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	<title>SDGs Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>La pandemia della fame non si ferma. Fame Zero è un miraggio</title>
		<link>https://www.egalite.org/la-pandemia-della-fame-non-si-ferma-fame-zero-e-un-miraggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2022 14:42:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[FAO]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[UNICEF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A otto anni dal 2030, l’anno in cui gli obiettivi di sviluppo sostenibile avrebbero dovuto tradursi in realtà, il mondo sta facendo passi indietro per porre<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/la-pandemia-della-fame-non-si-ferma-fame-zero-e-un-miraggio/">La pandemia della fame non si ferma. Fame Zero è un miraggio</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A otto anni dal 2030, l’anno in cui gli obiettivi di sviluppo sostenibile avrebbero dovuto tradursi in realtà, il mondo sta facendo passi indietro per porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione in tutte le sue forme.</p>
<p>&#8216;<em>L&#8217;intensificarsi dei principali fattori alla base delle recenti tendenze dell&#8217;insicurezza alimentare e della malnutrizione (vale a dire i conflitti, gli estremi climatici e gli shock economici), combinati con l&#8217;alto costo degli alimenti nutrienti e le crescenti disuguaglianze, continueranno a sfidare la sicurezza alimentare e la nutrizione.</em> Ciò avverrà fino a quando i sistemi agroalimentari non saranno trasformati, diventeranno più resilienti e forniranno alimenti nutrienti a basso costo e diete sane a prezzi accessibili per tutti, in modo sostenibile e inclusivo&#8217;. (1)</p>
<p>Così l&#8217;edizione 2022 del rapporto<em> The State of Food Security and Nutrition in the World</em> (SOFI) pubblicato il 6.7.22 dall&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura (FAO), dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), dal Fondo delle Nazioni Unite per l&#8217;infanzia (UNICEF), dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) e dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS).  I numeri sono drammatici. Fame Zero al 2030 è un miraggio.</p>
<h2>Fame per 828 milioni di persone nel mondo</h2>
<p><strong>Fra 702 e 828 milioni di persone</strong> nel mondo hanno affrontato la fame nel 2021. Si tratta di circa 180 milioni di persone in più dall&#8217;inizio dell&#8217;Agenda 2030. <em>Zero Hunger</em> è lontano e la pandemia della fame, che era già evidente l’anno scorso, non invertirà la rotta (2). Anche perché la situazione internazionale è complicata dall’acuirsi di fattori che causano insicurezza alimentare e interrompono l’accesso al cibo: guerre, <em>choc</em> climatici, crisi economiche. L’andamento del 2022 non promette niente di buono. La pandemia della fame è una cupa realtà che caratterizzerà anche i prossimi anni.</p>
<h2>La pandemia della fame</h2>
<p><strong>Il mondo è sempre più affamato</strong>. Le persone colpite dalla fame nel mondo è arrivato nel 2021 a 828 milioni, con un aumento di circa 46 milioni dal 2020 e di 150 milioni dallo scoppio della pandemia di Covid-19. Il rapporto delle Nazioni Unite fornisce dunque nuove prove del fatto che il mondo si sta allontanando sempre di più dal suo obiettivo di porre fine alla fame, all&#8217;insicurezza alimentare e alla malnutrizione in tutte le sue forme entro il 2030.</p>
<p><strong>Dopo essere rimasta relativamente invariata</strong> dal 2015, la percentuale di persone colpite dalla fame è aumentata nel 2020 e ha continuato a salire nel 2021, raggiungendo il 9,8% della popolazione mondiale contro l&#8217;8% nel 2019 e il 9,3% nel 2020. Una persona su dieci in tutto il mondo soffre la fame.</p>
<p><strong>Circa 2,3 miliardi di persone</strong> nel mondo (29,3%) erano in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave nel 2021, 350 milioni in più rispetto a prima dello scoppio della pandemia di Covid. Quasi 924 milioni di persone (l&#8217;11,7% della popolazione mondiale) hanno dovuto affrontare livelli gravi di insicurezza alimentare, con un aumento di 207 milioni in due anni.</p>
<h2>Fame e disuguaglianza</h2>
<p><strong>La fame</strong> si accompagna con la disuguaglianza, è più diffusa fra le donne rispetto agli uomini e rappresenta una minaccia totale per i bambini. Nel 2021 continua ad aumentare il divario di genere nell’insicurezza alimentare, che colpisce il 31,9% delle donne nel mondo rispetto al 27,6% degli uomini,. Un divario fra l’altro in aumento rispetto al 2020.</p>
<p><strong>C’è poi l’accesso al cibo</strong> e alla dieta sana, negato a oltre 3 miliardi di persone al mondo. Secondo il <em>dossier</em> della Fao e delle Nazioni Unite, quasi 3,1 miliardi di persone non potevano permettersi una dieta sana nel 2020. Con un aumento di 112 milioni di persone rispetto al 2019. Questo riflette gli effetti dell&#8217;inflazione sui prezzi alimentari al consumo che derivano dall’impatto della pandemia e delle misure per contenerla.</p>
<h2>La fame dei bambini</h2>
<p><strong>La fame dei bambini</strong>: circa 45 milioni di bambini al mondo al di sotto dei cinque anni soffrono di deperimento, la forma più letale di malnutrizione, che aumenta il rischio di morte dei bambini fino a 12 volte. Ci sono 149 milioni di bambini sotto i cinque anni con una crescita e uno sviluppo stentati a causa di una cronica mancanza di nutrienti essenziali nella dieta. Al contrario si muove la pandemia dell’obesità con 39 milioni di bambini in sovrappeso. Le stime dicono che nel 2020 erano in sovrappeso il 5,7% dei bambini in tutto il mondo.</p>
<h2>Fame anche con la ripresa economica</h2>
<p><strong>Se questi sono i numeri</strong> di metà 2022, gli eventi del resto dell’anno non fanno presagire miglioramenti. Anche in caso di una ripresa economica mondiale, nel 2030 ci saranno ancora quasi 670 milioni di persone (l&#8217;8% della popolazione mondiale) che soffriranno la fame. Le proiezioni restituiscono un numero simile a quello del 2015 quando venne lanciato l’obiettivo di sviluppo sostenibile di porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione entro la fine di questo decennio.</p>
<p><strong>Ci si muove insomma all’indietro</strong>, anche con le proiezioni più rosee che si scontrano con una realtà fatta di una fame che avanza per l’impatto di crisi multiple.</p>
<p><strong>Sempre secondo recenti proiezioni</strong>, il prossimo anno il numero di persone che soffriranno la fame in Africa occidentale e centrale raggiungerà il massimo storico di 48 milioni di persone – fra queste 9 milioni di bambini – se non si troveranno presto soluzioni urgenti e durature per affrontare questa crisi (Unicef) (3).</p>
<h2>Il ruolo degli alimenti malsani</h2>
<p>&#8216;<em>Ogni anno, 11 milioni di persone muoiono a causa di diete malsane</em> – ha detto in occasione del lancio di SOFI 2022 il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus – <em>L&#8217;aumento dei prezzi del cibo significa che la situazione non farà che peggiorare.</em> L&#8217;OMS sostiene gli sforzi dei paesi per migliorare i sistemi alimentari tassando i cibi malsani e sovvenzionando le opzioni salutari, proteggendo i bambini dal marketing dannoso e garantendo chiare etichette nutrizionali. Dobbiamo lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi nutrizionali globali del 2030, combattere la fame e la malnutrizione e garantire che il cibo sia una fonte di salute per tutti&#8221;.</p>
<p><strong>Ma perché</strong> il mondo è più affamato che mai? La crisi alimentare che il mondo sta attraversando è frutto di una &#8216;combinazione letale&#8217; di più fattori (4). Fra questi, i conflitti sono la principale causa della fame: il 60% di chi soffre la fame vive in aree colpite da violenze e guerre. Pesano gli <em>choc</em> climatici. Gli eventi meteo estremi come le prolungate siccità distruggono vite, mezzi di sostentamento e raccolti, costringono le persone a migrare e compromettono l’accesso al cibo. Ci sono poi gli <em>choc</em> economici causati prima dalla pandemia da Covid, poi dalla guerra in Ucraina, con l’esplosione dei prezzi alimentari, dell’inflazione e la crisi energetica.</p>
<h2>Niente di buono per il futuro</h2>
<p><strong>Si legge nel rapporto SOFI 2022</strong>: &#8216;<em>Le cose non sono migliorate molto nella prima metà del 2022. Gli effetti persistenti della pandemia di Covid-19 continuano a ostacolare il progresso e a creare battute d&#8217;arresto, contribuendo a un quadro lento e misto di ripresa economica tra i paesi che indebolisce anche gli sforzi per porre fine alla fame, all’insicurezza e alla malnutrizione in tutte le sue forme. La guerra in Ucraina sta anche interrompendo le catene di approvvigionamento e influenzando i prezzi globali di grano, fertilizzanti ed energia. I prezzi globali del cibo e dell&#8217;energia sono in aumento e hanno raggiunto livelli che non si vedevano da decenni. Le prospettive di crescita economica globale per il 2022 sono state riviste in modo significativo al ribasso. La crescente frequenza e intensità degli eventi climatici estremi continuano a essere i principali fattori di disturbo della produzione agricola e delle catene di approvvigionamento, incidendo sulla sicurezza alimentare, sulla nutrizione, sulla salute e sui mezzi di sussistenza in molti paesi&#8217;</em>.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) The State of Food Security and Nutrition in the World &#8211; SOFI 2022 <a href="https://www.fao.org/3/cc0639en/online/cc0639en.html">https://www.fao.org/3/cc0639en/online/cc0639en.html</a></p>
<p><a href="https://www.fao.org/3/cc0639en/online/sofi-2022/conclusions.html">https://www.fao.org/3/cc0639en/online/sofi-2022/conclusions.html</a></p>
<p>(2) La pandemia della fame <a href="https://www.egalite.org/2021-la-pandemia-della-fame/">https://www.egalite.org/2021-la-pandemia-della-fame/</a></p>
<p>(3) Unicef <a href="https://www.unicef.it/media/malnutrizione-a-livelli-record-fao-unicef-e-wfp-chiedono-un-intervento-urgente-in-africa-occidentale-e-centrale/">https://www.unicef.it/media/malnutrizione-a-livelli-record-fao-unicef-e-wfp-chiedono-un-intervento-urgente-in-africa-occidentale-e-centrale/</a></p>
<p>(4) WFP <a href="https://it.wfp.org/crisi-alimentare-globale">https://it.wfp.org/crisi-alimentare-globale</a></p>
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		<item>
		<title>Il lavoro sulle navi di Costa Crociere. Premio all&#8217;inchiesta di Stefano Vergine</title>
		<link>https://www.egalite.org/il-lavoro-sulle-navi-di-costa-crociere-premio-allinchiesta-di-stefano-vergine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 13:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Crociere]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Turni quotidiani da 14 ore, 7 su 7, senza giorni di riposo. Per 9 mesi di fila e uno stipendio di 710 euro al mese. Poi a casa, senza paga, fino al nuovo contratto. È andata avanti così per tre anni la vita di Carlos Chavarri, peruviano di Lima, fino a quando un cassone pieno di frutta gli è scivolato dalle mani frantumandogli il ginocchio sinistro. Faceva lo chef a bordo delle navi della Costa Crociere, gigante mondiale delle vacanze sul mare. &#8216;Soffro di artrosi al ginocchio ancora adesso, nonostante varie operazioni fatte, e questo m’impedisce di lavorare&#8217;, racconta lui, che oggi ha 43 anni ed è disoccupato. </em></p>
<p><em>Silvia Benavides, anche lei di Lima, sulle navi della Costa puliva le cabine. &#8216;Lavoravo 11-12 ore nei giorni normali, 15-16 ore nei giorni di imbarco e sbarco dei passeggeri. Il tutto senza mai una giornata di riposo, per uno stipendio netto di 1.400-1.500 euro al mese&#8217;, dice. Ha resistito 18 anni, fino a quando i dolori a una gamba l’hanno costretta a sbarcare. Oggi ha 54 anni ed è disoccupata. </em></p>
