pandemia, con un focus specifico sulle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali per persone anziane. Tale commissione</em> – dice l’associazione – <em>dovrebbe indagare sulle violazioni e sugli abusi del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione subiti dalle persone anziane nelle strutture residenziali» come pure sui problemi del settore dell’assistenza e sulle preoccupazioni espresse da lavoratori e sindacati riguardato a condizioni di lavoro sane, sicure, eque e dignitose&#8217;</em>.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h2>Note</h2>
<p>(1) Amnesty International. <em>Abbandonati. Violazione del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione delle persone anziane nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali in Italia durante la pandemia</em>, 17 dicembre 2020 <a href="https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2020/12/report-rsa-anziani-.pdf">https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2020/12/report-rsa-anziani-.pdf</a></p>
<p>(2) Amnesty International. <em>Messi a tacere e inascoltati in piena pandemia</em>, 22 ottobre 2021 <a href="https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2020/12/Messi-a-tacere-e-inascoltati.pdf">https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2020/12/Messi-a-tacere-e-inascoltati.pdf</a></p>
<p>(3) Amnesty, l’appello: <a href="https://www.amnesty.it/appelli/firma-diritto-salute-anziani-case-di-riposo/">https://www.amnesty.it/appelli/firma-diritto-salute-anziani-case-di-riposo/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/residenze-per-anziani-e-covid-amnesty-denuncia-violazioni-dei-diritti-umani/">Amnesty: ecco le violazioni dei diritti umani nelle RSA durante Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che fare se il green pass della Regione non funziona</title>
		<link>https://www.egalite.org/che-fare-se-il-green-pass-della-regione-non-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati&nbsp;and&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 18:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Utilità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il green pass non funziona. A quattro mesi dalla seconda dose di vaccino anti-Covid-19, la nostra associata Laura ha rischiato di non venire ammessa in pizzeria poiché lo scanner del<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/che-fare-se-il-green-pass-della-regione-non-funziona/">Che fare se il green pass della Regione non funziona</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>green pass</em> non funziona. A quattro mesi dalla seconda dose di vaccino anti-Covid-19, la nostra associata Laura ha rischiato di non venire ammessa in pizzeria poiché lo <em>scanner</em> del ristoratore non riconosce il QR-<em>Code</em> impresso sul certificato della Regione Lazio.</p>
<h2>Se il <em>green pass</em> non funziona</h2>
<p><strong>Il documento</strong> era stato scaricato da Laura seguendo le istruzioni di un sms ricevuto a fine giugno, pochi giorni dopo la seconda dose di vaccino. La Regione Lazio invitava infatti a recuperare l&#8217;attestato vaccinale nel sito <a href="http://salutelazio.it/scarica-il-tuo-referto">salutelazio.it/scarica-il-tuo-referto</a>, indicando anche la <em>password</em> da digitare.</p>
<p><strong>Sembrava tutto regolare</strong> ma in pizzeria, alla prima occasione di verifica del certificato, è emerso il problema.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5192" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-300x278.jpg" alt="green pass errato" width="300" height="278" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-300x278.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-1024x949.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-768x712.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-370x343.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-800x741.jpg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-20x19.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-185x171.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-740x686.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-400x371.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato-52x48.jpg 52w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/codice-errato.jpg 1242w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h2>Regione Lazio, il sito <em>web</em> in panne</h2>
<p><strong>Nella ricerca </strong>della soluzione il primo passo è stato ripercorrere l&#8217;<em>iter </em>indicato dalla Regione Lazio in quel primo sms. Inseriti <em>password</em>, codice fiscale e gli ultimi 8 numeri della tessera sanitaria sul sito <em>web</em> di Regione Lazio, il sistema ha mostrato il certificato vaccinale completo di QR-<em>Code</em>.</p>
<p><strong>Per verificare il codice</strong>, Laura ha installato la app VerificaC19, la stessa usata dai ristoratori per &#8216;leggere&#8217; il QR-<em>Code</em>. E ha scoperto che anche il documento appena scaricato sul sito <em>web</em> di Regione Lazio era errato.</p>
<h2>Serve aiuto? <em>Pagina non trovata</em></h2>
<p><strong>Regione Lazio</strong>, sulla stessa pagina <em>web</em> ove viene visualizzato il certificato, indica due vie di assistenza. La prima è un <em>link</em> &#8216;<em>apri richiesta di supporto</em>&#8216; che però conduce a una &#8216;<em>pagina non trovata</em>&#8216;. Forse uno strascico dell&#8217;<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/03/regione-lazio-a-un-mese-dallattacco-hacker-ancora-disagi-ai-sistemi-informatici-fatture-tamponi-e-green-pass-i-servizi-rallentati/6308625/amp/">attacco <em>hacker</em></a> al suo sistema informatico, avvenuto a inizio agosto 2021?</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-5201" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-300x122.jpg" alt="green pass errato" width="384" height="156" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-300x122.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-1024x416.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-768x312.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-370x150.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-800x325.jpg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-185x75.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-740x301.jpg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-20x8.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-400x163.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata-118x48.jpg 118w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/pagina-non-trovata.jpg 1331w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" /></p>
<p><strong>La seconda via</strong> indicata nella stessa pagina <em>web</em> è più semplice, in apparenza. Basta telefonare al ‘numero unico regionale’ 0699500. Ma il telefono squilla a vuoto, senza neppure un messaggio vocale registrato. Falliti i tentativi con la Regione Lazio, Laura si è rivolta con il nostro aiuto al ministero della Salute.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5210" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/serve-aiuto-300x176.jpg" alt="green pass errato" width="300" height="176" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/serve-aiuto-300x176.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/serve-aiuto-20x12.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/serve-aiuto-185x109.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/serve-aiuto-82x48.jpg 82w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/10/serve-aiuto.jpg 361w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h2>Il vero <em>green pass</em>, procedura da seguire</h2>
<p><strong>Il numero di pubblica utilità 1500</strong>, attivato dal ministro della Salute Roberto Speranza il 27.1.20, dovrebbe fornire le sole informazioni di carattere medico. Si è rivelato peraltro utile ad apprendere che il certificato vaccinale rilasciato dalla Regione Lazio è soltanto un ‘referto’, mentre il &#8216;vero&#8217; <em>green pass </em>è quello rilasciato dal ministero della Salute.</p>
