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Ogni mossa conta: persone più attive per la Salute e l’inclusione 

Ogni mossa conta: persone più attive per la Salute e l’inclusione 

Ogni mossa conta

Il Piano d’azione globale dell’OMS sull’attività fisica 2018-2030 presentato il 25 novembre 2020 si pone l’obiettivo di ridurre l’inattività fisica del 15% entro il 2030. Il documento fornisce informazioni chiare e scientificamente valide sull’importanza del muoversi, cioè del fare esercizio fisico in maniera costante e quotidiana. Indica altresì delle linee di azione precise, cioè interventi specifici da attuarsi nei singoli contesti, per contrastare la sedentarietà. (1)

Ogni mossa conta

Secondo la definizione dell’OMS, per attività fisica si intende ogni movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici, che comporti un dispendio energetico.

Questo può essere realizzato in modi diversi: camminando, andando in bicicletta, praticando sport o forme attive di ricreazione (es. danza, yoga, tai chi), ma anche lavorando, giocando, dedicandosi alle faccende domestiche, viaggiando e impegnandosi in attività ricreative. Tutte le forme di attività fisica possono fornire benefici per la salute, se praticate regolarmente e con una sufficiente durata e intensità.

Quanto e come ci “muoviamo” oggi?

Le statistiche dell’OMS evidenziano che 1 adulto su 4 e 4 adolescenti su 5 non fanno abbastanza attività fisica. A livello globale, questo elevato tasso di sedentarietà ha un costo molto alto: 54 miliardi di dollari spesi ogni anno in assistenza sanitaria diretta, ai quali si aggiungono altri 14 miliardi in perdita di produttività.

Livelli elevati di inattività fisica hanno impatti negativi sui sistemi sanitari, sull’ambiente, sullo sviluppo economico, sul benessere della comunità e sulla qualità della vita. Inoltre, è stato valutato che, se la popolazione mondiale fosse fisicamente più attiva, si eviterebbero, ogni anno, fino a 5 milioni di decessi. (2).

Le nuove linee-guida. Raccomandazioni e benefici

L’OMS raccomanda a tutti gli adulti (compresi i soggetti affetti da patologie croniche o disabilità) almeno 150-300 minuti di attività aerobica (da moderata a intensa) alla settimana. Ai bambini e agli adolescenti suggerisce invece una media di 60 minuti al giorno.
Le persone di età pari o superiore ai 65 anni dovrebbero includere nella propria quotidianità anche attività che migliorino l’equilibrio, la coordinazione motoria e il rafforzamento muscolare, in modo da ridurre il rischio di cadute accidentali.

Una regolare attività motoria aiuta a prevenire e a curare malattie non trasmissibili (NCD), come malattie cardiache, ictus, diabete, cancro al seno e al colon, oltre che a prevenire l’ipertensione, il sovrappeso e l’obesità. Inoltre oggettivi e importanti benefici sono stati riscontrati nelle persone con disabilità, che costantemente svolgono attività fisica.
Non da ultimo, è stato scientificamente dimostrato, che la regolare attività fisica riduce sensibilmente anche i sintomi di depressione e di ansia, contrastando al tempo stesso il declino cognitivo e migliorando la memoria e la salute del cervello. (3)

Quali obiettivi e quali interventi?

Il Piano d’azione dell’Oms si prefigge di raggiungere 4 obiettivi strategici mediante interventi multidisciplinari:

1. Costruire società attive (norme e comportamenti sociali). Promuovere un cambio di paradigma in tutta la società verso una piena consapevolezza dei molteplici benefici dell’ attività fisica, attraverso campagne di comunicazione sulle best practice e partecipazioni di massa in spazi pubblici, per condividere esperienze di attività fisica socialmente e culturalmente utili.

2. Costruire ambienti di vita attivi (spazi e luoghi). Realizzare e mantenere spazi e luoghi fisici, che permettano a tutte le persone di ogni età, abilità e status socio-economico di poter fare attività fisica regolarmente, ciascuno in base alle proprie capacità, attraverso azioni politiche di miglioramento della sicurezza stradale e la pianificazione di infrastrutture, che consentano lo spostamento a piedi, in bicicletta e in tutte le possibili forme di mobilità su ruote (comprese sedie a rotelle, scooter e pattini).

