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	<title>diritti umani Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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	<description>no-profit organization</description>
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		<title>Bilancio UE 2026, welfare non armi</title>
		<link>https://www.egalite.org/bilancio-ue-2026-welfare-non-armi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La discussione sul Bilancio dell’Unione Europea 2026 e sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 apre una delle più delicate fasi politiche della legislatura. L’orientamento crescente verso<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="2b28112c-b3ab-8089-afcc-ec5734ac870b" class="">La discussione sul <strong>Bilancio dell’Unione Europea 2026</strong> e sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 apre una delle più delicate fasi politiche della legislatura. L’orientamento crescente verso la spesa militare – incluso il piano <strong>ReArm Europe</strong> – solleva interrogativi profondi sull’equilibrio tra sicurezza, diritti sociali e investimenti pubblici.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8098-af31-e8369dc69f7e" class="">La <strong>lettera aperta</strong> ai parlamentari europei firmata da oltre <strong>800 organizzazioni della società civile</strong>, tra cui la nostra Égalité, rappresenta un appello forte: invertire la rotta, spostando risorse dal riarmo all’inclusione sociale, alla prevenzione dei conflitti e alla protezione delle fasce più deboli della comunità.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80be-b1f8-c1c9a63472a2" class="">Questa voce collettiva impone un’analisi critica sul rapporto fra <strong>militarizzazione</strong> del bilancio europeo e tutela del <strong>welfare</strong>, inteso come insieme delle politiche che garantiscono coesione, diritti fondamentali e infrastrutture sociali.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80cb-a21e-fcee2239db75" class=""><strong>La tensione tra sicurezza militare e sicurezza sociale</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-801f-87eb-f09129b3cc14" class="">La lettera evidenzia un nodo centrale: la distinzione tra sicurezza militare e sicurezza umana. La prima si concentra su armamenti e deterrenza; la seconda su <strong>bisogni fondamentali</strong> come salute pubblica, sicurezza del lavoro, stabilità economica, accesso all’alimentazione e all’abitazione, protezione ambientale.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80a5-8458-ff005687e625" class="">Nella prospettiva del welfare, questa distinzione è essenziale. Un aumento massiccio della <strong>spesa militare</strong> non solo assorbe risorse finanziarie, ma produce <strong>costi sociali indiretti</strong>: riduzione degli investimenti in politiche per la salute e l’inclusione sociale, la coesione territoriale, la ricerca civile e la transizione ecologica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-800f-99ac-dce769ea866b" class="">La lettera richiama esplicitamente il rischio di sottrarre fondi a programmi come politiche di coesione, ricerca (Horizon), digitalizzazione, scuola, mobilità e diplomazia. Questo tipo di riallocazione minaccia l’intero ecosistema del welfare europeo, che si fonda proprio su tali pilastri.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-8014-9982-e6ada5b7f7f1" class=""><strong>La critica della società civile: trasparenza, lobbying e democrazia</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-80d1-b56d-ed8781462f33" class="">Uno degli elementi più rilevanti della lettera riguarda la crescente <strong>influenza dell’industria degli armamenti sulle istituzioni</strong> europee. Secondo i dati riportati:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-800e-9bf4-cd3772017eab" class="bulleted-list">
<li>i budget di lobbying delle prime dieci aziende produttrici di armi sono aumentati del 40% in un solo anno;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80d3-b3af-fda42a35e0d7" class="bulleted-list">
<li>nel 2025 la Commissione ha incontrato i lobbisti dell’industria militare 89 volte, contro sole 15 interazioni con ONG, sindacati o comunità scientifica;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-8020-8482-fc1fab1f098a" class="bulleted-list">
<li>gli europarlamentari hanno avuto 197 incontri con rappresentanti dell’industria degli armamenti in un anno, più del doppio rispetto al quinquennio precedente .</li>
</ul>
<p id="2b28112c-b3ab-80f5-90b5-f94d80c3dc0c" class="">Dal punto di vista della tutela del welfare, queste dinamiche alterano gli equilibri democratici: le politiche sociali – meno strutturate in termini di lobbying, ma cruciali per la vita quotidiana – rischiano di perdere centralità politica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80cf-8a73-da0bb9a18a74" class="">La lettera denuncia anche l’inserimento, nei pacchetti legislativi ‘<strong>difesa</strong> <strong>omnibus</strong>’, di <strong>deroghe agli standard sociali</strong>, ambientali, etici e di responsabilità d’impresa, che minano decenni di normative europee a tutela dei lavoratori, della salute e dell’ambiente.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80c8-a4d3-ffcfd3127057" class=""><strong>Il rischio di un nuovo modello economico estrattivo</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-806d-bc06-da07cd3e9417" class="">Nella prospettiva del welfare, la spesa militare non rappresenta solo una deviazione di fondi, ma un <strong>cambio di paradigma economico</strong>.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80d2-824d-f1d745a5a143" class="">Il modello delineato dal piano ReArm Europe e dal QFP 2028–2034 orienta risorse pubbliche verso:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-80b8-bea1-ec59a306256c" class="bulleted-list">
<li>produzione militare;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80df-a593-da479dada5c8" class="bulleted-list">
<li>filiere industriali a basso impatto sociale diretto;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80bb-ad32-e0e532060a2b" class="bulleted-list">
<li>tecnologie <em>dual-use</em> (civile e militare) spesso sottratte a logiche di <em>accountability</em>.</li>
</ul>
<p id="2b28112c-b3ab-809c-a1fb-e2d1834d6459" class="">Si tratta di un <strong>modello estrattivo</strong>, che chiede sacrifici ai cittadini europei e al welfare – attraverso indebitamento, minori investimenti sociali e riduzione dei servizi – per sostenere i colossi dell’industria bellica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80a5-9ed8-fb02d10f8771" class="">Questo approccio contrasta con la visione promossa dalla lettera, basata su diplomazia preventiva, giustizia sociale, investimenti nella resilienza delle comunità, rafforzamento dei servizi pubblici, promozione della sostenibilità ambientale.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80db-8a3e-db5474c89dcb" class=""><strong>La pace come politica pubblica: un investimento sociale</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-8061-a3c0-db0084cfb4ca" class="">Il testo propone una concezione ampia di <strong>pace positiva</strong>, fondata su diritti umani, inclusione sociale e riduzione delle disuguaglianze, trasparenza di governo e partecipazione democratica. Gli stessi valori che sorreggono le politiche di welfare.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80ff-85b2-e22a4003d29c" class="">Gli economisti della pace mostrano come <strong>investire in educazione, sanità, reti sociali</strong> e transizione ecologica riduca drasticamente i rischi di conflitto, incrementando stabilità e prosperità.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8003-a8fd-cf6847dbe4dd" class="">La militarizzazione del bilancio europeo è viceversa destinata a indebolire politiche sociali e ambientali, amplificare le disuguaglianze, ridurre gli spazi democratici, generare dipendenze industriali e finanziarie.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-802f-9aec-c02942689c20" class=""><strong>Le richieste concrete: un’agenda per il welfare europeo</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-808b-a996-e587027092bd" class="">La lettera avanza proposte coerenti con la tutela del welfare:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-80e7-9fcb-e0a539bd7ce5" class="bulleted-list">
<li>rigettare il Bilancio UE 2026 e riaprire i negoziati per <strong>ristabilire equilibrio</strong> tra spesa militare e politiche sociali;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-8011-8cd9-c11de26a2416" class="bulleted-list">
<li>rafforzare diplomazia, <strong>prevenzione dei conflitti</strong> e diritti umani destinando fondi oggi diretti all’industria militare;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80b8-b832-cc118bc5d630" class="bulleted-list">
<li><strong>proteggere le norme sociali</strong> e ambientali da deroghe e eccezioni introdotte nei pacchetti legislativi per la difesa;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80c4-bddb-c9d0e11166c7" class="bulleted-list">
<li><strong>contrastare la marginalizzazione</strong> della società civile, essenziale per la qualità democratica dell’UE;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-808c-9b14-c78edd82fc5a" class="bulleted-list">
<li>ripensare il QFP 2028–2034, respingendo fondi destinati alla militarizzazione dello spazio e reindirizzando risorse verso salute, povertà, istruzione, clima.</li>
</ul>
<h2 id="2b28112c-b3ab-8069-9417-db77ffcbee08" class=""><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-80d4-8ff7-ce653d91d1c4" class="">La Lettera aperta ai parlamentari europei non è solo un appello <strong>contro il riarmo</strong>: è un manifesto <strong>per la salvaguardia del welfare europeo</strong>.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8076-a80a-de44653c187e" class="">La militarizzazione dei bilanci, la pressione crescente dei lobbisti dell’industria degli armamenti e il rischio di indebolimento delle politiche civili rappresentano una sfida diretta alla visione fondativa dell’Unione: pace, giustizia sociale e prosperità condivisa.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80f3-a787-cb19ead184e8" class=""><strong>Riaffermare il primato delle politiche sociali </strong>significa investire nella resilienza delle comunità, nella coesione e nella sicurezza comune, quella che nasce dai diritti, dal lavoro dignitoso, dall’ambiente sano e dal rafforzamento dei servizi pubblici.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80f3-bb17-e83641907c23" class="">In un’epoca segnata da crisi multiple – climatiche, sanitarie, economiche – la scelta tra riarmo e welfare non è solo di bilancio, ma di modello di società. E il futuro del progetto europeo, oltreché delle nostre vite, dipenderà da quale di queste visioni prevarrà.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-807e-8f39-f393de443732" class="">#Égalité #PaceTerraDignità</p>
<p id="2b28112c-b3ab-802a-b389-ef29c7014610" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><i>Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)</i></p>
<h3 id="2b28112c-b3ab-80a3-b404-d4a419efcd38" class="">Note</h3>
<ul id="2b28112c-b3ab-80e6-b1a8-e7b09bf5f655" class="bulleted-list">
<li>StopReArm Europe (2025, 21 novembre). Oltre 800 organizzazioni invitano i parlamentari europei a trasferire i fondi dalla guerra alla pace. <a href="https://stoprearmitalia.it/fermiamo-aumento-spese-militari/">https://stoprearmitalia.it/fermiamo-aumento-spese-militari/</a></li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roma, 21 giugno: in piazza per dire NO al riarmo e alla guerra</title>
		<link>https://www.egalite.org/roma-21-giugno-in-piazza-per-dire-no-al-riarmo-e-alla-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 10:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il movimento Pace, Terra e Dignità e Égalité aderiscono alla manifestazione convocata dalla rete StopRearm a Roma, sabato 21 giugno 2025. Un appuntamento cruciale per opporci<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il movimento <strong>Pace, Terra e Dignità</strong> e <strong>Égalité</strong> aderiscono alla manifestazione convocata dalla rete <em><strong>StopRearm</strong></em> a Roma, sabato <strong>21 giugno 2025</strong>. Un appuntamento cruciale per opporci alla spirale di violenza che minaccia il presente e il futuro dell’umanità.</p>