<p><strong>La procedura</strong> da seguire è dunque la seguente:</p>
<p>1) recuperare il proprio codice AUTHCODE, inserendo nell&#8217;apposita schermata (al <em>link</em> <a href="https://www.dgc.gov.it/spa/public/reqauth">https://www.dgc.gov.it/spa/public/reqauth</a>) il codice fiscale, gli ultimi 8 numeri e la data di scadenza della tessera sanitaria, oltre alla data dell&#8217;ultima vaccinazione,</p>
<p>2) inserire il codice AUTHCODE e gli altri dati di cui sopra nella pagina <em>web</em> dedicata <a href="https://www.dgc.gov.it/spa/public/home">https://www.dgc.gov.it/spa/public/home</a>, oppure direttamente nella app Immuni.</p>
<h2>Kafka e il <em>green pass</em></h2>
<p><strong>Così risolto</strong> il problema di Laura, sorge un dubbio. Senza entrare nel merito della legittimità costituzionale delle costrizioni introdotte con il <em>green pass</em>, perché fare perder tempo ai cittadini su un sistema regionale guasto &#8211; oltreché  inidoneo allo scopo, a prescindere &#8211; se il servizio deve comunque venire prestato dal ministero della Salute?</p>
<p><strong>Kafka e il <em>green pass</em></strong> si direbbe essere l’ultima stagione del dramma ’regionalizzazioni’. A vent’anni dalla riforma dell’articolo 114 della Costituzione, i servizi sanitari e quelli a essi correlati sono ancora soggetti a livelli differenziati di prestazioni, da una Regione all’altra. Ancora <a href="https://www.egalite.org/giornata-mondiale-della-disabilita-3-12-20-lettera-aperta/">in attesa che lo Stato definisca i LEA</a> (Livelli Essenziali di Assistenza) su attività da cui dipende la vita dei cittadini.</p>
<p><em>Marta Strinati e Dario Dongo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/che-fare-se-il-green-pass-della-regione-non-funziona/">Che fare se il green pass della Regione non funziona</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Arriva il certificato EU COVID-19 per circolare in Europa, mentre il Green pass italiano si incaglia nella privacy</title>
		<link>https://www.egalite.org/arriva-il-certificato-eu-covid-19-per-circolare-in-europa-mentre-il-green-pass-italiano-si-incaglia-nella-privacy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2021 20:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=4941</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di Regolamento presentata dalla Commissione europea sui c.d. certificati verdi digitali, che si chiameranno certificati EU COVID-19 (Eu Digital<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/arriva-il-certificato-eu-covid-19-per-circolare-in-europa-mentre-il-green-pass-italiano-si-incaglia-nella-privacy/">Arriva il certificato EU COVID-19 per circolare in Europa, mentre il Green pass italiano si incaglia nella privacy</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di Regolamento presentata dalla Commissione europea sui c.d. certificati verdi digitali, che si chiameranno certificati EU COVID-19 (<em>Eu Digital Covid Certificate</em>) e avranno la funzione di agevolare la libera e sicura circolazione dei cittadini nell&#8217;Unione Europea durante la pandemia di COVID-19.</p>
<h2>Certificati EU COVID-19: requisiti di rilascio e durata</h2>
<p><strong>Il certificato EU COVID-19</strong> potrà essere rilasciato solo in determinati casi:</p>
<p>1) dopo avere completato il ciclo vaccinale. <strong>Certificato vaccinale</strong>, con durata di 9 mesi a decorrere dalla seconda somministrazione del vaccino,</p>
<p>2) contestualmente al ricevimento della prima dose. <strong>Certificato di somministrazione di prima dose del vaccino</strong>, che sarà valido dal quindicesimo giorno successivo alla prima dose, fino alla data prevista per la seconda somministrazione. Pertanto, ai 9 mesi di copertura garantiti dal completamento della vaccinazione, si dovranno aggiungere parte dei giorni intercorsi tra la prima e la seconda somministrazione.</p>
<p>Più precisamente, chi si vaccinerà con AstraZeneca, riceverà la seconda dose dopo 12 settimane, di conseguenza la validità del Covid pass si allunga dei giorni che intercorrono tra la prima e la seconda inoculazione, per un totale di 11 mesi e 10 giorni. Chi si vaccinerà con Pfizer o Moderna, farà il richiamo dopo 42 giorni dalla prima iniezione. La durata totale del <em>green pass</em> in questi due casi sarà di 9 mesi e 28 giorni. Mentre, chi si vaccinerà con il monodose Johnson&amp;Johnson avrà un <em>green pass</em> con validità di 9 mesi, a decorrere dal 15° giorno dall’avvenuta somministrazione.</p>
<p>3) per coloro che sono guariti dal covid. <strong>Certificato di guarigione</strong> con durata di sei mesi a far data dall&#8217;avvenuta guarigione,</p>
<p>4) per chi si è sottoposto a un tampone molecolare o antigenico rapido, fatto nelle 48 ore precedenti e risultato negativo. <strong>Certificato di test</strong> con validità per le sole 48 ore successive al test.</p>
<p><strong>La Commissione</strong> ha comunque ricordato che il pass avrà una durata limitata al perdurare della pandemia. Sarà quindi una misura temporanea e sarà sospeso una volta che il direttore generale dell’OMS avrà dichiarato, conformemente al regolamento sanitario internazionale, che l’emergenza di sanità pubblica di portata internazionale causata dal SARS-Co-V-2 sarà cessata.</p>
<h2>Caratteristiche del certificato EU COVID-19</h2>
<p>Il certificato sarà:</p>
<p>&#8211; interoperabile, cioè i sistemi di verifica di uno Stato membro saranno in grado di utilizzare i dati codificati da un altro Stato membro,</p>
<p>&#8211; in formato digitale o cartaceo, o in entrambi i formati,</p>
<p>&#8211; redatto in due lingue, quella ufficiale dello Stato che lo rilascia e in inglese.</p>
<p>&#8211; gratuito,</p>
<p>&#8211; avrà una validità non superiore a 12 mesi,</p>
<p>&#8211; si applicherà anche ai cittadini Ue, che risiedono fuori dall&#8217;Ue e che sono stati vaccinati con vaccini riconosciuti dall&#8217;Ema. (<em>European Medicines Agency,</em> Agenzia europea per i medicinali).</p>
<h2>Come richiederlo e come funziona</h2>
<p><strong>I certificati</strong> verranno rilasciati dagli ospedali, dalle strutture sanitarie che effettuano i test diagnostici o dalle autorità sanitarie e potranno essere sia in forma digitale, da mostrare tramite il proprio dispositivo mobile, sia in forma cartacea.</p>
<p><strong>Ogni certificato</strong> conterrà tutte le informazioni essenziali del viaggiatore (nome, data di nascita, data di rilascio e informazioni sanitarie sul vaccino e sui test) e sarà sottoscritto con apposita firma digitale.</p>
<p><strong>Alle singole autorità</strong>, che riceveranno il viaggiatore, spetterà controllare la validità e l’autenticità del certificato (vaccinale, di guarigione o di test negativo) tramite la funzione di scansione del codice QR.</p>
<p><strong>La Commissione europea</strong> adotterà un apposito dispositivo di rete (<em>gateway</em>), mediante il quale tutte le firme dei certificati potranno essere verificate in tutta l&#8217;Unione Europea e coadiuverà gli Stati membri affinché sviluppino, nel breve periodo, un <em>software</em>, che potrà essere utilizzato dalle autorità per scansionare i codici QR. Non solo un passaporto vaccinale quindi, ma una certificazione che attesti, che chi sta viaggiando non è in pericolo o non ha contratto il virus.</p>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> hanno comunque facoltà di applicare misure più restrittive. Sebbene il certificato EU COVID-19 dovrà essere accettato in tutti gli Stati membri dell’UE, il singolo Stato avrà la facoltà di imporre ai titolari del certificato verde digitale l’obbligo di quarantena o di effettuare un test, previa comunicazione motivata alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri.</p>
<h2>Quali vaccini sono inclusi</h2>