<p><em>A Wilfredo Zevallos è andata persino peggio: &#8216;Facevo il facchino con turni di 10-12 ore, nessun giorno di pausa e uno stipendio medio di 1.000 euro al mese&#8217;. Nel 2014 un’ernia lombare lo ha messo a terra. Oggi è tornato nella sua Cerro de Pascos: ha 46 anni e tira a campare vendendo frutta dell’Amazzonia</em>”.</p>
<p>Inizia così l&#8217;inchiesta di Stefano Vergine pubblicata ad agosto del 2021 su <a href="https://www.fqmillennium.it/">Fq Millenium</a>, il mensile del Fatto Quotidiano, e appena insignita della menzione speciale nell&#8217;ambito del premio giornalistico svizzero Carla Agustoni.  “<em>Questo approfondimento</em> – ha spiegato la giuria del premio organizzato da AMCA, l&#8217;Associazione per l’aiuto medico al Centro America &#8211; <em>aiuta ad aprire gli occhi su una realtà sommersa come quella del lavoro sulle navi da crociera. L’articolo associa rigore contenutistico, interpellando tutte le parti coinvolte, a un elemento di denuncia sociale</em>”.</p>
<h2>Costa Crociere respinge le accuse</h2>
<p><strong>Delle condizioni di lavoro</strong> sulle navi da crociera non si sente quasi mai parlare. Gli ex dipendenti di Costa Crociere citati in questa inchiesta articolo hanno scelto di farlo, con nome e cognome, perché recriminano a Costa di averli abbandonati al loro destino dopo gli infortuni, di averli usati come ferri vecchi.</p>
<p><strong>Accuse</strong> che la compagnia respinge, così come nega casi di sfruttamento dei lavoratori: “<em>Le navi sono dotate di un sistema elettronico di rilevazione delle ore lavorate per ogni membro dell’equipaggio, proprio per monitorare e garantire il rispetto delle regole. La normativa e gli accordi sindacali prevedono che ogni marittimo abbia un minimo di 10 ore di riposo in un periodo di 24 ore, e 77 ore di riposo in un periodo di 7 giorni. Peraltro, le navi Costa applicano condizioni di miglior favore rispetto a quelle stabilite dalla normativa, e nel caso di sforamenti di orari di riposo, ammissibili solo in caso di emergenze legate alla sicurezza della nave e segnalati dal sistema informatico di rilevazione degli orari di lavoro, le ore di riposo vengono compensate entro i 7 giorni successivi</em>”.</p>
<h2>La voce dei lavoratori</h2>
<p><strong>La versione di Costa</strong> non combacia però con quella dei lavoratori intervistati. “<em>Gli orari di lavoro effettivo</em>”, ha detto ad esempio Silvia Benvaides, “<em>non venivano comunicati via email, era il capo del nostro reparto a segnarli su un foglio, ma non era quello che davvero rispettavamo: dovevamo lavorare molte più ore di quelle segnate</em>”. Questa versione è stata confermata da diversi altri ex dipendenti di Costa Crociere. Alcuni che ci lavorano ancora oggi, e per questo hanno chiesto l’anonimato, altri che intanto hanno cambiato vita.</p>
<p><strong>Le condizioni non sono uguali per tutti</strong> i dipendenti, che in totale sono circa 19mila. Gli europei, a cui spettano solitamente i compiti da ufficiali di marina e quelli di relazione con i clienti, se la passano meglio rispetto a sudamericani e asiatici, cui vengono demandate le mansioni più pesanti, dalle pulizie alla cucina, dal servizio in tavola alla sala macchine.</p>
<h2>Il contratto di lavoro</h2>
<p><strong>Costa Crociere</strong> è il più grande operatore turistico italiano. Parte del Gruppo Carnival Corporation &amp; plc, quotato alle borse di Londra e New York, è <em>leader</em> mondiale di settore con una flotta di 103 navi, sulle quali vige il contratto di lavoro italiano.</p>
<p><strong>In teoria</strong>, l’unica differenza con gli europei è che gli extracomunitari fanno riferimento alla sezione 13 del contratto, che prevede 8 ore di lavoro dal lunedì al venerdì, più 4 ore il sabato. Ovviamente se un dipendente lavora di più ha diritto alle maggiorazioni in busta paga, ma comunque non si possono superare le 191 ore di lavoro al mese, massimale che per gli europei è di 180 ore.</p>
<h2>Dalla teoria alla pratica</h2>
<p><strong>Questa però è la teoria</strong>, perché nella pratica le cose vanno diversamente. Lavorare almeno 12 ore al giorno sette su sette, come dicono di aver fatto per quasi vent’anni Silvia e Wilfredo, significa arrivare a 372 ore mensili. Cucinare per 14 ore al giorno senza mai uno stop, come racconta Carlos, vuol dire fare mensilmente addirittura 434 ore. Più del doppio di quelle consentite. Divise per uno stipendio da 710 euro al mese, portano a una paga di 1,6 euro all’ora.</p>
<p><strong>Succede oggi, in Italia</strong>. E i sindacalisti, interpellati nell&#8217;articolo pubblica da Fq Millenium, dicono di non saperne nulla.</p>
<p><a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/">#SDG8</a>, <em>Decent work and economic growth</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/il-lavoro-sulle-navi-di-costa-crociere-premio-allinchiesta-di-stefano-vergine/">Il lavoro sulle navi di Costa Crociere. Premio all&#8217;inchiesta di Stefano Vergine</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale</title>
		<link>https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-sul-piano-strategico-ue-per-la-salute-pubblica-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 20:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Global Gateway]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale. (1) Un progetto politico molto ambizioso, sul quale i cittadini e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-sul-piano-strategico-ue-per-la-salute-pubblica-globale/">Consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale. (1)</p>
<p>Un progetto politico molto ambizioso, sul quale i cittadini e le parti sociali interessate potranno esprimersi fino al 19.9.22.</p>
<h2>Salute pubblica globale, il ruolo dell’UE</h2>
<p><strong>La pandemia</strong> da Covid-19 ha messo in luce l’esigenza di affrontare con efficacia le minacce sanitarie e le disuguaglianze sanitarie, anche a livello di Unione Europea (UE). (2)</p>
<p><strong>Obiettivo generale </strong>del piano strategico della Commissione è rinnovare l&#8217;azione esterna (e interna) dell&#8217;UE in ambito sanitario, assegnandole un ruolo più chiaro ed efficiente.</p>
<h2>Piano strategico UE, i 5 punti chiave</h2>
<p><strong>Il nuovo piano </strong>strategico UE si articola su cinque punti chiave:</p>
<p>1) gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goals</em>, <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/">SDGs</a>) in Agenda ONU 2030),</p>
<p>2) la strategia UE ‘<em>Global Gateway</em>’, che aspira a promuovere connessioni digitali nei sistemi sanitari, di istruzione e di ricerca (oltreché nei settori energetico e dei trasporti) a livello globale, con un investimento UE di € 300 miliardi circa, (3)</p>
<p>3) il crescente impatto di cambiamenti climatici e perdita di biodiversità sulla salute pubblica, (4)</p>
<p>4) l&#8217;evoluzione delle malattie infettive, incluse le zoonosi (dagli animali all’uomo), e le malattie non trasmissibili (<em>Non-Communicable Diseases</em>, NCDs), (5)</p>
<p>5) i recenti cambiamenti della ‘architettura sanitaria globale’. Avendo riguardo sia al diritto umano a una copertura sanitaria universale, (6) sia all&#8217;interconnessione tra persone, animali, piante e l&#8217;ambiente, secondo l’approccio <em>One Health</em>. (7)</p>
<h2>Obiettivi UE</h2>
<p><strong>L&#8217;iniziativa</strong> si prefigge di definire una strategia per:</p>
<p>1) rafforzare i sistemi sanitari globali per affrontare le disuguaglianze sanitarie, progredire verso una copertura sanitaria universale e fornire protezione sociale in ambito sanitario,</p>
<p>2) stimolare una ‘<em>leadership mondiale</em>’ dell’UE, con un approccio <em>Team Europe</em> che contribuisca a rendere più efficaci le istituzioni multilaterali e sviluppi partenariati strategici con altre regioni del pianeta,</p>
<p>3) garantire un finanziamento efficace mediante un approccio <em>Team Europe</em>, che corrisponda alle esigenze e alle ambizioni di questa iniziativa.</p>
<h2>Strumenti</h2>
<p><strong>La strategia UE </strong>dovrebbe individuare misure tematiche e trasversali per conseguire tali obiettivi, che potranno comprendere:</p>
<p>a) un miglioramento del coordinamento, per parlare con una sola voce (insieme ai Paesi dell&#8217;UE e ai portatori di interessi) a livello mondiale, regionale e nazionale, (8)</p>
<p>b) la promozione di un coordinamento più efficace tra gli altri attori e iniziative mondiali in campo sanitario, ad esempio tramite l&#8217;attuazione del piano d&#8217;azione globale per una vita sana e il benessere di tutti (<em>Global Action Plan for Healthy Lives and Well-being for All</em>), (9)</p>
<p>c) una <em>leadership</em> che mostri l&#8217;esempio da seguire, con un aumento di credibilità. La strategia delineerà le misure necessarie che la Commissione, i Paesi dell&#8217;UE, il Parlamento e i portatori di interessi (<em>stakeholders</em>) dovranno adottare.</p>
<h2>Multilateralismo, WHO, salute al centro</h2>
<p><strong>Le misure</strong> individuate nel progetto di strategia UE in esame comprendono altresì:</p>
<p>d) il miglioramento dell&#8217;architettura sanitaria globale per affrontare le sfide sanitarie equamente e in modo più efficace.<br />
La strategia dovrebbe riflettere il multilateralismo &#8211; es. G7, G20, OCSE (9) &#8211; e la partecipazione a WHO (<em>World Health Organization</em>). (10) Promuovendo il rafforzamento del sistema sanitario con specifici flussi di finanziamento. Le pandemie dovrebbero venire affrontate con uno ‘<em>strumento specifico vincolante</em>’ e il rafforzamento del regolamento sanitario internazionale,</p>
<p>e) l&#8217;inclusione efficace della salute in tutte le politiche (commercio, resilienza delle catena di approvvigionamento globali, <em>etc</em>.) che sono essenziali per contribuire al conseguimento degli obiettivi della politica sanitaria.</p>
<p>#andràtuttobene?</p>
<p><em>Dario Dongo ed Elena Bosani</em></p>
<p><em>Immagine di copertina da Health Consumer Powerhouse (non-profit organization). Ultimi dati su <a href="https://healthpowerhouse.com/en/category/euro-health-consumer-index/?post_type=publications">https://healthpowerhouse.com/en/category/euro-health-consumer-index/?post_type=publications</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <em>Sanità mondiale &#8211; nuova strategia dell&#8217;UE</em> (<a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13506-Global-health-new-EU-strategy_en">europa.eu</a>)</p>
<p>(2) La dichiarata <em>leadership</em> europea non è purtroppo emersa nella gestione della recente pandemia. Si può fare di più, come annotato nella nostra trilogia <em><a href="https://www.egalite.org/covid-19-abc-i-nostri-ebook-sul-nuovo-coronavirus/">Covid-19, abc</a></em>. I nostri <em>ebook</em> sul nuovo coronavirus</p>
<p>(3) Strategia UE Global Gateway. V. <a href="https://bit.ly/3IHjBjB">https://bit.ly/3IHjBjB</a></p>
<p>(4) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/speciale-strategia-ue-2030-per-la-biodiversita-il-piano-annunciato-a-bruxelles/"><em>Speciale – Strategia UE 2030 per la Biodiversità, il piano annunciato a Bruxelles</em></a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 31.5.20,</p>
<p>(5) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/obesita-obesita-infantile-e-marketing-rapporto-who-europe-2022/">Obesità, obesità infantile e marketing. Rapporto WHO Europe 2022</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 16.6.22,</p>
<p>(6) Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</p>
<p>(7) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/one-health-salute-e-benessere-animale-umano-planetario-cosa-possiamo-fare/">One Health. Salute e benessere animale, umano, planetario. Cosa possiamo fare?</a> GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 2.6.21,</p>