<h2>No al riarmo, no alla guerra</h2>
<p><strong>La corsa agli armamenti</strong> non è la soluzione, ma la radice di nuove tragedie. Mentre i governi investono miliardi in spese militari – <a href="https://www.egalite.org/europee-2024-le-richieste-della-rete-europea-la-salute-non-e-in-vendita/">sottraendo risorse</a> a sanità, istruzione e diritti sociali – la guerra continua a mietere vittime innocenti.</p>
<p><strong>Le famiglie</strong> dei civili (e dei militari, spesso costretti a servire come carne da cannone) pagano il prezzo più alto. Intanto, dialogo e diplomazia vengono sacrificati sull’altare degli interessi delle oligarchie finanziarie legate ad armi, conflitti e ricostruzioni.</p>
<p><strong>Non possiamo restare in silenzio</strong>. Le guerre in corso dimostrano che la logica del conflitto porta solo distruzione e sofferenza. Ogni missile lanciato, ogni aumento del budget militare è un passo verso la catastrofe. È nostro dovere opporci.</p>
<h2><em>StopRearm!</em></h2>
<p>Scendiamo in piazza per chiedere all’UE e ai suoi politici di rappresentare i veri interessi dei cittadini:</p>
<p><strong>→</strong> <strong>stop al riarmo</strong>. Ci opponiamo con forza al finanziamento del settore bellico, incluso l’inaccettabile e illecito <a href="https://www.egalite.org/ursula-von-der-leyen-piano-riarmo-ue-abuso-potere-democrazia-europea/">piano <em>Rearm Europe</em></a>. Investiamo in pace e <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">giustizia sociale</a>.</p>
<p><strong>→ difesa della vita umana</strong>. Nessuna guerra è ‘giusta’. Salviamo i popoli, i soldati, il pianeta.</p>
<p><strong>Uniamoci tutti</strong> in una protesta corale. La partecipazione di massa è l’unica forza in grado di imporre un cambiamento, e il <strong>21 giugno è solo l’inizio</strong>. Servono azioni concrete per smascherare la falsa retorica della guerra.</p>
<h2>Roma, 21 giugno 2025</h2>
<p>Appuntamento alle <strong>ore 14:00</strong> a <strong>Porta San Paolo</strong> (fermata Metro B) per marciare insieme contro la follia del riarmo e della guerra.</p>
<p><strong>Viaggiare in treno?</strong> Ecco i link per gli sconti:</p>
<ul>
<li><strong>Trenitalia</strong>: <a href="https://www.trenitalia.com/it/informazioni/la-guida-del-viaggiatore/offerte-commerciali.html#accordion-4">Offerte disponibili</a></li>
<li><strong>Italo</strong>: <a href="https://www.italotreno.com/it/offerte-treno">Promozioni attive</a></li>
</ul>
<p><strong>La pace non si arma, non si delega: si costruisce</strong>. Scendiamo in piazza!</p>
<p>#Égalité #PaceTerraDignità</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/roma-21-giugno-in-piazza-per-dire-no-al-riarmo-e-alla-guerra/">Roma, 21 giugno: in piazza per dire NO al riarmo e alla guerra</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La pace non è un’utopia: è una scelta politica</title>
		<link>https://www.egalite.org/la-pace-non-e-unutopia-e-una-scelta-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 17:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7533</guid>

					<description><![CDATA[<p>Spesso ci viene detto che la pace è un’utopia, un sogno irrealizzabile in un mondo dominato da interessi geopolitici e da logiche di potere. Ma noi,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/la-pace-non-e-unutopia-e-una-scelta-politica/">La pace non è un’utopia: è una scelta politica</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso ci viene detto che la pace è un’utopia, un sogno irrealizzabile in un mondo dominato da interessi geopolitici e da logiche di potere. Ma noi, come associazione Égalité, rifiutiamo questa narrazione. La pace non è un sogno: è una scelta politica precisa, che richiede coraggio, determinazione e una visione alternativa del futuro.</p>
<p>L’Europa, nata dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, aveva proprio questo obiettivo: garantire una pace duratura attraverso la cooperazione tra i popoli. Oggi, però, questa missione è stata tradita. Le politiche di riarmo, le spese militari folli e la retorica della ‘difesa’ stanno portando il nostro continente verso un abisso, ove la guerra rischia di diventare permanente e la militarizzazione della società una realtà quotidiana.</p>
<p>Non accettiamo questa deriva. Crediamo che sia possibile e necessario costruire <strong>un’Europa civile e solidale</strong>, un’Europa che sia davvero uno ‘strumento di pace’, come affermava Simone Veil, prima presidente del Parlamento europeo eletto a suffragio universale. Un’Europa che sappia dialogare con tutti, compresa la Russia, e che lavori per un sistema di sicurezza comune basato sul <strong>disarmo</strong> e sul rispetto dei <strong>diritti umani</strong>.</p>
<h2>La lezione della storia: la Russia e la lotta contro il nazismo</h2>
<p>La storia ci insegna che la pace non si costruisce con le armi, ma con la memoria e la collaborazione. Durante la seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica ha pagato un prezzo altissimo per liberare l’Europa dal nazismo: oltre 20 milioni di morti, intere città distrutte, un <strong>sacrificio</strong> immane che non può venire dimenticato. Quel sacrificio ha permesso all’Europa di rinascere e di avviare un processo di <strong>integrazione</strong> che, almeno nelle intenzioni, doveva garantire una <strong>pace</strong> duratura.</p>
<div id="attachment_7534" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://youtu.be/VjcMoDFU1xg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7534" class="wp-image-7534 size-large" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-1024x611.jpg" alt="Égalité_ ‘The Geopolitics of Peace’. Professor Jeffrey Sachs" width="1024" height="611" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-1024x611.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-300x179.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-768x458.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-1536x917.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-2048x1222.jpg 2048w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-245x146.jpg 245w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-50x30.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-126x75.jpg 126w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><p id="caption-attachment-7534" class="wp-caption-text"><strong>Video</strong>: ‘The Geopolitics of Peace’. Professor Jeffrey Sachs’ speech in the European Parliament at the event hosted by former UN Assistant Secretary General and current BSW MEP Michael von der Schulenburg, on 19 February, 2025</p></div>
<p>Oggi, invece di riconoscere questo contributo storico e di lavorare per una collaborazione costruttiva con la Russia, l’Europa sta seguendo gli ordini atlantisti di una nuova guerra fredda, che rischia di dividere ulteriormente il continente e di portare a nuovi conflitti. Noi rifiutiamo questa logica. Crediamo invece che sia possibile e necessario trovare una <strong>via diplomatica</strong> per risolvere le tensioni attuali, senza ricorrere alla forza militare e senza alimentare una corsa al riarmo che avvantaggia solo le oligarchie finanziarie che <a href="https://www.egalite.org/i-signori-della-guerra-alle-elezioni-europee/">investono nell’industria bellica</a>.</p>
<h2>La militarizzazione della società: un pericolo per la democrazia</h2>
<p>Un’altra conseguenza delle politiche di riarmo è la crescente militarizzazione della società. Sempre più risorse vengono destinate alle <strong>spese militari</strong>, sottraendole ai servizi essenziali come <a href="https://www.egalite.org/rapporto-gimbe-spesa-sanitaria-privata/">la <strong>sanità</strong></a>,  l’<strong>istruzione</strong> e il <strong>welfare</strong>. Sempre più spesso, i governi giustificano misure autoritarie e restrizioni delle libertà civili in nome della ‘sicurezza nazionale’.</p>
<p>La militarizzazione della società è un pericolo per la democrazia e per i diritti fondamentali delle persone. Dobbiamo opporci con forza a ogni tentativo di normalizzare la guerra e di trasformare i nostri Paesi in caserme. Dobbiamo <a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/">difendere la nostra salute</a>, la nostra libertà e la nostra <strong>democrazia</strong>, perché senza questi valori non può esserci vera pace.</p>
<h2>La via della pace: disarmo, diplomazia e multilateralismo</h2>
<p>La via della pace è chiara: disarmo, diplomazia e multilateralismo. Dobbiamo ridurre le spese militari e investire in progetti di cooperazione internazionale, in programmi di sviluppo sostenibile e in iniziative per la risoluzione pacifica dei conflitti. Dobbiamo ridare forza alle Nazioni Unite e lavorare per un nuovo sistema di sicurezza comune, che coinvolga tutti i Paesi europei, dalla Spagna alla Russia, dall’Islanda alla Turchia.</p>
<p>Dobbiamo anche promuovere una <strong>cultura della pace</strong>, che parta dalle scuole e arrivi alle istituzioni, e che sappia contrastare la propaganda di guerra e l’odio verso l’’altro’. La pace non è solo assenza di guerra: è la premessa per la <strong><a href="https://www.egalite.org/giustizia-sociale-giornata-mondiale-della-vergogna/">giustizia sociale</a></strong>, è rispetto dei <a href="https://www.egalite.org/disabilita-nuova-strategia-europea-2021-2030/"><strong>diritti umani</strong> di tutti</a>, è <strong>solidarietà</strong> tra i popoli.</p>
<h2>Partecipa alla parata del 15 marzo: unisciti a noi!</h2>
<p>Per tutte queste ragioni, l’associazione Égalité parteciperà alla parata ‘<strong>Disarm Europe</strong>’, il 15 marzo 2025 a Roma. Sarà un’occasione importante per dire no alla guerra, no al riarmo e sì alla pace, alla diplomazia e alla cooperazione internazionale. Invitiamo tutti i nostri lettori, i nostri sostenitori e tutti coloro che credono in un’Europa di pace a unirsi a noi.</p>
<p>La parata si svolgerà sotto la bandiera della pace e del disarmo, e vedrà la partecipazione di associazioni, movimenti e cittadini da tutta Italia. Sarà un momento di unità e di speranza, per dimostrare che un’altra Europa è possibile, un’Europa che sappia fare della pace la sua ragion d’essere.</p>
<h2>Informazioni pratiche</h2>
<p><strong>Data e ora</strong>: Sabato 15 marzo 2025, ore 10:00<br />
<strong>Punto di ritrovo</strong>: Piazza della Repubblica, Roma<br />
<strong>Percorso</strong>: La parata si snoderà per le vie del centro di Roma, con arrivo in Piazza del Popolo.<br />
<strong>Contatti</strong>: Per ulteriori informazioni, visitate il sito della Rete Italiana per il Disarmo. (1)</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>La pace non è un dono: è una conquista. E per conquistarla, dobbiamo lottare ogni giorno, con coraggio e determinazione. Partecipare alla parata del 15 marzo è un primo passo importante, ma non basta. Dobbiamo continuare a mobilitarci, a informare, a sensibilizzare l’opinione pubblica e a fare pressione sulle istituzioni, perché la pace diventi una priorità assoluta.</p>
<p>Uniamoci sotto la bandiera della pace e del disarmo. Costruiamo insieme un’Europa e un mondo migliori, in cui la <strong>dignità</strong> umana e la <strong>giustizia</strong> sociale siano al centro di ogni azione.</p>
<p>In solidarietà e pacifica lotta,</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p>#Égalité #PaceTerraDignità</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Rete Italiana Disarmo <a href="https://www.perlapace.it/non-basta-dire-europa-europa-evitare-linferno/">https://www.perlapace.it/non-basta-dire-europa-europa-evitare-linferno/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/la-pace-non-e-unutopia-e-una-scelta-politica/">La pace non è un’utopia: è una scelta politica</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale</title>