<p><strong>Il Certificato</strong> sarà rilasciato ai cittadini vaccinati con qualsiasi vaccino contro il Covid-19. Gli Stati membri, tuttavia, sono obbligati ad accettare i certificati per i soli vaccini che hanno ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione Europea. Resta invece lasciata alla discrezionalità dei singoli Stati la scelta se ritenere validi anche i certificati di vaccinazione rilasciati in altri Stati europei per i vaccini che l&#8217;OMS definisce adatti all&#8217;uso di emergenza.</p>
<h2>Prossimi passi</h2>
<p><strong>Dopo l’intesa</strong> ottenuta il 20 maggio, si dovrà attendere il 7 giugno per la votazione in Parlamento Europeo, mentre dal 1° luglio la misura dovrebbe essere valida sul territorio di tutti gli Stati membri, con un periodo di introduzione graduale di 6 settimane, per gli Stati membri che non saranno riusciti ad adeguarsi per quella data.</p>
<h2><em>Green Pass</em> italiano</h2>
<p><strong>L&#8217;Italia</strong> con il Decreto Rilanci, in vigore dal 26 aprile scorso, ha adottato le norme sul certificato verde Covid-19, che riprende diversi aspetti dei <em>green pass</em>/certificati COVID-19 UE.</p>
<p><strong>Il <em>Green Pass</em> </strong>nazionale sarà principalmente richiesto per spostarsi nelle regioni arancioni e rosse e per far visita agli anziani nelle case di riposo (Rsa). Inoltre, dal 15 giugno servirà per partecipare alle feste di nozze. Si sta valutando il ricorso al <em>green pass</em> anche per partecipare ai concerti con capienza maggiore di quella attualmente consentita (fino a un massimo di mille spettatori in impianti all’aperto e fino a 500 al chiuso) e per entrare in discoteca.</p>
<p><strong>Dal 1° luglio</strong>, il <em>green pass</em> dovrebbe essere disponibile in formato digitale su “Io”, l’applicazione della Pubblica Amministrazione.</p>
<h2><em>Green Pass</em> e <em>privacy</em></h2>
<p><strong>Come tutti i provvedimenti</strong> che riguardano i dati sensibili dei cittadini, anche il <em>green pass</em> italiano e quello europeo sono stati messi sotto la lente degli organi garanti della <em>privacy</em>.</p>
<p><strong>A livello europeo</strong>, non sono state rilevate criticità nel sistema di rete adottato (<em>gateway</em>), in quanto i dati personali codificati nel certificato non passeranno attraverso il <em>gateway</em>.</p>
<p><strong>Diversamente</strong>, il <em>green pass</em> italiano è stato bocciato dal garante della <em>privacy. L&#8217;Authority </em> ha evidenziato che i <em>pass</em> vaccinali, così regolati, presentano criticità tali da inficiare la validità e il funzionamento del sistema previsto per il tanto atteso “via libera” agli spostamenti.</p>
<p><strong>Il governo italiano</strong>, nella stesura del decreto-legge che introduce il <em>green pass</em> non ha coinvolto il Garante della Privacy in violazione dell&#8217;art. 36, par. 4 del Reg. UE 2016/679. Di conseguenza il decreto risulta privo di alcuni dei requisiti essenziali richiesti dal Regolamento (articoli 6, par. 2 e 9) e dal codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 articoli 2-<em>ter</em> e 2-<em>sexies</em>).</p>
<h2>Requisiti mancanti</h2>
<p><strong>Le carenze </strong>sono numerose.</p>
<p>&#8211; Non sono state indicate <strong>le specifiche finalità per il trattamento dei dati personali</strong>, perseguite attraverso l&#8217;introduzione del <em>green pass</em>, elemento essenziale al fine di valutare la proporzionalità della norma, richiesta dall&#8217;art. 6 del regolamento, anche alla luce di quanto affermato dalla Corte Costituzionale nella Sentenza n. 20 del 21 febbraio 2019, secondo cui la base giuridica che individua un obiettivo di interesse pubblico deve prevedere un trattamento di dati personali proporzionato rispetto alla finalità legittima perseguita.</p>
<p>&#8211; Non sono state precisate<strong> le motivazioni</strong> in forza delle quali si rende necessario introdurre, in via provvisoria, le predette certificazioni verdi, stante la prossima adozione della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul certificato verde digitale (2021/0068 (COD) del 17 marzo 2021).</p>
<p>&#8211; Non è stato rispettato il <strong>principio di minimizzazione dei dati</strong>, secondo cui gli stessi devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario, rispetto alle finalità per le quali sono trattati (art. 5, par. 1 lett. c del Reg.).<br />
La previsione di tre differenti modelli di <em>green pass</em>, in funzione della condizione in cui versa l&#8217;interessato e l&#8217;indicazione sulle stesse di numerosi dati personali, anche relativi alla salute, si pongono in contrasto con il citato principio di minimizzazione dei dati.</p>
<p>&#8211; Non è stato rispettato nemmeno <strong>il principio di esattezza dei dati</strong>, secondo cui gli stessi devono essere esatti e, se necessario, aggiornati o rettificati tempestivamente (art. 5, par. 1, lettera d) del regolamento). La previsione transitoria secondo cui, nelle more dell&#8217;adozione del decreto attuativo che istituisce la piattaforma nazionale del <em>Digital Green Certificate</em> (DGC), sia consentito l&#8217;utilizzo delle certificazioni di guarigione rilasciate prima dell&#8217;entrata in vigore del decreto-legge, non consente di verificare l&#8217;attualità delle condizioni attestate nella certificazione. In mancanza di idonea piattaforma, diventa difficile accertare le eventuali modificazioni delle condizioni relative all&#8217;interessato (ad esempio, sopraggiunta positività) successive al momento del rilascio della stessa (art. 9, comma 4).</p>
<p>&#8211; Il decreto-legge viola <strong>il principio di trasparenza</strong>, in quanto non indica in modo chiaro le puntuali finalità perseguite, le caratteristiche del trattamento e i soggetti che possono trattare i dati raccolti, in relazione all&#8217;emissione e al controllo delle certificazioni verdi (articoli 5, par. 1, lettera e) e 6, par. 3, lettera b) del regolamento).</p>
<p>&#8211; Anche i <strong>principi di limitazione della conservazione e di integrità e riservatezza</strong> non sono stati osservati. Il Decreto viola il principio di limitazione della conservazione, secondo cui i dati devono essere conservati in una forma che consenta l&#8217;identificazione degli interessati per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali sono trattati (articoli 5, par. 1, lettera e) e 6, par. 3, lettera b) del regolamento) e omette di indicare le misure che si intende adottare per garantire un&#8217;adeguata sicurezza e protezione dei dati personali. (2)</p>
<p>&#8211; Non da ultimo, il <strong>mancato coinvolgimento del Garante</strong> ha eliminato per i cittadini un presidio forte di garanzia su un diritto costituzionale fondamentale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Certamente sarà auspicabile in un intervento urgente e a breve, che possa colmare lacune ed anomalie, onde evitare conflitti istituzionali e cause giudiziarie, per questioni legate alla <em>privacy</em>.</p>
<p>La protezione dati è parte essenziale del rilancio del Paese, a partire dal Decreto-legge sul <em>green pass</em>.</p>
<p>Secondo Ginevra Cerrina Feroni, vice Presidente del Garante per la protezione dei dati personali &#8216;<em>Tutto passa dalla regolazione dei dati, non solo di quelli personali. I dati sono il fulcro del nuovo mondo e della nuova civiltà. Ad esempio – e lo abbiamo segnalato al Governo – il successo o l’insuccesso delle politiche pubbliche e private basate sull’intelligenza artificiale dipenderà in larghissima misura dalle regole che governeranno la progettazione, lo sviluppo e l’uso degli algoritmi e dall’attività di regolamentazione, vigilanza e promozione della circolazione dei dati pubblici e privati, personali e non personali&#8217;</em>. (3)</p>
<p>Per poter tornare a muoversi e a spostarsi liberamente in tutto il Continente sarà necessario avere un sistema unificato e sicuro, a prova di contraffazioni e non discriminatorio, che garantisca l’interoperabilità tra i diversi paesi e, non da ultimo, tuteli il rispetto della <em>privacy</em>.</p>
<p><em>Elena Bosani</em></p>
<h2>Note</h2>