<p>(8) Obiettivo che la Commissione europea purtroppo oggi stenta a raggiungere, sul fronte della salute pubblica associata alla sicurezza alimentare, a causa delle disfunzioni della sua DG Sante. Come si è visto nel recente caso della analisi e gestione dei rischi legati alle allergie alimentari. V. Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/allergeni-e-rasff-blackout-europeo/"><em>Allergeni e RASFF, blackout europeo</em></a>. 13.7.22,</p>
<p>(9) I concetti di salute pubblica e multilateralismo postulano ovviamente il raggiungimento della pace nella macro-regione europea. Pace in Europa, appello al cancelliere Olaf Scholz. Petizione</p>
<p>(10) Frequently asked questions of SDG3 <em>Global Action Plan</em> (<a href="http://who.int">who.int</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-sul-piano-strategico-ue-per-la-salute-pubblica-globale/">Consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Pilastro europeo dei diritti sociali, il Piano d’azione invisibile</title>
		<link>https://www.egalite.org/pilastro-europeo-dei-diritti-sociali-il-piano-dazione-invisibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 09:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piano d’azione UE varato dalla Commissione europea a marzo 2021 poneva l&#8217;obiettivo di accelerare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dalle istituzioni UE nel 2017 (1,2).<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Piano d’azione UE varato dalla Commissione europea a marzo 2021 poneva l&#8217;obiettivo di accelerare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dalle istituzioni UE nel 2017 (1,2). Venti principi essenziali sono stati indicati per correggere i mercati del lavoro e i sistemi di protezione sociale nelle direzioni di equità, sostenibilità ed efficienza.</p>
<p>Il programma richiamava gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs, <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/"><em>Sustainable Development Goals</em></a>), per riferire a tre obiettivi che dovrebbero venire conseguiti entro il 2030 grazie anche al supporto finanziario del <em>Next Generation EU</em> (o <em>Recovery Plan</em>. V. note 3,4). Qualcuno si è forse accorto di tutto ciò?</p>
<h2>1) Lavoro per tutti</h2>
<p><strong>Almeno il 78% della popolazione</strong> residente in UE in età 20-64 anni, entro il 2030, dovrebbe avere un lavoro. Una ricerca della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro mostra come il 28% degli europei abbia perso il lavoro a causa della pandemia, quasi il 50% abbia subito una riduzione di orario (e compensi), il 15% creda di rimanere senza lavoro nei tre mesi successivi. Più di uno su cinque ha difficoltà a trovare i mezzi di sussistenza e il 27% afferma di non avere risparmi su cui fare affidamento. (5)</p>
<p><strong>Il recupero dell’occupazione</strong> dovrebbe venire sostenuto, dagli Stati membri, con risorse adeguate alle seguenti misure:</p>
<p>&#8211; ridurre al minimo il divario di genere nei livelli d’occupazione,</p>
<p>&#8211; accrescere la disponibilità per tutti di servizi di educazione e cura per la prima infanzia,</p>
<p>&#8211; ridurre la prevalenza dei giovani NEET (<em>Not in Education, Employment, or Training</em>), in età 15-29 anni. Dal 12,6% (dato 2019) al 9%,</p>
<p>&#8211; garantire salari congrui e condizioni di vita e di lavoro adeguate ai lavoratori e alle loro famiglie.</p>
<p>&#8211; promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e le transizioni verso settori in espansione, quali digitale ed ecologia. (6)</p>
<h2>2) Formazione continua</h2>
<p><strong>Ogni anno</strong> almeno il 60% di tutti gli adulti dovrebbe partecipare, entro il 2030, ad attività di formazione. Nel 2016 solo il 18% degli adulti con qualifiche basse e il 37% complessivo ha partecipato ad attività di apprendimento e formazione. Abbandono, dispersione scolastica e fallimenti formativi già drammatici sono peggiorati rispetto ai dati che preoccupavano già nel 2019, allorché il 10,2% dei giovani ha lasciato istruzione e formazione, non appena assolto l’obbligo scolastico (10 anni di istruzione a partire dal sesto anno di età), senza venire più coinvolto in attività similari.</p>
<p><strong>La Commissione europea </strong>ha quindi evidenziato la necessità di intensificare gli sforzi per ridurre l’abbandono scolastico, migliorare i livelli di rendimento nell&#8217;istruzione e la formazione di base, aumentare la partecipazione degli adulti alla formazione. Si richiamano alcune iniziative già adottate nel 2020:</p>
<p><strong>&#8211; Agenda europea per le competenze</strong>. (7) Ove si afferma la necessità di consentire alle persone lo sviluppo di ‘<em>competenze per l’occupazione</em>’, sulla base di un’analisi solida del fabbisogno di <em>skills</em> e un’offerta formativa moderna e dinamica,</p>
<p><strong>&#8211; Piano d’azione per l’educazione digitale</strong>. Alfabetizzazione digitale, compresa la lotta alla disinformazione, educazione informatica, competenze avanzate per formare profili specializzati e competitivi, garantendo alle donne e alle giovani ragazze una equa partecipazione agli studi e le carriere. (8)</p>
<h2>3) Riduzione di povertà ed esclusione sociale</h2>
<p><strong>L’Unione Europea </strong>si è prefissa di ridurre di almeno un quarto il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale. Sottrarre cioè alla miseria almeno 15 milioni di persone, tra le quali di 5 milioni di bambini. <em>Save the Children </em>ha riferito in circa 20 milioni i bambini europei che oggi crescono in condizioni di povertà. E sono così privati delle possibilità di accedere a scuole, corsi di formazione, attività sportive, ludiche e culturali, con evidenti limiti allo sviluppo delle loro potenzialità. (9)</p>
<p><strong>L’ascensore sociale è rotto</strong>, in UE <a href="https://www.egalite.org/giovani-e-diseguaglianze-in-italia-lascensore-sociale-e-rotto/">come in Italia</a>.</p>
<p><strong>Un sistema europeo</strong> di garanzia per i bambini vulnerabili (<em>European Child Guarantee</em>) è stato così previsto nel Piano d’azione, onde garantire misure specifiche per minorenni e prevenire situazioni di loro indigenza economica. (10) Il Consiglio d&#8217;Europa ha poi raccomandato di adottare un reddito minimo nel 2022 e lanciare una piattaforma per i senzatetto, al fine di sostenere gli Stati membri e le città nella condivisione delle migliori pratiche e nell&#8217;identificazione di approcci efficienti e innovativi.</p>
<h2>#Égalité</h2>
<p><strong>Salute e sicurezza sul lavoro</strong>, parità di genere e altre iniziative intraprese nel contesto della c.d. ‘Unione nell’eguaglianza’ &#8211; già adottate nel 2020 in relazione a Lgbtiq, Rom, razzismo, inclusione degli immigrati e <a href="https://www.egalite.org/disabili-inclusione-sociale-sdgs-2030-risoluzione-parlamento-europeo/">persone con disabilità</a> &#8211; sono state pure richiamate in questo Piano d’azione. (11)</p>
<p><strong>Il diritto alla salute </strong>è stato ricordato anche nella strategia per un’unione della salute e nel <em>Beating Cancer Plan</em> (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/beating-cancer-plan-all-indice-pesticidi-sostanze-chimiche-tossiche-alcol-junk-food">BECA</a>), che il Parlamento europeo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/bevande-alcoliche-il-parlamento-ue-cancella-la-proposta-di-avvertenza-in-etichetta-su-alcol-e-rischi-di-tumori">ha parzialmente rinnegato</a> (12,13). Su partecipazione e dialogo sociale, la Commissione ha inoltre annunciato un’apposita iniziativa nel 2022.</p>
<h2>Dalle parole ai fatti</h2>
<p><strong>Un anno è trascorso</strong> e i fatti purtroppo non si sono registrati. Men che meno in Italia, ove rimangono tragici e invariati i dati sulla povertà assoluta che affligge 5,6 milioni di persone (9,4% della popolazione. Fonte ISTAT. V. Figura 1 e nota 14). Affinché il Piano d&#8217;Azione UE non rimanga una mera dichiarazione di principi ma si trasformi in un vero e proprio strumento operativo capace di garantire un impatto significativo sulla vita dei cittadini, è indispensabile un&#8217;assunzione di responsabilità dei diversi livelli di governo in UE, Stati membri, Regioni e amministrazioni locali.</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-5730 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0.jpeg" alt="" width="1169" height="472" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0.jpeg 1169w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-300x121.jpeg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-1024x413.jpeg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-768x310.jpeg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-370x149.jpeg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-800x323.jpeg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-185x75.jpeg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-740x299.jpeg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-20x8.jpeg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-400x162.jpeg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-119x48.jpeg 119w" sizes="(max-width: 1169px) 100vw, 1169px" /></strong></p>
<p><strong>Gli ambiziosi obiettivi</strong> che nessuno può ‘non condividere’ devono venire tradotti in impegni vincolanti con appositi calendari dei lavori, per ottenere l’attuazione nel Vecchio Continente di riforme sociali indispensabili. E gli Stati membri devono venire chiamati a rispondere per inadempimenti e ritardi, proprio come avviene in altri ambiti cruciali, qual è ad esempio la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/acque-reflue-in-agricoltura-salute-pubblica-e-sicurezza-alimentare-le-regole-ue-e-il-disastro-italiano">gestione delle acque reflue</a>.</p>
<p><strong>Politiche reflue</strong> urgono bonifica e riconversione</p>
<p><em>Dario Dongo ed Elena Bosani</em></p>
<h3> Note</h3>
<p>(1) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021DC0102">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021DC0102</a></p>
<p>(2) <a href="https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_it.pdf">https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_it.pdf</a></p>
<p>(3)<a href="https://sdgs.un.org/goals"> https://sdgs.un.org/goals</a></p>
<p>(4) <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pd">https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pd</a></p>
<p>(5) <a href="https://www.eurofound.europa.eu/data/covid-19/financial-situation">https://www.eurofound.europa.eu/data/covid-19/financial-situation</a></p>
<p>(6) Raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione su un sostegno attivo efficace all&#8217;occupazione a seguito della crisi COVID-19 (EASE)</p>
<p>(7) <a href="https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1223&amp;langId=it">https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1223&amp;langId=it</a></p>
<p>(8) <a href="https://ec.europa.eu/education/education-in-the-eu/digital-education-action-plan_it">https://ec.europa.eu/education/education-in-the-eu/digital-education-action-plan_it</a></p>
<p>(9) <a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/garantire-il-futuro-dei-bambini">https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/garantire-il-futuro-dei-bambini</a></p>
<p>(10) <a href="https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/rights-child/eu-strategy-rights-child-and-european-child-guarantee_en">https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/rights-child/eu-strategy-rights-child-and-european-child-guarantee_en</a></p>
<p>(11) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2021:101:FIN&amp;qid=1615105669638">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2021:101:FIN&amp;qid=1615105669638</a></p>
<p>(12) Unione europea della salute | Commissione europea (europa.eu)</p>