		<link>https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 14:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale sono i sintomi più gravi delle diseguaglianze che la nostra associazione Égalité e il nostro movimento #PaceTerraDignità &#8211; alle elezioni<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale sono i sintomi più gravi delle diseguaglianze che la nostra associazione Égalité e il nostro movimento <a href="https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/">#PaceTerraDignità &#8211; alle elezioni europee, il 6-9 giugno 2024</a> &#8211; propone di superare. A seguire, un approfondimento.</p>
<h2>1) Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale. Premessa</h2>
<p><strong>Parlamento europeo</strong>, Consiglio e Commissione hanno provocato la più grave crisi sociale ed economica dal secondo dopoguerra e ci stanno ora precipitando nella terza guerra mondiale, che nessun popolo vuole.</p>
<p><strong>Immani risorse pubbliche</strong> sono state deviate dallo stato sociale alle armi di distruzione di massa. Oltre 180 miliardi di euro sono già stati distratti dal bilancio UE, 5,4 miliardi di euro da quello italiano, solo per fornire armi all’Ucraina.</p>
<p><strong>Le istituzioni europee</strong> hanno peraltro dichiarato l’esigenza di un reddito minimo, confermata da enti internazionali (i.e. OECD, UN, World Bank), ancora in attesa di concreta attuazione.</p>
<h2>2) Consiglio europeo, raccomandazione 2023</h2>
<p><strong>Il Consiglio europeo</strong> ha adottato la raccomandazione relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l’inclusione attiva, il 30 gennaio 2023, ove si riferisce l’obiettivo di contrastare la povertà e l’esclusione sociale. E al contempo, garantire una maggiore occupazione tramite il sostegno al reddito. (1)</p>
<p><strong>Le ‘</strong><em><strong>persone</strong> che non dispongono di risorse sufficienti</em>’ &#8211; cioè ‘<em>coloro che vivono in condizioni di penuria, irregolarità o precarietà delle risorse monetarie e materiali, utili a salute, benessere, e partecipazione alla vita economica e sociale</em>’ (recital 15), siano esse in grado di lavorare oppure no &#8211; devono venire supportate con misure attive di sostegno al reddito e servizi abilitanti.</p>
<h3>2.1) Principi di diritto</h3>
<p><strong>L’esigenza</strong> di un reddito minimo dignitoso per tutti i cittadini europei trova fondamento teorico in diversi atti. Tra questi:</p>
<p>– <strong>Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea</strong> (Carta di Nizza). I diritti di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali inclusa la lotta alla povertà, in caso di residenza e trasferimento tra Stati membri UE, devono sempre venire riconosciuti e rispettati (2)</p>
<p>– Raccomandazione 2008/867/CE. Un’adeguata integrazione del reddito per una vita dignitosa, destinata a soggetti non in grado di lavorare, è parte (teorica, ndr) dell’inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro (3)</p>
<p>– Pilastro europeo dei diritti sociali. Chiunque non disponga di risorse sufficienti ha diritto a un adeguato reddito minimo per garantire l’accesso permanente a beni e servizi. Per chi abbia capacità lavorativa, gli Stati membri dovrebbero prevedere incentivi per la (re)integrazione nel mercato del lavoro (4)</p>
<p>– Piano d&#8217;azione sul pilastro europeo dei diritti sociali. Entro il 2030 l’UE e gli Stati membri dovrebbero ridurre di almeno 15 milioni le persone oggi in condizioni di povertà ed esclusione sociale (95,3 milioni nel 2022, <a href="https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/">secondo Eurostat</a>)  e di incrementare del 78% l’occupazione di persone nella fascia 20-64, e di formarne ogni anno almeno il 60%. (5)</p>
<h3>2.2) La raccomandazione del Consiglio</h3>
<p><strong>La raccomandazione</strong> è costituita da 9 parti, 6 delle quali sono direttamente rivolte a garantire gli obiettivi previsti, oltre alla <em>governance</em> e il monitoraggio delle misure adottate dagli Stati membri. Le 6 parti principali riguardano:</p>
<p>– adeguatezza del sostegno al reddito. Servono una combinazione di un reddito minimo, da stabilire con metodi trasparenti che tengano conto di tutti gli elementi di rilievo (es. situazione di svantaggio delle famiglie, livello dei prezzi), con altre prestazioni monetarie e in natura. Avuto riguardo anche alle esigenze di soggetti più sensibili come donne, giovani e persone con disabilità</p>
<p>– copertura del reddito minimo, da stabilire per legge e destinare a tutte le persone senza risorse sufficienti, con tutte le misure necessarie a garantire accesso celere e trasparente (anche per la risoluzione delle controversie), tenuto conto di possibili altre fonti di reddito nei nuclei familiari</p>
<p>– utilizzo del reddito minimo. Bisogna promuovere l’accesso al reddito minimo, tramite sensibilizzazione delle persone bisognose e dei portatori di interesse, combattendo la stigmatizzazione e i pregiudizi che si possono generare</p>
<p>– accesso a mercati del lavoro che favoriscono l’inserimento. Il reddito minimo va accompagnato con un’attivazione del mercato del lavoro e un’adeguata formazione, adeguati al contesto e ai destinatari delle misure, incentivando anche le attività da svolgere internamente all’azienda da parte del titolare e/o dipendenti (es. tutoraggio)</p>
<p>– accesso ai servizi abilitanti ed essenziali, da garantire in modo efficiente e continuo. Evitando che problemi di natura finanziaria e non finanziaria si interpongano ad essi</p>
<p>– sostegno personalizzato. Bisogna adottare un approccio <em>ad personam</em> che differenzi i soggetti in grado e non in grado di lavorare, valutare gli ostacoli nei confronti di inclusione sociale e occupazione, intervenire in modo adeguato.</p>
<h3>2.3) Benefici attesi</h3>
<p><strong>Il reddito minimo</strong> è come un elemento fondamentale per abbattere la povertà e l’esclusione sociale, opera come stabilizzatore automatico (per ridurre le fluttuazioni economiche) e favorisce una ripresa sostenibile e inclusiva, in tempi di crisi economica e di calo dei redditi familiari, anche per quanto attiene al mercato del lavoro e l’occupazione.</p>
<p><strong>L’impegno degli Stati membri</strong> in questa direzione può migliorare gli esiti sociali e sanitari dei rispettivi cittadini, a beneficio proprio e dell’UE. Oltre all’assistenza per il reddito e il lavoro, dovrebbero essere tenuti conto anche servizi di assistenza sanitaria e per un’alimentazione sana.</p>
<p><strong>Gli Stati membri</strong>, si sottolinea, già dispongono di importanti risorse (tra cui fondi di investimento dedicati, e.g. FSE+, FESR, InvestEU) da indirizzare a misure di intervento sociale, insieme a infrastrutture e attrezzature adeguate per accompagnare le strategie di somministrazione del reddito minimo e il reinserimento lavorativo (ove possibile).</p>
<h2>3) Parlamento Europeo, risoluzione 2023</h2>
<p><strong>Il Parlamento europeo</strong> ha a sua volta adottato, il 15 marzo 2023, una risoluzione su un adeguato reddito minimo per l’inclusione attiva. (6) L’assemblea di Strasburgo ha richiamato la raccomandazione del Consiglio e richiesto:</p>
<p>&#8211; alla Commissione di proporre una proposta di direttiva di riforma della direttiva (UE) 2022/2041 su salari minimi adeguati della tale riguardo</p>
<p>&#8211; agli Stati membri, di cooperare nello scambio di buone prassi e lo sviluppo di un quadro comune, per applicare la raccomandazione. (7)</p>
<p><strong>L’assemblea</strong> di Strasburgo ha inoltre sottolineato come l’indicatore ‘a rischio di povertà o di esclusione sociale’ (AROPE) ometta di considerare le cause più ampie e complesse delle diseguaglianze. È invece necessario adottare indicatori più pertinenti e disaggregare i dati (es. in base a età, reddito, sesso) per meglio focalizzare le misure di reddito minimo e le prestazioni di disoccupazione. (8)</p>
<h2>4) Commissione europea e Stati membri, iniziative sparse</h2>
<p><strong>La Commissione europea</strong> ha blandamente invitato gli Stati membri a rivisitare le proprie politiche sull’adozione di un reddito minimo, già in fase di proposta della raccomandazione del Consiglio, sulla base di un modello di microsimulazione denominato EUROMOD (9). Nel frattempo, tramite fondi ESF+, sono stati testati alcuni regimi di reddito minimo e di assistenza materiale da parte di alcuni Stati membri:</p>
<p>– Italia. Il comune di Brescia ha somministrato più di 500 E-vouchers mensili per sostenere le persone sulla soglia di povertà nelle loro scelte di acquisto e sostentamento (10)</p>
<p>– Francia. Il progetto ‘<em>Un toit sur la tête, un job dans la poche</em>’ (Un tetto sopra la testa, un lavoro in tasca) mira a promuovere l&#8217;inclusione sociale dei giovani al di sotto dei 25 anni che si trovano in una situazione di vulnerabilità e/o precarietà, attraverso un sussidio di reddito minimo, misure per l&#8217;attivazione del mercato del lavoro e un adeguato sostegno all&#8217;alloggio e all&#8217;occupazione (11)</p>
<p>– Germania, Ungheria e Slovacchia. Il programma CRIS (Cooperate, Reach Out, Integrate Services) predilige la ricerca per l’adozione di misure di inclusione al lavoro per soggetti in condizione di svantaggio (es. competenze carenti, persone con problemi di salute, diverse etnie), come il <em>counselling</em>, parzialmente sviluppato dagli stessi utenti. (12)</p>
<h2>5) Minimum Income Report 2022</h2>
<p><strong>Il ‘2022 Minimum Income Report</strong>’ della Commissione e del Comitato per la protezione sociale (CPS) fornisce una panoramica generale e specifica per gli Stati membri, articolata sui tre paradigmi di:</p>
<p>-inclusione attiva, cioè adeguato sostegno al reddito</p>
<p>-mercati di lavoro inclusivi</p>
<p>&#8211; accesso a servizi di qualità.</p>
<p><strong>I dati</strong> riportati nel ‘2022 Minimum Income Report’ &#8211; le cui rilevazioni, si noti bene, sono anteriori alla povertà di massa esacerbata dalla ‘economia di guerra’ &#8211; mostrano quanto segue:</p>
<p>– l’adeguatezza delle prestazioni è rimasta pressochè invariata nell’ultimo decennio di riferimento</p>
<p>– le persone in condizione di esclusione sociale e di accesso al reddito sarebbero diminuite, ma difficoltà oggettive di accesso sono ancora esistenti</p>
<p>– la partecipazione dei beneficiari del reddito minimo alle misure del mercato del lavoro sono spesso basse e limitate, e vi è scarso coordinamento con organismi che offrono accesso ai servizi abilitanti e altri vantaggi complementari (13,14).</p>
<h2>5) European Anti-Poverty Network</h2>
<p><em><strong>European Anti-Poverty Network</strong></em> (EAPN) è la più importante rete di associazioni non governative locali, regionali ed europee attive nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale.<br />
EAPN &#8211; come già il Comitato Economico e Sociale Europeo, prima ancora dal Parlamento (15) &#8211; sottolinea la necessità di adottare una direttiva sul reddito minimo e denuncia le gravi carenze, nella raccomandazione del Consiglio, delle misure necessarie a raggiungere gli obiettivi prefissati. In particolare:</p>
<p>– assenza di un approccio basato sui diritti universali, che renda il regime valido per tutti<br />
– mancanza di un metodo e un quadro comune a livello UE sui bilanci di riferimento, le misure di sostenibilità e le migliori pratiche per l’adozione del reddito minimo<br />
– insufficiente disaggregazione dei dati<br />
– limitazioni in termini di residenza e di età per l’accesso al servizio (16,17).</p>
<h2>6) ITALIA, le misure di sostegno</h2>
<p><strong>In Italia</strong> si sono susseguite diverse misure di sostegno alla povertà, dal SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva), al REI (Reddito di Inclusione) fino a RdC (Reddito di Cittadinanza) e PdC (Pensione di Cittadinanza), che sono risultati essere gli strumenti più inclusivo ed universale, in quanto destinato anche a nuclei monofamiliari, a prescindere da età o altre condizioni.</p>
<p><strong>Le misure di sostegno</strong> sono state disaggregate, dal governo di Giorgia Meloni, nelle forme del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e l’Assegno di Inclusione (ADI) che interessano rispettivamente, alla data odierna, circa 550.000 e 36.000 persone. (18) Con un approccio esclusivo &#8211; anziché universale, come raccomandato nei documenti sopra richiamati (19,20).</p>