<p>1) Dal 1° luglio arriva il green pass digitale sull’App Io &#8211; Il Sole 24 ORE <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/dal-1-luglio-arriva-green-pass-digitale-sull-app-io-AEVxrdL?refresh_ce=1" target="_blank" rel="noopener">https://www.ilsole24ore.com/art/dal-1-luglio-arriva-green-pass-digitale-sull-app-io-AEVxrdL?refresh_ce=1 </a><br />
2) V. Gazzetta Ufficiale <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-05-03&amp;atto.codiceRedazionale=21A02576&amp;elenco30giorni=true&amp;fbclid=IwAR2IYWcwP2vvUqtSP9K7BOu7CD4nb9c4I1ilMyzhPev6NhmdrWhPqezeyX0" target="_blank" rel="noopener">https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-05-03&amp;atto.codiceRedazionale=21A02576&amp;elenco30giorni=true&amp;fbclid=IwAR2IYWcwP2vvUqtSP9K7BOu7CD4nb9c4I1ilMyzhPev6NhmdrWhPqezeyX0</a><br />
3) V. <a href="https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9580828" target="_blank" rel="noopener">https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9580828</a></p>
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		<item>
		<title>Anoressia e bulimia crescono del 30%. Appello al ministro Speranza</title>
		<link>https://www.egalite.org/anoressia-e-bulimia-crescono-del-30-appello-al-ministro-speranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 14:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=4751</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anoressia e bulimia hanno colpito il 30% in più di persone durante il 2020 di pandemia. E all’inizio del 2021 la tendenza non accenna a rallentare.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/anoressia-e-bulimia-crescono-del-30-appello-al-ministro-speranza/">Anoressia e bulimia crescono del 30%. Appello al ministro Speranza</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anoressia e bulimia hanno colpito il 30% in più di persone durante il 2020 di pandemia. E all’inizio del 2021 la tendenza non accenna a rallentare. L’allarme viene lanciato dall’associazione Consult@noi, che rivolge un appello al ministro della Salute, Roberto Speranza.</p>
<h2>Anoressia e bulimia, l’aggravante Covid-19</h2>
<p><strong>Le restrizioni</strong> imposte dalla pandemia Covid-19 hanno aumentato l’isolamento sociale e l’impoverimento della vita di relazione. Una delle conseguenze è un peggioramento dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (anoressia, bulimia, <em>etc</em>.), che colpiscono in particolare gli adolescenti. Nel 2020 è stato registrato un aumento del 30% di nuovi casi, con mortalità accresciuta nella stessa misura.</p>
<p><strong>A peggiorare la situazione</strong> è la carenza di strutture <em>ad hoc</em> in molte regioni italiane. Una sottovalutazione pericolosa, anche perché questa patologia in Italia ha coinvolto 3 milioni di giovani, pre-adolescenti, adolescenti, soprattutto di genere femminile. Richiede quindi il riconoscimento di malattia specifica da trattare con terapie multidisciplinari e idonei percorsi di cura.</p>
<h2>Le raccomandazioni di ISS su anoressia e bulimia</h2>
<p><strong>‘</strong><em><strong>I disturbi della nutrizione</strong> e dell’alimentazione, in particolare l’anoressia, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (il binge eating), sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza per la loro diffusione, l’esordio sempre più precoce tra i giovani e l’eziologia multifattoriale complessa.</em></p>
<p><em>È importante <strong>identificarli e intervenire tempestivamente</strong> perché, se non trattati adeguatamente, aumentano il rischio di danni permanenti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo che, nei casi più gravi, possono portare alla morte’, </em><a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dipendenze-disturbi-alimentazione" target="_blank" rel="noopener">raccomanda l’Istituto superiore di sanità</a> (ISS), che evidenzia il rischio di recrudescenza anche a causa della <em>‘inadeguatezza dell’offerta di trattamenti psicologici e psichiatrici nel corso dell’emergenza COVID-19’</em>.</p>
<h2>L’appello di Consult@noi</h2>
<p><strong>Per affrontare questa emergenza</strong> non basta dedicare una Giornata al fenomeno (‘Fiocchetto Lilla’, 15 marzo). L’associazione Consult@noi, <em>network</em> di associazioni di familiari impegnate nelle gravi patologie connesse con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, chiede al ministro Speranza un incontro urgente.</p>
<p><strong>L’appello</strong> è veicolato con una lettera, qui <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/03/LETTERA-MINISTRO-SPERANZA-.pdf" target="_blank" rel="noopener">allegata</a>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<p><em>(in copertina, elaborazione di un&#8217;opera di Alberto Giacometti)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/anoressia-e-bulimia-crescono-del-30-appello-al-ministro-speranza/">Anoressia e bulimia crescono del 30%. Appello al ministro Speranza</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Triage e bioetica, criteri di ammissione alla terapia intensiva. Linee guida ISS</title>
		<link>https://www.egalite.org/triage-e-bioetica-criteri-di-ammissione-alla-terapia-intensiva-linee-guida-iss/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 17:56:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[CRPD]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[terapia intensiva]]></category>
		<category><![CDATA[triage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Triage, come decidere chi ammettere alla terapia intensiva, quando i posti risultino insufficienti? Il 20.11.20 l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) sottopone a consultazione pubblica le linee guida sui<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Triage</em>, come decidere chi ammettere alla terapia intensiva, quando i posti risultino insufficienti? Il 20.11.20 l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) sottopone a consultazione pubblica le linee guida sui criteri da adottare in era Covid-19.</p>
<p>L’esigenza è sottrarre questo tipo di scelte a ogni possibile pregiudizio o privilegio legato a etnia, sesso, censo e professione, notorietà, amicizie e clientelismi, <em>etc</em>. Il rispetto dei criteri condivisi deve perciò venire registrato e vigilato con scrupolo. Sia pure nella speranza che non sia necessario farvi ricorso.</p>
<h2><em>Triage</em>, criteri di ammissione alla terapia intensiva. Linee guida SIAARTI 6.3.20</h2>
<p><strong>La Società Italiana</strong> di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) aveva pubblicato il 6.3.20 le ‘<em>Raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili</em>’. (1)</p>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Pensare che ‘non scegliere’ </strong>sia meglio &#8211; perché così non si rischia di giudicare quale vita sia più degna di altre di continuare ad essere vissuta &#8211; è una profonda illusione</em>’. Alfredo Zuppiroli, presidente della Commissione di Bioetica della Regione Toscana, aveva così commentato la necessità di applicare e documentare l’adozione di criteri predeterminati e obiettivi. (2)</p>
<p><strong>In diversi Stati USA</strong>, intanto, le persone con disabilità vengono escluse a priori dall’accesso ai ventilatori polmonari. Con buona pace della <em>UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities</em> (CRPD).</p>
<h2><em>Triage </em>per la terapia intensiva, le scelte necessarie</h2>
<p><strong>I medici </strong>operano, loro malgrado, entro i limiti delle risorse sanitarie operative. Le quali non coincidono, purtroppo, con i posti letto teorici decantati a vanvera da alcuni governatori (es. Vincenzo De Luca in Campania. Si veda la puntata 22.11.20 della trasmissione ‘<em>Non è l’Arena</em>’ di Massimo Giletti).</p>
<p><strong>Chiarito ciò</strong>, nessun medico è esentato dal dovere di pianificare e rendere espliciti i percorsi che hanno portato a scegliere ciò che si deve o non si deve offrire in termini di risorse di cura. Come evidenzia Zuppiroli ‘<em>è doveroso affiancare ai dati biomedici quelli biografici, perché ogni scelta di cura non è mai soltanto un fatto sanitario, ma anche esistenziale</em>’.</p>