<p>(13) Piano europeo per la lotta contro il cancro: la salute in tutte le politiche (<a href="http://www.asvis.it">asvis.it</a>)</p>
<p>(14) (3) ISTAT. Nel 2021 stabile la povertà assoluta. 8.3.22, <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/03/STAT_TODAY_POVERTA-ASSOLUTA_2021.pdf">https://www.istat.it/it/files//2022/03/STAT_TODAY_POVERTA-ASSOLUTA_2021.pdf</a></p>
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		<title>ASviS, in un libro i primi 5 anni di attività</title>
		<link>https://www.egalite.org/asvis-in-un-libro-i-primi-5-anni-di-attivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 10:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[AsviS]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AsviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), celebra i primi 5 anni di attività con un libro che ne ripercorre le tappe più importanti. (1) &#8216;5<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>AsviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), celebra i primi 5 anni di attività con un libro che ne ripercorre le tappe più importanti. (1)</p>
<p>&#8216;<em>5 anni di AsviS. Storia di un&#8217;Alleanza per l&#8217;Italia del 2030</em>&#8216; è uno strumento prezioso per analizzare il percorso compiuto e le nuove sfide della più grande coalizione della società civile in Italia, con quasi 300 organizzazioni aderenti.</p>
<p>Dall’inizio del 2016, infatti, attraverso il coinvolgimento dei singoli individui, dei soggetti economici e delle istituzioni, AsviS contribuisce a sviluppare la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e promuove la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs &#8211;<em>Sustainable Development Goals</em>) (2,3).</p>
<h2>Anno 2016</h2>
<p><strong>È l’11 marzo del 2016</strong> quando l’ASviS si presenta per la prima volta alle istituzioni con le sue 80 organizzazioni accumunate da un’unica missione: mobilitare la società italiana per realizzare un’Italia e un mondo sostenibile sul piano economico, sociale, ambientale e istituzionale.</p>
<p><strong>In poco tempo</strong>, diventa un interlocutore chiave del governo nella predisposizione della Strategia italiana per lo sviluppo sostenibile e avanza le sue prime proposte al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).</p>
<p><strong>Viene poi firmato</strong> il Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca (Miur) e l’ASviS, che permette all&#8217;Alleanza di avviare percorsi formativi per i docenti sui temi dell’Agenda 2030.</p>
<p><strong>Il 28 settembre 2016</strong>, l’Alleanza presenta il suo primo Rapporto annuale, strumento importante e unico orientato a valutare la posizione dell&#8217;Europa e dell&#8217;Italia, rispetto agli obiettivi Agenda 2030 ed evidenzia l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo e propone di inserire il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione.</p>
<p><strong>Il 22 maggio</strong> viene inaugurato il Festival italiano dello Sviluppo Sostenibile, straordinario strumento di mobilitazione “dal basso”, che durerà 17 giorni, tanti quanti sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, con eventi organizzati su tutto il territorio nazionale.</p>
<p><strong>Il 2016</strong> si chiuderà con un’udienza al Quirinale. Una delegazione dell’ASviS viene ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale vengono presentate l’Alleanza e le principali proposte contenute nel Rapporto.</p>
<h2>Anno 2017</h2>
<p><strong>Il 2017</strong> è l’anno in cui l’ASviS stabilisce rapporti di collaborazione internazionale, specialmente con la società civile europea. Nasce così <em>Europe Ambition 2030</em>, una coalizione di 14 organizzazioni, tra cui la stessa ASviS.</p>
<p><strong>L&#8217;anno si chiude</strong> con l’approvazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile da parte del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), documento elaborato con la collaborazione dei diversi ministeri, alla cui redazione contribuisce anche l’ASviS in rappresentanza della società civile italiana.</p>
<h2>Anno 2018</h2>
<p><strong>È l’anno delle elezioni</strong> politiche e l’ASviS organizza un ciclo di colloqui con i rappresentanti dei partiti e con <em>leader</em> europei, per far inserire i temi dello sviluppo sostenibile nei rispettivi programmi elettorali.</p>
<p><strong>A seguito</strong> di questi incontri, la maggior parte dei principali schieramenti politici sottoscrive il Manifesto lanciato il 5 febbraio dall’ASviS, che descrive in 10 punti tutte le iniziative fondamentali per mettere l’Italia su un sentiero di sostenibilità.</p>
<h2>Anno 2019</h2>
<p><strong>A febbraio</strong> l’Alleanza presenta l’Analisi delle Legge di Bilancio alla luce dell’Agenda 2030, una pubblicazione fortemente innovativa, che dimostra la fattibilità di una valutazione della normativa in materia di bilancio, secondo i principi dello sviluppo sostenibile.</p>
<p><strong>Viene istituita la Cabina di Regia</strong> “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio, con il compito di implementare e garantire uno sviluppo sostenibile e di benessere in tutta Italia, promuovendo e coordinando le iniziative del governo per il Benessere Equo e Sostenibile (BES) e per l’attuazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.</p>
<p><strong>Il 2019</strong> vede anche un vero e proprio salto di qualità dell’azione dell’Alleanza nel campo dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Viene messo a disposizione dei docenti italiani delle scuole di ogni ordine e grado, attraverso la piattaforma Indire, il corso e-learning “<em>L’Agenda 2030 e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile</em>”.</p>
<p><strong>A settembre</strong> si registra poi l’approvazione della legge sull’introduzione dell’educazione civica nelle scuole “<em>L’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri</em>” (Art. 1 L.92/2019).</p>
<p><strong>Chiude l&#8217;anno</strong> un risultato molto importante: infatti, il Governo e il Parlamento approvano il cambio di denominazione del CIPE in CIPESS, Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, accogliendo una delle proposte, che era stata avanzata dall’Alleanza fin dall’inizio.</p>
<p><strong>Con la modifica</strong> della denominazione, a partire dal 1° gennaio 2021, il coordinamento delle politiche economiche viene orientato verso lo sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030.</p>
<h2>Anno 2020</h2>
<p><strong>È l’anno della resilienza</strong>. La pandemia non ferma l’ASviS, la quale, al contrario, rafforza il suo impegno, cogliendo nuove opportunità di dialogo e mobilitazione della società italiana e impegnandosi a orientare ancor di più le politiche verso la sostenibilità.</p>
<p><strong>Tra maggio e giugno</strong> vengono organizzati i primi tre “ASviS Live”, appuntamenti di alto livello in diretta <em>streaming</em>, che preparano il terreno per il Festival, stimolando il dialogo sulla ripresa e sul futuro del Paese all’insegna della sostenibilità.</p>
<p><strong>Con il Festival 2020</strong>, viene lanciata la campagna “ORADIAGIRE”, al fine di valorizzare le iniziative messe in campo per superare l’emergenza all’insegna della sostenibilità, ottenendo i migliori risultati di sempre in termini di mobilitazione dell’opinione pubblica.</p>
<h2>Anno 2021</h2>
<p><strong>A febbraio</strong> l’ASviS viene audita dalle Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera dei Deputati sulla bozza di PNRR.</p>
<p><strong>Il 10 febbraio</strong> si tiene in <em>streaming</em> l’evento ASviS Live “<em>Vogliamo decidere sul nostro futuro! I giovani valutano i piani italiani per il Next generation EU</em>”, momento di ascolto e confronto pubblico tra le giovani generazioni su quale futuro disegnare per il Paese attraverso il PNRR. Il Gruppo di lavoro dedicato proprio alle associazioni giovanili degli aderenti all’ASviS contribuisce al Rapporto sull’analisi della Legge di bilancio 2021 e il PNRR.</p>
<p><strong>Un percorso</strong>, quello di AsviS ricco di iniziative, di bei traguardi e di numerosi nuovi progetti per un futuro sostenibile. Basato su una collaborazione strutturale e sistematica tra istituzioni pubbliche, parti sociali, mondo della ricerca e società civile, con un continuo confronto tra diverse competenze e contaminazioni di saperi diversi, lontano da logiche settoriali.</p>
<p><strong>Con il 2021</strong> è iniziata la “decade di azione” lanciata dall’ONU per conseguire l’Agenda 2030, una corsa contro il tempo, verso un futuro sostenibile, che AsviS e noi tutti non vogliamo perdere.</p>
<p><em>Elena Bosani</em></p>
<h2>Note</h2>
<p>(1) Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (asvis.it);<br />
(2) ONU Italia La nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (unric.org);<br />
(3) <em>THE 17 GOALS | Sustainable Development</em> (un.org)</p>
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		<title>Rete per la Terra &#8211; Altragricoltura, il cibo dei diritti </title>
		<link>https://www.egalite.org/rete-per-la-terra-altragricoltura-il-cibo-dei-diritti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 18:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura contadina]]></category>
		<category><![CDATA[Altragricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ciboprossimo]]></category>
		<category><![CDATA[ecoagricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Iafua]]></category>
		<category><![CDATA[No Cap]]></category>
		<category><![CDATA[Rete per la Terra]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rete per la Terra &#8211; Altragricoltura, Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare, è una grande comunità. Anche Égalité e GIFT (Great Italian Food Trade) vi partecipano, per tutelare i diritti<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/rete-per-la-terra-altragricoltura-il-cibo-dei-diritti/">Rete per la Terra &#8211; Altragricoltura, il cibo dei diritti </a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rete per la Terra &#8211; Altragricoltura, <em>Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare</em>, è una grande comunità. Anche Égalité e GIFT (<a href="http://www.greatitalianfoodtrade.it"><em>Great Italian Food Trade</em></a>) vi partecipano, per tutelare i diritti dei contadini, le comunità rurali e quelle indigene. In raccordo con il movimento <a href="https://viacampesina.org/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>La Via Campesina</em></a>. Ecco perché.</p>
<h2>Comunità rurali, fame e malnutrizione</h2>
<p><strong>Il 70% del cibo </strong>del pianeta deriva dall’agricoltura contadina, vale a dire l’agricoltura su scala microscopica, piccola e media. La popolazione rurale è composta di circa 3,4 miliardi di persone che tuttavia, nell’80% dei casi, vivono in condizioni di povertà estrema. Paradossalmente, chi produce il nostro cibo non ne ha per sé. A dispetto delle <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/agroecologia-sdgs-salvezza-il-decalogo-della-fao">raccomandazioni FAO (2019) per il sostegno all’ecoagricoltura</a>.</p>
<p><strong>Fame e malnutrizione </strong><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/crisi-alimentare-acuta-in-almeno-27-paesi-rapporto-di-fao-e-world-food-programme">si sono aggravate</a>, da ultimo, a causa della crisi economica planetaria innescata da Covid-19. Provocando una <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/crisi-alimentare-acuta-in-almeno-27-paesi-rapporto-di-fao-e-world-food-programme">crisi alimentare acuta in almeno 27 Paesi</a> (FAO, 2020), le cui prime vittime sono i bambini (v. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/fame-da-covid-19-ecatombe-infantile-lo-studio-di-the-lancet"><em>The Lancet</em></a>).</p>
<h2>Ingiustizia sociale e ricostruzione</h2>