<p><strong>L’Osservatorio INPS</strong> indica infatti 1.121.690 beneficiari di Reddito di Cittadinanza e Pensione di Cittadinanza, tra aprile 2019 e dicembre 2023, con un sussidio medio di € 573,96 e € 264,02 rispettivamente. (21) Il numero dei beneficiari è dunque dimezzato, ed è improbabile che il mezzo milione di esclusi siano solo truffatori come il figlio del fondatore della Lega, Riccardo Bossi.</p>
<h3>6.1) Italia, i dati</h3>
<p><strong>Le statistiche ISTAT</strong> sul reddito e le condizioni di vita (EU-SILC), che risalgono al 2021-2022, indicano che:</p>
<p>– <strong>il 24,4% della popolazione italiana è a rischio di povertà</strong> ed esclusione sociale (all’8º posto in UE). Tale rischio incide maggiormente su<br />
&#8211; donne (26,2%, rispetto al 22,5% degli uomini)<br />
&#8211; minori (28,5% sotto i 18 anni, 20,0% sopra i 65 anni)<br />
&#8211; inoccupati (65,4%, rispetto al 12,7% degli occupati)<br />
&#8211; famiglie con figli (26,3%. 22,6% quelle senza figli)<br />
– <strong>il 4,5% della popolazione</strong> è in condizione di grave deprivazione materiale e sociale<br />
– <strong>il reddito delle famiglie</strong> più povere è 5,6 volte inferiore a quello delle famiglie più abbienti (senza il sostegno al reddito, il valore sarebbe stato di 6,4). (22,23)</p>
<div id="attachment_7174" style="width: 1063px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7174" class="wp-image-7174 " src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-300x179.jpg" alt="Distribuzione mensile dei percettori di Rei, RdC/PdC e Reddito di emergenza (REm) per il periodo Aprile 2019 – Dicembre 2023 (fonte: INPS)" width="1053" height="628" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-300x179.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-768x459.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-244x146.jpg 244w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-50x30.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-125x75.jpg 125w" sizes="(max-width: 1053px) 100vw, 1053px" /><p id="caption-attachment-7174" class="wp-caption-text">Fig. 1 – Distribuzione mensile dei percettori di Rei, RdC/PdC e Reddito di emergenza (REm) per il periodo Aprile 2019 – Dicembre 2023 (fonte: INPS)</p></div>
<div id="attachment_7175" style="width: 1113px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7175" class="wp-image-7175 " src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-300x191.jpg" alt="Distribuzione della percentuale di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale (AROPE) per singolo Stato membro e media UE (fonte: Eurostat)" width="1103" height="702" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-300x191.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-1024x652.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-768x489.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-229x146.jpg 229w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-50x32.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-118x75.jpg 118w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2.jpg 1061w" sizes="(max-width: 1103px) 100vw, 1103px" /><p id="caption-attachment-7175" class="wp-caption-text">Fig. 2 – Distribuzione della percentuale di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale (AROPE) per singolo Stato membro e media UE (fonte: Eurostat)</p></div>
<h2>7) Reddito minimo nel resto del mondo</h2>
<p><strong>OCSE</strong> ha raccolto sul sito web <em>Benefit and Wages</em> alcuni cenni alle politiche adottate nei parte Paesi suoi membri e alcuni non membri. Utilizzando uno standard, TaxBen, per mettere a confronto gli obblighi fiscali e i diritti a prestazioni sociali e la loro influenza sul reddito netto disponibile delle famiglie in diverse condizioni occupazionali. (24)</p>
<p><strong>ONU e World Bank</strong> stanno considerando invece l’ipotesi di promuovere adozione di un reddito minimo universale (Universal basic income, UBI), quale strumento di lotta per la precarietà del mercato del lavoro, la disoccupazione, la povertà ed ingiustizia sociale (25,26). Alcuni paesi (i.e. India, Mongolia, Iran) hanno avviato alcune sperimentazioni al riguardo.</p>
<div id="attachment_7176" style="width: 996px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7176" class="wp-image-7176 " src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-300x164.jpg" alt="Confronto tra il reddito minimo universale (viola) e altri schemi di assistenza sociale, in termini di condizionalitá, modalità di erogazione e targeting (fonte: UN)" width="986" height="539" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-300x164.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-1024x559.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-768x419.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-260x142.jpg 260w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-50x27.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-137x75.jpg 137w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 986px) 100vw, 986px" /><p id="caption-attachment-7176" class="wp-caption-text">Fig. 3 – Confronto tra il reddito minimo universale (viola) e altri schemi di assistenza sociale, in termini di condizionalitá, modalità di erogazione e targeting (fonte: UN)</p></div>
<h2>8) Pace, Terra e Dignità</h2>
<p><strong>#SDG1</strong> &#8211; il primo dei Sustainable Development Goals, in Agenda ONU 2030 &#8211; riguarda la fine della povertà in tutte le sue forme e ovunque nel mondo. (27) Un’estensione del primo dei Millennium Development Goals, ‘eradicare la povertà estrema’, che solo la Cina riuscì a raggiungere entro il 2000. (28)</p>
<p><strong>L’economia di guerra</strong> che gli attuali vertici dell’UE e i suoi Stati membri europei stanno imponendo alle popolazioni &#8211; nell’esclusivo interesse della grande finanza e l’industria delle armi &#8211; ha invece provocato una povertà di massa destinata a ulteriore aggravamento. Ora più che mai bisogna invertire la rotta.</p>
<p>#PaceTerraDignità</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Raccomandazione del Consiglio del 30 gennaio 2023 relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l’inclusione attiva (2023/C 41/01). <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:32023H0203(01)">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:32023H0203(01)</a><br />
(2) Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, articolo 34 <a href="http://data.europa.eu/eli/treaty/char_2016/oj">http://data.europa.eu/eli/treaty/char_2016/oj</a><br />
(3) Raccomandazione della Commissione, del 3 ottobre 2008, relativa all’inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro. Capo III (Protezione sociale ed inclusione), punto 14 <a href="http://data.europa.eu/eli/reco/2008/867/oj">http://data.europa.eu/eli/reco/2008/867/oj</a><br />
(4) Proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32017C1213(01)">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32017C1213(01)</a><br />
(5) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. Piano d&#8217;azione sul pilastro europeo dei diritti sociali (COM/2021/102 final) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:52021DC0102">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:52021DC0102</a><br />
(6) Risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2023 relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l&#8217;inclusione attiva (2022/2840(RSP)) <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0076_IT.pdf">https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0076_IT.pdf</a><br />
(7) Questo aspetto è stato proposto anche nel punto 14 della relazione finale della Conferenza sul futuro dell’Europa<br />
(8) Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2023. Risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2023 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2023 (2022/2151(INI)) <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0079_IT.pdf">https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0079_IT.pdf</a><br />
(9) V. <a href="https://euromod-web.jrc.ec.europa.eu/">https://euromod-web.jrc.ec.europa.eu/</a><br />
(10) European Commission. Gli e-voucher aiutano una città italiana a combattere lo stigma della povertà. 28.9.22<br />
<a href="https://european-social-fund-plus.ec.europa.eu/it/projects/vouchers-fight-poverty-stigma">https://european-social-fund-plus.ec.europa.eu/it/projects/vouchers-fight-poverty-stigma</a> (accesso effettuato il 12.3.24)<br />
(11) Grand Lyon. « Un toit sur la tête, un job dans la poche » : 1,2 million d’euros de financement européen pour accompagner 300 jeunes en situation précaire sur le territoire. 23.9.21 <a href="https://www.grandlyon.com/fileadmin/user_upload/media/pdf/espace-presse/cp/2021/20210923_cp_programme-easi.pdf">https://www.grandlyon.com/fileadmin/user_upload/media/pdf/espace-presse/cp/2021/20210923_cp_programme-easi.pdf</a> (accesso effettuato il 12.3.24)<br />
(12) V. <a href="http://t.ly/5BDnf">t.ly/5BDnf</a><br />
(13) European Commission. The 2022 minimum income. Volume I. <em>Publications Office of the European Union</em>. <a href="https://data.europa.eu/doi/10.2767/37278">https://data.europa.eu/doi/10.2767/37278</a><br />
(14) European Commission. The 2022 minimum income. Volume II, Country Profiles. <em>Publications Office of the European Union</em> <a href="https://data.europa.eu/doi/10.2767/701127">https://data.europa.eu/doi/10.2767/701127</a><br />
(15) CESE. For a European Framework directive on a Minimum Income (own initiative opinion). <a href="https://www.eesc.europa.eu/en/our-work/opinions-information-reports/opinions/european-framework-directive-minimum-income-own-initiative-opinion">https://www.eesc.europa.eu/en/our-work/opinions-information-reports/opinions/european-framework-directive-minimum-income-own-initiative-opinion</a><br />
(16) Van Lacker A. et al. (2020). Expert study on a binding EU framework on adequate national minimun income schemes: Making the case for an EU framework Directve on minimum income <a href="https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2020/10/EAPN-european-minimum-income-eu-framework-expert-study_October-2020-4734.pdf">https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2020/10/EAPN-european-minimum-income-eu-framework-expert-study_October-2020-4734.pdf</a><br />
(17) EAPN. Minimum Council Recommendation: Not Enough To Fight Poverty <a href="https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2023/02/eapn-EAPN-2022_Minimum-Income-Council-Recommendation-5646.pdf">https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2023/02/eapn-EAPN-2022_Minimum-Income-Council-Recommendation-5646.pdf</a><br />
(18) Gli ultimi dati pubblici riportano 287.704 domande ADI accolte, su 446.256 domande presentate <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.01.assegno-di-inclusione-adi-avvio-dei-primi-pagamenti.html">https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.01.assegno-di-inclusione-adi-avvio-dei-primi-pagamenti.html</a>, e 117.023 domande presentate per il SFL <a href="https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/supporto-la-formazione-e-il-lavoro-domande-117023-persone">https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/supporto-la-formazione-e-il-lavoro-domande-117023-persone</a><br />
(19) Proto G. (2023) L’abolizione del reddito minimo in Italia nell’orizzonte europeo. <em>Menabò</em> 196/2023 <a href="https://eticaeconomia.it/labolizione-del-reddito-minimo-in-italia-nellorizzonte-europeo/">https://eticaeconomia.it/labolizione-del-reddito-minimo-in-italia-nellorizzonte-europeo/</a><br />
(20) Gaetano Proto è stato critico anche del RdC, avendo determinato un aumento del tasso di disoccupazione. V. <a href="https://www.astrid-online.it/static/upload/dal-/dal-reddito-di-cittadina.pdf">https://www.astrid-online.it/static/upload/dal-/dal-reddito-di-cittadina.pdf</a><br />