<h2>Criterio clinico e fattore età</h2>
<p><strong>Il Comitato Nazionale</strong> per la Bioetica (CNB) indica ‘<em>il criterio clinico come il più adeguato punto di riferimento (&#8230;). La priorità andrebbe stabilita valutando, sulla base degli indicatori menzionati, i pazienti per cui ragionevolmente il trattamento può risultare maggiormente efficace, nel senso di garantire la maggiore possibilità di sopravvivenza. Non si deve cioè adottare un criterio, in base al quale la persona malata verrebbe esclusa perché appartenente a una categoria stabilita aprioristicamente</em>’. (4)</p>
<p><strong>E tuttavia</strong>, già commentava Zuppiroli &#8211; ‘<em>dopo aver esperito ogni possibile valutazione di appropriatezza clinica &#8211; quale altro criterio, se non appunto l’età, intesa nel senso più ampio di speranza di vita in buona salute, può e deve essere esplicitamente e documentatamente preso in considerazione di fronte a due pazienti cinicamente identici ma con la disponibilità di una sola risorsa di cura?</em>’. (2)</p>
<h2><em>Preparedness planning</em>, fallimento in Occidente</h2>
<p><strong>L’ECDC</strong> (<em>European Centre for Disease Prevention and Control</em>) spiega come la <em>preparedness</em> &#8211; un concetto ampio che comprende, oltre alla ‘preparazione’, anche prevenzione, prontezza, disponibilità, pianificazione, predisposizione operativa e capacità d’intervento &#8211; sia essenziale per rispondere efficacemente a focolai e pandemie. (3)</p>
<p><strong>L’Occidente </strong>ha però fallito, come si è visto, nell’ABC della gestione del rischio Covid-19. Essendo venuto meno a:</p>
<p><strong>&#8211; prevenzione</strong> e pianificazione della gestione di una zoonosi epidemica <a href="https://www.egalite.org/il-cigno-grigio-leconomia-che-verra-e-le-reti-internet-parallele/">del tutto prevedibile</a>,</p>
<p><strong>&#8211; gestione</strong> di epidemia e crisi sociale. Tanto più critica nei Paesi ove la spesa in sanità pubblica ha subito <a href="https://www.egalite.org/covid-19-dal-tramonto-allalba/">sistematici e drastici tagli</a>,</p>
<p><strong>&#8211; rendicontazione</strong>. La <em>accountability</em> non può prescindere dalla pubblicazione dei dati su cui si basano le decisioni pubbliche. Rinnoviamo perciò l’invito a sottoscrivere la <a href="https://www.egalite.org/covid-19-datibenecomune-lettera-aperta-al-governo-conte/">petizione #datiBeneComune</a>.</p>
<h2>USA, disabili esclusi a priori dalle terapie intensive</h2>
<p><strong>Di male in peggio</strong>, gli accessi alla terapia intensiva in USA sono spesso negati a priori alle persone con disabilità, disturbi psichici e malattie neurologiche (es. come atrofia muscolare spinale, Sma). Da uno Stato all’altro, gli anziani non autosufficienti e/o i pazienti dializzati e/o quelli con gravi cardiopatie sono esclusi dai ricoveri in pronto soccorso e dall’uso dei ventilatori polmonari. (5)</p>
<p><strong>Le organizzazioni</strong> di tutela delle persone con disabilità si sono appellate al Parlamento e al governo federale americano, per ottenere l’affermazione di un principio guida da applicare in tutti gli Stati, le Amministrazioni locali e gli ospedali della prima potenza mondiale. I criteri di <em>medical rationing</em> non devono discriminare i disabili nell’accesso alle cure, come prescritto dalla Convenzione ONU per la tutela dei loro diritti (6,7).</p>
<h2>Disabilità e diritto alle cure</h2>
<p><strong>La Convenzione ONU</strong> sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) impegna gli Stati ad assicurare e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità, senza discriminazioni di sorta. (7). Un recente studio (Chen et al., 2020) dimostra peraltro come la Convenzione venga ampiamente disapplicata proprio in occasione della pandemia Covid-19, in USA come in Belgio e in Australia. (8)</p>
<h2><em>Triage</em>, Covid-19 e diritti umani. La posizione ONU</h2>
<p><strong>L’Alto Commissario</strong> per i Diritti Umani presso le Nazioni Unite (ONU) si è a sua volta già espresso in merito ai criteri di ammissione al <em>triage</em>, il 20.4.20. Facendo richiamo agli stessi principi di bioetica applicati in Italia &#8211; <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1056934.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a> il testo delle linee guide &#8211; ed evidenziando l’inammissibilità di discriminazioni legate a età, <em>gender</em>, posizione sociale o appartenenza etnica, disabilità. In linea con gli orientamenti condivisi in Italia.</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><strong>‘The only parameter of choice</strong>, therefore, is the correct application of triage, respecting every human life, based on the criteria of clinical appropriateness and proportionality of the treatments.</span></em></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Any other selection criteria</strong>, such as age, gender, social or ethnic affiliation, disability, is ethically unacceptable, as it would implement a ranking of lives only apparently more or less worthy of being lived, constituting an unacceptable violation of human rights’.</em> (9)</span></p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) SIAARTI. <em>Raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili.</em> 6.3.20, <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato2675063.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato2675063.pdf</a><br />
(2) Alfredo Zuppiroli (cardiologo, presidente della Commissione Regionale di Bioetica e collaboratore dell’Agenzia Regionale di Sanità, Regione Toscana). <em>L’insostenibile peso di scegliere</em>. Salute internazionale, 6.5.20 <a href="https://www.saluteinternazionale.info/2020/05/linsostenibile-peso-di-scegliere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.saluteinternazionale.info/2020/05/linsostenibile-peso-di-scegliere/</a><br />
(3) ECDC: <em>Preparedness for COVID-19</em><br />
(4) Comitato Nazionale per la Bioetica. <em>Covid 19: la decisione clinica in condizioni di carenza di risorse e il criterio del “triage in emergenza pandemica’</em>. 8.4.20<br />
(5) Alcuni esempi:<br />
&#8211; New York State Task Force on Life &amp; the Law, New York State Department of Health. <em>Ventilator allocation guidelines</em>, https://www.health.ny.gov/regulations/task_force/reports_publications/docs/ventilator_guidelines.pdf<br />
&#8211; Minnesota Department of Health. ‘<em>Health Care Considerations &#8211; Crisis Standards of Care</em>’, <a href="https://www.health.state.mn.us/communities/ep/surge/crisis/hospital.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.health.state.mn.us/communities/ep/surge/crisis/hospital.html</a><br />
&#8211; Oregon Medical Association. ‘<em>Oregon Crisis Care Guidance: Providing a Framework for Crisis Healthcare</em>’, <a href="https://www.theoma.org/CrisisCare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.theoma.org/CrisisCare</a><br />
&#8211; American College of Chest Physicians. <em>‘Too Many Patients… A Framework to Guide Statewide Allocation of Scarce Mechanical Ventilation During Disasters</em>’, <a href="https://doi.org/10.1016/j.chest.2018.09.025" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://doi.org/10.1016/j.chest.2018.09.025</a><br />
(6) Alcuni esempi:<br />
&#8211; American Association of People with Disabilities. <em>Lettera ai capigruppo del Senato USA,</em> 18.3.20, https://www.aapd.com/wp-content/uploads/2020/03/COVID-19-Response-Package.pdf<br />
&#8211; Disability Rights Washington. <em>Lettera al direttore per i diritti civili presso lo US Department of Health and Human Care.</em> 23.3.20, <a href="https://aboutblaw.com/PFb" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://aboutblaw.com/PFb</a><br />