<p><strong>I rapporti </strong><em>State of Food Security and Nutrition in the World 2020</em> (FAO, IFAD, UNICEF, WFP, WHO, 13.7.29) e <em><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/35-miliardi-di-persone-costretti-a-fame-e-miseria-il-rapporto-fao-2020-in-controluce/">The parlous state of poverty eradication</a> </em>(Relatore Speciale all’ONU per la Povertà Estrema e i Diritti Umani, 6.7.20) attende mostrano come la metà della popolazione globale oggi viva con meno di 5,5 US$ al giorno.</p>
<p><strong>L’ingiustizia sociale </strong>è il male che affligge l’umanità, <a href="https://www.egalite.org/giustizia-sociale-giornata-mondiale-della-vergogna/">ora</a> più che mai. Covid-19 ha dimostrato il <a href="https://www.egalite.org/il-cigno-grigio-leconomia-che-verra-e-le-reti-internet-parallele/">fallimento delle teorie ‘economiciste’</a> che hanno sacrificato i servizi pubblici &#8211; sanità, educazione, reddito di base e assistenza sociale &#8211; in nome di privatizzazioni e tagli di bilancio. La ricostruzione deve quindi partire dalla ‘messa in sicurezza’ delle fasce più deboli delle popolazioni. Dedicando idonee risorse anche ai Paesi più poveri, come la stessa Unione Europea <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/food-security-i-numeri-non-tornano-a-bruxelles">si ostina a non fare</a>.</p>
<h2>Diritti dei contadini e comunità rurali, la dichiarazione ONU</h2>
<p><strong>L’Assemblea Generale ONU</strong> ha votato, il 28.11.18, la <em><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/diritti-dei-contadini-dichiarazione-onu">United Nations Declaration on the Rights of Peasants and Other People Working in Rural Areas</a>. </em> Affermando i diritti umani fondamentali che specificamente riguardano i contadini e i lavoratori in agricoltura, ma anche le comunità rurali. In sei punti:</p>
<p><strong>1) condizioni di vita adeguate</strong>. In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/"><em>Sustainable Development Goals</em></a>, SDGs) 1 e 2, eradicare la povertà estrema e sconfiggere la fame,</p>
<p><strong>2) sovranità alimentare</strong>, vale a dire diritto a disporre dei mezzi di produzione necessari affinché ogni comunità rurale possa provvedere al proprio sostentamento. Per la <a href="https://www.egalite.org/biodiversita-ed-emergenza-climatica-il-filo-comune/">tutela della biodiversità e lotta al cambiamento climatico</a>,</p>
<p><strong>3) protezione contro l’accaparramento delle terre</strong> (<a href="https://www.egalite.org/land-grabbing-e-cambiamento-climatico-il-rapporto-ipcc/"><em>land grabbing</em></a>), (2) adozione di riforme agrarie strutturali,</p>
<p><strong>4) impiego dei propri semi</strong>, che i contadini e lavoratori devono poter conservare, utilizzare, scambiare e commercializzare,</p>
<p><strong>5) pagamento equo</strong> delle derrate agricole e retribuzione dignitosa dei lavoratori.</p>
<p><strong>6) giustizia sociale</strong>. Il principio di ogni diritto rimane l’equa ripartizione delle risorse.</p>
<h2>Diritti di carta</h2>
<p><strong>La gestione responsabile</strong> delle terre, le risorse idriche e le foreste era già stata oggetto di apposite linee guida internazionali. Il <em>Committee on World Food Security </em>(CFS), presso la FAO, il 9.3.12, aveva così posto le basi giuridiche per contrastare il <em>land grabbing</em> a livello planetario. Solo in teoria purtroppo, poiché l’adozione delle <em>Voluntary Guidelines on the Tenure of Land Fisheries and Forests</em> è appunto volontaria.</p>
<p><strong>Gli investimenti </strong>in agricoltura e sistemi agricoli sono a loro volta soggetti, almeno in teoria, ai 10 <em>Principles for Responsible Investment in Agriculture and Food Systems </em>adottati dallo stesso <em>Committee on World Food Security</em> (CFS, FAO) <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/fao-la-cina-al-comando">il 15.10.14</a>. Dalle parole ai fatti nulla però è cambiato. Né cambierà, fino a che i Paesi del mondo non adotteranno una <a href="https://www.egalite.org/una-costituzione-per-la-terra/">Costituzione della Terra</a> e si impegneranno a rispettarla.</p>
<h2>Rete per la Terra, il cibo dei diritti</h2>
<p><strong>L’agricoltura dei diritti </strong>è il filo conduttore della Rete per la Terra &#8211; Altragricoltura, a cui partecipano tra gli altri Égalité e Great Italian Food Trade. Non ci si illude di poter rovesciare in un attimo il sistema agroalimentare globale, tuttora dominato dalla globalizzazione dello sfruttamento e i monopoli planetari su pesticidi e sementi (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/sementi-i-4-padroni-del-mondo"><em>Big 4</em></a>). Siamo invece determinati a promuovere la consapevolezza e il rispetto dei diritti, a partire dai territori, con azioni concrete.</p>
<p><strong>In Italia</strong>, ci si batte per l’adozione di una legge-quadro di tutela e promozione dell’<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/agricoltura-contadina-le-opportunita-inespresse/">agricoltura contadina</a>. Le parti sociali interessate hanno ampiamente condiviso il testo del <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/campagna-popolare-per-lagricoltura-contadina-in-attesa-della-legge/">disegno legge</a>, che tuttavia sfugge alle priorità di Parlamento e governo. Si attende poi il recepimento della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/pratiche-commerciali-sleali-la-direttiva-ue-2019-633">direttiva UE 2019/633</a>, per mettere fine alle pratiche commerciali sleali.</p>
<h2>Diritti dei lavoratori e spesa sostenibile</h2>
<p><strong>I diritti dei lavoratori</strong> in agricoltura sono al centro delle iniziative di Altragricoltura &#8211; Rete della Terra. Lo stato di diritto continua a venire meno ai suoi doveri di tutela dei braccianti, spesso irregolari e sfruttati oltre ogni dignità. Con il tacito assenso della politica e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/agricoltura-caporalato-alla-milanese-reti-virtuose-questioni-irrisolte">delle grandi confederazioni agricole</a>, per i rispettivi interessi elettorali e contributivi.</p>
<p><strong>Il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/acqua-e-igiene-governi-e-caporali-">caporalato</a></strong> in Europa &#8211; <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/sfruttamento-migranti-agricoltura-origine-italia-origine-spagna/">in Italia e Spagna</a>, soprattutto &#8211; e lo sfruttamento in altre aree di produzione in ogni angolo del pianeta vanno perciò combattuti con l’informazione. Affinché i consumAttori possano prendere coscienza dell’<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/il-costo-sociale-della-spesa-alimentare">impatto sociale della propria spesa</a> e imporre una svolta, acquistando i soli prodotti che derivano da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/il-carrello-della-spesa-sostenibile-labc/">filiere eque e sostenibili</a>.</p>
<h2>No Cap, Ciboprossimo, Iafua</h2>
<p><strong>Le filiere virtuose</strong> della Rete per la Terra seguono gli esempi dell’associazione internazionale No Cap &#8211; per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura &#8211; e di <a href="https://ciboprossimo.org/about/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ciboprossimo</a>, un progetto sociale teso a promuovere l’incontro tra i protagonisti dell’ecoagricoltura contadina e i consumatori. Affinché il cibo dei diritti e le sue scelte etiche siano effettivamente disponibili a tutti, in ogni territorio.</p>
<p><strong>Radio Iafua PerlaTerra</strong> raccoglie le voci di noi tutti, dal campo alla tavola. Per condividere le storie, le sofferenze e i problemi da affrontare, le aspettative e le iniziative. Con l’obiettivo di rendere tutti partecipi alle iniziative di agricoltori e pescatori rispettosi di persone e animali, ecosistemi e territori, e favorirne lo sviluppo. Con attenzione anche ai <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/apicoltura-urbana-motore-di-innovazione-sociale">progetti di agricoltura e apicoltura urbana</a>, i motori dell’innovazione sociale e del rinnovamento. All’insegna di una cultura sui valori autentici del cibo, il cibo dei diritti e della salute appunto.</p>
<p>Altragricoltura, Rete per la Terra, #Égalité!</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
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		<title>Diabete di tipo 2, l’epidemia avallata dalla politica</title>
		<link>https://www.egalite.org/diabete-di-tipo-2-lepidemia-avallata-dalla-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2020 22:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’era Covid-19 è valsa a mostrare la l’inefficienza di un sistema seviziato dai tagli alla sanità pubblica. E la mala politica continua a far danno, in<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’era Covid-19 è valsa a mostrare la l’inefficienza di un sistema seviziato dai tagli alla sanità pubblica. E la mala politica continua a far danno, in direzione opposta alla prevenzione delle malattie cronico-degenerative. Dopo l’esame di scellerate riforme a favore dei pesticidi, <a href="https://www.egalite.org/agrotossici-e-tumori-il-piu-grande-studio-su-dicamba/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">primi indiziati di tumori</a> e varie disgrazie, ecco il caso del diabete di tipo 2.</p>
<p><strong>Il diabete </strong>è una malattia cronico-degenerativa che si verifica quando il pancreas non produce abbastanza insulina, o quando il corpo non può utilizzare efficacemente l&#8217;insulina che produce. L&#8217;insulina è un ormone che regola lo zucchero nel sangue. L&#8217;iperglicemia, o aumento della glicemia, è un effetto comune del diabete incontrollato e nel tempo porta a gravi danni a molti dei sistemi del corpo, in particolare ai nervi e ai vasi sanguigni.</p>
<h2>Diabete, salute e qualità della vita</h2>
<p><strong>L’impatto</strong> del diabete su salute e benessere è grave. Questa malattia richiede infatti monitoraggi, limitazioni e trattamenti farmacologici che incidono sulla qualità della vita individuale ma anche sulla spesa sanitaria pubblica, con un’incidenza globale stimata nel 2017 in 727 miliardi di dollari.</p>
<p><strong>È una</strong> delle principali cause di cecità, insufficienza renale, attacchi di cuore, ictus e amputazione degli arti inferiori. Ed è una delle prime 10 cause di mortalità prematura negli adulti, che si stima avere causato quattro milioni di decessi a livello globale nel 2017 (<a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/diabetes">fonte WHO</a>).  Delle sue tre forme &#8211;  diabete di tipo 1 (T1D), diabete mellito di tipo 2 (T2D) e diabete mellito gestazionale (GDM) &#8211; il diabete mellito di tipo 2 rappresenta oltre il 90% dei casi.</p>
<h2>Diabete mellito di tipo 2</h2>
<p><strong>Il diabete mellito di tipo 2</strong> si sviluppa principalmente in età adulta e senile. Seguire una dieta equilibrata &#8211; rigorosamente priva di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/classificazione-nova-alimenti-naturali-e-ultraprocessati-amici-e-nemici-della-salute" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alimenti ultraprocessati HFSS</a> (<em>High Fats, Sugars and Sodium</em>), c.d. cibo spazzatura &#8211; e praticare attività fisica regolare, assieme al controllo della glicemia, sono gli unici strumenti idonei a prevenzione, controllo e limitazione dell’impiego di insulina. (1)</p>
<p><strong>L’insorgenza</strong> del diabete di tipo 2 è attribuita a uno stile di vita inadeguato, poco salutare. I suoi principali fattori di rischio sono infatti identificati in pregressa obesità o stato di sovrappeso &#8211; vale a dire diete squilibrate, anche <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/il-sale-favorisce-il-diabete" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per eccesso di sale</a> &#8211; e inattività fisica, oltre al fumo. (2) Laddove invece i fattori eziologici del diabete di tipo 1 sono in prevalenza genetici e si manifestano nei primi anni di vita.</p>
