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Barriere, lettera al Sindaco di Genova

Barriere, lettera al Sindaco di Genova

Barriere, una battaglia quotidiana. Il Sindaco di Genova Ing. Marco Bucci ha ricevuto notifica della lettera di cui a seguire, a firma di Dario Dongo (fondatore di Égalité, in proprio e a nome di Disability Pride Italia). Il primo cittadino della Superba non si è peraltro degnato di rispondere, né di affrontare i problemi denunciati.

Il 9.1.19, data di invio della lettera, si è celebrato il trentennale dall’approvazione in Italia della legge contro le barriere architettoniche, una delle normative più barbaramente disapplicate da enti pubblici e privati nell’intera Penisola.


Roma, 9 gennaio 2019

Alla c.a. del Sindaco di Genova,

Egr. Ing. Marco Bucci

 

Egregio Signor Sindaco,

Le scrivo in qualità di appassionato della splendida città di Genova, che mi è cara anche in quanto città natale ove più non vivo.

Proprio oggi si celebra il trentennale dall’approvazione della legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche, una delle normative più ampiamente disapplicate dalle pubbliche amministrazioni dell’intera penisola.

Nessuno dei Suoi predecessori ha adottato alcuna iniziativa a tale riguardo. Così anche Genova, come la quasi totalità dei comuni italiani, è gravemente inaccessibile a chi, come il sottoscritto, si trova su una sedia a rotelle. Ed è un vero peccato non solo per i residenti – la cui età media è superiore alla media – ma anche per i turisti che sempre più animano l’economia genovese.

L’adozione dei PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) è senza dubbio il primo passo da compiere, anche poiché prescritto dalla legge dello Stato. Bisogna mappare il territorio, le infrastrutture e gli spazi pubblici in primo luogo, e definire un programma di lavoro che consenta di risolvere i non pochi ostacoli che si saranno individuati. Partire dalle priorità, nel centro e nelle periferie, affinché le persone dotate di disabilità possano vivere la città e i suoi servizi in condizioni di sicurezza.

Il turista che intenda scoprire le meraviglie di Genova deve in ogni caso venire messo nelle condizioni di:

– accesso al mare. Una sola spiaggia sull’intero litorale è oggi attrezzata, a Vernazzola, ed è tuttavia impossibile da raggiungere coi mezzi pubblici. Ogni altro stabilimento è sprovvisto di qualsivoglia struttura in grado di garantire ai disabili l’accesso al mare senza dover affrontare gradini e rapidi pendii. Neppure una sedia galleggiante con le ruote, i cui costi sono davvero risibili, dalla Foce a Nervi;

– trasporto pubblico. L’estate scorsa ho provato a recarmi alle piscine d’Albaro, con l’autobus n. 42, e da lì a rientrare in centro. Quasi ogni giorno, in agosto. Ma il tentativo è fallito, nella gran parte dei casi, a causa del malfunzionamento delle pedane. Sono tornato i giorni scorsi e, nonostante le mie puntuali richieste di segnalare i guasti ai manutentori, nulla è cambiato. Potrò produrLe un rapporto di dettaglio su questa interruzione di servizio pubblico, ove richiesto;

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– accoglienza alberghiera e b&b. Se già pochissimi sono gli hotel e i residence accessibili, ancor meno sono le camere predisposte all’accoglienza. La situazione è poi grottesca nel caso dei bed & breakfast.

Mi permetto perciò di sottoporre a Lei – in quanto ingegnere e manager, che ha già dato ottima prova del Suo impegno a riportare in vita la Superba – l’opportunità di intervenire anche su questi temi, adottando le misure che chi L’ha preceduta ha vergognosamente omesso e aggiungendo iniziative grazie alle quali vorremo tutti ricordarLa come il Salvatore dell’amata #GenovaPerTutti

Concludo esprimendo la personale disponibilità a fornire, a titolo volontario, ogni contributo che potrà risultare utile allo scopo.

Cordialmente,

Dario Dongo

Disability Pride ItaliaÉgalité

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