&#8211; tre associazioni (Disability Rights Washington, Self-Advocates in Leadership, The Arc of the United States) hanno fatto causa allo Stato di Washington<br />
(7) ONU. <em>Convention on the Rights of Persons with Disabilities</em> (CRPD), <a href="https://www.un.org/development/desa/disabilities/convention-on-the-rights-of-persons-with-disabilities.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.un.org/development/desa/disabilities/convention-on-the-rights-of-persons-with-disabilities.html</a><br />
(8) Chen, B., McNamara, D.M. (2020). <em>Disability Discrimination, Medical Rationing and COVID-19.</em> ABR 12, 511–518. https://doi.org/10.1007/s41649-020-00147-<br />
(9) UN Office of the High Commissioner for Human Rights (2020). <em>COVID-19 and the rights of persons with disabilities: Guidance.</em> OHCHR. 29.4.20, <a href="https://www.ohchr.org/Documents/Issues/Disability/COVID-19_and_The_Rights_of_Persons_with_Disabilities.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.ohchr.org/Documents/Issues/Disability/COVID-19_and_The_Rights_of_Persons_with_Disabilities.pdf</a></p>
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		<title>Covid-19, #datiBeneComune. Lettera aperta al governo Conte</title>
		<link>https://www.egalite.org/covid-19-datibenecomune-lettera-aperta-al-governo-conte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 21:46:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Égalité aderisce alla lettera aperta a Giuseppe Conte e al suo governo, per chiedere la pubblicazione online dei dati sanitari pubblici, disaggregati e aggiornati, sull’incidenza di Covid-19 nei vari territori.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Égalité aderisce alla lettera aperta a Giuseppe Conte e al suo governo, per chiedere la pubblicazione <em>online</em> dei dati sanitari pubblici, disaggregati e aggiornati, sull’incidenza di Covid-19 nei vari territori.</p>
<p>La lettera è stata diffusa il 6.11.20 da Ondata, associazione che si batte per l’accessibilità dei dati pubblici nell’interesse della società civile. Vi hanno già aderito numerose associazioni, enti di ricerca indipendenti, testate e giornalisti. Nei paragrafi a seguire, una sintesi della lettera (il testo integrale su https://datibenecomune.it/?fbclid=IwAR3IgC5bdgVxHINIeVqynTlMRNmcpeXBk5dbxtmN1ph2xDVsJrT9hqGV8FM).</p>
<h2>Covid-19, #datiBeneComune. Lettera aperta</h2>
<p><strong>La società civile</strong> italiana è pronta a supportare le istituzioni nell’affrontare la pandemia da SARS-CoV-2. A tale scopo ricercatori, decisori, media e cittadini devono poter disporre di dati:</p>
<p><strong>&#8211; disaggregati </strong>per territori (Regioni e Province autonome, Comuni e Municipi, nelle aree metropolitane) e fasce di popolazione (età, genere, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/covid-19-una-malattia-secondaria-gli-studi-scientifici" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comorbilità</a>),</p>
<p><strong>&#8211; aggiornati</strong> in tempo reale,</p>
<p><strong>&#8211; documentati</strong>,</p>
<p><strong>&#8211; di facile e immediato accesso</strong>, a disposizione di tutti.</p>
<h2>Trasparenza e accessibilità dei dati</h2>
<p><strong>L’attuale sistema di classificazione</strong> del territorio nazionale in tre aree di rischio postula l’elaborazione di un accurato sistema di monitoraggio che si spera potrà generare un’importante mole di dati di qualità. E il governo italiano, in un recente documento di indirizzo, ha indicato <em>‘la trasparenza e l&#8217;accessibilità dei dati al centro della strategia di gestione del rischio pandemico</em>’.</p>
<p><strong>L’Italia</strong> è impegnata da tempo, almeno a parole, per la trasparenza e la <em>governance</em> amministrativa. Siede perciò tra l’altro nel <em>board</em> dell&#8217;<em>Open Government Partnership</em>. Dalle parole ai fatti, servono <a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/trasparenza-e-governance-cio-che-manca-a-lavori-ministeriali-e-atti-di-governo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuove regole e procedure</a>. Ed è ora urgente affrontare l’emergenza Covid-19 con misure di attuazione idonee a garantire la trasparenza dei dati a base degli atti amministrativi.</p>
<h2>5 richieste al governo italiano</h2>
<p><strong>Al governo italiano </strong>si presentano 5 richieste:</p>
<p><strong>1) rendere disponibili</strong>, aperti, interoperabili (<em>machine readable</em>) e disaggregati:</p>
<p>&#8211; tutti i dati comunicati dalle Regioni e Province autonome al governo, fin dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia, per monitorare e classificare il rischio epidemiologico (compresi tutti gli indicatori di processo sulla capacità di monitoraggio, di accertamento e di risultato),</p>
<p>&#8211; tutti i dati che alimentano i bollettini della c.d. Sorveglianza integrata COVID-19 dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità (ISS), con dettaglio regionale, provinciale e comunale),</p>
<p>&#8211; i dati relativi ai contagi all’interno delle strutture pubbliche e private, in primis quelli relativi ai plessi scolastici ed educativi. Tutti i dati devono riportare le date di trasmissione e aggiornamento,</p>
<p><strong>2) rendere pubbliche</strong> le evidenze scientifiche, le formule e gli algoritmi, che mettono in correlazione la valutazione del rischio, le misure restrittive e l’impatto epidemiologico ad esso correlato,</p>
<p><strong>3) recepire </strong>&#8211; nella gestione, pubblicazione e descrizione dei dati &#8211; tutte le raccomandazioni della <em>task force</em> ‘<em>Gruppo di lavoro 2, Data collection and Infrastructure</em>’ indicate nel documento <em>‘Analisi dei flussi e mappatura delle banche dati di interesse per la task force dati per l’emergenza COVID-19</em>’,</p>
<p><strong>4) nominare</strong> un/a referente COVID-19 su dati e trasparenza e un/a referente per ogni Regione e Provincia autonoma, a cui la società civile possa fare riferimento,</p>
<p><strong>5) istituire </strong>un centro nazionale dedicato ai dati Covid, in rete con omologhi centri regionali e provinciali. Con le competenze a definire e imporre standard e formati di comunicazione, coordinare e integrare nuovi sistemi di raccolta, individuare e correggere le criticità in quelli esistenti.</p>
<h2>#datiBeneComune, petizione</h2>
<p>I cittadini hanno il diritto di conoscere i dati e le analisi su cui si basano le decisioni del governo e le amministrazioni locali per il contenimento del contagio da <a href="https://www.egalite.org/covid-19-abc-i-nostri-ebook-sul-nuovo-coronavirus/">Covid-19</a>. La conoscenza esatta di questi dati, in formato aperto, è la premessa indispensabile per mitigare le tensioni sociali. E aiutare ciascuno a comprendere sia i livelli di rischio, sia le precauzioni da adottare responsabilmente.</p>
<p><strong>Invitiamo tutti</strong> i nostri soci, amici e lettori ad aderire alla petizione in oggetto, promossa da Ondata su Change, su <a href="https://www.change.org/p/giuseppe-conte-dove-sono-i-dati?utm_source=brand_it&amp;utm_medium=media" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.change.org/p/giuseppe-conte-dove-sono-i-dati?utm_source=brand_it&amp;utm_medium=media</a></p>
<p>Grazie</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/covid-19-datibenecomune-lettera-aperta-al-governo-conte/">Covid-19, #datiBeneComune. Lettera aperta al governo Conte</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Covid-19, disabilità e malattie. Le misure previste fino al 3.12.20</title>
		<link>https://www.egalite.org/covid-19-disabilita-e-malattie-le-misure-previste-fino-al-3-12-20/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 09:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=4137</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il DPCM 3.11.20 ha rafforzato le misure di contenimento del contagio da Covid-19, dal 6.11.20 fino al 3.12.20. (1) A seguire, le norme di rilievo per le<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/covid-19-disabilita-e-malattie-le-misure-previste-fino-al-3-12-20/">Covid-19, disabilità e malattie. Le misure previste fino al 3.12.20</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il DPCM 3.11.20 ha rafforzato le misure di contenimento del contagio da Covid-19, dal 6.11.20 fino al 3.12.20. (1) A seguire, le norme di rilievo per le persone con disabilità, malattie e chi interagisca con loro.</p>
