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Azione contro la fame, il manifesto

Azione contro la fame, il manifesto

Manifesto Azione contro la fame

Égalité è lieta di sottoscrivere e condividere il manifesto di Azione contro la fame, con invito a tutti a fare altrettanto, su www.azionecontrolafame.it. Ecco perché.

1) Azione contro la fame, premessa

Azione contro la fame (Action against hunger) è un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata da oltre 40 anni per salvare la vita dei bambini malnutriti e combattere le cause strutturali della fame, in Italia e nel mondo. In Europa ha sedi in Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra.

L’organizzazione no-profit fornisce assistenza salvavita e assicura l’autosufficienza alimentare – non solo la distribuzione di cibo – per contribuire alla food security. Vale a dire, la disponibilità alle popolazioni di cibo sicuro e nutriente, nonché di acqua potabile e servizi sanitari.

2) Action against hunger, le attività

A livello globale, Azione contro la fame ha finora fornito aiuto a quasi 26 milioni di persone in più di 50 Paesi, grazie al lavoro di 8.300 persone. I bilanci certificati attestano che il 91% delle donazioni viene destinato ai progetti sul campo, il 6% all’amministrazione e il 3% al fundraising.

I programmi di prevenzione e trattamento della malnutrizione sono accompagnati da attività di ricerca e innovazione volti ad aumentarne l’efficacia e affrontare con più efficienza la crisi di food security che sempre più affligge le popolazioni del pianeta.

3) Il manifesto

Il manifesto di Azione contro la fame aspira a coalizzare un movimento della società civile che solleciti i decisori politici ad agire al più presto. Affinché le popolazioni del pianeta vengano liberate, una volta per tutte, dalle minacce della fame e la malnutrizione infantile.

La Dichiarazione universale del diritti dell’uomo prevede infatti che ‘tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignita e diritti‘. I diritti umani fondamentali al cibo e all’acqua sono stati altresì proclamati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma nulla è cambiato.

4) Food security, la crisi crescente

I dati parziali e approssimativi delle agenzie internazionali riferiscono a 811 milioni di persone, 149 milioni di bambini, afflitti da malnutrizione cronica. Con danni spesso irreversibili allo sviluppo fisico e cerebrale dei bambini, con oltre 2 milioni di morti per malnutrizione ogni anno in età 0-5 anni.

Più verosimilmente, già prima della pandemia 3,5 miliardi di esseri umani vivevano in condizioni di fame e povertà estrema, come si è visto. (1) E la situazione si è aggravata prima a causa dell’impatto dei lockdown su economia, produzione e logistica, (2) poi a seguito dell’assurdo conflitto ucraino. (3)

5) Le cause da rimuovere

La lotta alla fame e alla malnutrizione infantile deve venire inserita e perseguita quale priorità di ogni governo del pianeta. Erano questi i primi Millennium Development Goals concordati dai 193 Stati membri dell’ONU già per il 2015, ma uno solo di essi – la Cina – li ha effettivamente raggiunti.

Le guerre devono venire fermate e i conflitti risolti con la democrazia, come le civiltà umane dovrebbero avere appreso dopo due secoli di ricorrenti genocidi. 6 persone su 10 tra quelle che soffrono la fame vivono in un’area caratterizzata da guerre e ostilità e l’84% dei bambini colpiti da malnutrizione cronica vivono in un Paese in conflitto, sottolinea Azione per la Fame.

6) Diseguaglianze tra e dentro i Paesi

Le diseguaglianze tra i Paesi c.d. sviluppati e quelli a basso e medio reddito (LMIC, Low and Middle Income Countries) – e quelle all’interno dei Paesi stessi – devono venire affrontate con priorità. Le crisi economiche sono la seconda causa di fame e malnutrizione, nel 26% dei casi a livello globale secondo Azione per la Fame.

Le fasce di popolazione più povere, tra cui si annoverano le persone con disabilità, (4) sono esposte a fame e malnutrizione in ogni Paese del Sud e del Nord del pianeta. Come si è visto in USA (5) e si registra sempre più anche in Europa, a causa della maledetta guerra. Il sostegno pubblico alla povertà è indispensabile.

7) Sistemi alimentari resilienti

La sovranità alimentare e la resilienza dei sistemi alimentari sono altresì cruciali per mettere fine alla fame e la malnutrizione a livello globale. Gli approvvigionamenti di cibo dipendono per il 70% dall’agricoltura contadina i cui diritti, se pure proclamati dall’Assemblea generale ONU il 19.11.18, rimangono però solo sulla carta. (6)

Land grabbing e conflitti sulle terre proseguono in ogni dove, per espandere monoculture invase da pesticidi e agrotossici che minacciano la salute di tutti, avvelenano le acque e i suoli. L’ecoagricoltura predicata da FAO (2019) deve quindi venire imposta a garanzia della resilienza dei sistemi alimentari. (7)

8) Conclusioni provvisorie

iPES FOOD, nel suo rapporto speciale Food Price Crisis. Another Perfect Storm? (2022), ha rimarcato alcune priorità volte ad affrontare la crisi di food security in atto:

A) fornire supporto finanziario e alleggerimento del debito ai Paesi vulnerabili,

B) reprimere la speculazione sulle commodities alimentari, anche attraverso tasse sui fondi indicizzati sulle stesse,

C) costituire riserve regionali di grano e un apparato globale di aiuti alimentari in grado di affrontare crisi prolungate,

D) diversificare i sistemi di produzione e distribuzione. Privilegiare le colture più resilienti e adatte ai contesti locali (es. stress idrico) e superare le logiche WTO (World Trade Organization) che hanno consentito alle esportazioni di derrate dei Paesi ‘sviluppati’, sovvenzionate dalle loro politiche agricole, di fare scomparire la produzione interna dei Paesi a basso e medio reddito,

E) ricostruire la resilienza e ridurre le dipendenze dannose attraverso biodiversità e l’agroecologia, superando il dominio dell’agricoltura industriale che ancora una volta si è rivelata incapace di fronteggiare la crisi. (8)

Freedom is meaningless if people cannot put food in their stomachs’ (Nelson Mandela)

See Also
povertà in Europa Eurostat

#SDG1, No poverty, #SDG2, Zero hunger. #SDG3, Ensure health and well-being. #SDG6, Clean water and sanitation. #SDG12, Sustainable production and consumption. #sdgs2030.

#egalite, #fightinequality

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. 3,5 miliardi di persone costretti a fame e miseria. Il rapporto FAO 2020 in controluce. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.7.20

(2) Elena Bosani. Il virus della fame si moltiplica, rapporto Oxfam. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.8.21

(3) Dario Dongo. Food security, disastro in atto. A prescindere dal grano ucrainoGIFT (Great Italian Food Trade).  3.8.22

(4) Dario Dongo. Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat. Égalité 18.2.21

(5) Dario Dongo. Emergenza abitativa e deiezioni. Égalité, 20.8.19

(6) Dario Dongo. Diritti dei contadini, Dichiarazione ONU. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.11.08

(7) Dario Dongo. Da Farm to Fork a Farm to War, l’appello della scienza per una strategia alimentare resiliente. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.3.22

(8) Marta Strinati. Aumento dei prezzi e crisi alimentare in tempo di guerra. Retroscena nel rapporto iPES FOOD. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.5.22

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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