(21) Osservatorio INPS. Report trimestrale RdC Aprile 2019 – Dicembre 2023 <a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/osservatori-statistici/Report_trimestrale_RdC_Aprile_2019-Dicembre_2023.pdf">https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/osservatori-statistici/Report_trimestrale_RdC_Aprile_2019-Dicembre_2023.pdf</a><br />
(22) ISTAT. Stabile il rischio di povertà ed esclusione sociale <a href="https://www.istat.it/it/files//2023/06/REPORT-REDDITO-CONDIZIONI-DI-VITA2022.pdf">https://www.istat.it/it/files//2023/06/REPORT-REDDITO-CONDIZIONI-DI-VITA2022.pdf</a><br />
(23) V. <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/income-and-living-conditions/visualisations">https://ec.europa.eu/eurostat/web/income-and-living-conditions/visualisations</a><br />
(24) V. <a href="https://www.oecd.org/social/benefits-and-wages/">https://www.oecd.org/social/benefits-and-wages/</a><br />
(25) UN. Universal basic income: potential and limitations from a gender perspective <a href="https://www.un-ilibrary.org/content/papers/10.18356/2618026X-22/read">https://www.un-ilibrary.org/content/papers/10.18356/2618026X-22/read</a><br />
(26) Gentilini U. et al. (2020). Exploring Universal Basic Income – A guide to Navigating Concepts, Evidence, and Practices. <em>World Bank</em><a href="https://documents1.worldbank.org/curated/en/993911574784667955/pdf/Exploring-Universal-Basic-Income-A-Guide-to-Navigating-Concepts-Evidence-and-Practices.pdf"> https://documents1.worldbank.org/curated/en/993911574784667955/pdf/Exploring-Universal-Basic-Income-A-Guide-to-Navigating-Concepts-Evidence-and-Practices.pdf</a><br />
(27) Dario Dongo, Giulia Caddeo. <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/">Sustainable Development Goals, SDGs. La sfida dell’umanità</a>. <em>Égalité</em>. 5.9.19<br />
(28) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">Povertà ed esclusione sociale</a>.<em> Égalité.</em> 19.10.19</p>
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		<title>La via maestra. Manifestazione nazionale il 7 ottobre in nome della Costituzione nata dalla Resistenza</title>
		<link>https://www.egalite.org/la-via-maestra-manifestazione-nazionale-il-7-ottobre-in-nome-della-costituzione-nata-dalla-resistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 21:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lavoro, pace, salute, democrazia, ambiente, salari, istruzione, diritti. Tutto si tiene e “la via maestra” per una società più giusta dal punto di vista sociale e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lavoro, pace, salute, democrazia, ambiente, salari, istruzione, diritti. Tutto si tiene e “la via maestra” per una società più giusta dal punto di vista sociale e ambientale, che sia un’alternativa al modello liberista e un’opposizione alle attuali politiche, c’è già: è tracciata dalla Costituzione nata dalla Resistenza.</p>
<p>Si chiama “La via maestra. Insieme per la Costituzione” la manifestazione nazionale che la Cgil, il Forum Disuguaglianze e Diversità e oltre cento realtà (c’è anche l’adesione di Égalité) promuove a Roma il prossimo 7 ottobre. Non c’è da inventare nulla, non c’è da scoprire nulla che non sia già scritto nella Costituzione italiana – per ben due volte c’è il richiamo alla Resistenza nell’appello della manifestazione – che traccia il percorso da seguire se ci si vuole opporre alle politiche di smantellamento del welfare universale e si vuole lottare contro le disuguaglianze e l’iniquità che attraversano e dividono l’Italia.</p>
<p>L’appello che illustra la manifestazione, con il suo richiamo ai valori costituzionali, è l’esatto contrario delle politiche attuate in Italia da tempo e riaffermate dall’attuale Governo. Non solo. A unire le realtà che scenderanno in piazza c’è la contrarietà all’autonomia differenziata, che dividerebbe in due il paese, e allo stravolgimento della Repubblica parlamentare per arrivare una forma di presidenzialismo o premierato.</p>
<p>C’è tutto scritto nella Costituzione, viene dunque da dire a chiunque voglia costruire una forma di opposizione alle politiche dell’attuale Governo – sulla scia, c’è da ricordarlo, di tante riforme che già andavano nella direzione di accentuare le disuguaglianze, specialmente nell’accesso alla sanità, all’istruzione e nel lavoro.</p>
<h2>La via maestra: l’appello</h2>
<p><strong>“</strong><em><strong>La Costituzione italiana</strong> – nata dalla Resistenza – delinea un modello di democrazia e di società che pone alla base della Repubblica il lavoro, l’uguaglianza di tutte le persone, i diritti civili e sociali fondamentali”. </em>Così esordisce l’appello della manifestazione.</p>
<p><em>“Rivendichiamo che <strong>i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione</strong> tornino ad essere <strong>pienamente riconosciuti</strong> e siano resi concretamente esigibili ad ogni latitudine del Paese (da nord a sud, dalle grandi città alle periferie, dai centri urbani alle aree interne)”.</em></p>
<p><strong>E quali sono questi diritti? </strong><em>“Il diritto al lavoro stabile, libero, di qualità”; “il diritto alla salute e un Servizio Sanitario Nazionale e un sistema socio sanitario pubblico, solidale e universale”; “il diritto all’istruzione, dall’infanzia ai più alti gradi, e alla formazione permanente e continua, perché il diritto all’apprendimento sia garantito a tutti e tutte e per tutto l’arco della vita”; “il contrasto a povertà e diseguaglianze e la promozione della giustizia sociale, garantendo il diritto all’abitare e un reddito per una vita dignitosa”; “il diritto a un ambiente sano e sicuro in cui vengono tutelati acqua, suolo, biodiversità ed ecosistemi”; “una politica di pace intesa come ripudio della guerra e con la costruzione di un sistema di difesa integrato con la dimensione civile e nonviolenta</em>”.</p>
<p><strong>Questi diritti</strong>, prosegue l’appello, possono essere riaffermati attraverso “<em>una redistribuzione delle risorse e della ricchezza che chieda di più a chi ha di più per garantire a tutti e a tutte un sistema di welfare pubblico e universalistico che protegga e liberi dai bisogni</em>”.</p>
<p><strong>È un modello sociale</strong> fondato su “<strong><em>uguaglianza, solidarietà, accoglienza, e partecipazione</em></strong>” che rappresenta “<em>l’antitesi del modello che vuole realizzare l’attuale maggioranza di Governo</em>” attraverso le politiche attuate e quelle in calendario, a partire dall’autonomia differenziata e dal superamento della Repubblica parlamentare attraverso l’elezione diretta del capo dell’esecutivo &#8211; presidenzialismo, semi-presidenzialismo o premierato che sia, precisano i promotori. Il richiamo è dunque quello ad attuare la “<em>Costituzione antifascista nata dalla Resistenza</em>” contro ogni deriva plebiscitaria fondata sull’uomo o sulla donna sola al comando.</p>
<p><strong>È un percorso chiaramente opposto</strong> a tante politiche, attuate e programmate, che finiscono per accentuare le disuguaglianze e per ledere il diritto all’istruzione, al lavoro, alla salute, all’ambiente, in un discorso pubblico fondato sulla continua costruzione del nemico. Laddove il nemico oggi è il singolo lavoratore, lo studente fragile, il povero, chi difende l’ambiente, chi difende la Costituzione, e naturalmente il pacifista e l’antifascista.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>La via maestra. Insieme per la Costituzione <a href="https://img-prod.collettiva.it/pdf/2023/08/04/102501905-38c4c5c0-375a-4f16-a476-751355336e00.pdf">https://img-prod.collettiva.it/pdf/2023/08/04/102501905-38c4c5c0-375a-4f16-a476-751355336e00.pdf</a></p>
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		<title>Scuole, barriere architettoniche, piste ciclabili. Nessuna priorità in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/scuole-barriere-architettoniche-piste-ciclabili-nessuna-priorita-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2023 17:17:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[piste ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scuole, barriere architettoniche e piste ciclabili in Italia sono l’ultimo dei pensieri, per la classe politica di questa epoca. I paradossi della legge di bilancio 2023 e le ultime novità<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scuole, barriere architettoniche e piste ciclabili in Italia sono l’ultimo dei pensieri, per la classe politica di questa epoca. I paradossi della legge di bilancio 2023 e le ultime novità sui <em>bonus</em> edilizi.</p>
<h2>1) Scuole in Italia. Accessibilità e sicurezza degli edifici</h2>
<p><strong>Le infrastrutture scolastiche</strong> in Italia sono sistematicamente inaccessibili agli studenti con disabilità sensoriali (98%) e motorie (66%), come rileva ISTAT. (1) Almeno il 30,6% delle 5.616 scuole in Italia (36,8% al Sud, 53,8% nelle Isole) esaminate nei 94 capoluoghi di provincia ha poi necessità di interventi di manutenzione straordinaria e antisismici, secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Legambiente. (2)</p>
<p><strong>Il ‘<em>recupero e la riqualificazione</em></strong><em> del patrimonio edilizio scolastico già esistente</em>’ ha così ricevuto, per l&#8217;anno 2023, una dotazione complessiva di ‘ben’ <strong>1 milione di euro</strong> &#8211; € 24,71 in media, su ciascuna delle 40.466 scuole pubbliche in Italia &#8211; ‘<em>per avviare attività di ricognizione e valutazione delle strutture scolastiche in dismissione, dotate di apposito certificato di agibilità, presenti su tutto il territorio nazionale, da destinare allo svolgimento delle</em> <em>attività scolastiche per l&#8217;anno scolastico 2023/2024</em>’. (4)</p>
<h2>2) Barriere architettoniche</h2>
<p><strong>12 milioni di euro</strong> sono stati attribuiti alle Regioni e Province autonome per <em>‘incentivare la progettazione</em>’ dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), nei piccoli Comuni con popolazione tra i 5 e 20mila abitanti. (5) Un paio di migliaia di euro per ciascuno, per ‘stimolare’ l’applicazione della legge 42/1986 ai sensi della quale:</p>
<ul>
<li>tutti i Comuni d’Italia dovevano adottare, entro il 1.3.87, un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA. V. Legge 41/1986, art. 32.21),</li>
<li><span style="font-size: 14px;">tutte le Regioni e le Province Autonome, trascorsi 12 mesi, avrebbero dovuto commissariare i Comuni inadempienti e agire in loro vece.</span></li>
</ul>
<p><strong>Ogni commento è superfluo</strong>, salvo annotare che Roma Capitale è ancora priva di PEBA, come la quasi totalità dei 7.901 Comuni oggi censiti da ISTAT in Italia (6,7).</p>
<h2>3) Barriere architettoniche edilizia privata</h2>
<p><strong>Il blocco alla cessione dei crediti</strong> sui <em>bonus</em> edilizi, intervenuto all’improvviso con il decreto legge 16 febbraio 2023 n. 11, ha messo fine a ogni <em>chance</em> di sostegno all’eliminazione delle barriere architettoniche nell’edilizia privata.</p>
<p><strong>Le persone con disabilità grave</strong> e le loro famiglie &#8211; i veri destinatari di questo <em>bonus</em> &#8211; sono spesso prive della capienza economica necessaria a beneficiare di un credito fiscale. E perdono così l’unica misura potenzialmente utile a ridurre i loro disagi quotidiani.</p>
<p><strong>Il ‘<em>bonus barriere architettoniche</em>’</strong> è stato viceversa abusato da commercianti e imprese edili per rifare soli i bagni (di chiunque) con ‘doccia a filo pavimento’. Senza neppure condizionare il beneficio alla garanzia di accessibilità dell’immobile che in Italia è necessaria, come si è visto, a circa 10,5 milioni di persone. (8)</p>
<h2>4) Piste ciclabili</h2>
<p><strong>‘<em>Al fine di promuovere l&#8217;uso di servizi di trasporto pubblico</em></strong><em> locale e ferroviario, in attuazione del Piano generale della mobilità ciclistica</em>’ di cui ad apposita legge (9), la legge di bilancio 2023 ha inserito ‘<em>nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti</em>’ il ‘<em>Fondo per lo sviluppo di ciclovie urbane intermodali, con una dotazione di 2 milioni di euro per l&#8217;anno 2023 e di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025</em>’. (10)</p>