<h2>Dispositivi di protezione individuale</h2>
<p><strong>Sono esentati</strong> dall’obbligo di indossare la mascherina &#8211; oltre ai bambini di età inferiore ai 6 anni e ‘<em>i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva</em>’ &#8211; ‘<em>i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l&#8217;uso della mascherina</em>’, nonché ‘<em>coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità</em>’. Come ad esempio coloro che interagiscano con i sordi, per i quali la lettura labiale è uno strumento indispensabile di comunicazione.</p>
<h2>Attività, uscite e distanze di sicurezza</h2>
<p><strong>Le persone</strong> con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto possono sempre svolgere attività motoria, anche all’aperto.</p>
<p><strong>Le <a href="https://www.egalite.org/distanze-di-sicurezza-la-chiave-per-arginare-covid-19/">distanze di sicurezza</a></strong> e i propri accompagnatori o fornitori di assistenza che operino ‘<em>a qualsiasi titolo</em>’ (professionale o solidaristico, continuativo o amicale) possono venire ridotte, in ragione delle necessità.</p>
<h2>Centri diurni e strutture sanitarie</h2>
<p><strong>Le attività sociali e socio-sanitarie </strong>erogate dietro autorizzazione o in convenzione (comprese quelle erogate all&#8217;interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità) &#8211; qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario &#8211; proseguono secondo i piani territoriali adottati dalle Regioni. I quali devono assicurare, ove del caso attraverso specifici protocolli, il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute di utenti e operatori.</p>
<h2>Parenti e visitatori</h2>
<p><strong>L&#8217;accesso di parenti e visitatori </strong>a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), <em>hospice</em>, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.</p>
<p><strong>Gli accompagnatori </strong>dei pazienti non possono permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario.</p>
<h2>Attività sportive</h2>
<p><strong>Sono consentiti</strong> soltanto gli eventi e le competizioni ‒ riconosciuti di interesse nazionale, con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) ‒ che riguardano gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva (ovvero da organismi sportivi internazionali), all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico.</p>
<p><strong>Gli impianti sciistici</strong> possono venire utilizzati solo da atleti (professionisti e non professionisti) riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e/o dalle rispettive federazioni. Per permettere la preparazione allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali, e le competizioni stesse.</p>
<p><strong>Palestre, piscine</strong>, centri natatori, centri benessere, centri termali possono erogare esclusivamente le prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza, ovvero le attività riabilitative o terapeutiche. I centri di riabilitazione possono a loro volta proseguire le attività.</p>
<h2>Scuole e servizi per l’infanzia</h2>
<p><strong>Asili-nido, asili</strong> e primo ciclo di istruzione (scuole elementari e medie) proseguono l’attività didattica ed educativa in presenza, con uso obbligatorio di mascherine al di fuori dei bambini di età inferiore ai 6 anni e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l&#8217;uso della mascherina.</p>
<p><strong>Le scuole secondarie</strong> di secondo livello adottano forme flessibili nell&#8217;organizzare l&#8217;attività didattica, in modo da poterla svolgere al 100% tramite didattica digitale integrata. L’attività in presenza è ammessa:</p>
<p>&#8211; nei soli casi di necessità di mantenere una relazione per l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali, garantendo il collegamento online con gli altri alunni della stessa classe,</p>
<p>&#8211; per le attività di laboratorio, ove necessarie.</p>
<h2>Scuole e servizi per l’infanzia, aree rosse</h2>
<p><strong>Nelle aree</strong> del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di ‘<em>massima gravità e da un livello di rischio alto</em>’ le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Le attività in presenza proseguono invece in asili-nido e asili, scuola elementare e primo anno delle scuole medie.</p>
<p><strong>L’attività in presenza</strong> è comunque ammessa per mantenere una relazione educativa volta a realizzare l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo il collegamento online con gli alunni della classe in didattica digitale integrata. Nonché in caso di necessità d’uso di laboratori.</p>
<h2>Università e alta formazione artistica</h2>
<p><strong>Gli studenti</strong> che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono venire svolte, ove possibile, con modalità a distanza individuate dalle medesime università e istituzioni. Tenuto anche conto delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.</p>
<h2>Lavoro</h2>
<p><strong>Nelle (sole) pubbliche amministrazioni</strong>, tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, ciascun dirigente adotta nei confronti dei lavoratori fragili ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento di attività in ‘modalità agile’. Anche attraverso l’attribuzione a diversa mansione (compresa nella medesima categoria o area di inquadramento come definite dai contratti collettivi vigenti) e lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3.11.20. <em>Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19».</em> (20A06109) (GU Serie Generale n.275 del 04-11-2020 &#8211; Suppl. Ordinario n. 41)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/covid-19-disabilita-e-malattie-le-misure-previste-fino-al-3-12-20/">Covid-19, disabilità e malattie. Le misure previste fino al 3.12.20</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi</title>
		<link>https://www.egalite.org/telemedicina-e-teleassistenza-per-affrontare-i-disturbi-mentali-studi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 13:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[teleassistenza]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, come si è visto, dalla pandemia Covid-19. Telemedicina e teleassistenza possono<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/telemedicina-e-teleassistenza-per-affrontare-i-disturbi-mentali-studi/">Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, <a href="https://www.egalite.org/impazzire-di-covid-19-rapporti-oms-e-onu/">come si è visto</a>, dalla pandemia Covid-19. <a href="https://www.egalite.org/covid-19-il-ruolo-cruciale-della-telemedicina/">Telemedicina</a> e <a href="https://www.egalite.org/wikiparky-teleassistenza-ai-malati-di-parkinson-in-emergenza-covid-19/">teleassistenza</a> possono avere un ruolo cruciale anche nel supporto psicologico, come i recenti studi dimostrano.</p>
<h2>Salute mentale e disturbi</h2>
<p><strong>La salute mentale </strong>è definita come ‘l<em>o stato di benessere che permette alle persone di comprendere le proprie abilità, risolvere i problemi che si presentano quotidianamente, lavorare al meglio e contribuire significativamente al benessere delle persone che fanno parte di una comunità</em>’. (1)</p>
<p><strong>Situazioni personali inconsuete</strong>, ivi compresa l’insorgenza di malattie, possono condurre alla riduzione dello stato di benessere psicologico e alla necessità di interventi di sostegno. I quali spesso non vengono accettati, per difficoltà a riconoscere la necessità di aiuto ma anche per vergogna. (2)</p>
<h2>Prevenzione e terapia online, i primi riscontri</h2>
