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FAO, il rapporto sulla biodiversità per l’alimentazione e l’agricoltura

FAO, il rapporto sulla biodiversità per l’alimentazione e l’agricoltura

FAO biodiversità

La biodiversità per l’alimentazione e l’agricoltura (BFA) e la sua gestione in tutto il mondo è preoccupante. Così si evince dal rapporto della FAO che fotografa lo stato dell’arte nel 2019. (1)

Il rapporto è elaborato sulla base delle informazioni fornite da 91 paesi e 27 organizzazioni internazionali, analisi della letteratura globale, oltre a dati e contributi di oltre 175 autori e revisori.

Cosa si intende con biodiversità

La biodiversità è la varietà della vita a livello genetico, di specie e di ecosistema. A sua volta, la BFA (biodiversità per l’agricoltura e l’alimentazione) è l’insieme delle piante e degli animali da allevamento, le foreste, le specie acquatiche e l’acquacoltura, oltre alle versioni selvatiche di animali e piante domestici. È incluso anche il vasto insieme di organismi presenti nei sistemi di produzione agricola e alimentare.

La sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile dipendono della biodiversità. Si pensi alla salubrità dei suoli, all’impollinazione delle piante, al controllo naturale dei parassiti, come pure alla conservazione di habitat idonei alla fauna selvatica, inclusi i pesci, vitale per l’alimentazione.

La resilienza della biodiversità a rischio

Un’ulteriore preziosa funzione della diversità biologica si esplica nella resilienza di cui si giovano l’ambiente e le comunità in caso di stress ambientale e socioeconomico. È il caso della integrazione di diverse razze animali e varietà vegetali capaci di sostenere la sicurezza alimentare e la nutrizione nelle mutevoli condizioni di vita.

Tanta ricchezza è però in declino, riferisce la FAO. Inquinamento e degrado ambientale minacciano gli organismi a protezione dell’ambiente (impollinatori, insetti utili contro i parassiti) e gli ecosistemi essenziali per avere acqua dolce e protezione contro inondazioni e altri pericoli ambientali.

Sempre meno diversità

Diminuiscono le razze animali allevate. Delle 7.745 razze locali il 26% è notoriamente a rischio di estinzione, mentre del 67% mancano informazioni sul livello di rischio.

Continuano a comprimersi anche le varietà vegetali coltivate nel mondo. Delle oltre 6mila specie di piante coltivate a scopo alimentare, meno di 200 hanno un ruolo nel fornire nutrimento. E appena 9 specie rappresentano il 66% della produzione agricola globale.

Il mare senza pesci

L’impoverimento descritto per le coltivazioni terrestri riguarda anche le risorse ittiche. Quasi un terzo (33%) degli stock ittici è sovrasfruttato, mentre un terzo delle specie di pesci d’acqua dolce è minacciato.

I pesci selvaggi rientrano a pieno titolo tra le fonti alimentari selvatiche a rischio, cui appartengono anche piante e animali terrestri. La FAO riferisce che il 24% delle specie alimentari selvatiche è in declino, mentre di un altro 61% non si hanno dati.

Il ruolo delle pratiche agricole

Il BFA è influenzato da molti fattori, come i cambiamenti climatici, i mercati internazionali e la crescita demografica, con conseguenze ormai evidenti. La sottrazione di terra a scopo agricolo o per ulteriori urbanizzazioni, l’inquinamento, l’avvelenamento ambientale con pesticidi.

Gran parte degli impatti negativi sulla biodiversità per l’agricoltura e l’alimentazione sono almeno in parte da attribuire a pratiche agricole inadeguate. Vere e proprie aggressioni agli ecosistemi, che via via perdono la funzione vitale di regolare il clima, filtrare l’aria e l’acqua, salvaguardare la fertilità del suolo.

La biodiversità associata in pericolo

La vasta gamma di organismi che ruota attorno ai sistemi di produzione agricola e alimentare è difenita ‘biodiversità associata’. A minacciarla sono pratiche aggressive variabili in funzione della posizione geografica.

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Lo sfruttamento eccessivo è ovunque. Più specificamente, in Africa dilagano caccia e bracconaggio, in Asia – come sappiamo – infuria la deforestazione. In Europa e nell’Asia centrale, pesano deforestazione e sottrazione di terre a scopo agricolo intensivo. In America Latina e nei Caraibi la crisi si deve a sovrasfruttamento, parassiti, malattie e specie invasive. Mentre nel Vicino Oriente e in Nord Africa pesa l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

La debolezza delle politiche di sostenibilità

La politica, la scienza e la tecnologia possono fare molto per tutelare la BFA. Tuttavia, esprimono una debolezza incapace di tutelare davvero la biodiversità per l’alimentazione e l’agricoltura

Le misure declamate non corrispondono a progressi reali. La causa pare risiedere in una cronica mancanza di consapevolezza nei decisori politici e tra le altre parti coinvolte e con interessi divergenti dal bene comune. Ciò in particolare riguarda gli alimenti selvatici e la biodiversità associata.

Il testo integrale del rapporto (576 pagine) è disponibile a questo link http://www.fao.org/3/CA3129EN/CA3129EN.pdf

Immagine di copertina: 60 dessins de presse. Préface de Yann Arthus-Bertrand. Gallimard

Note

(1) FAO. 2019. The State of the World’s Biodiversity for Food and Agriculture, J. Bélanger & D. Pilling (eds.). FAO Commission on Genetic Resources for Food and Agriculture Assessments. Rome. 572 pp. (http://www.fao.org/3/CA3129EN/CA3129EN.pdf)

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