<p><strong>253 euro per ogni Comune</strong>, conti azzerati rispetto agli stanziamenti in legge di bilancio 2020 (94 milioni di euro). Neppure una briciola di quanto necessario alla sola manutenzione delle piste ciclabili esistenti, con buona pace agli obiettivi che si portano avanti a livello europeo. (11) Trascurando il fatto che le ciclovie sono indispensabili anche a garantire la sicurezza di bambini, disabili e anziani sui relativi mezzi di micromobilità sostenibile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6679" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/02/img-interna-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/02/img-interna-300x207.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/02/img-interna-1024x705.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/02/img-interna-768x529.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/02/img-interna-212x146.jpg 212w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/02/img-interna-50x34.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/02/img-interna-109x75.jpg 109w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/02/img-interna.jpg 1072w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Il Parlamento europeo </strong>ha frattanto votato una risoluzione sulla<em> EU cycling strategy </em>(2022/2909(RSP)), il 16 febbraio 2023, ove anzitutto si ‘<em>chiede alla Commissione di sviluppare una strategia europea specifica per la mobilità ciclistica con l&#8217;obiettivo di raddoppiare il numero di chilometri percorsi in bicicletta in Europa entro il 2030</em>’ (punto 1).</p>
<h2>5) Chi perde</h2>
<p><strong>La maggioranza della popolazione</strong> italiana è la vittima sacrificale della negazione dei diritti umani fondamentali all’istruzione, l’accessibilità e l’inclusione sociale.</p>
<p><strong>‘<em>L’invecchiamento</em></strong><em> della popolazione italiana è ancora più evidente nel confronto con i censimenti passati. Nel 2021 per ogni bambino si contano 5,4 anziani contro meno di un anziano per ogni bambino del 1951 (3,8 nel 2011).</em></p>
<p><em><strong>L’indice di vecchiaia </strong>(rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni) è notevolmente aumentato e continua a crescere, da 33,5% del 1951 a 187,6% del 2021 (148,7% nel 2001).</em>’ (ISTAT. V. nota 12)</p>
<h2>6) E chi vince</h2>
<p><strong>La ‘sovranità’ </strong>invocata dal governo ora in carica si concretizza nel dedicare alla scuola, le barriere architettoniche e le piste ciclabili meno dello 0,01% delle spese in armi da fornire a un Paese straniero in una guerra fratricida per procura che rischia una <em>escalation</em> nucleare, dopo averci trascinato nella più grave crisi economica dal Dopoguerra a oggi.</p>
<p><strong>I favoriti </strong>in Italia dalle manovre di Palazzo Chigi sono una cerchia ristretta di potentati locali. Basti citarne un paio:</p>
<ul>
<li>200 milioni di euro in quattro anni agli ‘<em>impianti di risalita a fune e di innevamento artificiale’</em>, ‘<em>al fine di promuovere l&#8217;attrattività turistica e di incentivare i flussi turistici nei luoghi montani e nei comprensori</em> <em>sciistici</em>’. (13) I quali si aggiungono ai finanziamenti regionali, € 70 milioni la sola Lombardia nel 2023, (14)</li>
<li>2 milioni di euro, pari agli stanziamenti complessivi per le piste ciclabili in Italia, sono invece destinati a ‘<em>la valorizzazione, il potenziamento e l&#8217;efficienza energetica dello stabilimento termale Antonimina &#8211; Locri</em>’.</li>
</ul>
<h2>7) Conclusioni provvisorie</h2>
<p>‘<em>Quando in Lombardia e nel Lazio</em><em>, rispettivamente la regione più ricca e popolosa e la seconda regione più ricca e popolosa (oltre che regione della Capitale) votano il 31,78% e il 26,26% degli aventi diritto significa solo una cosa: che tutta <strong>la classe politica</strong> della seconda repubblica se ne deve andare a casa</em>’ (Giuseppe Masala).</p>
<p>#Égalité!</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>In copertina, la pista ciclabile più breve di Roma capitale, 63 metri di lunghezza davanti a via Ostiense 133</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/2-scuole-su-3-inaccessibili-agli-alunni-con-disabilita-rapporto-istat/">2 scuole su 3 inaccessibili agli alunni con disabilità. Rapporto ISTAT</a>. <em>Égalité</em>. 12.2.20</p>
<p>(2) Legambiente (2023). XXII Rapporto nazionale sulla qualità degli edifici e dei servizi scolastici. <a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2023/01/Ecosistema-Scuola_2023.pdf">https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2023/01/Ecosistema-Scuola_2023.pdf</a> <em>Nuova Ecologia</em></p>
<p>(3) Ministero dell’Istruzione (2022). <em>Focus Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2022/2023</em> <a href="https://www.fishonlus.it/files/2022/09/Principali-dati-della-scuola-Focus-avvio-anno-scolastico-2022-2023.pdf">https://www.fishonlus.it/files/2022/09/Principali-dati-della-scuola-Focus-avvio-anno-scolastico-2022-2023.pdf</a></p>
<p>(4) Legge 29 dicembre 2022, n. 197. <em>Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025</em>. Su Normattiva <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022;197">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022;197</a> V. articolo 1, comma 560</p>
<p>(5) Decreto 10.10.22 Presidenza del Consiglio, Ufficio per le Politiche in favore delle persone con disabilità <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/01/03/22A07442/sg">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/01/03/22A07442/sg</a></p>
<p>(6) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/barriere-architettoniche-a-roma-i-primi-video-di-egalite/">Barriere architettoniche a Roma, i primi video di Égalité</a>. <em>Égalité</em>. 2.7.22</p>
<p>(7) Albertina Pretto. <a href="https://www.egalite.org/citta-storiche-i-problemi-di-accessibilita-in-italia/">Città storiche, i problemi di accessibilità in Italia</a>. <em>Égalité</em>. 27.3.21</p>
<p>(8) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/giornata-mondiale-della-disabilita-ora-basta-lettera-aperta/">Giornata mondiale della disabilità, ora Basta! Lettera aperta</a>. <em>Égalité</em>. 3.12.22</p>
<p>(9) Legge 2/2018. <em>Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica</em> <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2018-01-11;2~art3">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2018-01-11;2~art3</a></p>
<p>(10) Legge di bilancio 2023, art. 1, comma 479</p>
<p>(11) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/intermodalita-e-sostenibilita-nei-trasporti-4-proposte-ue-nel-green-deal/">Intermodalità e sostenibilità nei trasporti, 4 proposte UE nel Green Deal</a>. <em>Égalité</em>. 22.1.22</p>
<p>(12) ISTAT (2022). <em>Popolazione residente e dinamica demografica</em> <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/12/CENSIMENTO-E-DINAMICA-DEMOGRAFICA-2021.pdf">https://www.istat.it/it/files//2022/12/CENSIMENTO-E-DINAMICA-DEMOGRAFICA-2021.pdf</a></p>
<p>(13) Legge di bilancio 2023, articolo 1, comma 592</p>
<p>(14) Fabio Fimiani. 70 milioni di euro dalla Regione Lombardia per 5 stazioni sciistiche. <a href="https://www.radiopopolare.it/70-milioni-di-euro-dalla-regione-lombardia-per-5-stazioni-sciistiche/">https://www.radiopopolare.it/70-milioni-di-euro-dalla-regione-lombardia-per-5-stazioni-sciistiche/</a> <em>Radio Popolare.</em> 16.1.23</p>
<p>(15) Legge di bilancio 2023, articolo 1, comma 875</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/scuole-barriere-architettoniche-piste-ciclabili-nessuna-priorita-in-italia/">Scuole, barriere architettoniche, piste ciclabili. Nessuna priorità in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Elena Bosani nuova presidente di Égalité onlus</title>
		<link>https://www.egalite.org/elena-bosani-nuova-presidente-di-egalite-onlus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 06:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Bosani]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da lunedì 9 maggio 2022, la onlus Égalité ha una nuova presidente, Elena Bosani, già nota ai nostri lettori per i suoi articoli. La nuova presidente<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da lunedì 9 maggio 2022, la onlus Égalité ha una nuova presidente, Elena Bosani, già nota ai nostri lettori per i suoi articoli. La nuova presidente ha percorso una lunga strada, che amiamo condividere.</p>
<h2>Elena Bosani, chi è la nuova presidente di Égalité</h2>
<p>Elena Bosani è  avvocato dal 2004,  iscritta all’ordine degli avvocati di Milano. Dopo una tesi di laurea sulla devianza minorile, ha iniziato a lavorare occupandosi prevalentemente di diritto minorile sia in sede penale che civile, oltre che di diritto di famiglia, separazioni e divorzi, affidi, reati di violenza domestica, maltrattamenti e <em>stalking</em>.</p>
<p>&#8216;<em>Sono stati anni formativi, molto intensi ed emotivamente altrettanto coinvolgenti, che mi hanno permesso, tra gioie e dolori, di imparare, di crescere e di diventare la persona di oggi</em>&#8216;, dice Elena.</p>
<h2>L&#8217;immersione nel diritto alimentare</h2>
<p><strong>Successivamente</strong>, complice la passione per il vino (diploma di Sommelier FISAR) e la cucina naturale, Elena Bosani ha seguito un Master breve in diritto alimentare e legislazione vitivinicola e ha iniziato a occuparsi, in parte, anche di questo settore.</p>
<p><strong>Ha seguito poi</strong> un secondo Master di primo livello in diritto della Sicurezza alimentare, con una tesi dal titolo: &#8216;<em>Novel Food. Population overshoot. Food security and safety verso un’economia circolare&#8217;</em>.</p>
<h2>La passione per i diritti umani</h2>
<p>Grazie anche alla collaborazione con Dario Dongo, fondatore di Égalitè e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/">Gift</a>, Elena Bosani si è appassionata al tema dei <strong>diritti umani</strong> e ha da poco concluso un corso di specializzazione in <em>Business and Human Rights</em>, organizzato dal Consiglio d&#8217;Europa.</p>
<p><strong>Assieme a due care colleghe</strong>, ha fondato lo Studio Legale Bosani Fiorentino Parrelli, (Milano e Francoforte, dove vive dal 2018), una realtà che vuole superare il concetto dello studio legale classico e presentarsi come una struttura flessibile, alla &#8216;portata di un clic&#8217;,  dove la tecnologia smaterializza la struttura dello studio tradizionale. Le tre professioniste lavorano in <em>smart working</em> o direttamente presso i clienti, libere di gestire il loro tempo e le loro attività, nel rispetto degli impegni assunti e di un <em>work life balance</em>.</p>
<h2>Sostenibilità ambientale e sociale</h2>
<p><strong>Il progetto</strong> che ha ispirato il nuovo studio è di mettere a disposizione professionalità ed esperienza per contribuire ad affrontare le grandi sfide globali, verso una piena sostenibilità sociale ed ambientale.</p>
<p>&#8216;<em>Il nostro impegno cerca di andare oltre la tutela giurisdizionale, organizziamo e partecipiamo ad eventi di beneficenza e a campagne di sensibilizzazione legate al tema dei diritti umani, della tutela dell&#8217;ambiente e a tematiche di giustizia sociale</em>&#8216;, dice la neoeletta presidente di Égalité.</p>
<p><strong>Tra gli eventi</strong> organizzati figurano<br />
&#8211; <em>Sport e disabilità</em>. Come lo sport può diventare un mezzo di inclusione sociale, con l&#8217;Associazione italiana parkinson,<br />
&#8211; <em>Incontro sul tema della guerra in Afghanistan</em>, con Fabio Geda e Enaiatollah Akbari e presentazione del libro &#8216;<em>Nel mare ci sono i coccodrilli&#8217;</em>,  che racconta il viaggio di sopravvivenza di Enaiatollah Akbari, di etnia hazara. Nato in Afghanistan, Enaiatollah è fuggito all&#8217;età di 10 anni dalle persecuzioni dei talebani, riuscendo ad attraversare Pakistan, Iran, Turchia e Grecia, fino ad arrivare in Italia, dove ha trovato una nuova famiglia,<br />
&#8211; <em>Running for the planet</em>, per sovvenzionare progetti di integrazione per rifugiati e progetti di ripristino ecologico e tutela della biodiversità in diverse zone del Brasile,<br />
&#8211; <em>La mafia come fenomeno non solo italiano</em>. Confronto Italia &#8211; Germania.<br />