<p><strong>Il sostegno psicologico</strong> sta andando incontro a una radicale trasformazione, grazie al crescente impiego di strumenti di relazione digitale. Computer, <em>smartphone</em> e altri <em>device</em> digitali aiutano i professionisti a interagire con le persone bisognose di supporto, le quali a loro volta riescono a superare più facilmente alcune barriere (fisiche e mentali) nell’accesso ai servizi. (3)</p>
<p><strong>Il progetto <em>ICare</em></strong>, finanziato dalla Comunità europea, ha di recente analizzato l’efficacia dei trattamenti a distanza per la salute mentale (Taylor <em>et al.</em>, 2020). Le terapie <em>online</em> sono risultate più efficaci su alcuni dei disturbi più frequenti quali depressione e ansia. Meno efficaci, viceversa, su disordini alimentari (anoressia, bulimia) e dipendenze. Lo sviluppo di nuove applicazioni peraltro, secondo i ricercatori, potrebbe aiutare a identificare strategie specifiche per i vari problemi di natura psicologica. (4)</p>
<h2>Sostegno ai <em>caregiver</em> familiari</h2>
<p><strong>I <em>caregiver</em> familiari,</strong> come si è <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">più volte annotato</a>, sono gli eroi di una società che vi si affida senza riconoscer loro nulla. Nei <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">casi di disabilità gravi</a> e meno gravi, i <em>caregiver</em> aiutano tra l’altro a ridurre i ricoveri ospedalieri. (5) Ma essi stessi incorrono nel rischio di logoramento fisico e mentale (<em>burnout</em>), senza una rete di sostegno, soprattutto in caso di problemi mentali dei propri cari. (6)</p>
<p><strong>La teleassistenza </strong>può rappresentare un’opportunità importante anche per aiutare i <em>caregiver</em> che spesso si sentono abbandonati a se stessi e hanno scarso accesso a forme di aiuto in presenza anche per necessità di non allontanarsi dal proprio caro accudito. L’efficacia già dimostrata di questi sistemi di assistenza <em>online</em> indica la necessità di una implementazione e un potenziamento per migliorare i risultati raggiungibili. (7)</p>
<h2>Covid-19 e salute mentale</h2>
<p><strong>La pandemia </strong>Covid-19, con i suoi catastrofici effetti a livello sociale ed economico, ha esacerbato i disturbi mentali a livello globale. Il <em>lockdown</em> ha costretto alla drastica interruzione delle <em>routine</em>, causando incertezze e paure diffuse. La consulenza a distanza è stata provvidenziale per garantire una continua assistenza per le persone più bisognose. (8)</p>
<p><strong>La consulenza psicologica</strong> <em>online</em> si è dimostrata utile a favore di coloro che abbiano sviluppato o accentuato problemi psicologici durante e dopo il <em>lockdown</em>, ma anche degli operatori del settore sanitario. I quali possono così prepararsi al confronto con pazienti difficili e assicurare un migliore servizio, soprattutto per categorie a svantaggio come anziani o pazienti psichiatrici. (9)</p>
<h2>Anziani e <em>digital divide</em></h2>
<p><strong>Gli anziani </strong>sono una delle categorie più fragili e bisognose di supporto. Con l’avanzare dell’età, i problemi mentali si possono accentuare e innescarne altri. Ivi compresa la malnutrizione che, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/coronavirus-e-infezioni-come-rafforzare-le-difese-degli-over-65-con-una-buona-dieta">come si è visto</a>, è a sua volta causa di varie patologie.</p>
<p><strong>Internet</strong> è uno strumento potenzialmente formidabile per raggiungere nelle loro case persone che vengono spesso trascurate e perciò aumentano il senso di solitudine, la perdita di speranza. Ed è perciò necessario intervenire sul <a href="https://www.egalite.org/digital-divide-sicurezza-e-salute/"><em>digital divide</em></a>, cioè garantire la disponibilità e istruire all’uso di strumenti come <em>tablet</em> e <em>smartphone</em>. (10)</p>
<h2><em>Social media</em>, le due facce della medaglia</h2>
<p><strong>I <em>social media</em> </strong>integrano la quotidianità di uno straordinario numero di utenti. Nella sfera personale e lavorativa, per l’informazione e la socialità. I loro effetti, in particolare sui giovani, possono essere benefici come negativi. Il loro uso improprio può infatti causare o aggravare anche i disturbi psichici, come osservato in diversi studi scientifici. (11)</p>
<p><strong>Il dibattito</strong> in merito all’impatto dei <em>social media</em> sulla salute mentale non si risolverà a breve. Tanto più a fronte dell’asimmetria di conoscenze su neuromarketing e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/influencer-marketing-la-nostra-segnalazione-allantitrust/"><em>influencer marketing</em></a>. Il <em>social networking</em> &#8211; cioè la creazione di reti sociali sul <em>web</em> &#8211; rappresenta in ogni caso un elemento cruciale nell’influenza della propria salute mentale, in funzione della qualità e della quantità delle relazioni instaurate. (12)</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) WHO, <em>World Health Organization</em> (2004). <em>The world health report 2004 – changing history</em>. https://www.who.int/whr/2004/en/report04_en.pdf?ua=1<br />
(2) Falloon (2003). <em>Family interventions for mental disorders: efficacy and effectiveness.</em> World Psychiatry 2(1):20-28<br />
(3) Fairburn <em>et al.</em> (2017). <em>The impact of digital technology on psychological treatments and their dissemination. </em>Behav. Res. Ther. 88:19-25, <a href="https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012">https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012</a><br />
(4) Taylor <em>et al</em>. (2020). <em>Current state of scientific evidence on Internet-based interventions for the treatment of depression, anxiety, eating disorders and substance abuse: an overview of systematic reviews and meta-analyses.</em> European Journal of Public Health 1-8, doi:10.1093/eurpub/ckz208<br />
(5) Brodaty <em>et al</em>. (2003). <em>Meta-analysis of psychosocial interventions for caregivers of people with dementia.</em> J. Am. Geriatr. Soc. 51(5):657-664, <a href="https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x">https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x</a><br />
(6) Magliano <em>et al</em>. (2005). <em>Family burden in long-term diseases: a comparative study in schizophrenia vs. physical disorders. </em>Social Science &amp; Medicine 61(2):313-322, <a href="https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064">https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064</a><br />
(7) Spencer <em>et al.</em> (2019) <em>Internet-based interventions for carers of individuals with psychiatric disorders, neurological disorders, or brain injury: systematic review.</em> J. Med. Internet Res. 21(7):e10876, doi:10.2196/10876<br />
(8) Parrish (2020). <em>The next pandemic: COVID-19 mental health pandemic</em>. Perspect Psychiatric Care 56:485, doi:10.1111/ppc.12571<br />
(9) Talevi<em> et al.</em> (2020). <em>Gli esiti di salute mentale della pandemia di CoViD-19. </em>Riv. Psichiatr. 55(3):137-144, doi:10.1708/3382.33569<br />
(10) Serafini <em>et al.</em> (2020). <em>Aged patients with mental disorders in the COVID-19 era: The experience of Northern Italy.</em> Am. J. of Geriatric Psychiatry 28(7):794-795, <a href="https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015">https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015</a><br />
(11) Karim <em>et al.</em> (2020). <em>Social media use and its connection to mental health: a systematic review. </em>Cureus 12(6):e8627, doi:10.7759/cureus.8627<br />
(12) Berryman <em>et al.</em> (2017). <em>Social media use and mental health among young adults. </em>Psychiatric Quarterly 89:307-314, <a href="https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6">https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/telemedicina-e-teleassistenza-per-affrontare-i-disturbi-mentali-studi/">Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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