<h2>Prevalenza globale</h2>
<p><strong>La prevalenza del diabete </strong>è stata stimata nel 2019 in almeno il 9,3% della popolazione del pianeta, pari a 463 milioni di persone. Con una previsione di crescita al 10,2% (578 milioni) di qui al 2030, fino al 10,9% (700 milioni) entro il 2045. La prevalenza è maggiore nelle aree urbane (10,8%) rispetto alle zone rurali (7,2%) e nei Paesi ad alto reddito (10,4%) rispetto a quelli a basso reddito (4,0%).</p>
<p><strong>Una persona su due </strong>(50,1%) convive con il diabete senza averne conoscenza. La ridotta tolleranza al glucosio, che ne può costituire la premessa, è stimata a livello globale nel 7,5% degli individui (374 milioni), nel 2019. E si prevede raggiungerà l&#8217;8,0% (454 milioni) entro il 2030, l&#8217;8,6% (548 milioni) entro il 2045. Di conseguenza, la <em>International Diabetes Federation </em>(IDF) prevede un incremento significativo della malattia nei prossimi decenni (+25% nel 2030, +51% nel 2045). (3)</p>
<h2>Prevalenza in Italia</h2>
<p><strong>In Italia</strong> la prevalenza di diabete mellito complessiva è superiore al 5,4% rispetto alla popolazione complessiva. Oltre 3,2 milioni di abitanti, secondo rilevazioni condotte nel 2017 che peraltro, <a href="https://www.diabete.com/impatto-del-diabete-italia/">secondo altre fonti</a>, risultano già essere superate. Almeno il 5% degli italiani è afflitto dal diabete di tipo 2. Il doppio rispetto a 30 anni fa, quando i diabetici rappresentavano il 2,5% degli italiani. (4)</p>
<p><strong>La Società</strong> Nazionale di Diabetologia ha da tempo associato a uno <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/diabete-emergenza-italia">stile di vita ‘obesogeno’</a> la diffusione epidemica della malattia nella popolazione italiana, la cui insorgenza si va affermando già in giovane età. Si osserva perciò con preoccupazione la continua crescita di obesità e sovrappeso, che incidono rispettivamente sul 9,3% e il 21,3% dei minori in Italia (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/stili-alimentari-e-di-vita-gli-italiani-veg-senza-e-piatti-pronti-rapporto-eurispes">Eurispes, 2020</a>). (5) ISTAT a sua volta ha evidenziato alcuni aspetti di rilievo:</p>
<p><strong>&#8211; l’obesità</strong> rappresenta il fattore di rischio più importante. Il 32,8% delle donne e il 28,9% degli uomini obesi, in età 45-64, ha il diabete,</p>
<p><strong>&#8211; il livello di istruzione</strong> ha un impatto drammatico sull’incidenza della malattia. Che è doppia negli uomini con licenza media, rispetto a quelli laureati. Addirittura quintupla tra le donne (3,4% le donne laureate con diabete, 17,3% quelle con la terza media),</p>
<p><strong>&#8211; il Meridione </strong>è l’area più afflitta. Con una prevalenza del 5,8%, a fronte del 4% al Nord. Calabria, Basilicata, Sicilia, Campania, Puglia, Abruzzo superano la media italiana. Sul fronte opposto le province autonome di Trento e Bolzano, in Liguria e Valle d’Aosta. (6)</p>
<h2>Misure legislative</h2>
<p><strong>L’Italia</strong> è stato uno dei primi Paesi a promulgare una legge per la prevenzione e la cura del diabete mellito. La legge 115/1987 (<em>Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito</em>) ha definito il diabete una patologia ‘<em>di alto interesse sociale</em>’, fissando alcuni obiettivi fondamentali:</p>
<p>&#8211; prevenzione e diagnosi precoce,</p>
<p>&#8211; miglioramento della cura attraverso una rete di assistenza specializzata,</p>
<p>&#8211; prevenzione delle complicanze,</p>
<p>&#8211; inclusione dei diabetici nella scuola, il lavoro e lo sport,</p>
<p>&#8211; miglioramento dell’educazione sanitaria e della consapevolezza della malattia,</p>
<p>&#8211; aggiornamento del personale sanitario,</p>
<p>&#8211; individuazione della popolazione a rischio,</p>
<p>&#8211; distribuzione gratuita dei presidi diagnostici e terapeutici essenziali,</p>
<p>&#8211; istituzione della tessera personale del diabetico,</p>
<p>&#8211; istituzione di una rete diabetologica a opera di Regioni e Province autonome.</p>
<h2>Discrepanze</h2>
<p><strong>La prevenzione </strong>del diabete &#8211; come quella di obesità e sovrappeso &#8211; è fallita, con buona pace della legge 115/87 e del terzo tra i <em>Sustainable Development Goals</em> (SDGs), <a href="https://www.who.int/sdg/targets/en/"><em>Ensure healthy lives and promote wellbeing for all at all ages</em></a>. La diagnosi precoce è gravemente ostacolata, nell’era Covid-19, a causa della <a href="https://www.egalite.org/covid-19-paralisi-della-sanita-a-livello-globale-rapporto-oms/">paralisi dei servizi sanitari</a>.</p>
<p><strong>Le politiche nutrizionali</strong> sono peraltro ferme, a causa delle interferenze tossiche delle <em>lobby</em> di <em>Big Food</em>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/nutrizione-e-salute-ecco-come-big-food-ostacola-loms/">A livello internazionale</a>, europeo e nazionale. Ove il governo si ostina a rinviare l’adozione della <em>soda tax</em>, cioè la tassa sulle bevande zuccherate, la cui efficacia è ampiamente dimostrata in <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/bevande-zuccherate-e-dolcificate-snack-dolci-studi-su-mortalita-prematura-e-sugar-tax/">numerosi studi ed esperienze</a> di Paesi più ‘socialmente responsabili’.</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) Vespasiani et al. (2005) <em>Epidemiologia del diabete.</em> Ministero della Salute – Area Editoriale, http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1218_allegato.pdf</p>
<p>(2) Tamayo et al. (2014) <em>Diabetes in Europe: an update</em>. Diabetes Res. Clin. Pract. 103(2):206-17, doi:10.1016/j.diabres.2013.11.007</p>
<p>(3) Pouya Saeedi et al. (2019). <em>Global and regional diabetes prevalence estimates for 2019 and projections for 2030 and 2045: Results from the International Diabetes Federation Diabetes Atlas, 9th edition.</em> doi:<a href="https://doi.org/10.1016/j.diabres.2019.107843">https://doi.org/10.1016/j.diabres.2019.107843</a></p>
<p>(2) Disoteo et al. (2015) <em>State-of-the-art review on diabetes care in Italy.</em> Annals of Global Health 81(6):803-813, <a href="https://doi.org/10.1016/j.aogh.2015.12.013">https://doi.org/10.1016/j.aogh.2015.12.013</a></p>
<p>(4) Associazione Medici Diabetologi &amp; Società Italiana di Diabetologia (2018). <em>Standard italiani per la cura del diabete mellito 2018.</em> <a href="https://aemmedi.it/wp-content/uploads/2009/06/AMD-Standard-unico1.pdf">https://aemmedi.it/wp-content/uploads/2009/06/AMD-Standard-unico1.pdf</a></p>
<p>(5) Bonora et al. (2016). <em>Il diabete in Italia. Società Italiana di Diabetologia</em> – Bononia University Press, ISBN 978-88-6923-146-9</p>
<p>(6) Istat (2017). <em>Anni 2000-2016. Il diabete in Italia.</em> <a href="https://www.istat.it/it/files/2017/07/REPORT_DIABETE.pdf">https://www.istat.it/it/files/2017/07/REPORT_DIABETE.pdf</a></p>
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		<title>Giustizia sociale, giornata mondiale della vergogna</title>
		<link>https://www.egalite.org/giustizia-sociale-giornata-mondiale-della-vergogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 15:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[ILO]]></category>
		<category><![CDATA[ingiustizia]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si celebra oggi, 20 febbraio, il ‘Social Justice world day’, la giornata mondiale della giustizia sociale. Anzi della vergogna, per la direzione uguale e contraria impartita da<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si celebra oggi, 20 febbraio, il ‘<em>Social Justice world day</em>’, la giornata mondiale della giustizia sociale. Anzi della vergogna, per la direzione uguale e contraria impartita da ‘<em>coloro che girano le rotelle del mondo</em>’ (cit. Harumi Murakami). <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianza-economica-lo-stato-dellarte-al-g7-di-biarritz/">Come si è visto</a>, da ultimo, al G7 di Biarritz.</p>
<h2>Giustizia sociale a parole</h2>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Colmare il divario delle disuguaglianze </strong>per raggiungere la giustizia sociale</em>’ è il tema prescelto dall’ONU per celebrare nel 2020 la giornata della vergogna. (1) Dal Palazzo di vetro si narra che ‘<em>la giustizia sociale è un principio alla base della convivenza pacifica e prospera all&#8217;interno e tra le nazioni. Sosteniamo i principi della giustizia sociale quando promuoviamo l&#8217;uguaglianza di genere o i <a href="https://www.egalite.org/sangue-indigeno-a-cena-buycott/">diritti delle popolazioni indigene</a> e dei migranti. Promuoviamo la giustizia sociale quando rimuoviamo le barriere che le persone affrontano a causa di <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">genere</a>, età, razza, etnia, religione, cultura o <a href="https://www.egalite.org/disabilita/">disabilità</a></em>.’ Clap Clap.</p>
<p><strong>ILO</strong> (<em>International Labour Organization</em>) ha adottato il 10.6.08 la Dichiarazione sulla giustizia sociale per una globalizzazione equa. (2) ‘<em>La Dichiarazione si concentra sulla garanzia di risultati equi per tutti, attraverso l&#8217;occupazione, la protezione sociale, il dialogo sociale e principi e diritti fondamentali sul lavoro</em>.’ Clap Clap.</p>
<h2>Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)</h2>
<p><strong>Gli SDGs</strong> &#8211; i <a href="https://www.egalite.org/sdgs-le-6-rivoluzioni-necessarie-studio-e-commenti"><em>Sustainable Development Goals</em></a> in Agenda ONU 2030 &#8211; convergono a loro volta sull’esigenza prioritaria di ridurre le diseguaglianze:</p>
<p><strong>&#8211; eradicazione</strong> della <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">povertà estrema</a> (#SDG1)</p>
<p><strong>&#8211; stop alla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/food-security-e-nutrizione-rapporto-fao-2019" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fame</a></strong> nel mondo (#SDG2),</p>
<p><strong>&#8211; diritto universale</strong> <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/diritto-universale-allacqua-un-miraggio-agli-sgoccioli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">all’acqua e ai servizi igienici di base</a> (#SDG6),</p>
<p><strong>&#8211;<a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/"> copertura sanitaria</a></strong> universale (#SDG3),</p>
<p><strong>&#8211; <a href="https://www.egalite.org/2-scuole-su-3-inaccessibili-agli-alunni-con-disabilita-rapporto-istat/">educazione</a></strong> (#SDG4),</p>
<p><strong>&#8211; <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/la-grande-bugia-dellolio-di-palma-sostenibile-il-rapporto-di-amnesty-international-inchioda-big-food/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lavoro dignitoso</a></strong> e crescita economica (#SDG8),</p>
<p><strong>&#8211; uguaglianza </strong>di genere (#SDG5. V. nota 3),</p>
<p><strong>&#8211; riduzione delle diseguaglianze</strong>, all’interno e tra i Paesi (#SDG10. V. nota 4),</p>
<p><strong>&#8211; <a href="https://www.egalite.org/unicef-azione-umanitaria-per-i-bambini-2020/">protezione dei bambini</a></strong> (#SDG16)</p>
<h2>Alcuni dati di scenario</h2>
<p><strong>Dalle promesse</strong> di carta alla realtà, alcuni dati di <a href="https://www.egalite.org/contesto/">scenario</a> su cui riflettere:</p>
<p><strong>&#8211; 1 su 2 esseri umani</strong> vive oggi con meno di 2 dollari (1,8 euro) al giorno,</p>
<p><strong>&#8211; il 60% dei lavoratori</strong> del pianeta non ha alcun tipo di contratto di lavoro,</p>
<p><strong>&#8211; il 18%</strong> dei lavoratori ha un contratto a tempo indeterminato (dato in calo),</p>
