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Humus, la rete sociale dell’agricoltura bio in Italia, sostiene #Buycott

Humus, la rete sociale dell’agricoltura bio in Italia, sostiene #Buycott

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Humus, la rete sociale dell’agricoltura biologica in Italia, aderisce alla campagna #Buycott! Soia OGMolio di palma e carni americane. (1) Arrestare la domanda per provocare il cambiamento, nella strenua lotta contro rapina delle terre (land grabbing) e deforestazioni di cui olio di palma e soia OGM sono la prima causa a livello planetario.

Rete sociale Humus, storia e attività

La rete sociale Humus è stata costituita dai pionieri dell’agricoltura biologica in Italia. Organizzazioni cooperative, associazioni e persone che nel corso dei decenni hanno lavorato insieme per sviluppare buone prassi agricole e risvegliare le coscienze di tutti all’insegna del Bene comune. Il quale può realizzarsi su scala locale, grazie a filiere eque e solidali che operano in sinergia, nel rispetto delle persone, l’ambiente e la biodiversità.

L’agroecologia – come il buon senso suggerisce e la scienza conferma – è l’unica via da seguire per garantire alle popolazioni cibi più sani e nutrienti, nelle quantità necessarie, rifuggendo gli sprechi. Ed è indispensabile per mettere fine al grave inquinamento ambientale tuttora causato dall’abuso di agrotossici che avvelenano i suoli e percolano nelle acque, causando morti premature, malformazioni e malattie.

Le attività della rete Humus si concretizzano nel supporto operativo degli operatori agro-ecologici e l’informazione ai consumatori. Per rendere tangibile la valenza ambientale, salutistica ed etica dell’agricoltura biologica e dei suoi prodotti. Mediante sinergie tra organizzazioni, associazioni e gruppi di consumatori. From seed to fork e from feed to fork, Humus sostiene l’agricoltura biologica in Italia e favorisce l’integrazione della filiera in un rapporto interattivo tra chi produce, chi distribuisce e chi consuma.

#Buycott, il sostegno a viva voce di Humus

Basta con la soia OGM, l’olio di palma e la carne delle multinazionali americane! Bisogna affermare le sorti di un’agricoltura basata su principi di rispetto dell’ambiente, dei cicli biologici naturali, della salute e dalla dignità delle persone. Dobbiamo rigettare gli alimenti simbolo dell’agro-zootecnia globalizzata che devasta l’ambiente e rapina le terre ai contadini e le popolazioni indigene. Nel nostro paese, come in ogni altra parte del mondo‘. (Maurizio Agostino, Rete Sociale Humus, coordinatore)

Secondo Humus chi coltiva gestisce – più di altri operatori economici – beni comuni essenziali come terra, acqua, aria, cibo, biodiversità. Si devono perciò rifiutare gli acquisti di tutte le merci che provengano o contribuiscano alla globalizzazione dello sfruttamento di esseri umani ed ecosistemi. Servono impegno e attenzione da parte di tutti noi, ogni giorno. Per fare in modo che i prodotti con olio di palma restino fermi a scaffale fino a scomparire. E anche gli allevatori che non aderiscano al sistema biologico – dove l’impiego di OGM è rigorosamente vietato – devono comunque smettere di acquistare mangimi che contengano soia OGM.

Ora Basta! Fuori i crimini internazionali contro l’umanità e l’ambiente dai nostri cibi e dalle nostre DOP! I consumi devono venire invece orientati verso i prodotti della filiera corta, l’agroecologia e l’agricoltura contadina

#Égalité!

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Dario Dongo

Note

(1) La campagna #Buycott! Soia OGM, olio di palma e carni americane è stata lanciata il 4.8.19 da Égalité insieme a GIFT (Great Italian Food Trade) ha già raccolto il sostegno di Associazione Comuni Virtuosi e Disability Pride Italia, CALG (Coalition Against Land Grabbing) e European Consumers, nonché dal Gruppo No Pesticidi

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