&#8211; Lezioni di legalità nelle scuole.</p>
<h2>Lo sport scuola di vita</h2>
<p><strong>Lo sport</strong> ha un ruolo centrale. &#8216;<em>Credo nel valore dello sport, come scuola di vita, come strumento di inclusione, socializzazione e di formazione. Sono un ex cestista, ho giocato a basket per oltre 20 anni, ho allenato squadre sia femminili che maschili e con tanta franchezza posso dire che lo sport mi ha insegnato e dato davvero tanto e mi ha dato modo di aiutare tanti adolescenti in difficoltà</em>&#8216;, dice Elena Bosani.</p>
<p>Recentemente, Elena ha approfondito come <strong>l&#8217;attività motoria influisca positivamente su alcune patologie</strong>, fungendo da trattamento terapeutico, unitamente a quello farmacologico.<br />
Ad esempio, sulle <em>performance</em> motorie del <strong>malato parkinsoniano</strong>, ma anche su un altro sintomo molto comune come la <strong>depressione</strong>.</p>
<p>Da appassionata di vini, nel tempo libero Elena si diverte a fare la <em>sommelier</em> a qualche evento enogastronomico, soprattutto in Germania, dove la nostra cucina e il nostro buon vino sono molto apprezzati.</p>
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		<title>Diritti umani e accessibilità, la vergogna degli avvocati a Roma</title>
		<link>https://www.egalite.org/diritti-umani-e-accessibilita-la-vergogna-degli-avvocati-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 14:39:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Organismo di mediazione forense]]></category>
		<category><![CDATA[tutela accessibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giornata internazionale per i diritti umani, il 10 dicembre, segue ogni anno quella dedicata alle persone con disabilità. A Roma si celebra invece la vergogna di chi<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata internazionale per i diritti umani, il 10 dicembre, segue ogni anno <a href="https://www.egalite.org/giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita-3-12-21-lettera-aperta/">quella dedicata alle persone con disabilità</a>.</p>
<p>A Roma si celebra invece la vergogna di chi il diritto dovrebbe conoscerlo e invece lo nega, all’ordine degli avvocati purtroppo.</p>
<h2>Roma, aule di mediazione inaccessibili</h2>
<p><strong>La mediazione pre-giudiziaria</strong>, nella capitale d’Italia, è gestita dalla Fondazione Organismo di mediazione forense. Ed è organizzata, tra l’altro, al secondo piano di uno stabile (in via Attilio Regolo 12D) il cui ascensore è inaccessibile alle persone con disabilità motoria.</p>
<p><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-5452" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati.jpeg" alt="1" width="621" height="828" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati.jpeg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-225x300.jpeg 225w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-768x1024.jpeg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-370x493.jpeg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-800x1067.jpeg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-185x247.jpeg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-740x987.jpeg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-20x27.jpeg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-400x533.jpeg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/fondazione-avvocati-36x48.jpeg 36w" sizes="auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px" />  </a><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile-.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-5461" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile-.jpeg" alt="2" width="624" height="468" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile-.jpeg 854w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--300x225.jpeg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--768x576.jpeg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--370x278.jpeg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--800x600.jpeg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--20x15.jpeg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--185x139.jpeg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--740x555.jpeg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--400x300.jpeg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/ascensore-inaccessibile--64x48.jpeg 64w" sizes="auto, (max-width: 624px) 100vw, 624px" /></a><br />
<strong>Le persone </strong>che vivono in sedia a rotelle o si muovono con deambulatore perciò &#8211; una volta recatesi nel luogo indicato per esercitare i propri diritti, secondo quanto previsto dal codice di procedura civile &#8211; sono impossibilitate ad accedervi.</p>
<h2>Égalité, segnalazione all’Ordine degli Avvocati</h2>
<p><strong>Égalité</strong> &#8211; preso atto di quanto sopra, attraverso chi scrive &#8211; ha segnalato la questione alla Fondazione Organismo di mediazione forense, all’Ordine degli Avvocati e per conoscenza al Presidente del Tribunale di Roma, tramite PEC 29.11.21 (v. All. 1).</p>
<p><strong>L’ordine degli avvocati </strong>e la fondazione hanno risposto in una sola PEC a firma del presidente del consiglio direttivo avv. Antonino Galletti, il 10.12.21 (v. All.2). Non per impegnarsi a ripristinare la legalità, magari anche chiedere scusa, ma per argomentare.</p>
<h2>Ordine degli avvocati di Roma, la vergogna</h2>
<p><strong>Il rappresentante</strong> di ordine degli avvocati e organismo di mediazione forense della città ove è stata fondata l’Europa si introduce adducendo di ‘<em>porgere massimo rispetto</em>’ verso le regole richiamate da Égalité. Vantando anzi la ‘<em>grande sensibilità da sempre mostrata</em>’ verso la ‘<em>tutela delle persone diversamente abili</em>’. Salvo però smentirsi nelle righe a seguire.</p>
<p><strong>Si premura </strong>di affermare, l’avvocato Antonino Galletti, che la fondazione non è proprietaria delle mura ove gestisce le mediazioni giudiziarie. Una retorica da azzeccagarbugli che non esime certo il suo gestore dal dovere di garantire la piena accessibilità dei locali di giustizia (ove pure attinenti a una fase pre-giudiziaria).</p>
<h2>Abilismo</h2>
<p><strong>La presidenza</strong> dell’Ordine degli Avvocati di Roma, dal cui indirizzo proviene la PEC in esame, si espone poi a ulteriore vergogna. L’avvocato Antonino Galletti adduce falsamente che i locali gestiti dalla fondazione sono ‘<em>sostanzialmente privi di barriere architettoniche</em>’. Ed elabora, su questa falsità, una teoria ‘abilista’.</p>
<p><strong>L’inaccessibilità oggettiva </strong>dei locali viene mascherata in ‘<em>difficoltà oggettiva per determinati soggetti, come è il caso da lei segnalato della sedia a rotelle che per la sua ampiezza non può entrare nell’ascensore</em>’. Tutto si ribalta, in un artificio retorico secondo cui non è la società a dover essere inclusiva ma sono ‘<em>determinati soggetti</em>’ a doversi adattare.</p>
<h2>Alla peggio</h2>
<p><strong>Alla peggio</strong> &#8211; prosegue il presidente della fondazione &#8211; i ‘<em>determinati soggetti</em>’ di cui sopra possono eseguire gli incontri di mediazione presso la sede dell’ordine degli avvocati di Roma ‘<em>in locali particolarmente ampi per cui l’accesso è assolutamente garantito e facilitato</em>’. Trascurando però alcuni aspetti:</p>
<p>&#8211; la disabilità in Italia non riguarda ‘<em>determinati soggetti</em>’ ma almeno il 5,2% della popolazione (<a href="https://www.egalite.org/conoscere-la-disabilita-rapporti-istat-ed-eurostat/">dati ISTAT</a>). Vale a dire 3,1 milioni di persone, di cui 1,6 milioni al di sotto dei 75 anni di età,</p>
<p>&#8211; si aggiungono le c.d. ‘disabilità invisibili’, incluse le debolezze legate all’età, nel Paese UE con la maggior prevalenza di anziani (<a href="https://www.egalite.org/elezioni-amministrative-2021-persone-disabili-e-anziani-esclusi/">dati Eurostat</a>). E altre vulnerabilità (es. obesità grave) incompatibili con gli ascensori in miniatura.</p>
<h2>Mediazione inaccessibile, cosa fare</h2>
<p><strong>L’inaccessibilità dei locali di giustizia</strong> è illegale e inaccettabile. E non viene neppure preventivamente comunicata nelle convocazioni. L’insieme di persone con disabilità e fragilità varie si trova perciò ad affrontare difficoltà, oneri e costi per ritrovarsi nell’androne di locali di giustizia inaccessibili senza preavviso.</p>
<p><strong>È nostro diritto </strong>pretendere che l’incontro di mediazione abbia luogo in ogni caso, sia pure nell’androne del palazzo. Senza venire costretti a un rinvio che è sempre e comunque pregiudizievole, anche soltanto per la fatica e i costi richiesti per una nuova uscita. Rivendichiamo i nostri diritti, chiediamo l’annotazione a verbale della inaccessibilità dei locali, protestiamo.</p>
<h2>Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità</h2>
<p><strong>La Convenzione ONU </strong>sui diritti delle persone con disabilità (<em>UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities</em>, CRPD) &#8211; adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13.12.06 e recepita in Italia con legge 3.3.09 n. 18 &#8211; è in vigore dal 15.3.09. (1)</p>
<p><strong>Senza indulgere</strong> su principi e obblighi generali (articoli 3 e 4), il criterio di uguaglianza e non-discriminazione (art. 5) e l’accessibilità (articolo 9), si richiama il concetto di accesso alla giustizia. Nel testo originale, poiché l’Italia ancora non ha provveduto alla traduzione ufficiale della CRPD, nei 15 anni trascorsi dalla sua firma.</p>
<h2><em>Access to Justice</em></h2>
<p><strong>‘<em>States Parties</em></strong><em> shall ensure effective access to justice for persons with disabilities on an <strong>equal basis</strong> with others, including through the provision of procedural and age-appropriate accommodations, in order to facilitate their effective role as direct and indirect participants, including as witnesses, <strong>in all legal proceedings, including</strong> at investigative and other <strong>preliminary stages</strong>.</em></p>
<p><em>In order to help to ensure effective access to justice for persons with disabilities, States Parties shall promote appropriate training for those working in the field of administration of justice, including police and prison staff</em>’ (CRPD, articolo 13).</p>
<h2>Se non ora quando?</h2>
<p><strong>La vita quotidiana</strong> della più grande minoranza nella società italiana è offuscata dalle barriere sociali e culturali &#8211; oltreché dalle barriere architettoniche &#8211; di cui il caso odierno offre solo uno degli infiniti esempi, tra ignoranza e cialtroneria.</p>
<p><strong>Andiamo avanti</strong> senza mediazioni, a costo di portare l’omonima fondazione alla Corte Europea dei Diritti Umani. Fino a quando, anche in Italia, si affermerà il rispetto dei diritti umani violati sistematicamente in ogni dove. Ora basta.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Legge 3.3.09 n. 18. <em>Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13.12.06 e istituzione dell&#8217;Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.</em> Testo aggiornato al 14.12.18 su Normattiva, <a href="https://bit.ly/3ygBgcM">https://bit.ly/3ygBgcM</a></p>
<p><strong>Allegati</strong></p>
<p>(1) Égalité, PEC 29.11.21 &#8211; <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/Segnalazione-inaccessibilita-locali-mediazione-giudiziaria-1.pdf">Segnalazione inaccessibilità locali mediazione giudiziaria</a><br />
(2) Ordine avvocati Roma, Fondazione Organismo di mediazione forense, PEC 10.12.21 &#8211; <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/Riscontro-a-Nota-del-29.11.2021-Fondazione-Organismo-di-Mediazione-Forense-di-Roma.pdf-Fri-Dec-10-11_30_18-GMT-01_00-2021-1.pdf">Riscontro a Nota del 29.11.2021 &#8211; Fondazione Organismo di Mediazione Forense di Roma.pdf &#8211; Fri Dec 10 11_30_18 GMT 01_00 2021</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritti-umani-e-accessibilita-la-vergogna-degli-avvocati-di-roma/">Diritti umani e accessibilità, la vergogna degli avvocati a Roma</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Amnesty: ecco le violazioni dei diritti umani nelle RSA durante Covid-19</title>