<p><strong>&#8211; 600 milioni</strong> di nuovi posti di lavoro dovrebbero venire creati entro il 2030, solo per stare al passo con la crescita della popolazione in età lavorativa (dati ILO).</p>
<p><strong>L’economia ‘liquida’</strong>, la <em>gig economy</em>, il lavoro sregolato a piacimento di chi lo sfrutta è causa di un’insicurezza sociale dirompente. E la situazione continua a peggiorare, nelle economie c.d. avanzate come nei Paesi a Basso-Medio Reddito (<em>Low-Middle Income Countries</em>, LMIC).</p>
<h2>Le dimensioni della diseguaglianza</h2>
<p><strong>L’ultimo rapporto di UNDP</strong> (<em>United Nation Development Programme</em>) sull’evoluzione della società mette a nudo, forse meglio di altri, le diverse dimensioni della diseguaglianza che affligge le popolazioni già a partire dalla prima infanzia. A livello globale &#8211; così come in Europa e in Italia &#8211; si registrano <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/malnutrizione-infantile-cera-una-volta-la-cena/">malnutrizione infantile</a> e <a href="https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/">povertà educativa</a>, in una società suddivisa in <a href="https://www.egalite.org/giovani-e-diseguaglianze-in-italia-lascensore-sociale-e-rotto/">caste dai confini sempre più invincibili</a>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>La disuguaglianza </strong>non riguarda solo quanto guadagna qualcuno rispetto al proprio vicino. Riguarda l&#8217;ineguale distribuzione della ricchezza e del potere, le prassi sociali e politiche che conducono oggi le persone nelle strade e i fattori scatenanti che le condurranno in futuro, a meno che qualcosa non cambi</em>’ (Achim Steiner, Amministratore di UNDP, <em>United Nation Development Programme</em>, 9.12.19).</span></p>
<h2>Fatti, non parole</h2>
<p><strong>La coscienza</strong> della crisi sociale planetaria è ormai diffusa ma nessuno assume la responsabilità di stimolare un cambiamento. I diritti umani fondamentali rimangono lettera morta, privi dell’attuazione indispensabile per salvare il pianeta e i suoi abitanti. Ed è perciò che si riafferma l’esigenza di una <a href="https://www.egalite.org/una-costituzione-per-la-terra/">Costituzione per la Terra</a> quale ‘bussola etica’ di indirizzo delle politiche sociali e ambientali dei governi del pianeta.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>‘</strong><em><strong>L’eguaglianza giuridica</strong> sancita formalmente dal sistema capitalistico è un fondamento storico indispensabile per ogni lotta che miri alla sua estensione anche agli esclusi, a coloro ai quali il liberalismo classico non riconosce lo statuto di homme, in quanto tale portatore di diritti imprescrittibili.</em>’ (6)</span></p>
<p><strong>Il #WorldEconomicFailure</strong> che si riunisce ogni anno a Davos da mezzo secolo è l’emblema del fallimento dei rappresentanti del <em>crony capitalism</em> nel dichiarato obiettivo di consentire alla ‘mano invisibile del mercato’ un ruolo favorevole allo sviluppo economico del pianeta. Ed è velleitario credere che un club privato a cui partecipano (con quote di affiliazione tra i 60mila e i 600mila franchi svizzeri) quelle mille <em>Corporation</em> responsabili della crisi sociale in atto possa anche solo mitigare la crisi dalle stesse causata.</p>
<p><strong>La politica</strong> deve rinnovarsi e affrancarsi dalla guida di quei centri di potere che affliggono le popolazioni. Recuperare il controllo dell’economia attraverso regimi fiscali idonei alla effettiva redistribuzione della ricchezza. Applicare imposte efficaci sui capitali e le loro rendite, sui redditi di posizione che sono tuttora ingiustificatamente privilegiati rispetto a quelli di lavoro. Investire sulla dignità dell’individuo e del lavoro, sulle politiche sociali a favore degli svantaggiati, sulla tutela dell’ambiente.</p>
<p><strong>Bisogna smettere</strong> di lasciare spazio a ‘<em>i sentimentali Lords che si compiacciono di trattare i lavoratori come umili clienti, si indignano ogni qualvolta la plebaglia chiede diritti e non simpatia</em>’. (7). Non rimettere al <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/amazon-evasione-fiscale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">grande evasore</a> Jeff Bezos la scelta su come ‘donare’ 10 miliardi di US$ al ‘pianeta’. Affidare piuttosto ai singoli Stati &#8211; ove adeguate tasse sono dovute &#8211; la decisione su dove come e meglio investire le risorse pubbliche per il bene comune.</p>
<p>#Égalité!</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) La <a href="https://www.un.org/en/observances/social-justice-day" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giornata mondiale della giustizia sociale</a> è stata proclamata il 26.11.07, per il 20 febbraio di ogni anno, dall’Assemblea Generale ONU,</p>
<p>(2) <em>ILO Declaration on Social Justice for a Fair Globalization</em> (10.6.08),</p>
<p>(3) Alberto Negri. <a href="https://ilmanifesto.it/il-governo-italiano-con-i-piedi-in-due-scarpe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Il governo italiano con un piede in due scarpe</em></a>. Il Manifesto, 16.2.20,</p>
<p>(4) SDG10. <em><a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg10" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Reduce inequality within and among countries</a>,</em></p>
<p>(5) UNDP. <a href="http://hdr.undp.org/sites/default/files/hdr2019.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Human Development Report 2019. Beyond income, beyond averages, beyond today: Inequalities in human development in the 21st century</em></a>,</p>
<p>(6) Karl Marx, <em>Il capitale,</em> volume I (traduzione italiana di D. Cantimori, Editori Riuniti, Roma 1989, pp. 535-36)</p>
<p>(7) K. Marx &#8211; F. Engels, Opere complete, marzo 1853 – febbraio 1854 (traduzione italiana di F. Codino, Editori Riuniti, vol. XII, p. 259)</p>
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		<title>Coronavirus e sanità pubblica, la lezione cinese</title>
		<link>https://www.egalite.org/coronavirus-e-sanita-pubblica-la-lezione-cinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 13:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[UHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’allarme coronavirus è valso a erigere una nuova Grande Muraglia nei confronti della Cina e della sua popolazione, 1 su 5 abitanti del pianeta terra. In un periodo storico che<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’allarme <em>coronavirus</em> è valso a erigere una nuova Grande Muraglia nei confronti della Cina e della sua popolazione, 1 su 5 abitanti del pianeta terra. In un periodo storico che si connota, guarda caso, per le tensioni commerciali scatenate dall’amministrazione di Donald Trump nei confronti dell’Impero di Mezzo. Al di là dell’isteria collettiva, il <em>coronavirus</em> mieterà probabilmente meno vittime di quelle causate ogni anno dalle zoonosi che affliggono la filiera agroalimentare negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>La lezione cinese</strong> sulla sanità pubblica, a ben vedere, va oltre la <a href="https://www.globaltimes.cn/content/1178224.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">brillante gestione</a> di un’emergenza in metropoli e province ad alta densità abitativa. Riguarda invece gli straordinari investimenti pubblici per garantire la <em>Universal Health Coverage</em> (UHC). Vale a dire la copertura sanitaria universale, in un Paese che ospita quasi 1,5 miliardi di persone. (1) E una politica, sui farmaci e le cure, che apporterà sicuro beneficio al sistema sanitario globale.</p>
<h2>Copertura sanitaria universale, la lezione cinese</h2>
<p><strong>Il governo cinese</strong> &#8211; l’unico capace a programmare politiche di lungo corso &#8211; ha stabilito l’impegno di migliorare efficacia, efficienza e accessibilità del servizio sanitario pubblico. Gli investimenti in sanità pubblica sono quadruplicati, tra il 2008 e il 2017, fino a raggiungere € 197,4 miliardi. Con un tasso di crescita annua pari al 150% rispetto al PIL (+12,2% vs. +8,1%). La quota di PIL destinata alla sanità è così salita, dal 4,5% (2008) al 6,4% (2017).</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>‘Ensure healthy lives and promote wellbeing for all at all ages’</em></strong> (SDG 3).</span></p>
<p><strong>I finanziamenti degli ospedali</strong> pubblici, raddoppiati negli ultimi cinque anni, ammontano ora a € 34,3 miliardi/anno. Con l’obiettivo di raddoppiarne le capacità, entro il 2030, per un valore complessivo atteso in € 2,1 mila miliardi. Il tasso di ospedalizzazione è salito dal 7,4% del 2010 al 13,5% del 2016, senza registrare differenze di rilievo legate ai redditi della popolazione. Sono così diminuite in maniera significativa sia le rinunce alle cure ospedaliere, sia le differenze tra provincie in termini di mortalità materna (con riduzione spiccata nelle aree più povere.</p>
<p><strong>L’impegno pubblico</strong> per finanziare la copertura sanitaria universale ha comportato una radicale modifica della composizione della spesa sanitaria complessiva. La sua copertura è attualmente garantita <em>in primis</em> da assicurazione pubblica (42%) e spesa sanitaria pubblica (30%). Con una drastica diminuzione della componente di spesa a carico dei cittadini (dal 50 al 28% tra il 2008 e il 2017), in corso di ulteriore riduzione. (2)</p>
<h2>Prezzi dei farmaci</h2>
<p><strong>Il raggiungimento degli obiettivi</strong> ha richiesto e tuttora comporta investimenti straordinari in infrastrutture, tecnologia, risorse umane e professionali. Ma il governo cinese è altresì intervenuto sul controllo dei costi dei farmaci, imponendo a <em>Big Pharma</em> una drastica riduzione dei loro prezzi per garantire il loro accesso alla più ampia popolazione del pianeta. Grazie a questa politica &#8211; che si traduce anche in un’economia di scala senza pari, in una logica <em>win-win</em> &#8211; gli stessi farmaci costano ora in Cina meno della metà rispetto agli USA.</p>
<p><strong>Alcuni esempi </strong>(fonte Drugs.com):</p>
<p>&#8211; Entecavir (farmaco usato per il trattamento dell’epatite B), 0.5mg, 28 compresse. Prezzo in USA CNY 83,16 (10,81 €), prezzo in Cina CNY 17,36 (2,26 €),</p>
<p>&#8211; Atorvastatin (per il trattamento dell’ipercolesterolemia), 20mg, 7 compresse. Prezzo in USA CNY 58 (7,54 €), prezzo in Cina CNY 6,6 (0,86 €).</p>
<h2>L’impatto della Cina sul sistema sanitario globale</h2>
<p><strong>I prezzi dei farmaci</strong> generici sono più che dimezzati in Cina rispetto a quelli vigenti in USA (-52% in media), quelli di alcune case farmaceutiche (es. Pfizer, Roche, Merck) ridotti fino al 70% e a volte ancor più. Grazie a programmi governativi di acquisto collettivo. I colossi farmaceutici registrano nell’Impero di Mezzo un tasso di crescita e un volume complessivo delle vendite che non può venire trascurato. In un percorso di bilanciamento senza precedenti, che avrà sicuro impatto sul mercato globale.</p>
<p><strong>Pechino</strong> ha inoltre rinnovato il suo sistema di approvazione dei nuovi farmaci, ora più rapido che in molti altri Paesi. Attraendo, tra l’altro, nuovi finanziamenti in capitale di rischio &#8211; quadruplicati negli ultimi 4 anni, fino a raggiungere € 15,9 miliardi &#8211; a favore di <em>start-up</em> nel settore delle biotecnologie (fonte <em>ChinaBio LLC</em>). Ai farmaci a prezzi equi si aggiungono quindi gli investimenti (privati, oltreché pubblici) nella ricerca.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘<em>La posta in gioco</em></strong><em> non è solo il benessere di milioni di cinesi, ma il futuro del settore sanitario globale. La Cina ha puntato gli occhi sulla creazione di un sistema sanitario del Santo Graal che soddisfi le esigenze dei pazienti e controlli i costi, incoraggiando al contempo la ricerca all&#8217;avanguardia &#8211; e il mondo sta guardando</em>.’ (3)</span></p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) E sarà infatti la Cina il primo, forse l’unico dei 194 Stati membri WHO (<em>World Health Organization</em>, o OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità) a raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 3, in Agenda ONU 2030. Una breve sintesi dei <em>Sustainable Development Goals </em>(SDGs) in Agenda ONU 2030 su <a href="https://www.egalite.org/category/sdgs/">https://www.egalite.org/category/sdgs/</a>.</p>