3. Promuovere stili di vita attivi (programmi e opportunità). Progettare e proporre in più contesti (scuola, lavoro, comunità) programmi per incoraggiare individui, famiglie e i gruppi più a rischio di inattività fisica, a sperimentare stili di vita attivi, attraverso adeguati programmi e servizi che implementino l’attività fisica nelle scuole, nei luoghi di lavoro pubblici e privati e mediante iniziative Whole of Community (per l’intera comunità), che stimolino il senso di responsabilità delle comunità di base.

4. Orientare i sistemi di governo alla promozione dell’attività fisica e della salute (leve politiche e di governo). Garantire gli investimenti necessari per la gestione e il coordinamento di azioni efficaci di promozione dell’attività fisica, attraverso meccanismi di finanziamento snelli e sicuri, che assicurino un’implementazione delle azioni nazionali e subnazionali per lo sviluppo di politiche a favore dell’attività fisica. (4)

Il Piano d’azione globale dell’OMS fornisce, quindi, un approccio di sistema universalmente applicabile a tutti i paesi, che dovrà poi essere adattato nel dettaglio alle singole situazioni in essere e che, necessariamente, richiederà un coinvolgimento multidisciplinare di più parti, in sinergia tra loro.

Partenariati

Un’attuazione efficace del Piano d’azione globale dell’OMS sull’attività fisica 2018-2030 richiederà partenariati tra soggetti diversi: Stati Membri, ministeri della salute, del trasporto, dell’istruzione, dello sport, della gioventù, dell’urbanistica, dell’ambiente, del turismo, della finanza e del lavoro. Nonché Agenzie di sviluppo, Istituti finanziari, Organizzazioni intergovernative, Agenzie ONU, Organizzazioni non governative. E ancora, società civile, Associazioni professionali in aree mediche e affini, Istituzioni accademiche e di ricerca, Settore privato, Gruppi di fede e culturali, leader cittadini e governi locali, Sindaci, Governatori e funzionari locali.

Tutti i partner dovranno orientare gli obiettivi della propria politica verso l’implementazione dell’attività fisica e la riduzione del comportamento sedentario. Ciò comporterà lo sviluppo di piani di azione singoli in linea con le raccomandazioni dell’OMS, nonché collegamenti strategici con tutti gli altri partner, in un’ottica di una effettiva collaborazioni multidisciplinare.

La parola agli esperti

Fiona Bull, responsabile della Physical Activity Unit, che ha guidato lo sviluppo delle nuove linee guida dell’OMS, ha precisato che ‘queste nuove linee-guida evidenziano quanto sia importante essere attivi per i nostri cuori, corpi e menti e come i risultati favorevoli giovino a tutti, di tutte le età e abilità‘.

Il direttore generale dell’OMS, il Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che essere fisicamente attivi è fondamentale per la salute e il benessere: ‘può aiutare ad aggiungere anni alla vita e vita agli anni (…) Ogni mossa conta, soprattutto ora che gestiamo i vincoli della pandemia COVID-19. Dobbiamo muoverci tutti ogni giorno, in modo sicuro e creativo’.

Attività fisica e obiettivi sostenibili: si può!

La Dichiarazione di Bangkok del 2016 (5) ha evidenziato le potenzialità che l’attività fisica può avere per il conseguimento di buona parte dei diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile, assegnati dalle Nazioni Unite a tutti i Paesi per il 2030, ovvero:

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Salviamo le api

  • Porre fine a tutte le forme di malnutrizione. Il sovrappeso e l’obesità sono forme di malnutrizione. L’attività fisica può quindi aiutare a mantenere un peso sano e può contribuire alla perdita di peso.
  • Buona Salute e Benessere. Una maggiore attività fisica contribuisce alla prevenzione e al trattamento delle malattie non trasmissibili (NCD) nella popolazione. Inoltre, il preferire l’uso della bicicletta o dei mezzi pubblici riduce le emissioni inquinanti, andando a migliorare la qualità dell’aria che si respira.
  • Istruzione di qualità. L’aumento della partecipazione all’attività fisica negli adolescenti può portare a una maggiore capacità di concentrazione e miglioramento delle funzioni cognitive, con conseguenti migliori risultati scolastici.
  • Parità di genere. Accrescere le possibilità di accesso all’attività fisica per le donne e le ragazze può contribuire a porre fine alla discriminazione di genere, permettendo loro di sviluppare competenze multidisciplinari, verso una personale autosufficienza economica.
  • Lavoro dignitoso e crescita economica. Attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dello sport e ricreativo.
  • Industria, innovazione e infrastrutture. Sviluppare infrastrutture di qualità, moderne e sostenibili, che includano nuove piste ciclabili e pedonali, porterà a una maggiore partecipazione all’attività fisica secondo un principio di pari opportunità, con conseguente possibilità di nuove opportunità di occupazione e di sviluppo economico.
  • Riduzione delle diseguaglianze. Lo sport, in tutte le sue forme, ha una grande valenza aggregativa ed è fonte e motore di inclusione sociale, oltre che valido strumento di integrazione delle minoranze e dei gruppi a rischio di emarginazione sociale.
  • Città e comunità sostenibili. Migliori infrastrutture di trasporto favoriscono l’andare a piedi e in bicicletta e l’uso del trasporto pubblico. L’incremento dell’andare a piedi, in biciclette e dell’utilizzo dei trasporti pubblici porta a ridurre l’uso dell’automobile e quindi a ridurre le emissioni, diminuendo in tal modo l’impatto negativo, che hanno sull’ambiente.
  • Produzione e consumo responsabili. L’aumento del numero di persone a piedi e in bicicletta può contribuire alla sostenibilità e alla preservazione della natura attraverso un uso ridotto dell’automobile e una maggiore consapevolezza dell’impatto degli individui sull’ambiente.
  • Azione per il clima. La riduzione dell’uso di automobili a favore dell’andare a piedi o in bicicletta aiuta a ridurre l’uso di combustibili fossili e le conseguenti emissioni, contribuendo in tal modo a mitigare i cambiamenti climatici.
  • Vita sulla Terra. L’attività fisica in spazi aperti aumenta l’apprezzamento della terra e degli ambienti naturali e di conseguenza, ne favorisce l’uso sostenibile, la conservazione, il ripristino e la biodiversità.
  • Pace, giustizia e istituzioni forti. Un maggiore senso di comunità attraverso l’attività fisica può aiutare a ridurre la violenza e i conflitti e a promuovere leggi e politiche non discriminatorie.
  • Partnership. Lavorare insieme e in sinergia per un bene comune. Condividere conoscenze, competenze e risorse per promuovere la piena consapevolezza dell’importanza dell’attività fisica per uno sviluppo più sostenibile.

Il vero cambiamento si potrà comunque avere solo quando questi obiettivi di sviluppo sostenibile verranno tradotti in ‘azioni pratiche’, cioè solo qualora importanti risorse umane e finanziare verranno seriamente programmate e investite per promuovere e supportare l’attività fisica, intesa come priorità assoluta per il benessere fisico e sociale dell’intera umanità.

È quindi tempo che ciascuno di noi si ‘muova’ in modo sano, consapevole e sostenibile, verso una nuova consapevolezza del ‘ogni mossa conta’.

Dario Dongo

Note

(1) Le Linee guida OMS su attività fisica e sedentarietà pubblicate a novembre 2020: “WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour

(2) Physical activity (who.int)

(3) Global action plan on physical activity 2018–2030: more active people for a healthier world

(4) Take Action for the Sustainable Development Goals – United Nations Sustainable Development

(5) La dichiarazione di Bangkok sull’attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile è una dichiarazione di consenso del 6° Congresso della International Society of Physical Activity and Health (ISPAH) del 19 novembre 2016 http://www.ispah.org/resources

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