		<link>https://www.egalite.org/residenze-per-anziani-e-covid-amnesty-denuncia-violazioni-dei-diritti-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 12:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[RSA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5332</guid>

					<description><![CDATA[<p>Amnesty International denuncia le violazioni dei diritti umani durante la pandemia da Covid 19, soprattutto nelle residenze sociosanitarie e socioassistenziali, le RSA, e chiede l&#8217;istituzione di una<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/residenze-per-anziani-e-covid-amnesty-denuncia-violazioni-dei-diritti-umani/">Amnesty: ecco le violazioni dei diritti umani nelle RSA durante Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Amnesty International</em> denuncia le violazioni dei diritti umani durante la pandemia da Covid 19, soprattutto nelle residenze sociosanitarie e socioassistenziali, le RSA, e chiede l&#8217;istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta.</p>
<p>Nella primavera del 2020, sono stati minacciati e violati il diritto alla vita, alla salute, alla non discriminazione per gli anziani che sono morti a migliaia. Diritto alla libertà di espressione, alla libertà di associazione, a condizioni di lavoro sane e sicure per i lavoratori dei centri anziani. Operatori e operatrici sociosanitari e socioassistenziali che prima hanno lottato a mani nude (letteralmente: non c’erano dispositivi di protezione né mascherine né tamponi) contro la pandemia, poi hanno subito discriminazioni, intimidazioni, fino a licenziamenti ingiusti, quando hanno cercato di raccontare le condizioni di lavoro cui sono stati costretti, riferisce <em>Amnesty International.</em></p>
<h2>Abbandonati nelle RSA</h2>
<p><strong>L’associazione</strong> ha diffuso due documenti, uno a dicembre del 2020 e l’altro a ottobre di quest’anno.</p>
<p><strong><em>Abbandonati</em></strong>, è il titolo del rapporto pubblicato a dicembre del 2020 sugli anziani che hanno perso la vita nelle RSA. All’interno di queste strutture <em>Amnesty</em> ha trovato violazioni e mancata tutela del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione dei pazienti anziani da parte delle istituzioni, a livello nazionale, regionale e locale. (1)</p>
<p>&#8216;<em>Nel rispondere alla pandemia,<strong> il governo italiano e le autorità</strong> <strong>regionali</strong> non sono riusciti a intraprendere misure tempestive per tutelare la vita e i diritti delle persone anziane presenti nelle strutture residenziali sociosanitarie e, di fatto, <strong>hanno</strong> <strong>adottato politiche e consentito pratiche che hanno messo a rischio la vita e la sicurezza</strong> sia degli ospiti che degli operatori sanitari. </em></p>
<p><em>Tali decisioni e politiche hanno prodotto o contributo a determinare <strong>violazioni dei diritti umani</strong> degli ospiti anziani residenti, in particolare del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione. Hanno anche avuto un impatto sui diritti alla vita privata e familiare degli ospiti delle strutture ed è possibile che, in certi casi, ne abbiano violato il diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti</em>&#8216;, (Amnesty, Abbandonati).</p>
<p><strong>Le misure di protezione</strong>, i tamponi, le procedure di controllo delle infezioni sono state adottate solo quando l’epidemia dilagava. Racconta il direttore di una struttura di Milano: &#8216;<em>Noi nelle Rsa siamo stati abbandonati; siamo stati messi in situazioni ad alto rischio per le quali non avevamo le capacità e non abbiamo ricevuto alcuna guida, nessun supporto</em>&#8216;.</p>
<h2><em>Combattevamo il fuoco senza estintori e con le mani legate</em></h2>
<p><strong>L’impatto della pandemia</strong> sulla RSA è stato devastante. All’inizio non c’erano mascherine e dispositivi di protezione individuali. La maggior parte dei centri per anziani non ha potuto accedere ai tamponi fino dopo il periodo di massima diffusione del virus. In gran parte dei casi, non c’erano sistemi per isolare adeguatamente i pazienti infetti o potenzialmente contagiati. Mancava personale e quello che c’era è stato sottoposto a turni di lavoro massacranti.</p>
<p><strong>Il responsabile</strong> di una struttura residenziale sociosanitaria per persone anziane si è espresso così: &#8216;<em>Combattevamo il fuoco senza estintori e con le mani legate dietro la schiena</em>&#8216;.</p>
<p>Il personale di varie strutture ha raccontato ad <em>Amnesty International</em> di aver ricevuto Dpi solo nella prima metà di aprile, ormai dopo la morte di migliaia di ospiti a causa del Covid.</p>
<p><strong>La carenza di dispositivi</strong> di protezione, racconta l’associazione, è certo un problema che ha riguardato l’intera Europa. Agli ospedali è stata data la precedenza rispetto alle RSA. Quello però che emerge dalle denunce raccolte da <em>Amnesty</em> è che non sia stato garantito l’accesso paritario alle cure ospedaliere per gli anziani ospiti delle RSA di cui si sospettava il contagio, pur nella situazione di grave criticità in cui si trovavano gli ospedali oberati di lavoro. Che ci sia stato &#8216;<em>un rifiuto generalizzato nei confronti di ospiti ultrasettantacinquenni di Rsa</em>&#8216;. Insomma: gli anziani non venivano accettati tour court, senza che ci fosse una valutazione clinica individuale.</p>
<p><strong>Ancora una volta</strong> sono le parole dei sopravvissuti a raccontare bene quello che è accaduto.</p>
<p>&#8216;<em>Dopo forti insistenze, l’8 maggio mia madre è stata <strong>trasferita in ospedale in fin di vita</strong></em>&#8216;, racconta la figlia di una residente sopravvissuta al Covid in una Rsa di Milano. &#8216;<em>Nella Rsa mi è stato detto ripetutamente che non c’era nulla da fare. Tuttavia, secondo il medico del pronto soccorso in ospedale, il problema era la setticemia sanguigna, l’insufficienza renale dovuta a disidratazione e malnutrizione. Nel reparto malattie infettive dell’ospedale hanno fatti miracoli e lei ce l’ha fatta. <strong>Ora però si è rinchiusa in se stessa</strong>, ha 75 anni ma ha perso 20 anni di vita. <strong>Sono morte la metà delle persone nel reparto</strong> in cui si trovava mia madre&#8217;</em>.</p>
<p><strong>Le conseguenze</strong> sono state tragiche anche per gli anziani sopravvissuti alla pandemia, che hanno sofferto l’indebolimento delle funzioni motorie e cognitive, la perdita dell’appetito, la depressione e una generale perdita della voglia e del desiderio di vivere, con un impatto particolarmente significativo per chi soffriva di demenze o Alzheimer.</p>
<h2>Lavoratori messi a tacere</h2>
<p><strong>Quando i lavoratori</strong> dei centri per anziani hanno provato a raccontare quello che è accaduto, sono stati &#8216;messi a tacere&#8217;. Il secondo <em>dossier</em> di <em>Amnesty</em> fa luce su quanto accaduto a operatori e operatrici sanitari e sociosanitari che hanno lanciato l’allarme sulle inadeguate condizioni di lavoro e di sicurezza nei centri per anziani e hanno subìto procedimento disciplinari. Fra febbraio e agosto del 2021 Amnesty ha parlato con 34 tra operatori e operatrici in servizio nelle strutture residenziali durante la pandemia da Covid-19, così come con avvocati, esperti del settore e sindacalisti (2).</p>
<p><strong>I lavoratori</strong> hanno vissuto un clima di terrore, con la paura costante di ritorsioni. Sono stati sottoposti a ritorsioni per aver criticato la risposta alla pandemia da Covid-19. Alcuni hanno subito procedimenti disciplinari e licenziamenti, perché avevano sostenuto che le strutture avessero nascosto informazioni sui contagi fra gli anziani e fra i lavoratori e impedito di usare le mascherine sul posto di lavoro. Quasi un lavoratore su tre ha denunciato un clima di paura. I datori di lavoro hanno imposto il silenzio e adottato misure antisindacali.</p>
<p><strong>Un infermiere</strong> a contratto in una RSA privata della Lombardia ha dichiarato: &#8216;<em>Le cooperative e le strutture pubbliche hanno messo un bavaglio alle persone che hanno denunciato o parlato con la stampa</em>&#8216;.</p>
<p><strong>Una infermiera</strong> di una struttura pubblica milanese: &#8216;<em>Ultimamente ci sono state varie ritorsioni e siamo tutti in massima allerta. Ci avevano detto di non usare le mascherine per non creare panico a utenti e famiglie, ma eravamo già in pieno Covid, verso fine febbraio o inizio marzo [2020]. Ci siamo ribellati e abbiamo fatto denuncia contro la persona che ci ha ammonito di non usare le mascherine. Io sono stata messa in quarantena preventiva per motivi politici e al rientro ho dovuto fare il tampone. Anche altri colleghi sono stati allontanati in questo modo. Le ripercussioni sono iniziate subito dopo le denunce. Spesso colleghi sono stati spostati di reparto e allontanati come ritorsione. Anche io ho ricevuto una misura disciplinare per aver partecipato a una manifestazione</em>&#8216;. (2)</p>
<h2>Un settore con grandi criticità</h2>
<p><strong>Tutto questo</strong> interviene in un settore con scarsa sindacalizzazione, con una frammentazione di sigle sindacali e di contratti, cosa che ha creato isolamento fra i lavoratori. Il settore sociosanitario e socioassistenziale è molto femminilizzato, l’85% dei lavoratori è rappresentato da donne, il 12% ha un <em>background</em> migratorio, molti lavoratori sono precari o <em>part time</em>, con contratti esternalizzati e retribuzioni inferiori rispetto a quelle medie di un infermiere nella sanità pubblica.</p>
<p><strong>Sono lavoratori</strong>, ancora, che hanno subìto turni di lavoro estenuanti e turni di notte per più giornate di seguito senza adeguati periodo di riposo.</p>
<p>&#8216;<em>A volte lavoravo anche 16 ore al giorno, oppure facevo il turno di notte e poi lavoravo di nuovo il giorno dopo senza riposo, o facevo tre o quattro notti consecutive, che è anche illegale&#8217;</em>, racconta un altro infermiere.</p>
<p><strong>Qualcuno denuncia</strong> sintomi da stress post traumatico e incubi notturni.</p>
<p><strong><em>Amnesty</em></strong> chiede al parlamento italiano di &#8216;<em>istituire una commissione d’inchiesta parlamentare mirata a condurre un’indagine sulla riposta delle autorità alla pandemia, con un focus specifico sulle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali per persone anziane. Tale commissione</em> – dice l’associazione – <em>dovrebbe indagare sulle violazioni e sugli abusi del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione subiti dalle persone anziane nelle strutture residenziali» come pure sui problemi del settore dell’assistenza e sulle preoccupazioni espresse da lavoratori e sindacati riguardato a condizioni di lavoro sane, sicure, eque e dignitose&#8217;</em>.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h2>Note</h2>
<p>(1) Amnesty International. <em>Abbandonati. Violazione del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione delle persone anziane nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali in Italia durante la pandemia</em>, 17 dicembre 2020 <a href="https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2020/12/report-rsa-anziani-.pdf">https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2020/12/report-rsa-anziani-.pdf</a></p>
<p>(2) Amnesty International. <em>Messi a tacere e inascoltati in piena pandemia</em>, 22 ottobre 2021 <a href="https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2020/12/Messi-a-tacere-e-inascoltati.pdf">https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2020/12/Messi-a-tacere-e-inascoltati.pdf</a></p>
<p>(3) Amnesty, l’appello: <a href="https://www.amnesty.it/appelli/firma-diritto-salute-anziani-case-di-riposo/">https://www.amnesty.it/appelli/firma-diritto-salute-anziani-case-di-riposo/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/residenze-per-anziani-e-covid-amnesty-denuncia-violazioni-dei-diritti-umani/">Amnesty: ecco le violazioni dei diritti umani nelle RSA durante Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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