<p>In merito allo SDG 3, si veda <a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3</a></p>
<p>(2) Per approfondimenti si veda Gavino Maciocco. <a href="https://www.saluteinternazionale.info/2019/10/cina-10-e-70/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Cina: 10 e 70</em></a>. Salute internazionale, 16.10.19,</p>
<p>(3) Dong Lyu, Rachel Chang e Adrian Leung. <a href="https://www.bloomberg.com/graphics/2019-china-healthcare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>China Is Striving for the World’s Best</em>,<em> Cheapest Healthcare</em></a>. Bloomberg News, 20.10.19</p>
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		<title>Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</title>
		<link>https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 12:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una dichiarazione politica di alto livello sulla Copertura Sanitaria Universale è stata adottata il 23.9.19, per la prima volta nella storia, dai capi di Stato e di governo<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una dichiarazione politica di alto livello sulla Copertura Sanitaria Universale è stata adottata il 23.9.19, per la prima volta nella storia, dai capi di Stato e di governo e dei loro rappresentanti alle Nazioni Unite (ONU). (1)</p>
<h2>Copertura sanitaria universale, gli obiettivi teorici</h2>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Copertura sanitaria universale</strong> ‘<em>significa che tutti gli individui e le comunità ricevono i servizi sanitari di cui hanno bisogno senza subire difficoltà finanziarie. Include l&#8217;intera gamma di servizi sanitari essenziali e di qualità, dalla promozione della salute alla prevenzione, al trattamento, alla riabilitazione e alle cure palliative</em>’ (OMS, v. nota 2).</span></p>
<p><strong>Realizzare la <em>Universal Health Coverage</em></strong> (UHC) entro il 2030 è uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goal</em>, SDGs) già concordati dall’Assemblea Generale ONU nel 2015. L’Obiettivo n. 3 &#8211; ‘<em>Ensure healthy lives and promote wellbeing for all at all ages</em>’ &#8211; si declina infatti con il Goal 3.8. ‘<em>Raggiungere una copertura sanitaria universale, compresi la protezione dai rischi finanziari, l’accesso a servizi sanitari essenziali di qualità e l&#8217;accesso a medicinali e vaccini sicuri, essenziali, efficaci, di qualità e convenienti per tutti</em>’.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘<em>Il mondo ha ancora 11 anni</em></strong><em> per raggiungere i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile. La copertura sanitaria universale è fondamentale per garantire che ciò accada</em>’ (Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS. V. nota 3).</span></p>
<h2>Sanità pubblica, la realtà attuale</h2>
<p><strong>Il rapporto OMS 22.9.19</strong> mostra come a tutt’oggi oltre la metà della popolazione del pianeta sia priva della copertura dei servizi sanitari di base. Circa 100 milioni di persone si trovano in condizioni di povertà estrema (&lt;1,90 US$/die) a causa delle spese cui sono costrette per l&#8217;assistenza sanitaria. 200 milioni di esseri umani spendono oltre il 25% del proprio reddito per la salute. Altri 925 milioni spendono almeno il 10% del budget familiare &#8211; e non individuale, si noti bene &#8211; per pagare le cure.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘<em>Se siamo seriamente intenzionati</em></strong><em> a raggiungere una copertura sanitaria universale e a migliorare la vita delle persone, dobbiamo prendere sul serio l&#8217;assistenza sanitaria di base. Ciò significa fornire servizi sanitari essenziali come immunizzazione, cure prenatali, consigli per uno stile di vita sano il più vicino possibile a casa &#8211; e assicurarsi che le persone non debbano pagare per queste cure di tasca propria’</em> (Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS).</span></p>
<h2>5 miliardi di persone a rischio. Una scelta politica</h2>
<p><strong>I 194 Stati membri OMS</strong> devono investire almeno l&#8217;1% in più del PIL nell&#8217;assistenza sanitaria di base. (4) Vale a dire raddoppiare la copertura sanitaria, da qui al 2030. Altrimenti,</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘<em>fino a 5 miliardi di persone</em></strong><em> non saranno ancora in grado di accedere all&#8217;assistenza sanitaria nel 2030, il termine che i leader mondiali hanno fissato per raggiungere la copertura sanitaria universale. La maggior parte di quelle persone sono povere e già svantaggiate</em>’. (5)</span></p>
<p><strong>Un investimento</strong> di 200 miliardi di dollari all&#8217;anno &#8211; per rafforzare l&#8217;assistenza sanitaria di base nei Paesi a basso e medio reddito (LMIC, <em>Low-Medium Income Countries</em>) &#8211; può salvare 60 milioni di vite, aumentare l&#8217;aspettativa di vita media di 3,7 anni entro il 2030 e contribuire in misura significativa allo sviluppo socioeconomico. Ma i governi <a href="https://www.egalite.org/sos-ambiente-un-libro-da-non-perdere/">continuano a privilegiare gli armamenti</a> agli ospedali, l’industria della morte alla vita.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘<em>La salute pubblica è in definitiva una scelta politica</em></strong><em>. Dobbiamo renderci conto che la salute è un investimento per il futuro. I Paesi investono pesantemente nella protezione della loro gente dagli attacchi terroristici, ma non contro l&#8217;attacco di un virus, che potrebbe essere molto più mortale e molto più dannoso dal punto di vista economico e sociale. Una pandemia potrebbe mettere in ginocchio economie e nazioni</em>’ (Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS).</span></p>
<h2>Copertura sanitaria universale, impegni assunti all’ONU il 23.9.19</h2>
<p><strong>Il 23.9.18 gli Stati membri</strong> ONU si sono impegnati a lavorare con efficacia per raggiungere l’obiettivo della <em>Universal Health Coverage</em>’ (UHC) entro il 2030. A parole, almeno. Tenendo a mente che gli USA, seconda potenza economica mondiale, sono ancora lontani dal garantire l’<a href="https://www.egalite.org/emergenza-abitativa-e-deiezioni/">assistenza sanitaria di base ai ceti meno abbienti</a>. In ogni caso, i governi dovranno riferire periodicamente all’ONU lo stato di avanzamento dei lavori, in vista dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2023.</p>
<p><strong>Gli investimenti</strong> devono venire orientati su quattro aree, con gli obiettivi di:</p>
<p><strong>1) garantire</strong> che nessuno soffra le ripercussioni economiche e finanziarie per affrontare i costi dell&#8217;assistenza sanitaria,</p>
<p><strong>2) implementare</strong> interventi sanitari ad alto impatto sociale per combattere le malattie,</p>
<p><strong>3) proteggere</strong> la salute delle donne e dei bambini,</p>
<p><strong>4) rafforzare</strong> le infrastrutture sanitarie, aumentare la forza lavoro in sanità e insieme rafforzare la capacità di <em>governance</em>.</p>
<h2>Sanità globale, le grandi sfide</h2>
<p><strong>Le aree di conflitto</strong> e di crisi sono le prime ove rivolgere attenzione, <a href="https://www.egalite.org/unicef-azione-umanitaria-per-i-bambini-2020/">soprattutto verso i bambini</a>. A livello globale è indispensabile introdurre equità nell’accesso ai servizi e ampliare l’accesso ai farmaci. Circa un terzo degli individui del pianeta tuttora non ha accesso a medicinali, vaccini, strumenti diagnostici, con conseguenze atroci in particolare su malattie croniche e disabilità.</p>
<p><strong>La prevenzione</strong> deve peraltro fondarsi, com’è ovvio, sull’effettivo <a href="https://www.egalite.org/cibo/">approvvigionamento di cibo</a> sicuro e nutriente nonché <a href="https://www.egalite.org/acqua/">di acqua</a> a tutti gli abitanti del pianeta. Evidenziando la responsabilità di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite di garantire questi diritti umani che l’Assemblea Generale ONU ha dichiarato essere fondamentali e imprescindibili. E non a caso figurano ai primi posti tra gli <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/sdgs-le-trasformazioni-doverose-per-la-filiera-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Obiettivi di Sviluppo Sostenibile</a> (SDGs) in Agenda ONU 2030.</p>
<p><strong>Malnutrizione</strong>, obesità e <a href="https://www.egalite.org/riscaldamento-globale-il-rapporto-wmo/">cambiamento climatico</a> sono i tre fattori-chiave della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/global-syndemic-il-mix-micidiale-di-malnutrizione-e-crisi-ecologica" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Global Syndemic</em></a>, la minaccia epidemica globale messa a fuoco lo scorso anno dalla Commissione <em>The Lancet</em>. Gli alimenti ultraprocessati &#8211; cibo-spazzatura in prevalenza &#8211; ammalano le popolazioni del mondo, come ha sottolineato un recente <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/dieta-salute-e-alimenti-ultraprocessati-il-rapporto-fao" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto FAO</a>. Si aggiunge infine l<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/resistenza-agli-antibiotici-non-ce-tempo-da-perdere-rapporto-oms/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">’antibiotico-resistenza</a>, che dipende sia dalla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/antibiotico-resistenza-medicinali-veterinari-e-benessere-animale-labc-delle-nuove-regole/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gestione irresponsabile degli allevamenti</a> in alcune aree del mondo, sia dall’abuso di antibiotici per uso umano. Anche in Italia, <a href="https://www.egalite.org/antibiotici-i-consumi-in-italia-rapporto-aifa/">come si è visto</a>.</p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) <em><a href="https://www.un.org/pga/73/wp-content/uploads/sites/53/2019/05/UHC-Political-Declaration-zero-draft.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">High-level United Nations Political Declaration on universal health coverage</a> </em>(UHC),</p>
<p>(2) <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/universal-health-coverage-(uhc)" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Universal health coverage</em></a> (UHC)</p>
<p>(3) <em>WHO welcomes landmark UN declaration on universal health coverage</em>, <a href="https://www.who.int/news-room/detail/23-09-2019-who-welcomes-landmark-un-declaration-on-universal-health-coverage" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa 23.9.19</a></p>
<p>(4) WHO, comunicato 22.9.19. <a href="https://www.who.int/news-room/detail/22-09-2019-countries-must-invest-at-least-1-more-of-gdp-on-primary-health-care-to-eliminate-glaring-coverage-gaps" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Countries must invest at least 1% more of GDP on primary health care to eliminate glaring coverage gaps</em></a>,</p>
<p>(5) WHO, <a href="https://www.who.int/news-room/photo-story/photo-story-detail/urgent-health-challenges-for-the-next-decade" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Urgent health challenges for the next decade</em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/">Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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